Mentre l’Italia boccheggia Napoli affonda

Italia Futura appoggerà le forze del cambiamento, perché la società civile esca dal silenzio

di Italia Futura , pubblicato il 19 ottobre 2010
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La nuova emergenza rifiuti (ma occorrerebbe dire la normalità) a Napoli e il vergognoso scarico di responsabilità tra istituzioni locali e nazionali, è solo il fenomeno più visibile del lento allontanarsi della città da un qualunque standard di vita degno di una metropoli occidentale. Traffico, inquinamento, criminalità, rispetto delle regole basilari di convivenza: Napoli non è mai stata così umiliata e offesa. Il modello di sviluppo rischia di essere quello delle grandi metropoli sudamericane. Scenari meravigliosi convivono con il degrado delle periferie e di un centro storico abbandonato a se stesso.

Attribuire le responsabilità di questo vero e proprio disastro è difficile. Certamente qui la politica ha mostrato più che altrove la sua inadeguatezza. Un'amministrazione comunale incompetente, arrogante, litigiosa e giudicata dai napoletani, a ragione, tra le peggiori di sempre. Ma anche una cupa e diffusa rassegnazione che contribuisce non poco al generale degrado. A Napoli si avverte, più che nel resto d'Italia, il rapido processo di trasformazione in un paese fai da te, dove l'unica cosa che conta è lo spazio privato.

Nella primavera del 2011 si voterà per rinnovare l'amministrazione comunale. Nulla lascia sperare che destra e sinistra abbiano compreso la portata della sfida che attende il prossimo sindaco. A sinistra si è candidato, evidentemente in nome di una "positiva" continuità, anche l'Assessore Oddati membro della giunta Iervolino, mentre nel campo della destra, lacerata dai conflitti tra le diverse anime, è stata avanzata la candidatura di Fulvio Martusciello la cui principale qualità sembra quella di essere "uomo del territorio" (che da queste parti non è esattamente una garanzia).

In un editoriale sul Corriere del Mezzogiorno Adolfo Scotto di Luzio si chiede se "può una città sopravvivere senza una classe dirigente, senza una testa che guidi il suo immenso corpo sociale ormai allo sbando". Questa è a nostro avviso, LA questione fondamentale. Se esiste a Napoli una società civile degna di questo nome è arrivato il momento che inizi a far sentire la propria voce evitando pudori che non possiamo più permetterci. Anche per questo oggi appare doveroso esprimere un giudizio netto sulla qualità dei candidati e della proposta politica (di cui per ora non vi è peraltro traccia).

Italia Futura ha intenzione di essere presente nel percorso che condurrà alle prossime elezioni, sollecitando idee e proposte e appoggiando quelle forze che saranno capaci di raccogliere la sfida del cambiamento. Napoli sta affondando e nessuno può legittimamente pretendere di avere un posto riservato sulle scialuppe di salvataggio.

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#44 da UGO FERRUZZI, inviato il 31/10/2010
#1 da UGO FERRUZZI, inviato il 27/10/2010

Magari qualcuno decidesse di provare a lavorare a Napoli, per Napoli e per l'Italia, e non per se stesso e per la sua famiglia allargata !
Potrebbe anche accadere che le tante forze vive e pulite di questa città, da tempo ormai lontane dalla politica, trovino un appiglio per tornare a giocare un ruolo attivo in questo contesto che, ormai, definire autoreferenziale è un eufemismo.
E, ovviamente, non mi riferisco ai soliti noti che, nel mentre si dichiarano lontani dal teatrino, sono sempre pronti a "timbrare il cartellino" della protesta fine a se stessa (così da poter poi rivendicare il famoso "io l'avevo detto").
Mi riferisco alla "vera" società civile, quella che vive i problemi della città e che è in pena per il futuro dei suoi figli.
"Fuitevenne" non può essere una risposta.
Lasceremmo spazio a quelli che ci hanno messo in queste condizioni.
Già circolano nomi (....i soliti vecchi nomi di apparato) per la successione al sindaco, scelti con una perversa logica dell'alternanza (non solo fra destra o sinistra, ma anche fra una corrente e l'altra dello stesso partito) che garantisca il perpetuarsi della casta.
Tutto quello che potrà evitarci questa ulteriore offesa è benvenuto

