Alla ricerca dell'Italiano Ignoto

Elogio della maestra ignota

Il racconto di chi educa gli adulti di domani

di Mariateresa Morellina , pubblicato il 6 ottobre 2010
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Dobbiamo ricordarci ogni giorno dell'Italiano Ignoto. Di colui che fa la sua parte, nonostante tutto. Colui che paga le tasse secondo i propri redditi. Colui che si dedica al proprio lavoro, alla propria famiglia e alla propria casa. Perché gli Italiani Ignoti sono maggioranza in questo paese. E proprio loro fanno dell'onestà, della passione per il proprio mestiere e dell'amore per l'Italia la vera speranza per il nostro futuro comune

Luca di Montezemolo
Questa non è la storia di un'alunna, ma la riflessione di una maestra che combatte tutti i giorni da 28 anni per crescere i propri alunni cercando di inculcare in loro l'amore, la curiosità all'apprendere, il rispetto per gli altri e i valori umani.

Difficile il controllo, l'equilibrio, la pazienza da dover avere ogni giorno verso i piccoli spesso poco tenaci, iperprotetti, immaturi. Difficile educare i genitori a collaborare costruttivamente.

Resta la soddisfazione impagabile di rivederli o ritrovarli adulti e a volte anche diventati genitori, che ti ricordano con lo stesso entusiasmo che hai trasmesso loro dopo tanta fatica. Che conservano un affetto profondo e tanta gratitudine.

Ditelo ai politici che non sanno apprezzare e comprendere, che scoraggiano, declassificano, maltrattano la categoria docente!

tag:  insegnante   maestra   alunni   scuola elementare   italia futura  


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#8 da Maurizio Capolupo, inviato il 25/10/2011
I giorni scorrono veloci e il tempo sembra non volersi fermare nemmeno per un attimo, ma l'italiano ignoto continua laboriosamente a lavorare senza sosta con profondo senso dello stato e della famiglia, ma i risultati non sono dei migliori, le formichine non riescono a supportare tanta negligenza, tanto spreco, tanta boria e tanto poco rispetto verso tutti quelli che giorno dopo giorno lavorano per il proprio paese. Peccato per tutto quello che si poteva fare e non è stato fatto; speriamo in un’Italia futura. Maurizio.

#7 da Anna Pellegrino, inviato il 13/10/2011
Condivido l'opinione di Montezemolo: prima di toccare le tasche degli italiani lo Stato deve rinunciare ai grandi privilegi , e destinare il denaro pubblico per il bene comune. Il sentimento che provi è l'impotenza di cambiare le cose. Ti senti vittima di un sistema. Allora dici che posso fare: da solo ninete ma insieme si possono fare tante cose. Bisogna unirsi e mandare via questa classe politica fatta di truffatori, ladri e via dicendo.... E' arrivato il momento di reagire con legalità a sovvertire questo sistema

#6 da anna, inviato il 30/9/2011
Sono "italiano ignoto":con uno stipendio di 1.500 e con una rata mutuo di 600 mensili vado avanti con dignità e insegnando a mio figlio l'onestà e l'amore per il proprio paese. Con 25 anni di servizio nello Stato, luareata, con tanta esperienza sulle spalle, senza possibilità di carriera perchè devi fare il concorso e metterti in gioco con uno appena laureato con più fresco di studi, per ritrovarti un capo più giovane di te che non sa nulla.Quindi la mia esperienza e la mia professionalità serve solo a far fare carriera al neodirigente appoggiato politicamente che non puoi neanche mettertelo contro altrimenti vivi una vita impossibile. Allora uso la correttezza e l'educazione come armi per ottonere quel rispetto lavorativo che ti dà la ragione per andare avanti e non passare per il fannullone e parassita statale così da persentarti a tuo figlio con dignità è onestà e continuare a passare qui valori che servono per vivere sereni. Concludo: penso che più in basso di coì l'Italia non può andare. E' arrivato il momento di agire per resuscitare quei valori e fare in modo che i nostri figli si troveranno un Paese onesto di cui andare fieri. E un giorno gli potrai dire ho contribuito anch'io figlio mio per una Itlia migliore.

#5 da stefano mazzoni, inviato il 9/10/2010
sono figlio di una maestra elementare ora in pensione da diversi anni le cui idee combaciano perfettamente con quelle di mariateresa .Ricordo ancora molto bene quando ci lasciava in casa per correre ad insegnare nei paesini intorno alla grande città, quando finalmente diventò di ruolo quando tanti alunni divenuti ormai adulti telefonavano ancora dopo anni per salutare e ringraziare...ma quale gratitudine ha avuto lei e tutte le sue numerose colleghe le quali hanno sacrificato forse la famiglia per inseguire l'ideale dell'insegnamento, dallo stato? Circa 1000,00 euro al mese di pensione...

