Moralismi e fallimenti

Le (non) politiche per la famiglia e le dichiarazioni di Sacconi

di Irene Tinagli , pubblicato il 9 novembre 2010
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La Conferenza Nazionale sulla Famiglia avrebbe potuto, anzi, avrebbe dovuto essere l’occasione per il Governo di parlare seriamente della condizione socio-economica delle famiglie italiane dopo due anni di crisi e delle misure concrete che il Governo ha fatto o intende fare per aiutarle. Invece il ministro Sacconi e il sottosegretario Giovanardi hanno messo in piedi una sorta di show fatto di slogan, dichiarazioni fortissime e smentite, concentrandosi su questioni ideologiche come la scelta o meno di sposarsi e tirando in ballo argomenti come l’inseminazione artificiale, criminalizzando quasi le coppie che non si sposano o, peggio ancora, incapaci di procreare naturalmente.

Questioni e giudizi morali espressi con tale veemenza e assertività che sarebbero fuori luogo persino in un sermone domenicale, figuriamoci in un appuntamento realizzato sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica italiana con rappresentanti del Governo, delle Regioni, delle associazioni civili e di molti altri componenti della società italiana. Uno show che lascia sgomenti, non solo e non tanto per il tratto inappropriato degli argomenti e dell’approccio, ma perché non tocca nessuno dei problemi veri che le famiglie italiane vivono quotidianamente.

Si tratta infatti di dichiarazioni che ignorano, per esempio, che oggi quasi il 30% dei giovani “attivi” – quelli che dovrebbero “fare famiglia” - sono senza lavoro e che tra i fortunati che trovano lavoro, il 44% ha tuttavia contratti brevi, a tempo determinato e che lo stipendio medio di ingresso nel mondo del lavoro non supera i mille euro al mese. Non solo, ignorano anche che le famiglie già formate vivono in condizioni di crescente difficoltà: gli ultimi dati dell’Istat indicano che 2 milioni e 657 mila famiglie, pari al 10,8% dei nuclei residenti nel paese, equivalenti a quasi 8 milioni di persone, vivono in povertà relativa e che un ulteriore milione e 162 mila famiglie, pari al 4,7% dei nuclei familiari, equivalenti a tre milioni di individui, vivono in povertà assoluta. Questi sono i dati che rendono l’Italia uno dei paesi europei con i più alti tassi di povertà infantile.

Per questi milioni di famiglie in difficoltà è assai sconfortante sentir dire al sottosegretario, dopo due anni e mezzo di governo, che bisognerà fare una riforma fiscale che agevoli le famiglie anche se non ha idea di quali contorni prenderà o se si chiamerà "Quoziente familiare" o "Fattore famiglia". Dichiarazioni che fanno capire che, in questi anni di governo, non c’è stata ancora nessun tipo di elaborazione o proposta chiara in tal senso, e si deve partire da zero.

Per un Governo che ha incentrato larga parte della sua campagna elettorale sulla famiglia, ci si sarebbe aspettati non solo maggiori interventi reali, ma, in assenza degli stessi, una spiegazione argomentata e dettagliata, seria e onesta, dei motivi di tali ritardi e di quali altre priorità siano state adottate. Una qualche analisi che possa aiutare i cittadini a capire, a valutare in serenità, e che li faccia sentire come persone degne di spiegazione e di rispetto e non solo come pecorelle da indottrinare.

E in particolare da un Ministero tanto importante come quello del Lavoro e delle Politiche Sociali ci si sarebbe aspettati una capacità di affrontare certe questioni con meno veemenza ideologica e più azioni concrete, più umiltà nel riconoscere i propri fallimenti e una maggiore dose di comprensione per le difficoltà che i cittadini italiani di ogni tipo, sposati e non sposati, credenti e non, eterossesuali e omosessuali, devono affrontare ogni giorno assieme ai propri cari.

