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L'omofobia è (anche) contro lo sviluppo economico

Solo le società aperte e moderne attraggono i talenti

di Italia Futura , pubblicato il 2 novembre 2010
immagine documento Una battuta omofoba è già, nel 2010, un evento triste. Quando a pronunciarla è il capo del governo di un paese democratico lo è ancora di più.

Ma se quel paese democratico è la nazione che è cresciuta meno al mondo negli ultimi dieci anni (solo Haiti ha fatto peggio, decrescendo), va ricordato che anche battute da caserma pronunciate da membri del governo alimentano questa stagnazione economica.

In che modo? Sono decenni che studiosi statunitensi come Ronald Ingleheart o Richard Florida sostengono che solo le società più aperte e dinamiche sono in grado di vincere la competizione globale per l'attrazione dei talenti.

Giovani brillanti in grado di innovare e svegliare dal torpore un'intera economia, come fanno molti italiani all'estero. Giovani che possono scegliere dove vivere, e di certo non sceglieranno quei paesi in cui non sono liberi di essere se stessi.

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tag:  omofobia   sviluppo economico   tolleranza   discriminazione   innovazione   economia  


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#2 da Paolo Ghiazza, inviato il 3/11/2010
Purtroppo è così, la fotografia del nostro Paese in questo momento è brutta, da qualunque angolo la si scatti. Su ciò che fa o che non fa o dice il Presidente del Consiglio mi astengo da mesi, come d'abitudine e per educazione facevo con la mia cara zia Emilia, quando a 94 anni perse il senno e la memoria, la accarezzavo e stavo li di fianco a lei, e a lei bastava, le regalavo refoli di felicità. Peccato che "il nostro" ricopra una carica così importante, ma non è colpa solo sua se siamo arrivati ad essere "la nazione che è cresciuta meno al mondo negli ultimi dieci anni". Colpe lui ne ha certamente ma la responsabilità per quanto è accaduto e per dove ci ritroviamo me la prendo anch'io in quota parte. Punto. Ora bisogna ripartire, questo è l'unico imperativo, quindi ripartiamo perbacco, io ci sono. Iniziamo a oraganizzare "i tavoli buoni", qualche grande saggio e i giovani che consiglino da che parte bisogna andare, da dove e come ricominciare. Se vogliamo rialzarci possiamo farlo solo con al tavolo i giovani, le loro idee, le loro capacità, la loro voglia di vivere e di far vivere tutti con dignità. Buona giornata. Paolo Ghiazza

#1 da luigi amodio, inviato il 2/11/2010
Posso solo dire "bravi". Il vostro è un punto di vista "semplicemente" realistico che solo in Italia può apparire estremista. Purtroppo è vero: la capacità di innovazione si misura anche dall'innovazione sociale.



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