Quando i temi di oggi sono ancora i temi di ieri

A proposito di riforme mancate

di Italia Futura , pubblicato il 7 settembre 2010
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Era il novembre 2004. A Palazzo Chigi sedeva Silvio Berlusconi:

"Bisogna essere preoccupati perché l'incremento della produttività industriale e gli investimenti sono vicini allo zero, mentre in Francia e Germania i valori sono superiori ai nostri. Il problema numero uno del paese è la ripresa degli investimenti pubblici e privati per creare sviluppo e occupazione. È l'ora che dalle parole e dagli slogan il governo passi a iniziative concrete, perché occorrono scelte vere e coerenti con lo sviluppo".

Luca di Montezemolo, presidente di Confindustria

Era il dicembre 2006. A Palazzo Chigi sedeva Romano Prodi:

"La vera emergenza è oggi il recupero di produttività e il rilancio della
crescita. Serve uno sforzo comune, perché sulla produttività non c'è nessuno
che possa alzarsi da un tavolo. Qual è la maledizione di questo paese, che
non riesce ad attrarre investimenti come gli altri paesi europei? Servono
riforme coraggiose, senza ricercare prima il consenso".

Luca di Montezemolo, presidente di Confindustria

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tag:  produttività   investimenti   crisi   disoccupazione   europa   governo  


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#7 da dario scarfì, inviato il 8/9/2010
"Servono riforme coraggiose, senza ricercare prima il consenso", e - si potrebbe aggiungere - con le buone riforme, seppure impongono sacrifici, poi il consenso arriva. in fin dei conti il consenso unanime si ha solo nei regimi dittatoriali. chi ha paura di operare scelte, necessarie ancorché dolorose per timore di scontentare questa o quella casta, questo o quel potere forte, ha solamente interesse a mantenere i propri privilegi. Nessuno ha paura dei sacrifici se si dà conto alla nazione che essi sono egualmente ripartiti su tutti i cittadini e senza privilegi di casta; se i servizi resi alla collettività (scuola e istruzione, sanità, sicurezza) ripagano dei sacrifici, bene il consenso arriva. Non è una lista di desiderata: le esperienze inglese e tedesca sono sotto gli occhi di tutti, e non hanno bisogno di ulteriori commenti. purtroppo la spasmodica ricerca del consenso populista ha condotto a un ventennio di ignavia politica ed economica durante il quale né la parte politica né quella del sistema bancario e imprenditoriale hanno mosso il primo passo verso le riforme e verso gli investimenti. NESSUNO, né il pubblico né il privato, né maggioranza né opposizione, ha saputo svolgere il proprio ruolo. Adesso è giunto il tempo di dare una potente virata, una strambata che sappia raccogliere le energie degli italiani. Italia futura può fare tutto questo: io sono con italia futura.

#6 da MONTERMINI MARCO, inviato il 8/9/2010
Perfetto: un "memorandum" che male più di mille discosi.

#5 da Eugenio Ghiglione, inviato il 7/9/2010
Caro Presidente, purtroppo le sue parole sono cadute nel vuoto. La timida ripresa del pil del nostro paese rispetto alla Germania è la dimostrazione. Le piccole e medie imprese, tipiche del nostro tessuto produttivo, devono dedicare troppe risorse per gestire l'eccessiva burocrazia. Questo distoglie risorse e tempi allo sviluppo. Il Governo si dovrebbe preoccupare anche di questo. Eugenio Ghiglione

#4 da Gianluca Vitale, inviato il 7/9/2010
In una situazione di stallo atavico, come quella italiana, difficile trovare il mix giusto di riforme e soprattutto la possibilita' di effettuarle. Tutti i governi si trovano in una situazione di ingovernabilita' alla quale si aggiunge poi anche la politica errata. La causa di questo per me e' l'instabilita' dei governi e l'etica della politica. La situazione e' difficilissima e occorre che forti leadership scendano in campo. CI MANCA UN LEADER CREDIBILE E FORTE. UNA PERSONA TRASPARENTE. UN TRASCINATORE. UN ESEMPIO PER GLI ALTRI.

#3 da Giulio Portolan, inviato il 7/9/2010
Un momento opportuno per “scendere in campo” può essere quello successivo alle prossime elezioni, perché nelle prossime elezioni si vede il futuro del PDL e quanti voti attrae il centro. Il centro deve chiarire questo fatto. Il bipolarismo non è una invenzione politica, ma è la proiezione della lotta di classe e di “tutti contro tutti” (Hobbes), i quali, per organizzare i propri interessi, si coalizzano in due gruppi, la destra e la sinistra. All’interno di questa contrapposizione sociale, quale ruolo può svolgere il centro ?

#2 da Ivano Urban, inviato il 7/9/2010
Do tutto il mio appoggio a Montezemolo ma è bene che anche gli industriali, soprattutto quelli di un certo livello (grande e media industria, solo lo 0,6% delle imprese italiane), facciano ammenda sul fatto che investono poco in innovazione. Purtroppo i processi di innovazione industriale ingenerano un alto rischio d'impresa che scoraggia molto i nostri capitani d'impresa. Montezemolo è perfettamente coscente di questo problema, e per questo lo invito a spronare i suoi colleghi ad avere più coraggio e fiducia a investire nell'innovazione industriale.

#1 da annalisa, inviato il 7/9/2010
ASPETTIMO FINALMENTE UNA SUA DISCESA IN CAMPO!!!!!



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