Dispiace dover constatare come il Ministro Sacconi e il sottosegretario Giovanardi siano caduti nel solito vizio della politica italiana degli ultimi anni, che invece di affrontare i problemi punta a dividere il paese tra buoni e cattivi per movimentare le proprie tifoserie. Un’operazione che, in questo caso, è particolarmente deprecabile in quanto chiama in causa le scelte personali di milioni di persone e i tantissimi bambini nati da coppie non sposate che il Ministro Sacconi ha arbitrariamente deciso di retrocedere in serie B. Sarebbe opportuno che il Ministro invece di ritrattare con noncuranza, si assumesse le responsabilità di quanto dichiarato e si scusasse con i tanti cittadini di “serie B” che ogni giorno sopportano con pazienza infinita una politica sempre più arrogante e vuota, sempre pronta ad accusare e giudicare gli altri e ad assolvere se stessa.









Docente all'Università Carlos III di Madrid, esperta di innovazione, creatività e sviluppo economico, Irene Tinagli è membro del comitato promotore di Italia Futura. Ha curato la campagna sulla mobilità sociale in Italia.

Docente all'Università Carlos III di Madrid, è esperta di innovazione, creatività e sviluppo economico. È consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU, della Commissione Europea e di numerosi governi regionali, enti e aziende in Italia e all’estero.


tag:  famiglie   sacconi   coppie di fatto   welfare   crisi   irene tinagli  


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#40 da salvatore capuano, inviato il 20/11/2010
Dopo aver letto l'articolo della Dott.sa Tinagli, ho dato uno sguardo anche ai commenti finora lasciati, e ho visto, come mi aspettavo già, la disillusione in ognuno di questi contributi...Non è la prima volta che i "nostri" (e uso le virgolette con un senso specifico) politici usano slogan d'effetto, strumentalizzano le ideologie, portano avanti inutili moralismi per ottenere consensi, stupidi applausi, che nascondono la mancanza di un CONCRETO progetto politico. In questo caso si parla di famiglie, e sappiamo benissimo che l'aiuto dovrebbe essere dato alle famiglie comuni semplici che probabilmente vivono con un solo stipendio, e che con le spese da affrontare spesso non arrivano alla fine del mese. Come già detto la detassazione, maggiori contributi alle famiglie con più figli, sarebbero le prime modifiche da attuare concretamente, indipendentemente da come si sia costituita questa famiglia (matrimonio vs convivenza etc.etc.) o da come questi figli siano stati concepiti! Purtroppo vedo ormai da anni un distacco totale da parte di tutti dalla vita politica del nostro paese, e giustamente direi...Personalmente noto un decadimento dei veri valori proprio in generale, i politici non ne sono ovviamente immuni e la loro colpa forse è solo quella di riuscire a mettere questa realtà terribilmente in risalto. Siamo ben lontani dal periodo in cui i giovani partecipavano attivamente alla vita politica del nostro paese, senza ovviamente appoggiare le situazioni più estreme, ma per lo meno credendoci...Sono d'accordo con chi parlava di una politica di "distrazione", è vero, astuto anche, ma è proprio questo che stiamo subendo. E con chi addirittura invocava una sommosssa, una rivolta generale, perchè capisco che a volte nei momenti di maggiore sconforto, può sembrare l'unica soluzione. Ho apprezzato la scelta da parte di questo forum, di pubblicare anche le critiche negative ricevute, trovo che sia un atteggiamento maturo e costruttivo. Sapendo che peggio di così non possa andare, nonostante tutto spero in un progetto di vera rinascita attuato da persone competenti, ma MERITOCRATICAMENTE competenti, e da persone, come si diceva un pò di tempo fa, PER BENE...

#39 da Andrea61, inviato il 18/11/2010
Confesso che leggere ancora oggi che le carceri sono piene perche' ci sono mamme che osano andare a lavorare invece di stare a casa ad educare i figli mi fa pensare che questo paese abbia veramente poche chance di risollevarsi.

#38 da Alberto Gazzotti, inviato il 16/11/2010
Non so piú cosa pensare.
Conoscevo bene Sacconi come anche Brunetta.
Erano persone in gamba, militavamo nello stesso partito.
Comprendo che se la tua ditta fallisce, puoi cercare lavoro altrove, ma quantomeno
senza sacrificare la tua dignitá, senza prostituirti in questo modo indegno,
facendo proprie le idee del padrone fino
a dimenticare i principi di tutta la tua vita.
Siamo ormai, purtroppo, alla mercificazione di ogni cosa, in un mondo sempre piú privo
di etica civile.
Come sempre pagano i deboli, i cosiddetti diversi, i giovani, le famiglie.
Speriamo di essere alla fine di questo squallore.