#43 da Agostino Ratto, inviato il 27/10/2010
la vicenda della spazzatura di napoli rappresenta purtroppo i limiti enormi nei quali naviga l'Italia di oggi e degli ultimi anni. Tutto è lasciato al caso, si naviga a vista, i Politici non sono all'altezza della situazione e pensano solo ai fatti loro, salvo alcune mosche bianche. Tanti pensano allo"stellone italico", alla fortuna che spesso ha aiutato il nostro paese in passato. I programmi demenziali televisivi senza concretezza annullano il pensare di molti giovani e addormentano quelli di mezza età. Poi arrivano i veri problemi, quelli che bisogna risolvere davvero in fretta e a questo punto vengono al pettine le carenze e la mancanza di capacità. A questo punto si arriva al caso Napoli, tremenda vergogna a livello mondiale. Poi parlano i "professoroni" mezze tacche che parlano di tutto senza conoscere le materie. da qui discorsi vuoti sui termovalorizzatori e le tecnologie, difficili anche per i veri tecnici fatti zittire da presuntuosi politici e amministratori ignoranti. Spazzatura a Napoli? Che si diano da fare senza tante chiacchere e non si permettano di spedirla fuori dalla loro Regione. Io mi ritengo una dformica e non sopporto il comportamento delle cicale.

#42 da pasquale sorrentino, inviato il 24/10/2010
Napoli viene ulteriormente e scandalosamente vilipesa ad ogni competizione elettorale, quando la stragrande maggioranza dei candidati e dei mille partiti politici oltraggiano luoghi pubblici e privati, palazzi storici e non,con l'affissione selvaggia di inutili manifesti elettorali. Il costo della rimozione è altissimo e si contribuisce in maniera assolutamente inutile a riempire le discariche aperte con sofferenze di ogni genere. Come prima cosa chiederei che tutti i partiti si impegnassero solennemente ad evitare affissioni fuori dai numerosi spazi autorizzati. Sarebbe un primo, modesto ma importante, passo avanti verso un minimo doveroso rispetto verso i cittadini napoletani!

#41 da ANNA ESPOSITO, inviato il 24/10/2010
il problema di Npoli è uno solo:i Napoletani indisciplinati, opportunisti. maleducati e che pensano che tutto è concesso tanto nessuno paga quando sbaglia.
le persone perbene non possono fare altro che indignarsi perche se parli o accusi chi è fuorilegge hai finito di "campare".evviva Saviano il riscatto viene da cento mille diecimila etc Saviano.una napoletana vera..

#40 da Maurizio, inviato il 23/10/2010
Sono nato a Roma, anche se da genitori non romani, a Roma ho sempre vissuto e spero di continuare a viverci. Qualche volta ho pensato alla possibilità di essere obbligato a scegliere di trasferirmi a Milano o a Napoli, ambedue città che conosco bene. Con la ragione sceglierei di traferirmi a Milano, ma con il cuore sceglierei Napoli. Mi piacerebbe, un giorno, poter scegliere Napoli anche con la ragione.

