Mondo Futuro
Il professore di Berkeley ai suoi alunni: "la mia generazione ha fallito, ora tocca a voi"
Serve un patto fiscale per i nostri figli
di
Michael O'Hare ,
pubblicato il 15 settembre 2010

Benvenuti a Berkeley, probabilmente ancora la miglior università statale al mondo. Conoscerete nei vostri compagni il miglior gruppo di lavoro che è posibile trovare. I voti che assegno agli esami, tesine, etc.. nel mio corso prendono in conto il 110% di quello che fate perché è quanto ho imparato ad aspettarmi da voi, nei vent’anni in cui ho esercitato il più bel lavoro del mondo.
Queste sono le buone notizie.
La cattiva notizia è che siete le vittime di un terribile inganno, deprivati di un’eredità che vi spetta per contratto e per i vostri meriti. E non siete gli unici; vittime di questa frode sono anche gli studenti che sedevano alla vostra destra e alla vostra sinistra al liceo ma non ce l’hanno fatto ad entrare a Berkeley,
un’intera generazione imbrogliata dalla mia. Questa è una lettera di scuse e, volendola leggere in modo più utile, un possibile campanello d’allarme affinché voi possiate iniziare ad esigere quello che vi è stato tolto, e trasmetterlo ad altri con gli interessi.
Inganno - cosa è successo? Ecco, prima che nasceste, i californiani ora deceduti o in case di riposo hanno stretto
un patto notevole con il futuro. (Non sei californiano? Continua a leggere, gran parte di questo si riferisce anche a te, con qualche variazione.) Hanno deciso all’epoca di
investire risparmi che potrebbero aver speso in case più grandi, viaggi, vestiti e automobili nel miglior sistema educativo al mondo, nella costruzione e il mantenimento di sistemi idrici, strade, parchi e altri servizi al cittadino, una serie di infrastrutture che provocano invidia in tutto il mondo. Non sempre sono state fatte le scelte giuste: troppe autostrade e troppo poco trasporto pubblico. Ma nel complesso è stato fatto un gran lavoro.
I giovani di allora che hanno approfittato di questi “prestiti” sono diventati adulti più brillanti, in salute e facoltosi di come sarebbero stati altrimenti, e hanno compreso che
loro compito era quello di “passare il testimone” alle prossime generazioni. Per esempio garantendo che quello stesso sistema educativo venisse alimentato con
insegnanti appassionati e ben preparati, dotato di strutture adeguate e piccole classi, con consiglieri di orientamento e manuali sempre aggiornati. Le scuole della California avevano corsi di educazione fisica, arte, musica e teatro per tutti gli alunni, in strutture di cui era evidente che qualcuno le stesse curando, corsi di lingue - vive e estinte - o di scienza con laboratori moderni e funzionanti, e molto altro. Erano invidiate in tutto il mondo, e ripagavano l’investimento meglio delle azioni Microsoft. Lo stesso si può dire dei nostri parchi, del litorale protetto e dei servizi sociali.
Questo patto ha retto fino a trent’anni fa, quando - per una serie di motivi – gli elettori californiani hanno realizzato che a loro era andata benissimo con il “contratto” esistente ma che gli sarebbe andata ancora meglio venendo meno ai loro doveri,
spendendo quello che avevano ereditato per loro stessi. “I miei figli hanno finito la scuola; perché dovrei pagare tasse per quelli degli altri? I posteri non hanno mai fatto nulla per me!” Un’armata di presunti “leader” è comparsa agitando davanti ai loro occhi la loro
propaganda fiscale e non solo, ancora e ancora, e i vostri genitori e i loro genitori hanno iniziato a dare addosso al governo (come se ci fosse qualcos’altro che potesse farne le veci), chiedendo e ottenendo meno tasse, limiti ai mandati elettorali, quartieri più sicuri fino all’inverosimile, pene di carcere in cui si “butta via la chiave” senza preoccuparsi del loro costo, bilanci finanziari da prestigiatore, e infine una regola ferrea: non pronunciare mai insieme le parole “tasse” e “servizi” nella stessa frase.
