Aderiamo alla proposta del Touring Club Italiano

Dopo il crollo, salviamo Pompei dall'inettitudine dello Stato

di Stefano Ceci , pubblicato il 8 novembre 2010
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Non è colpa del Ministro, del Ministero, della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, del Comune di Pompei, della Provincia di Napoli, della Regione Campania... Tranquilli tutti, lo sappiamo: non è colpa, come sempre, di nessuno.

Però, ora, per la prima volta, facciamo così: nel mentre decidete chi è responsabile e di cosa, vi fate tutti da parte, compreso il vostro personale. Per quale ragione? Semplice: Pompei non è vostra.

Un pool di imprese, cittadini e associazioni si prendono cura del sito sotto la Soprintendenza Speciale dell'UNESCO e degli studiosi che l'UNESCO vorrà incaricare, con l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, che vigilerà, e il coordinamento del Touring Club Italiano.

Il profitto che verrà generato da questa gestione servirà per:

1. pagare la concessione allo Stato,
2. pagare gli stipendi dei 300 giovani che assumiamo,
3. pagare tutte le opere di conservazione e di restauro,
4. liquidare tutti gli espropriati delle attività intorno al sito,
5. realizzare opere atte a migliorare i servizi ai turisti.

Allo Stato, come ha già fatto per Alitalia ma con molto meno esborso, chiediamo di fare la Bad Company dove mettere dentro tutti quegli inetti che, a vario titolo, fino ad ora hanno tirato a campare e chiediamo di pagar loro gli stipendi a fare assolutamente nulla, così almeno non fanno danno e ci guadagniamo tutti tanta felicità e spensieratezza.

Agli Enti Locali chiediamo di procedere all'esproprio per interesse pubblico delle aree circostanti il sito. Quelle attività economiche indecorose e imbarazzanti, organizzate per deludere se non per truffare i turisti, devono essere chiuse e al loro posto ne apriremo di degne a ciò che Pompei rappresenta per l'umanità intera.

2.500.000 di visitatori all'anno, ai prezzi del biglietto di oggi, fanno circa 20.000.000 di euro. Se facessimo come al Grand Canyon National Park incasseremmo circa 60.000.000 di euro ai quali potremmo aggiungere, fra concessioni e sponsorizzazioni varie, altri 40.000.000 di euro.

100.000.000 di euro di ricavi un affarone? Allora privatizziamo? No, no per l'amor di Dio. Noi non siamo il sottobosco dei sottogoverni! Vogliamo solo dimostrare allo Stato che si può fare e come si può fare bene.

D'altra parte con 13.000.000 di euro si pagano (comodamente) circa 300 dipendenti l'anno - oneri e tasse inclusi - e con un esercito di 300 giovani motivati, ben organizzati e magari istruiti, vi garantiamo che Pompei diventa un sito modello in tutto il mondo.

Lo facciamo per cinque anni e poi restituiamo la gestione allo Stato che però, a quel punto, la riprende firmando con noi un impegno: chi peggiora le performance, ogni indice di performance che stabiliremo durante i 5 anni - compreso quello dei posti di lavoro generati, così come dei servizi di accoglienza e di pulizia - va a casa all'istante, sia che sia il ministro, il soprintendente, il direttore oppure il semplice bigliettaio, posteggiatore o addetto alle pulizie dei bagni. Oppure anche tutti insieme.

Leggi la proposta del Touring Club Italiano




Stefano Ceci - 40 anni - si occupa di turismo da 12 anni, prima da manager oggi da imprenditore alla guida del gruppo GH che promuove e sostiene iniziative imprenditoriali per lo sviluppo di una nuova economia turistica.

42 anni, si occupa di turismo da 12 anni, prima da manager oggi da imprenditore alla guida del gruppo GH che promuove e sostiene iniziative imprenditoriali per lo sviluppo di una nuova economia turistica.


tag:  pompei   crollo   touring club italiano   stato   ministero dei beni culturali  


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#14 da Luca Biagini, inviato il 15/11/2010
Un bell'esempio di come si puo' gestire il patrimonio pubblico, condivido pienamente.

#13 da Luigi Penzo, inviato il 12/11/2010
Sono socio del TCI ed orgoglioso di questa proposta. Una ottimo progetto di cui l'Italia ha bisogno anche in altri campi.
La situazione attuale richiede scelte capaci di modificare profondamente l'immobilità ed il pressapochismo esistente in tanti campi.
Investiamo con queste proposte nella nostra gioventù,per il nostro e per il loro futuro.

#12 da Giuseppe Mandorino, inviato il 12/11/2010
mi piace come modello e lo proporrei in scala su tutto il territorio nazionale... Ovviamente aderisco

#11 da Nicolò Costa, inviato il 11/11/2010
Condivido perfettamente la proposta di espropriare gli incapaci e di affidare la gestione dell'area archeologica di Pompei ad un pool di esperti in management e in marketing turistico.Preciso altresì che la prima area archeologica nel mondo, per biglietti staccati, è Efeso e non più Pompei, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni giornalisti sulla stampa nazionale

#10 da Adriano, inviato il 10/11/2010
Aderisco all'iniziativa, ad eccezione di un punto. Non voglio bad company sempre a carico dei contribuenti, voglio che i fannulloni siano licenziati!

#9 da PIERO CAPPELLO, inviato il 9/11/2010
Da accettare immediatamente. Montezemolo, che aspetti?

#8 da bruno mastragostino , inviato il 9/11/2010
Idea interessante che potrebbe fare da apripista ad altre iniziative del genere. sottoscrivo pienamente

#7 da Bruno Pierozzi, inviato il 9/11/2010
Una proposta intelligente che può certamente slvare il patrimonio storico di Pompei e che può essere rimodulata ed estesa ad altri siti archeologici oggi in stato di degrado ed abbandono. Una adesione convinta!

#6 da Stefano Frasso, inviato il 9/11/2010
Aderisco pienamente ed incondizionatamente purchè si faccia presto!!!!!

#5 da Simone Lo Monaco, inviato il 9/11/2010
E' una proposta che mi piace e che condivido pienamente, mettiamo da parte chi non ha veramente a cuore il nostro patrimonio comune e funge da parassita, facciamo posto a chi ha idee sane innovative e sopratutto efficaci, non siano più gli inetti a guidare ma chi se lo merita.

#4 da marco giangrasso, inviato il 9/11/2010
Aderisco. Sono un ingegnere ambientale e ho già lavorato in campania per conto del ministero dell'ambiente. Non possiamo però escludere la P.A. Questa Associazione lavora anche per rendere efficiente la macchina dello Stato affiancandola con professionalità ed idee.

#3 da Angelo Tedesco, inviato il 8/11/2010
Ottima soluzione. Una visione manageriale dei problemi aiuterebbe l'Italia a salvaguardare se stessa. Non so quanto sia applicabile nel nostro contesto - ad ogni modo - cosa aspettiamo a formalizzare progetti come questi?

#2 da Gonario Manca, inviato il 8/11/2010
Per come vanno le cose in questo Paese prevedo una trattativa piuttosto lunga per mettere in pratica l'iniziativa. Solo un forte intervento dall'esterno, C.E.E., UNESCO, potrebbe far si che si creino in Italia le condizioni per realizzare una simile proposta. Io sono favorevole.

#1 da Mario Placidi, inviato il 8/11/2010
Aderisco. E' una idea saggia e come tutte le cose sagge rivoluzionaria. Questa idea si potrebbe sfruttare anche per altri casi simili.



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