#39 da Bruno Pierozzi, inviato il 22/10/2010
La politica nel Mezzogiorno esplicitata dai partiti attuali è del tutto inadeguata a dare risposte strutturali alla grave crisi che investo non solo l'economia del Sud, ma anche gli ambiti sociali e culturali. In questo centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia occorre ritrovare le motivazioni forti per rilanciare un "Progetto Italia" che sappia dare risposte a tutte le aree del Paese ed in particolare a quelle che più vivono il disagio e l'abbandono dello Stato centrale. Il Mezzogiorno può essere il motore della rinascita nazionale, ma per fare questo balzo in avanti c'è bisogno di alcuni interventi prioritari, a partire dalla capacità dello Stato centrale di dare un contributo in termini di progetti, di risorse e prima di tutto di una seria lotta alla criminalità organizzata. Occorre ricreare le condizioni di agibilità in quei territori dove Mafia, Camorra, Ndrangheta e altre consorterie malavitose impediscono la crescita di una cultura sana del "fare", impediscono la partecipazione attiva dei cittadini alla cosa pubblica, impediscono la crescita di un tessuto produttivo sano e rispettoso delle norme statali e locali. Per questo ritengo che Italia Futura debba mettere in campo idee e persone nuove, fuori dalla vecchia cultura della spartizione, della mediazione affaristica, dell'inciucio permanente. Occorre proporre un programma semplice e attuabile a partire dall'emergenza rifiuti, individuando aree lontane dai centri abitati per il trattamento dei rifiuti, decidendo insieme alle autorità locali e i cittadini. Occorre lanciare una politica del rispetto ambientale con la collaborazione dei cittadini, bonificando le aree degradate e inquinate, attivando la raccolta differenziata, incentivando fiscalmente le imprese e i cittadini che si prodigano per il rispetto dell'ambiente. Occorre un grande piano per il rilancio della città di Napoli come città che ha ancora potenzialità enormi da dispiegare nel settore turistico e artistico, ma che deve far convivere queste potenzialità storiche con l'innovazione produttiva, incentivando sopratutto lo studio e la ricerca a partire dall'università. C'è molto da fare e credo che ci siano a Napoli e nel Mezzogiorno moltissime donne e uomini onesti, con grandi capacità professionali e progettuali, che hanno voglia di dimostrare che è possibile governare con spirito etico, con rigore e rispetto delle istituzioni e sopratutto dei cittadini che si rappresentano. C'è bisogno di una ventata di aria nuova, Italia Futura è una grande opportunità per realizzare questo cambiamento. Allora avanti con idee e progetti per dare a Napoli una politica degna di questa grande città italiana.

#38 da COSIMO GIANGRANDE, inviato il 21/10/2010
Le elezioni amministrative della prossima primavera a napoli e non solo, sono molto importanti, il partito della sfiducia politica e quello che cresce, tutti gli altri sono patetici, ipocriti, amorali. Deve cambiare la politica, i candidati devono comportarsi da pesone civili, sia prima che dopo, ossia lavorare per la città, no vedersi i fatti propri, ma avere senso civico verso il cittadino che lo ha votato, giu' dal piedistallo, politica obsoleta e amorale, deve tornare il sano socialismo, della gratuitità, del servizio, della comunicazione, della solidarietà e del rispetto del bene comune! Associazione onlus Futura Capua

#37 da Cosimo, inviato il 21/10/2010
Le prossime elezioni amministrative a Napoli e nn solo, sono un appuntamento importante per tutta l'italia che vorrebbe cambiare l'atteggiamento della nostra politica. Deve tornare il sano socialismo, le persone candidate, devono collaborare, comunicare e rispettare tutti, sia prima che dopo le elezioni, giu' dal piedistallo politico, ma affrontare i problemi e rendersi utili con il sano e senso civico, del servizio verso il proprio cittadino, basta vedersi i fatti propri, se si è eletti e perchè qualcuno ha votato! ASSOCIAZIONE ONLUS "FUTURA" CAPUA

#36 da giordana, inviato il 21/10/2010
ho visto che ci sono tantissimi commenti e suggerimenti e sono d'accordo con tutti.spero che venga risolto seriamente il problema al più presto per il rispetto delle persone che abitano im quella zona. Grazie