#37 da giordana, inviato il 14/11/2010
Nei commenti ho già visto tutte le cose che penso anch'io, mi chiedo spesso però come si farà a cambiare la situazione se si scoprono continuamente scandali e comportamenti vergognosi proprio da chi ci predica come comportarci..grazie cerchiamo nel nostro piccolo di cominciare

#36 da Aldo Cannavò, inviato il 13/11/2010
Se alla famiglia si dessero per ogni figlio assegni familiari adeguati,molte mamme preferirebbero lasciare il lavoro fuori casa,per educare meglio i loro figli.Le carceri avrebbero così meno delinquenti,con grande risparmio di risorse,che verrebbero impiegate diversamente, ci sarebbero posti di lavoro disponibili per chi non ne trova, ed avremmo famiglie più sane e serene.

#35 da Gianluca, inviato il 11/11/2010
Mi pare evidente che esistano dei sistemi di walfare più efficaci dei nostri. Ho due figli e vi posso garantire che se fossi soggetto ad una detassazione alla francese in merito, reimmetterie le risorse nel sistema. E' altrettanto evidente che il mio potere di acquisto sta diminendo anno dopo anno, sia in conseguenze della stagnazione e della precarietà, sia in conseguenza della crescita del mio nucleo. Non mi sento un eroe, ma una persona da supportare. Anche se a chi si permette il lusso della famiglia oggi, un qualcosa di eorico gli va riconosciuto... Ci tengo a ricordare che l'economia reale è prevalentemente governata dalle famiglie, sono le famiglie a consumare prevalentemente, in modo programmato, stabile e continuativo. Per necessità e per virtu'. Se le famiglie tirano la cinghia, il sistema sociale, la finanza e lo stato non tengono più. E allora due proposte serie: stabilizzazione lavorativa per le famglie entro il decimo anno di vita del figlio/i, detassazione del 15% a figlio.

Un caro saluto per un'Italia migliore.

#34 da Agostino Ratto, inviato il 11/11/2010
Come sempre da anni siamo il paese delle chiacchere e dei NON fatti. Osserviamo cosa accade in Francia, Paese a noi molto vicino e ben più serio, a mio parere. Basta confrontare le leggi francesi sulla famiglia per capire immediatamente che abbiamo il motore in panne. Vergogna!

#33 da Gaetano Cellamare, inviato il 10/11/2010
mi rendo conto che il ministro oltre a non comprendere il siglificato del tema di cui si stava parlando, non è all'altezza del suo ruolo, era certo da tempo che l'analisi effettuata dalla dottoressa Tinagli è frutto di una logica conseguenza: senza famiglia e misure per la famiglia, di qualsiasi tipo, la crescita economica si blocca e quindi siamo al punto di non ritorno, i precari che secondo Draghi debbono essere stabilizzati e così via, una lunga via piena di errori ideologici ha percorso questo governo.
Dispiace dirlo ma Il Ministro non è in grado di incidere sulla realtà e le conseguenze sono queste che non sono gaffes ma inadeguatezza.


#32 da mauro ciccarelli, inviato il 10/11/2010
l'articolo,senz'altro condivisile, rappresenta una ulteriore denuncia circa l'incapacità di affrontare i problemi reali da parte del governo. Ma guai a pensare che il problema è questo governo!! Veniamo indotti a pensare che, una volta mandato via Berlusconi, tutto si risolverà!! Non credo a questo teorema come non credo a Berlusconi. Coloro che subentreranno agli attuali governanti si comporteranno nello stesso modo. Vi è una crisi fondamentale della democrazia rappresentativa, nel nostro paese e non solo. Gli eletti dal popolo dimenticano i programmi per cui sono stati votati e pensano solo ai loro interessi. Non usciremo da questo sistema che si autosostiene prescindendo dalle ideologie, se non attraverso un evento straordinario, che può essere una guerra o una sommossa popolare. E' probabile un siffatto evento nell' Italia di oggi? Ritengo di no; e , allora, rassegnamoci a questo stato di fatto. Detto questo, sono pronto per ogni iniziativa "vera"azione di rinnovamento

