Un paese al passato prossimo

L'Italia vista dall'Oriente

di Francesco Grillo , pubblicato il 15 ottobre 2010
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Due anni passati a Karachi, in Pakistan e ora da un anno e mezzo nel Guangdong, la fabbrica del mondo, nel sud della Cina. L’Italia nel mezzo, perché quello che all’apparenza è un viaggio verso Oriente, in verità è un viaggio nel tempo. Il passato, in Pakistan, che conserva a Moenjodaro le rovine di una civiltà sviluppatasi 2600 anni prima di Cristo. Il futuro in Cina, per mille motivi, basta leggere i giornali: è qui dove nei prossimi decenni si decideranno le sorti del mondo. L’Italia in mezzo, non come presente, ma come passato prossimo.


Ho 33 anni, lavoro come direttore della filiale cinese di un’azienda italiana. Italiani e cinesi non sono poi così diversi, hanno una storia di emigrazione e sacrifici, e tra i popoli che viaggiano sono quelli che mantengono più forti le radici con la propria terra. Amiamo spendere tempo con gli amici, mangiare e bere ma, con gli stimoli giusti, sappiamo anche lavorare sodo e fare sacrifici. La differenza è tutta qui, negli stimoli. I cinesi hanno fame e rabbia, sono rimasti immobili per troppo tempo e ora vogliono correre. E’ il loro modo di sentirsi liberi.

L’Italia invece - sembra così a noi viaggiatori che ogni tanto torniamo a casa - è passiva. Non vede un futuro, ha paura. Gli italiani si accontentano di ciò che hanno. Dovrebbero viaggiare di più ed andare a vedere che servizi esistono in altre parti del mondo. Meritiamo di più. Il problema non è neanche la disponibilità delle risorse, ma l’uso malsano che se ne fa. Lo spreco, in primis nelle risorse umane, partendo dal pubblico servizio. Quanta gente demotivata, felice del proprio lavoro forse neanche a fine mese, quando apre la busta paga.

Per non parlare degli immigrati. Abbiamo ingegneri africani o indiani che lavorano come spazzini o venditori ambulanti. Se dessimo loro opportunità potrebbero fare molto di più per il nostro Paese. Crediamo che si possa essere italiani solo per diritto di sangue, ma già i romani credevano nell’integrazione dei popoli che aderivano ai principi fondanti la loro civiltà. Diamo il benvenuto a chi viene a lavorare da noi, con noi, come molti paesi, la Cina in primis, danno il benvenuto alle intelligenze che si trasferiscono da loro. La sfida è questa, riscoprire i valori della nostra cultura e saperli rinnovare e promuovere. L’Italia è amata più nel mondo che in patria.

I nostri politici in primis dovrebbero dare un esempio positivo, ed è per questo che speriamo in un rinnovamento della classe dirigente. Perché la responsabilità, in ambito politico come in ambito aziendale, deve essere in primis per i dirigenti. E se non arrivano i risultati, allora è il caso di cambiare.







Francesco Grillo è direttore della filiale cinese di un'importante
azienda italiana. Dopo la laurea in giurisprudenza e un master presso
l'Ice, ha diretto per due anni la filiale di un'altra azienda italiana
in Pakistan.



tag:  cina   pakistan   italia   immigrazione   futuro  


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#9 da Mario Placidi, inviato il 19/10/2010
Sono appena tornato da tre settimane passate in Bhutan dove la priorità numero 1 è la istruzione per far entrare le nuove generazioni nel futuro e capirlo conservando le tradizioni. Ogni valle di questo piccolissimo paese ha una scuola. Le cure mediche sono gratuite e praticamente non ci sono strade. Forse anche solo andare in Bhutan potrebbe bastare per capire quale direzione dare al nostro martoriato paese. Prima però, dobbiamo mandare a casa questi incapaci che, ci governano.

#8 da Martina, inviato il 19/10/2010
Nostalgia di quegli anni 70 che non ho vissuto dove i giovani con le loro proteste facevano tremare l'Italia

#7 da daniele rippa, inviato il 18/10/2010
Ciao Francesco, grazie per il tuo racconto, io sogno di andare in Cina a lavorare per la mia azienda. Sto leggendo tutto lo scibile sull'Asia e in particolare sulla Cina e sono estasiato e meravigliato da ciò che di straordinario hanno costruito in così poco tempo, se consideriamo l'inizio della vera rivoluzione dal 1979, quando Deng ha definitivamente spazio per portare la Cina al “miracolo“. Ho 27 anni e questo nostro Paese mi fa paura per la sua vecchiaia e non importa chi ci sia al governo, o che i gruppi dirigenti dei partiti siano di 40 0 70 anni, la questione è che siamo mentalmente fermi.Forse basterebbe semplicemente avere la curiosità verso l'altro per trovare lo stimolo giusto. xie xie ni

#6 da Gennaro , inviato il 16/10/2010
complimenti. noi "emigrati di lusso" dovremmo impegnarci nel rientrare e migliorare l'Italia, ma ci sono troppe gerarchie da superare e pochi pronti ad ascoltarci...in bocca al lupo!

#5 da Gennaro , inviato il 16/10/2010
Ora che tu ed altri come te hanno fatto esperienze all'estero (questo e' il mio decimo anno da "emigrato di lusso"), dopo l'analisi fatta, l'impegno dovrebbe essere nel ritornare e migliorare l'Italia, ma ci sono troppe gerarchie da superare, e pochi pronti ad ascoltarti...in bocca al lupo!

#4 da Pietro De Faveri Tron, inviato il 16/10/2010
Ciao Francesco, mi viene facile dire che hai fatto centro visto che viaviamo a 100 km l'uno dall'altro ma vorrei rinacarare la dose: in Cina si sta anche bene!
Sorrido quando sento ancora dire "noo davvero sei finito in Cina, ma chi te l'ha fatto fare!!"....penso sia stat una delle migliori scelte che ho fatto e l'apertura mentale che ti può dare un paese come questo è impagabile.
Un abbraccio
Pietro

#3 da Valerio, inviato il 15/10/2010
Allora forse è vero che a volte per capire un paese bisogna osservarlo da lontano. Perchè una analisi così lucida in Patria manca davvero.

#2 da ennio baratella, inviato il 15/10/2010
Come non condividere quanto riportato.
Ho terminato proprio ora una relazione da presentare ad una società che desidera valutare azioni in Cina - e diventa difficile far capire che i nostri tabù mentali sono stati una ns. concausa al nostro malessere.
Investite di più nel viaggiare ma non solo come turisti ma come persone curiose.
Apprezzerete di più le cose che non facciamo più di quelle inutile che abbiamo.
alcuni passi indietro per crescere meglio.

Ottimo il messaggio dato Grazie.

Anzi - visto che sei li invia.. di tanto in tanto alcuni esempi di vita - di opportunità non sfruttate - per far sempre capire cosa poter fare e chi del fare non sa che farsene.

#1 da Montermini Marco, inviato il 15/10/2010
Gran bell'articolo, condivido appieno, niente da aggiungere. Compimenti



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