#35 da Massimiliano pesarino, inviato il 21/10/2010
Tutto ciò accade mentre, in modo del tutto surreale, si parla, a proposito delle prossime comunali del 2011, di primarie, di liste, di candidati…
Le consultazioni dei cittadini, il loro (pseudo)coinvolgimento nella scelta dei candidati, in alcuni casi, costituiscono una corsa pilotata per dare forza di mandato popolare a candidati di fatto selezionati dalle segreterie di partito, sempre più sedi di comitati di affari volte a perpetuare ad ogni costo le aspirazioni personali di qualcuno...
Francamente. Ranieri, Oddati e gli altri nomi circolanti, non mi pare riescono ad intercettare l’esigenza di nuovo; la sensazione è quella di un'esclusiva salvaguardia delle rendite di posizione...
Siamo chiari: oggi ci si pone davanti la crisi di una città in agonia, e non si può certo fingere di dimenticare chi, e come, l'ha governata negli ultimi 17 anni.
Chi per lo più ha rappresentato il passato, non sempre edificante, chi ha deprezzato la politica, suscitando nella cittadinanza una sempre crescente indifferenza, non dovrebbe monopolizzare anche gli spazi del futuro. Continuando così chi ha momentaneamente più appeal (Vendola) o chi fa più demagogia (Grillo & Di Pietro) l’avrà facilmente vinta. Qualcuno dovrebbe fare un passo indietro, o per lo meno aprirsi, ma seriamente, quanto più possibile, alle energie positive, alle forze dinamiche presenti in città, a chi ha per davvero passione, a chi vuole scandagliare problemi, analizzare, ripartire... per cambiare, costruire, migliorare. Il fallimento della politica, in questi oltre 3 lustri, è stato non aver indicato un progetto per il futuro. Bisognava investire nei bambini, allora non ancora condizionati, per avere, poi, oggi, fnalmente, una svolta nel modo di pensare; per avere generazioni di politici ed uomini diversi.
E’ questo ciò che, oggi, manca ed è questo il compito di una politica veramente nobile. Adesso occorre reagire e non solo resistere; è necessario andare in una direzione strategica diversa, costruire una proposta per la città in modo da ricreare aspettative e fiducia.
Per fare ciò sono indispensabili soluzioni nuove e non scontate, mettendo nel conto anche momenti di rottura; occorre riportare la dmensione etica all'interno dell'azione politica.
Sviluppare questa capacità critica verso l’esistente e prefigurare un futuro diverso, più giusto e più umano, ma anche più democratico, dovrebbe in fondo essere il “mestiere” della politica.
Ecco tutto quà, questo il senso della svolta di cui abbiamo bisogno.
Diversamente, ahinoi!!

#34 da ALFIO , inviato il 21/10/2010
Su parecchi problemi del Paese, in moltissimi commenti, si parla di "governo".
Non sapevo che in questo Paese ci fosse un Governo.

#33 da Aldo Cannavò, inviato il 21/10/2010
Posso dare,a chi ne sia seriamente interessato,spiegazioni dettagliate di un nuovo sistema brevettato di smaltimento dei r.s.u. che li incorpora,senza inquinare ed a costi inferiori a quelli delle discariche e degli inceneritori,in blocchi di cemento,che si possono fare con forme e misure per vari impieghi,fra i quali ritengo prioritario la messa in sicurezza di molti siti a rischio idrogeologico o dissestati.Il sistema in argomento,se adottato quando è stato presentato a diverse autorità della Campania,avrebbe risolto definitivamente la crisi rifiuti e salvato la salute e la dignità dei cittadini campani,che non meritano tanto disagio e la perdita,senza colpa,della loro dignità. Genova - aldocannavo@fastwebmail.it

#32 da Aldo Cannavò, inviato il 20/10/2010
Molte autorità addette ai lavori,iniziando dalla sindaco,ancor prima che Berlusconi si recasse a Napoli per cercare di risolvere la crisi rifiuti,erano state informate di un nuovo sistema brevettato che smaltisce i r.s.u.incorporandoli in blocchi di cemento,senza inquinare ed a costi inferiori a quelle delle discariche e degli inceneritori.Se il sistema fosse stato adottato il problema dei rifiuti solidi urbani sarebbe risolto definitivamente.Quale oscuro motivo fà insistere gli addetti ai lavori ad impiegare le discariche e gli inceneritori,molto costosi ed inquinanti? Il caso Campania dovrebbe andare nelle mani della magistratura,per omissione di atti d'ufficio,corruzione e danni all'ambiente ed alla salute dei cittadini.I colpevoli debbono risarcire i danni materiali e morali alla cittadinanza,alla quale hanno rovinato la vita e la dignità.Non si deve,per l'interesse di disonesti ed incapaci,creare un grave disagio,che sarebbe da tempo stato evitato impiegando per smaltire il sistema suddetto,che posso spiegare nei dettagli a chi ne sia seriamente interessato. Genova - aldocannavo@fastwebmail.it