#31 da Paolo Ghiazza, inviato il 10/11/2010
Gent. Irene Tignali, a fronte delle sue esperienze e conoscenze, a fronte di quanto ci accade tutti i giorni sotto gli occhi, a fronte della voglia di intervenire cercando nuove strade, a fronte di tutto ciò, cosa ne pensa di creare un tavolo di lavoro con qualche saggio e tanti giovani, esclusivamente per fare e non per discutere ? Cordialmente. Paolo Ghiazza

#30 da Elisabetta L., inviato il 10/11/2010
Condivido in pieno le riflessioni proposto da questo interessante articolo. Finalmente mi sembra che sia chiaro che una democrazia non va gestita come una S.p.A.: non siamo dei soci ai quali va una quota di profitto, ma dei cittadini e in quanto tali abbiamo dei diritti a prescindere da razza, religione, genere. E poi perchè dobbiamo perdonare queste teste pensanti per ogni bestialità detta che viene poi ritrattata? Mi sembra chiaro che non hanno le capacità di governarci, sono ormai 2 anni che sono al potere, ma non hanno ancora proposto soluzioni concrete per uscire da questa crisi. Non mi sento affatto rappresentata da questi incapaci, spero di vedere al più presto la luce in fondo al tunnel.

#29 da Paolo Ghiazza, inviato il 10/11/2010
L'articolo di Irene Tignali illustra tutto molto bene e ovviamente sono d'accordo sull'ennesima demenza di chi così arrogantemente e superficialmente ci rappresenta a diversi livelli, ma sinceramente quello che ha scritto non mi stupisce, riferisce una consuetudine che mi provoca solamente inutile ulteriore stanchezza. La nostra è diventata oramai una società italiana che "gira intorno" alle cose, con ciò non significa che sia finito il tempo di denunciare, ma certamente è prioritario passare alla fase successiva, risolvere. Nei nostri casalinghi salotti si discute scandalizzati sui fatti che ci circondano, si dibatte e si disserta, si esaminano le ragioni ma poi...poi nessuno passa alla fase successiva, quella di impegnarsi alla soluzione dei problemi, siano essi di cortile (sarebbe meglio iniziare da li) siano essi di natura politica o industriale nazionale o internazionale. Sono usciti decine di libri zeppi di denunce specifiche riferite a malefatte ben delineate e circoscritte, precise. Decine di trasmissioni televisive portano tutti i giorni alla ribalta nostri insopportabili scandali nazionali. Ma nulla cambia e ciò non avviene perchè non c'è ancora una vera base popolare all'altezza della situazione, una base fondata sull'etica, sul rispetto delle regole e sull'assunzione delle responsabilità. A tutto ciò non siamo arrivati per caso ma siamo stati abbindolati da un sistema costruito a tavolino, scientifico, implacabile e astuto, tutto centrato sulla distrazione. Prendetevi un'ora e mezza di tempo e riguardate "ll bambino con il pigiama a righe", un film del '08 tratto dal libro di John Boyne e diretto magistralmente da Mark Herman. Ebbene, li vedrete o rivedrete ciò che in diversa misura, ma in identica natura, sta accadendo in questo Paese. La "distrazione" messa in atto dalla politica nazista che addormenta un popolo intero, lo anestetizza anche se dai camini vicini esce fumo acre, quello di 12 milioni di persone che giorno dopo giorno bruciano in nome della razza pura, nell'indifferenza di un intero popolo che non vede o non vuol vedere, che nella sostanza è la stessa cosa. Ciò che sorprende è che accade la stessa cosa da noi nel 2010, ci distraggono per fare ciò che vogliono e per non fare ciò che dovrebbero. E noi, nel frattempo, disquisiamo nei salotti. A fronte di quanto accaduto chiedo quindi le dimissione del ministro Sacconi e e del sottosegretario Giovanardi, immediate, entro questa sera. So bene che non accadrà nulla, ma quando succedono cose di questa natura, iniziamo a chiedere a migliaia e magari a milioni le dimissioni di chi non lavora come si deve, di chi non agisce con senso di responsabilità, di chi non è degno di stare dove sta, e questo a qualunque livello professionale si trovi il soggetto. Magari, così facendo, qualcosa si muove. Ricordo che vorrei sempre sapere, mentre disquisiamo, se è passato o meno l'acquisto di 131 cacciabombardieri per una spesa (non un investimento) da 15 miliardi di euro. Qualcuno dal palazzo potrebbe rispondermi per cortesia? Buona giornata. Paolo Ghiazza