#4 da PierLuigi Furlanetto, inviato il 8/10/2010
Sono abbastanza d'accordo con il commento di Marco Montermini: dico abbastanza perchè vedo che non intende escludere le bravure che ci sono, ma solo non lasciarle alla propria fattualità. Lontano da smanie di grandezza, mi permetto di dire che un cambiamento concreto sarà possibile proprio quando si sposterà l'attenzione -anche se in piena buona fede- dalle temtiche della qualità e dell'eccellenza così come fatte oggi, alle tematiche del bisogno dello stato (nazione, società civile) di sopravvivere e non di gingillarsi con qualche migliaio ( o qualche milione)di bravi. Abbiamo bisogno, per restare nel mondo del benessere, di diffondere il successo formativo, non perchè le persone ne hanno diritto o peggio perchè lo meritano (ci mancherebbe altro: ciò è troppo poco) ma perchè è interesse vitale dello stato (degli stati) avere cittadini formati ad alto livello, e non alcuni (ripeto non un milione o due) ma tutti. Il discorso sull'eccellenza ha un senso diverso se ricomincia da qui: innalzamento generalizzato: ma è possibile? Si'. Come, è troppo lungo dirlo.

#3 da Giovine Italia!, inviato il 7/10/2010
Premessa: non sono un idiota di parte, non sono un suddita, ma un amante dell’Italia, l’Italia valorosa e lavoratrice, la BellItalia!!!!
Vari eventi sono sintomo di una malattia inarrestabile, che sta invadendo ed opprimendo le nostre vite, i nostri valori, il cuore dell’Italia.
Corruzione, illegalità, mafia, anti-politica, anti-meritocrazia, federalismo anacronistico, bieco e cieco, indifferenza “economica”, etc etc … sono tutti aspetti ormai evidenti di un incancrenirsi senza fine della nostra società.
Siamo in un tunnel, ma non in un vicolo cieco!!!
Possiamo uscirne, ma c’è solo una via di uscita: UNIRSI in nome dell’Italia vera, onesta, lavoratrice. MANIFESTIAMO in nome dell’onestà, della vera onestà!!!
UNIAMOCI E RICOSTITUIAMO TUTTO IL POSITIVISMO DELLA "GIOVINE ITALIA" di Giuseppe MAZZINI!!!!!

#2 da Marco Montermini, inviato il 7/10/2010
Scusate, ma secondo me tutta questa serie di articoli sui vari "bravi ragazzi ignoti" rischiano di portare poco alla causa...mi spiego: tutto quello che vi è scritto è sicuramente vero e apprezzabile, ma non mi pare aggiunga molto al dibattito. Credo che siamo tutti sicuri del fatto che ci sono persone di grande volontà e qualità nel nostro paese, che portano avanti faticosamente la loro professione, e che lo fanno pur senza ricevere grande aiuto dal "sistema Italia": però queste compiaciute auto-narrazioni (ed auto-celebrazioni del proprio eroismo) rischiano di risultare un pò qualunquistiche, perchè non portano nessuna reale proposta. Noi non dobbiamo tanto celebrare quelli che "ce la fanno contro tutti" (che grazie al cielo ci sono, sia ben chiaro), ma proporre un modo per far sì che non debbano più farcela "nonostante tutto". E quel "ditelo ai politici che non sanno" con cui si conclude l'articolo mi sembra un principio di populismo che non giova alla discussione: noi non dobbiamo dire ai politici che in generale "non capiscono" (pur se è in gran parte vero), ma dire che cosa proponiamo per cambiare le cose. Saluti a tutti

#1 da Juri Cerri, inviato il 6/10/2010
Io per fortuna ho avuto la grande fortuna di studiare sempre nella "vecchia" scuola. Quella scuola dove il rapporto umano con l'insegnante era al primo posto.
Ho 33 anni e devo dire che per poco non mi sarei ritrovato in una scuola fredda e povera di insegnanti.
Come dimenticare il mio insegnante di italiano che trasmetteva passione ed entusiasmo nel leggerci i promessi sposi.
Oppure ricordare il professore di matematica che per un piccolo errore interrompeva l'interrogazione e assegnava un bel 2!
Beh posso dire storie d'altri tempi. Oggi purtroppo è diventata precaria anche la scuola....oltre agli italiani.



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