Federalismo e sanità: una grande occasione

Le Regioni in deficit possono diventare virtuose

di Flavio Sensi , pubblicato il 16 ottobre 2010
immagine documento
Nella seduta del 7 Ottobre 2010, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto attuativo del federalismo fiscale riguardante i tributi delle regioni e i costi standard della sanità. Il testo andrà all’esame della Conferenza Unificata e del Parlamento per poi tornare in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo.

Gli sforzi delle Regioni centro-meridionali e dei relativi parlamentari di riferimento hanno condotto a delle modifiche sostanziali rispetto alla precedente bozza di decreto, con riferimento alla ripartizione del fondo sanitario alle Regioni che non avrà più come principale criterio di riferimento l'età della popolazione residente. Tale impostazione, in vigore da circa 10 anni, penalizzava sistematicamente le Regioni “giovani” (quelle meridionali) privando ad esempio la Campania di circa 400 milioni all'anno (secondo le stime effettuate dalla Regione).

Sulla base anche di una ampia letteratura scientifica di riferimento, per la ripartizione dovrebbero ora valere anche le condizioni socio-economiche secondo il principio evidente da tempo che dove c'è meno disponibilità di denaro, ovvero dove più sono carenti le condizioni lavorative e abitative e degli stili di vita, le patologie trovano terreno maggiormente fertile. Anche il principio costituzionale della sussidiarietà rende legittimi, per la divisione del fondo, il criterio dell'aspettativa di vita piuttosto che dell'incidenza di particolari patologie come l'obesità o malattie cardiovascolari.

Una sede, quella della Conferenza Stato-Regioni in cui dovranno essere condivisi e maggiormente dettagliati tali criteri con le Regioni del Nord. Una sede che vale di certo una opportunità di concretizzare l’accompagnamento agli sforzi in corso d’opera nelle Regioni in disavanzo (dalla chiusura/riconversione degli ospedali all'aumento dei ticket) con risorse vitali per evitare il progressivo fallimento dei sistemi sanitari regionali e del sistema di welfare per i loro abitanti.

Un’opportunità quindi in prossima sede di Conferenza Unificata per proporre scelte strategiche di una politica sanitaria rinnovata e lungimirante, che potrà essere tale solo però a determinate e ulteriori condizioni nel metodo.

Sarebbe infatti opportuno, in un ottica di sistema, prevedere, per le Regioni in disavanzo, un periodo di transizione dall’attuale spesa storica al nuovo riparto definito con il criterio dei costi standard per la remunerazioni delle prestazioni sanitarie (per costi standard si intendono, in sintesi, le quote, sulla base delle quali le Regioni finanzieranno i servizi sanitari, derivanti dal benchmark tra le cinque regioni dalle migliori perfomance in termini di efficacia ed efficienza. In ottica gestionale, sarebbe inoltre importante prevedere differenziazioni tra azioni di risparmio di immediata applicazione da quelle di più complessa realizzazione.

Tale riflessione è da rendere ancor più tempestiva specie se vista alla luce del fatto che, per la della parte del decreto concernente i costi standard, le Regioni non hanno ancora discusso e non hanno espresso una posizione definita e condivisa, a differenza dell’altra parte, che riguarda il federalismo regionale.

Vi sono infatti azioni legate ad una imprescindibile correttezza e di immediata applicazione come quelle volte ad uniformare il costo di una siringa evitando che quest’ultimo risulti doppio in una Regione rispetto ad un'altra della stessa Nazione; altre di più delicata implementazione come quelle legate a ridurre i costi delle prestazioni sanitarie posto che questi poco dipendono dai singoli presidi medicali impiegati ma più correlati ad efficienza, tempi e di esecuzione, costi/capacità del personale, appropriatezza clinica ed organizzativa, procedure e tecnologie impiegate, ovvero dalla qualità nella accezione più ampia del termine.

Realizzare, laddove necessario, le condizioni strutturali e organizzative e di governo clinico affinché questi elementi si intersechino nel loro insieme nell’ottica delle migliori pratiche di riferimento, anche internazionali, è sicuramente una priorità rispetto al taglio preventivo dei costi per determinate prestazioni sanitarie. Taglio che potrà e dovrà avvenire, ma nell’ottica di un monitorato processo di accompagnamento (ad esempio triennale).

I periodi di crisi di sistema, specie se lunghi come quello concernente le Regioni in disavanzo, rappresentano notevoli occasioni per scelte alternative e stimoli di cambiamento.

E’ dunque importante, per i servizi sanitari di ricovero e cura - così come di assistenza sanitaria territoriale, accompagnare e supportare le Regioni meno “virtuose” nel più lento processo di miglioramento continuo della qualità e dell’organizzazione sanitaria in ottica di un pieno Governo Clinico dell’assistenza, con investimenti economici e professionali strettamente vincolati allo scopo, ovvero debitamente monitorati nella realizzazione dell’obiettivo; tale obiettivo avrà come importante conseguenza, quella di raggiungere i migliori standard assistenziali che consentono in seconda battuta anche di conseguire costi socio-sanitari inferiori e quindi di far valere l’affermazione che la sanità che costa meno è anche la migliore.

Talvolta nelle Regioni che hanno accumulato il disavanzo si spende troppo per la Sanità, ma molto più spesso si spende e si è speso male, quella di migliorare la qualità erogata e percepita, può invece essere una voce di costo protagonista dello spendere bene sin da ora e comporterebbe 2 importanti conseguenze:

-investire subito per un ottimale funzionamento delle strutture e dei servizi sanitari nel breve ma soprattutto per il lungo termine;

-evitare il rischio di privare le persone assistite dei servizi di prevenzione, ricovero, cura e riabilitazione durante i non brevi tempi dei “lavori in corso” per il trasferimento dei migliori standard nei sistemi sanitari regionali.



tag:  sanità   federalismo   costi standard   regioni in disavanzo   piani di rientro  


STAMPA:   per visualizzare la versione per la stampa clicca qui

LASCIA UN COMMENTO | Leggi il DISCLAIMER




nome

email
cap
link

commento
Inserisci il codice di verifica:
Ascolta il codice segreto

 


Conosci ItaliaFutura
Il progetto, le persone, le attività
Rimettiamo in moto il Paese
La contro manovra di Italia Futura
Associazioni regionali
Italia Futura nel territorio
Partecipa!
Vuoi collaborare alle attività di Italia Futura?


nome

cognome

carica

amministrazione

Nazione
Provincia
Comune

Mi piace questa proposta e voglio aderire
email
cap



nome e cognome
email
cap
scuola

commento

nome e cognome

email
cap

Racconta