#28 da michele, inviato il 10/11/2010
Personalmente non ritengo che aiuti a pioggia ai giovani che si vogliono sposare o convivere siano la strada da percorrere.
Ai giovani bisogna dare lavoro e basta indipendentemente dalla evoluzione della loro situazione sentimentale. Quando la gente ha un lavoro correttamente retribuito può come meglio crede pianificare la propria vita

#27 da Gianfranco P., inviato il 9/11/2010
Condivido in pieno i contenuti dell'articolo e tuttavia osservo che si parla troppo (e male e ideologicamente) di famiglia e mai, ma proprio mai, di individui (e sono di sinistra, non un thatcheriano fuori dal tempo). In Italia servono politiche che favoriscano la liberta' individuale: una accessibile formazione continua, gratuita' degli studi superiori (vivo in Svezia: qui non solo e' gratuita l'universita', ma gli studenti percepiscono un sussidio), assistenza alle persone dipendenti (neonati, bambini, anziani, diversamente abili) in modo da non far ricadere l'onere della cura solo sulle spalle della famiglia (comoda la famiglia), ammortizzatori sociali uniformi ed efficaci, VERA flessibilita' del lavoro (io sono flessibile ma tu mi devi pagare di piu' per questo), politiche della casa degne di questo nome (che favoriscano la mobilita' sul territorio). I ministri di cui sopra sono dinosauri: il meteorite che li spazzera' via sembra essere molto vicino, grazie a Dio.

#26 da Michele Sellitti, inviato il 9/11/2010
Non mi piace sentir dire che la famiglia italiana ha bisogno di "aiuti". Piuttosto ritengo giusto che ci sia un "sostegno" istituzionale e di Sistema, non una tantum, e poi più nulla! Basta con i decreti "spot" che intervengono sempre dopo che ci è scappato il "morto"! Il nostro sistema deve cambiare nella sua interezza, inforcando un paio di occhiali per poter vedere a lungo termine, ed i progetti devono essere affidati a persone meritevoli, non "raccomandate". Ad oggi le nostre famiglie di origine sono il nostro "asso" nella manica...ma domani, finito tale sostegno, e non esistendo una politica incentrata sulla famiglia, l'Italia è destinata a crollare verticalmente su se stessa, sgretolandosi come la scuola dei Gladiatori. Ergo, quando Noi italiani inizieremo ad appellare come "incapaci" certi politici e come "ladri" gli evasori fiscali, allora la nostra coscienza ci permetterà di eleggere "Rappresentanti" degni di tale nome. Vedo indietro, i miei nonni, i miei genitori...vedo famiglie forti ed unite...poi mi volto a scorgere il futuro........

#25 da Stefano, inviato il 9/11/2010
La triste verità e' che questo governo e molti elettori non si rendono conto che se salta il sistema sociale, di cui la famiglia in Italia e' uno dei cardini, salta tutto. Dovremo purtroppo attendere che la barca affondi per poterla riportare a galla. Con enormi sacrifici.

#24 da Antonio, inviato il 9/11/2010
Mi piace il vs approccio laico, concreto e poco moralistico. Bene, continuate così, che vi tengo sott'occhio :-) magari fra un po' sarò dei vostri.

#23 da maurizio, inviato il 9/11/2010
Condivido in arte l'articolo. Se il ministro Sacconi subito dopo a ritrattato lo perdono per quanto detto non accetto però che non si abbiano idee e progetti e che dopo tre anni di governo non esista un progetto ed un programma. Stiamo assistendo all'ennesimo governicchio un Prodi tre. Purtroppo quello che mi rattrista e che all'orizzonte non vedo nulla di concreto, nessun programma su crisi economia, famiglia e giovani. Debbo però dire che l'unica cosa concreta fatta da questo governo (min.Maroni) è una efficace lotta alla criminalità.