#31 da Paolo Gabriele, inviato il 20/10/2010
bisogna trovare più che un candidato un "dream-team" di quelli che alla fine non possono perdere e sbagliare. Ormai la situazione è tanto grave da rischiare di essere compromessa. Solo con un grande impegno di 10 100 uomini e donne d'acciaio si può abbattere un muro che si è creato fra il "potere" e quel che rimane della classe dirigente non compromessa da accondiscendenza e quieto vivere. Per il resto qui i problemi sono più grossi ci si dovrebbe domandare se è giusto fare un parco come quello del Vesuvio pieno di case anche abusive e dove in una provincia dove non c'è spazio alcuno per la altissima denistà abitativa si possano creare discariche o inceneritori. Poi perchè la eventuale disponibilità di altre province non dia luogo a compensazioni in termini di maggiori fondi per infrastrutture e risorse per favorire l'occupazione e lo sviluppo?

#30 da garofano, inviato il 20/10/2010
"Napul'è na carta sporc e nisciune se ne mport".....,dice una famosa canzone, ed è vero da tanti anni oramai, da quando purtroppo fù deciso che questo splendido territorio fossero le "Indie" nostrane del Regno Piemontese.
Il nuovo Governatore Caldoro ce la stà mettendo tutta ma il disastro col quale deve
cimentarsi è immenso, specie per quanto riguarda la realtà Napoletana, sulla quale pesano anche e tanto incancrenite abitudini
alla deresponsabilizzazione ed alla impunità
dei preposti alla cosa publica.
Ben venga una forza nuova al fattivo contributo per la rinascita di Napoli.

#29 da Daniele, inviato il 20/10/2010
Rifiuti, sanità, lavoro, sicurezza, etc..: Napoli è l'Inferno d'Italia.
Questo è oramai, purtroppo, il modo nel quale viene percepita Napoli e direi la Campania.
Possiamo indignarci, dissentire e protestare ma tutte le strade percorse hanno condotto a questo:Il bello ed il fatto bene, che indiscutibilmente esistono, sono continuamente violentati dalla realtà emergente. Leggendo dall'esterno sembrerebbe che in modo trasversale e continuo la politica ed il mondo cvile sano abbiano cercato di superare le questioni note non riuscendoci. Mollare si o no?.... ma allora cosa possiamo fare?
Mi viene in mente quanto fece il New Deal,nell'epopea americana di Franklin Delano Roosevelt serve un grande progetto per la Campania, l'Italia intera ne avrebbe un vantaggio considerevole.
Le parti sane di tutti gli schieramenti si uniscano, si trovino dei nuovi leader, un Board di grande spessore. Sono sicuro che tuttà L'Italia e credo L'Europa tenderebbero una mano al grande INFERNO PARTENOPEO.
Viva LA Campania, Napoli e tutte le persone di Buon Senso che ci Vivono


