A voi la parola
I commenti di tre giovani “Italiani Ignoti”
Diamo spazio alle idee e ai commenti di chi è parte della Comunità di Italia Futura
di
Italia Futura ,
pubblicato il 9 settembre 2010

Il nostro editoriale
“La delusione degli Italiani Ignoti e il fallimento della seconda repubblica” ha scatenato moltissimi commenti e dibattiti tra i nostri associati. Pubblichiamo oggi i commenti di tre giovani, nei quali riconosciamo gli argomenti e la passione che molti altri aderenti a Italia Futura hanno condiviso in queste settimane.
di Roberto MarcheseNato nel 1990 a Roma. Ora vive a Trento dove dalla fine di settembre inizia a studiare all’Università Sociologia e Studi Internazionali. E’ giovane e ha un’idea per rilanciare il nostro paese. I partiti come sono ora – ci ha detto – non possono però riuscire nell’intento…“Sono un ragazzo di 20 anni e sono stanco delle divisioni fratricide per me incomprensibili!
Ho letto l'articolo e i commenti e ho visto che la gran parte di voi è a favore dell'articolo ma sono rimasto basito di come alcuni diano la colpa a Berlusconi. Intendiamoci a me non piace per niente ma ritengo che sia come gli altri.
Vista la mia età non ricordo la prima repubblica, ma nella seconda qualcuno mi sa spiegare la differenza tra destra e sinistra?Sono divisioni superate come guelfi e ghibellini!
Si vota una o l'altra parte a seconda di come la si pensa su Berlusconi perché nei programmi dei due schieramenti non ci sono sostanziali differenze.
Io credo che per dare un futuro ed una speranza all'Italia dobbiamo liberarci di questi vecchi carrozzoni (i partiti) e con loro
dobbiamo buttare via l'incapace classe dirigente e creare un partito di brave persone che vogliono risollevare le sorti del nostro Bel Paese”.
di Daniele ContiNato nel 1990 a Busto Arsizio. Ora vive a Palestro e frequenta il secondo anno di Ingegneria Fisica al Politecnico di Torino. Vorrebbe continuare a studiare e fare ricerca all'estero per poi ritornare in Italia. Se le condizioni lo permettono... “Mi torna in mente una frase che ho sentito per la prima volta alle scuole medie: “l’Italia è fatta, ora facciamo gli italiani”. E’ dal 1861 che riecheggia questa frase nel nostro Paese, ma dire che le aspettative di allora si siano realizzate credo sia eccessivo purtroppo. Però quando mi sento dire (e accade spesso) che l’Italia è tutta mafia, che siamo un Paese del tutto corrotto e ormai chi comanda è Cosa Nostra o la 'Ndrangheta, io non ci credo.
Sono un ragazzo di 20 anni, uno studente che non vuole fare il cervello in fuga perché amo il mio Paese e non ci credo che siamo una società di mafia.
Siamo una società che non è stimolata, quello sì, che fatica a reagire di fronte a tali soprusi, ma credo che se la maggior parte degli italiani onesti prendesse coraggio e speranza anche nella vita pubblica, reagendo anche solo con dei messaggi di solidarietà, allora riconosceremmo qual è la vera faccia dell'Italia.
Dobbiamo finalmente fare gli Italiani...”
di Matteo SperandeoNato nel 1979 ad Avellino e laureato a Napoli in economia aziendale. Dal 2007, dopo un Master in Diritto Tributario, vive e lavora a Milano come praticante commercialista. Dalla sua nascita segue le attività di Italia Futura perché tratta argomenti interessanti e a lui vien voglia di dire la sua. Come in questo caso…“Suggestivo l'articolo, a mio parere rende palese le intenzioni e la voglia di fare, che in questi mesi Italia Futura ci ha proposto e perché no, pubblicizzato.
Penso che il presidente Montezemolo stia agendo in maniera misurata e consona alla sua posizione.
Non sarebbe facile, in questo momento storico, per Italia Futura prendere una determinata posizione e condividerla con determinati Partiti Politici.
Penso però, che le cose stiano maturando, credo che Italia Futura si stia avviando sempre di più verso un movimento ideologico e non aziendale (vedi il PDL).
In verità penso che in Italia Futura si possa ritrovare quell'ideologia e quegli ideali che hanno fatto l'Italiano. Penso che sia arrivato il tempo per invocare una giusta legge elettorale, in quanto una parte del popolo elettore la invoca.
Spero di far parte di questo popolo elettore e dare la mia preferenza a chi, oggi in Italia, veramente rappresenta l'Italia”.
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