#22 da sandro, inviato il 9/11/2010
se ancora riusciamo a meravigliarci vuol dire che ci sono speranze. Incommentabile come tutta la politica.La trasversalità impera, c'è un forte bisogno di un risveglio delle coscienza...........ma è come tentare di andare sulla Luna usando la metropolitana.

#21 da tonia, inviato il 9/11/2010
Condivido il vostro commento sulle dichiarazioni dei rappresentanti del Governo italiano alla conferenza sulla famiglia.
Le famiglie sono in affanno, tasse da pagare, mutui, figli da mantenere agli studi, non se ne può più.......Penso che i sacrifici li stiano facendo solo i cittadini onesti.Sarebbe opportuno che anche i signori poitici cominciassero a ridursi drasticamente tutti i privilegi di cui godono.bisogna che si riduca il numero dei parlamentari.L'italia deve puntare sui giovani meritevoli, basta con le "raccomandazioni", si deve incentivare la ricerca, il paese ha bisogno di uomini capaci, validi a farci uscire da questo pantano. ho dei figli e spero per loro in un futuro migliore

#20 da GIANCARLO DI PAOLA, inviato il 9/11/2010
NON VOGLIAMO ESSERE PECORELLE!!!

Appunto!

Inizia ad essere un po' fastidiosa l'eco di obiettivi diversi e non chiari nei commenti di ITALIA FUTURA.
Se invece di spigolare parti ( ovviamente non condivisibili) ma marginali dell'intervento di ciascun ministro vi foste soffermati sul problema principale affrontato e cioè quello demografico ( che è il VERO fulcro intorno al quale da sempre ruotano i problemi della famiglia) avreste reso un miglior servizio alla causa.

Con cordialità ma con un inizio di presa di distanza.

Giancarlo Di Paola


#19 da Massimo Pallocca, inviato il 9/11/2010
Purtroppo questo paese è assolutamente fermo,nessuna importante riforma è stata negli ultimi tre anni nemmeno abbozzata.
Questo paese è senza una politica dei redditi da oltre venti anni e le tassazioni del lavoro e dei redditi sono tra le più alte del mondo, mentre le rendite da capitale sono le meno tassate.
abbiamo un disperato bisogno di una seria politica di formazione dei giovani con un forte sostegno alla scuola e alla ricerca.
Abbiamo "bruciato" i sogni delle ultime due generazioni.
Questo paese ha un disperato bisogno di POLITICA VERA, quella che serve per uscire da una palude in cui rischiamo di affogare tutti, DESTRA SINISTRA E CENTRO.

#18 da Giuseppe Savo, inviato il 9/11/2010
Condivido in toto la critica alle attuali (e passate) non-politiche sulla famiglia. Purtroppo la Vostra voce e quella di persone meno ideologicamente compromesse (ho appena sentito l'ottimo Barisoni su Focus economia su radio24 affermare esattamente i vostri stessi dubbi) viene coperta dalle urla degli ultras che ormai dominano la scena politica italiana.

#17 da daniele, inviato il 9/11/2010
dite che con 3,50 euro/ora posso "permetermelo" un figlio?
sapete.... non sono sposato... mio figlio non sarebbe aiutato.
chiedo al ministro e al sottosegretario un contributo spontaneo per il mio matrimonio in modo da poter accedere agli aiuti e far si che il nascituro "assurga ad un'italica dignità".

#16 da Marco Di Marco, inviato il 9/11/2010
Gentile dott.ssa Tinagli,

condivido, con tristezza, il suo commento sugli indirizzi di politica familiare di questo come dei governi precedenti e le sue raccomandazioni.
Poichè in un suo lavoro precedente per Italia Futura aveva citato un mio lavoro per lavoce.info, mi permetto di segnalarle un mio lavoro sulle politiche per la famiglia e la loro interazione con i problemi di equità del prelievo:

http://www.eptaforum.it/?p=118

grazie per la cortese attenzione e buon lavoro,

Marco

#15 da Stefan, inviato il 9/11/2010
Egr.Signori,
non voglio commentare sui contenuti dei ns. ministri in quanto non è necessario ma come con la BUONA VOLONTA' tutto si possa fare. Si parla molto della politica del fare e con questo vi posso confermaro che grazie ad governo PRODI 2, che è stato tutto tranne che stabile, io e mia moglia stiamo monettizzando grazie ad un rinegozionamento del mutuo di 200/300 Euro al mese..Questi sono aiuti alle famiglie, sanza tante conferenze, e queste sono le brave persone che l'Italia ha bisogno. Non so se questo commento sarà pubblicato ma mi preme sottolineare come l'Italia ha bisogno di Brave persone al comando e queste ci sono...guardiamoci un po indietro.