#28 da pietro napoleoni, inviato il 20/10/2010
Dire che la classe politica locale campana deve assumersi la responsabilità di guidare il suo immenso corpo sociale è cosa abbastanza scontata. E' meno scontato dire che la soluzione sta nella scelta dei candidati (di qualità) e nella proposta politica.
Che si possa ricordare, negli ultimi lustri, le proposte politiche avanzate dai vari candidati, e di diverse estrazioni ideali e culturali, potevano essere in via astratta oggettivamente condivisibili. E sempre in via astratta la classe politica napoletana e campana ha pur espresso, nel tempo, amministratori di indubbio livello morale e culturale.
Ma se la situazione è ancora quella di sempre vuol dire che non è un problema di candidati e neppure di proposta.
Il fatto è che qualunque sia la proposta politica e qualunque possa essere il novero dei candidati, e l'una (proposta) e gli altri (candadati) debbono fare i conti con il corpo elettorale nel suo complesso e con i condizionamenti sociali cui lo stesso corpo elettorale è soggetto.
In concreto, se è vero, come sembra, che ampi strati del corpo sociale sono condizionati dalla rete delle organizzazioni malavitose è molto, ma molto difficile, che i candidati eletti possano agire liberamente secondo coscienza e nel rispetto della proposta politica avanzata.
Il problema dei problemi è quindi quello di una vera lotta dello Stato alle organizzazioni malavitose così come lo Stato lottò, e vinse, contro il terrorismo.
Se è stato possibile per il terrorismo perchè non lo deve essere per la camorra?
L'amministrazione comunale di Napoli e le altre amministrazioni campane si potranno anche rinnovare, ma se lo Stato non bonificherà il corpo sociale dai bubboni delle infiltrazioni malavitose, che condizionano il consenso, è molto probabile che il segno della gestione politica locale e regionale non cambierà.

#27 da luigi, inviato il 20/10/2010
Quindici giorni orsono, nel piccolo condominio dove abito è intervenuta una società di spurghi per lo svuotamento del pozzo perdente che raccoglie l'acqua piovana. L'operatore responsabile dell'operazione, presenti io ed un altro condomino, ci ha comunicato che se la prossima volta che esce, trova ancora delle macchie oleose sulla superficie dell'acqua, chiude i pozzetti e ci costringe a fare un intervento di smaltimento per sostanze nocive con notevole aggravio di spesa. La settimana precedente l’intervento, erano stati lavati dei pennelli usati per verniciare il cancello con diluente o equivalente e versato in uno scarico la rimanenza. Ciò ha causato le chiazze oleose sulla superficie dell’acqua. Io abito in Lombardia, ora, premesso che abbiamo sbagliato e che le regole vanno rispettate, la domande che mi pongo è sono le seguenti:
A) Perché la vigilanza sull’osservanza delle regole a Napoli non c’è?
B) Perché non c’è la raccolta differenziata che da noi è rigidissima?
C) Perché da noi costruiscono inceneritori, termovalorizzatori, discariche ecc. e a Napoli si possono fare?
D) Le proteste ci sono state anche da noi ma nessuno si è mai permesso di compiere i disastri che si stanno facendo a Napoli, ben sapendo cosa comporta la realizzazione di una discarica. Perché li permettono?
E) Sono lombardo da tutte le generazioni, non ho mai votato Lega. Ma si rendono conto che tutto questo non fa che allargare ancora di più l’abisso che c’è tra nord e sud e rafforza chi vuole la separazione?
Mi dispiace di vedere l’Italia che va in rovina senza che nessuno faccia una proposta per arginare questo decadimento. In più mi tocca vedere in televisione le facce dei figli, dei fidanzati e parenti vari di ministri che mettono le mani su tutto quanto. Sono amareggiato.

#26 da elisabetta landi, inviato il 20/10/2010
sono ben lieta che italia futura metta la prossima elezione comunale a Napoli tra i punti focali. siamo tutti scontenti dalle logiche dei partiti nazionali che qui si scontrano per i propri fini. Come si potrebbe cominciare a lavorare per una lista civica? Volete aiutarci voi?

#25 da angelo, inviato il 20/10/2010
carissimi amici,oggi in italia si fà prima a dire quello che funziona che ad elencare tutto quello che non và.Siccome siamo un popolo di gente ottimista ed intelligentecredo che ancora è tutto recuperabile.Sono d'accordo a che capeggiati da ItaliaFutura ci interessiamo delle prossime elezioni elettorali a qualsiasi livello. Diamo un segnale forte iniziamo a trovare gente che è disposta a mettersi in gioco ma:
- che accetti e sottoscriva un rigido codice etico di comportamento;
-che rinunci allo stipendio( da sindaco,assessore,consigliere ecc.);
-che denunci prima della candidatura il reale patrimonio personale;
-ecc. ecc. eccc.