Ora
le vostre infrastrutture vi stanno crollando davanti agli occhi, e in quanto cittadini siete responsabili di eventi sconsolanti, come la chiusura dei parchi, o disumani, come la chiusura delle strutture che accoglievano le donne vittime di violenze. E’ rivoltante, imperdonabile, che non possiate scegliere i corsi di cui avete voglia o bisogno ma è molto peggio che la polizia di Oakland abbia dismesso il servizio di chiamate di emergenza (911) per i casi di furto con scasso e minori scomparsi. Se leggete quello che gli amministratori locali eletti dicono dello stato oggi, vi imbatterete in dichiarazioni come “la California non può permettersi” questa o quell’altra funzione elementare di governo, e che bisogna “fare scelte difficili” come dismettere l’ennesimo servizio pubblico, o tagliare i fondi dove già mancano (come nella vostra università). Non può permettersi? Il deficit che sta paralizzando Sacramento è di circa 500 dollari a persona; aggiungiamone pure altri 500 per tornare ad
una pubblica amministrazione di cui non dovremmo vergognarci e il nostro reddito annuo medio è circa 40 volte tanto.
Possiamo ovviamente permetterci un governo che effettivamente funziona: il fatto è che i vostri genitori hanno semplicemente scelto di non averlo. Se vi sto scrivendo questo è perché siete le vittime di questa gigantesca truffa (anche se i vostri figli patiranno ancora più di voi se non prendete il timone della nave e date una sterzata decisa). La vostra istruzione è stata sacrificata, la California è ora tra gli stati che spendono meno per la scuola, e le lezioni di arte, le classi preparatorie ai college, l’educazione fisica,
i bagni che funzionano e la qualità dell’insegnamento in generale sono solo un ricordo. Ogni anno siete sempre più numerosi ad arrivare nel mio corso senza, ovviamente, aver avuto l’opportunità di imparare a scrivere in un inglese corretto, chiaro e comprensibile. Ogni anno siete di meno a leggere i giornali, parlare una lingua straniera, sapere come funziona a grandi linee il governo (e il mondo degli affari), sempre meno ad avere l’energia e la voglia di controbattere intellettualmente quando non siete d’accordo con quello che dico io o i vostri compagni. Sempre di meno ad avere abbastanza nozioni di storia, letteratura o scienza per poter semplicemente praticare queste materie qui all’università! Avete passato i vostri anni di scuola di fronte ad
insegnanti pagati sempre meno, meno preparati, carichi di compiti amministrativi che nulla c’entrano con l’insegnamento, e sempre meno sostenuti dalle amministrazioni e dirigenti scolastici.
Molti dei vostri genitori hanno anche loro desistito, pensando che in qualche modo la scuola potesse fare anche la loro parte nella vostra educazione, spesso perché sono troppo stanchi dall’avere due lavori ognuno e passare due ore al giorno nel traffico per spostarsi dall’uno all’altro, per riuscire a farvi trovare il cibo in tavola la sera, non avendo cosi più il tempo di esserci per voi.
Un quarto dei vostri compagni del liceo ha lasciato la scuola prima della maturità, scoraggiati e sconfitti; ma non hanno lasciato il pianeta, anche se non vi imbatterete mai più in loro nei quartieri-fortezze in cui sarete tentati di rifugiarvi una volta raggiunto il successo. Dovranno procurarsi anche loro cibo e altri mezzi di sussitenza, senza però essere attrezzati per affrontare il mondo del lavoro, perciò
dovrete in qualche modo sostenerli.
Dovete avere un confronto duro con i vostri genitori, che ancora votano: non potete salvare i vostri figli da soli. Dovete anche parlarvi tra di voi. Non è giusto, e avete mille motivi (
tranne uno valido) per continuare ad accumulare denaro e spenderlo per voi e vivere altri venti anni di tagli di tasse in cattiva fede e conseguente
declino della pubblica amministrazione. Vi considero già i miei eroi per avercela fatta attraverso tutti questi ostacoli ed essere arrivati indenni fino all’aula in cui insegno, ma vi sto chiedendo di fare di più:
la vostra generazione può essere meglio della mia. Riprendetevi lo stato in cui vivete, in nome dei vostri figli, e sottoscrivete di nuovo il patto con il futuro. Sono molte le cose da cui iniziare, per esempio costruire un sistema di trasporti efficiente, che non vi costringa per ore della giornata a fare loro da autista nei prossimi venti anni, invece di chiudere le strade e aumentare i pedaggi in un vortice di continua mediocrità. Sono molte le cose da cui iniziare, mettetevi al lavoro. Ci vediamo in classe!
Michael O'Hare insegna public policy all'Università di Berkeley, leggi il suo post in inglese sul blog dell'università.