I vescovi: basta insulti, bloccano l'Italia

Cardinale Angelo Bagnasco, 27 settembre 2010

pubblicato il 28 settembre 2010
"I personalismi bloccano l'intero paese. E' il momento di mettere in campo un supplemento di reciproca lealtà e una dose massiccia di buon senso per raggiungere il risultato non di individui, gruppi o categorie, ma del Paese. Bisogna rendersi conto che la fiducia che i cittadini esprimono verso chi li rappresenta è un onore e una responsabilità che non ammette sconti di nessun tipo. I vescovi sono angustiati per l'Italia ed esprimono grande sconcerto per discordie personali che, diventando presto pubbliche, sono andate assumendo il contorno di conflitti apparentemente insanabili e si sono fatte pretesto per bloccare i pensieri di un'intera nazione, quasi non ci fossero altre preoccupazioni, altri affanni".




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#3 da Michele Lauriola, inviato il 29/9/2010
I vescovi hanno ragione di essere angustiati per l’Italia perché governata da “personalismi”. Personalismo, però, esercitato perché gravato dagli interessi di parte e non dalla fiducia dei cittadini. La politica, infatti, sconta l’incapacità dei cittadini di poter esercitare il diritto al voto in condizioni ottimali di serenità.
L’Italia non ha bisogno di questa “politica”. Ha bisogno di tutti i cittadini se saranno messi nelle condizioni di poter votare serenamente.

#2 da NO.SUDDITO, inviato il 28/9/2010
Il Cardinal Bagnasco (al pari delle gerarchie vaticane) si sono dimenticati della "dottrina sociale" (Rerum Novarum, Centesimus Annus) per il riequilibrio delle diseguaglianze? Non è neanche citata; al più si riscopre la "carità", che altro non è che la giustificazione del mantenimento dello status-quo (impoverimento dei redditi di lavoro e pensione, precarietà permanente, evasione stratosferica, corruzione dilagante, clientelismo come selezione mortificando il merito ed abbandonando chi ha bisogno, ecc.)

#1 da alessio bartolomei, inviato il 28/9/2010
l'ennesimo richiamo di Bagnasco e della Cei è quantomai opportuno, ma una domanda sorge spontanea: non sarebbe il caso che la chiesa cominciasse davvero a spingere da una sola parte? non parlo di destra o sinistra, ma dalla parte dei politici perbene: quelli che non rubano, che non tradiscono i propri elettori ed i propri ideali, quelli che non si approfittano dell'incarico che rivestono per vantaggi personali, quelli che seguono le novità dei tempi nuovo con i piedi ben piantati nella tradizionale educazione. Insomma, non sarebbe l'ora che i Vescovi si impegnassero per una generazione politica nuova: più giovane, più seria, più modesta? di belle parole sono lastricate le vie dell'inferno...



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