#24 da Roberto, inviato il 20/10/2010
Non c'entra il governo. Le responsabilità sono locali. Del resto è risaputo che i napoletani non vogliono mai passare fessi che si attengono alle regole.

#23 da alessandro (acerra-NA), inviato il 20/10/2010
La storia dimostra che un periodo di crisi economica e di valori così importante, seppur doloroso, rappresenta il momento cruciale per gettare i pilastri portanti del nostro futuro socio-economico. Occorrono altresì misure a breve termine per rilanciare il lavoro, l'economia etc.. e riforme soatanziali (rinegoziando positivamente ma in forme moderne in linea con i tempi le relazioni industriali ma anche quelle tra gli uomini, tra le istituzioni e quelle tra cittadini e le istituzioni).
L'esigenza di modernità e sviluppo è indifferibile. Credo che non ci potrà mai essere un "buon" futuro per l'Italia se al centro dell'impegno comune non ci sia il SUD. Come in un percorso biochimico di tipo enzimatico, il Sud, se adeguatamente stimolato, può rappresentare il catalizzatore dello sviluppo e non la "zavorra" come ci vogliono far pensare. proprio per questo ritengo che bisogna partire da Napoli. Immagino e propongo uno slogan semplice..."ITALIA: DA NAPOLI AL FUTURO, BIGLIETTO DI SOLA ANDATA"
Un saluto a tutti da acerra

#22 da Giovanni, inviato il 20/10/2010
è tutta l'Italia che sta collassando mon solo per i rifiuti ma anche per il debito che è uguale aquello argentino prima del defaut; Napoli fa da precursore e segna la strada verso il baratro. Credo che chi ha capacità, serietà e voglia di aiutare il proprio paese dovrebbe mettersi in gioco. Il soggetto politico giusto potrebbe essere italia Futura. Dovremmo presentarci alle prossime elezioni per provare a rimettere in rotta l' Italia sesarà ancora possibile farlo.

#21 da Rosario Puglisi, inviato il 20/10/2010
Non è possibile che il sud in cui ho l'onore di essere nato non si assuma le responsabilità di fare quello che deve essere fatto senza rivoluzioni ma con il lavoro continuo e costante.
Mi occupo di gestione rifiuti e non capisco come gli uffici Comunali e gli stabili pubblici non danno l'esempio iniziando la raccolta della carta, vetro, plastica riducendo la quantità di rifiuti conferiti. Non si può pensare di girare la chiavetta e stabilire la data d'inizio della raccolta differenziata ma bisogna iniziare dai siti che producono i maggiori quantitativi per lavorare ad un progressivo miglioramento non è più accettabile che gli Amministratori non hanno fatto niente ad oggi è ora di lavorare, lavorare e lavorare, giorno per giorno per un miglioramento continuo e progressivo.
Mi ricordo un film in cui un bambino propone che ognuno faccia una cosa anche piccola che sommata al numero di bambini diventava una enormità di cose.

#20 da Serena Tortorelli, inviato il 20/10/2010
la discesa in campo nell'accompagno di italia futura alle prossime elezioni comunali non mi meraviglia affatto. anzi. un'altra autorevole voce che vuole contribuire al miglioramento, o meglio ancora al cambiamento, della città non può che far piacere. c'è spazio, purtroppo. l'impegno, certo, di italia futura non deve, però, rappresnetare qualcosa di estenporaneo. napoli è una città difficile, complicata e senza dubbio dei napoletani.
questi e solo devono restare i veri protagonisti del cambiamento. senza il loro coinvolgimento non si va da nessuna parte italia futura, al di là dei significativi proclami, deve avere l'umiltà di provare a capire dal basso cosa è successo in questi anni e come e dove vuole offrire il suo contributo. il capoluogo partenopeo mai come in questo momento ha necessità di nessun protagonismo dei singoli o dei gruppi. occorre territorializzare l'impegno. ascoltare la gente comune e provare, meglio se assieme ad altri, a proporre idee, progetti e soluzioni.
attendo che italia futura provi a a fare tutto ciò, senza usare accette e toni alti. penso che ci siano le condizioni, ma bisogna guardare al breve periodo, ma con una programmazione seria di associazione a medio-lungo periodo. ben venga aprire a napoli una sede distaccata di italia futura. i suoi 1100 associati napoletani, così recitano i quotidiani, sono ben lieti di avere un luogo vero di confronto. far partire da napoli una sperimentazione vera della partecipazione dal basso incondionata è un qualcosa di difficile, ma di entusiasmante. italia futura ne è pronta? vuole favorie questo approccio? i napoletani, associati e non, sono ben lieti di provare questo progetto pilota, ancora meglio in questo inizio di campagna politica i cui contorni sono, ahimè, i soliti!!!