#14 da Simona, inviato il 9/11/2010
Mi vergogno a leggere dei commenti così superficiali.
Ho 32 anni compiuti da poco, convivo da 3 anni perchè i miei genitori pretendono il matrimonio "in pompa magna", vogliono un ricevimento fiabesco con invitati che neanche conosco, ma una simile farsa non fa per me, non sono megalomane e neanche narcisista, voglio un rito semplice (magari civile, perchè come si rigira il matrimono sempre un contratto è!) solo per parenti stretti ed amici, quindi se devo scontentare le assurde aspettatvie altrui convivo, e quindi legalmente non ho una mia famiglia ma ne sono consapevole: è la mia scelta consenziente e ragionata.
Ho 32 anni e 2 lauree e come lavoro faccio la colf-badante, con uno stipendio che non vale il sacrificio lavorativo e personale, ma è un lavoro dignitoso che mi permette di vivere. I miei amici ed ex colleghi di studi fanno i "mantenuti" a casa dei genitori perchè non si sono laureati per fare gli operai, però piangono miseria e si diperano per essere disoccupati mentre prendono l'aperitivo o fanno shopping, oppure mentre passano il week-end anti stress (quale stress, sono nullafacenti!!!)) in agriturismo a carico dei genitori, ovvio, che poi si indebitano per mantenere i parassiti della società, loro stessa progenie.
Intanto in Italia ci sono migliaia di aziende in crisi perchè manca la manodopera: tutti piangono miseria ma se c'è da rimboccarsi le maniche e lavorare sul serio se la danno a gambe levate e preferiscono nascondersi dietro un dito.
L'Italia è una Repubblica fondata sulla famiglia e sul lavoro.
Gli italiani non vogliono nessuna delle due cose, sia per pretese di vita troppo elevate sia per svogliatezza.
La famiglia è una realtà che si concretizza nel matrimonio.
La Costituzione Italiana è abbastanza chiara in questo, ed è la base della legislazione vigente, salvo poi che qualcheduno la "interpreti", come troppo spesso accade.

Mi spiace vedere che Italia Futura inizia a predere obiettività nei Suoi interventi e nelle iniziative.
ma tanto non pubblicherete questo mio sfogo, come accaduto per gli ultimi commenti che ho inviato, pertanto vi auguro bona serata.
Simona

#13 da franco, inviato il 9/11/2010
ho vissuto sulla mia pelle tutte queste contraddizioni: mi piacerebbe che si parlasse senza ipocrisia della relazione tra la posizione delle banche e quella del "mondo del lavoro", tra le forme di collaborazione precarie tanto osannate e adottate e le risposte del mondo del credito: vorrei un chiarimento definitivo.

#12 da vincenzo, inviato il 9/11/2010
Non ci sono parole sembra che i nostri governanti vivano in un mondo diverso, vecchio ancorato a concetti lontani che non sono quelli che incontriamo tutti i giorni nel corso della nostra vita professionale e famigliare

#11 da antonio, inviato il 9/11/2010
mi pare un articolo di critica ma non di proposta. lo trovo scarsamente utile.
Occorre stare sui problemi concreti.
Ho tre figli. Chi ha più figli a parità di reddito non può garantire le stesse opportunità che sono concesse al figlio singolo.
Secondo me occorre intervenire per garantire pari opportunità a tutti i bambini, e ciò indipendentemente dal fatto che appartengano o meno ad una famiglia classica.
Le risorse per finanziare iniziative di questo tipo andrebbero reperite riducendo le pensioni. Occorre trasferire ricchezza dagli anziani ai giovani.



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