#19 da Bruno Belletti, inviato il 20/10/2010
è tutta l'Italia che rischia di collassare; Napoli fa da precursore e segna la strada verso il baratro. Credo che chi ha capacità, serietà e voglia di aiutare il proprio paese dovrebbe mettersi in gioco. Il soggetto politico giusto potrebbe essere italia Futura. Dovremmo presentarci alle prossime elezioni per provare a rimettere in rotta l' Italia

#18 da marco giangrasso, inviato il 20/10/2010
il sottoscritto ha avuto l'onore di far parte della squadra di S.E. Il Prefetto Gianni de Gennaro durante la Sua esperienza di Commissario Governativo per la crisi dei rifiuti a Napoli nei primi mesi del 2008.
Durante quel periodo ci si è resi conto, tra l'altro, che la Campania non ha mai affrontato in modo organico e strutturale la gestione del ciclo dei rifiuti, soprattutto dal punto di vista impiantistico.
in altre parole mancano gli impianti (di trattamento, di discarica, di incenerimento etc) mentre la raccolta differenziata, salvo alcune isole felici, è ancora a percentuali risibili. Tutti invocano, inoltre, la bonifica dei suoli e delle falde contaminati da attività industriali dismesse e da abbandono di rifiuti, in particolare nei siti da bonificare di interesse nazionale campani, E'bene sapere in proposito che la Campania non è dotata di impianti di smaltimento amianto, di trattamento e smaltimento dei rifiuti pericolosi solidi provenienti dalle bonifiche nè di impianti di trattamento di rifiuti liquidi pericolosi quali il percolato di discarica. Il risultato è che le bonifiche non si fanno e che quando si fanno si deve ricorrere a impianti fuori regione o all'estero con costi fuori mercato. Molto altro ci sarebbe da aggiungere e rimango a disposizione della nostra Associazione per ogni approfondimento ritenuto necessario.
cordiali saluti

#17 da PierLuigi Furlanetto, inviato il 20/10/2010
Non so se si attenda di allertare l'opinione pubblica fino ad un certo livello per poi intervenire in modo salvifico ed eclatante. In ogni caso invece di normali condotte di buon governo abbiamo il miracolo su misura e l'invocazione del santo.

#16 da Paolo, inviato il 19/10/2010
Mi fa piacere che abbiate deciso di seguire Napoli, i nuovi candidati - tranne qualche possibile eccezione - non mi piacciono neanche un poco! La sinistra è forse onesta ma incompetente! La destra è talvolta (qui) disonesta e collusa (avvolte anche incompetente). bisogna andar via!

#15 da piera messina, inviato il 19/10/2010
Questa nostra povera Italia in cui avanzano disocccupazione, proteste, manifestazioni, malcontento generalizzato,in cui alla cultura e alla ricerca, alla scuola e all'università si tagliano i fondi, in cui i cittadini devono faticare e talvolta rivolgersi a legali per avere riconosciuti diritti, in cui noi meridionali financo per garantire la nostra salute siamo costretti ad affrontare il disagio dello spostarsi in strutture del nord che ci resta da fare? Non basta solo lamentarsi, dobbiamo esserci e partecipare con appassionata responsabilità per promuovere un cambiamento reale di persone e di progetti politici.



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