Ripartiamo dagli "Italiani Ignoti"

La vostra voce

di Italia Futura , pubblicato il 3 settembre 2010
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Commento di Antonino Porzio all'articolo Caro Montezemolo..., 3 settembre 2010.

Sono un operaio non un sindacalista, sono un cittadino non un politico. Lasciatemi passare che oggi ci troviamo molti politici che oltre a fare i voltafaccia, oltre ad essere degli incompetenti mercenari sono li senza che nessuno li abbia votati liberamente, ce li hanno imposti. [...] Serve gente nuova, gente seria, non gente che si aggrappa alla poltrona, serve gente che passi alla storia, gente che abbia voglia di fare e soprattutto che ami l'Italia.

Commento di Bruno Pierozzi all'articolo Caro Montezemolo..., 1 settembre 2010.

Il problema prioritario dell'Italia è oggi la definizione di un nuovo "progetto Italia", ovvero di saper coniugare una nuova idea di sviluppo mettendo in sinergia le tre macro aree della società odierna: imprese, lavoro, società civile. Oggi la priorità è aprire un confronto tra i portatori di interesse rappresentativi del Paese per costruire un programma di innovazione che possa dare voce alla parte migliore del Paese oggi soverchiata da magliari della politica, raccomandati, gente senza arte né parte. Diamo priorità alle idee, ai progetti, all'invenzione, alla voglia di fare che ancora c'è in una ampia parte del Paese.

Commento di Ada Foderaro all'articolo Caro Montezemolo..., 31 agosto 2010.

Io sono una semplice cittadina che di politica e relativi giochini, non ci ha mai capito nulla ma aveva degli ideali. Ideali molto semplici basati sul sacrificio, volontà, capacità e passione nel compiere il proprio dovere. In questo momento non vi è più passione ed amore per questo paese, è scoppiata la bomba della corruzione, dell'opportunismo della mancanza dei valori dell'arroganza e delle minacce continue.

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tag:  italiani ignoti   paese bloccato   società civile   soluzioni   meritocrazia  


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#7 da salvo, inviato il 8/9/2010
Caro direttore, non sono ancora iscritto a Italia futura cnhe se ne ho voglia. I miei tentennamenti nascono dalla diffidenza oramai consolidata di noi cittadini nei confronti dei rappresentanti politici che, ahimè, ci hanno abituati a voltafacce e salti mortali da trapezisti professionisti. Stimo il presidente Fini per quello che sta facendo i questo momento ma non dimentico che è anche stato a braccetto con Bossi quando poco prima aveva detto che con tipi così non avrebbe neanche preso un caffè al bar ! Io e molti come me siamo anche pronti a perdonare se l'intenzione ed i propositi attuali siano veramente rispondenti ad esigenze reali e non di comodo. In altre parole, vorrei che il "divorzio" con Berlusconi e Bossi sia effettivo, reale, e non più sanabile (non si può tornare con il diavolo neanche se questi si traveste da Gesù Cristo !!!) Vorrei che questo momento segni una rinascita di idee e volontà, che sembravano oramai sopite, che possano veramente portare una ventata di aria pulita all'interno della politica e della nostra cara Italia. Basta con i sotterfugi, basta con i compromessi: vogliamo pulizia, fermezza ed autorevolezza democratica; basta con gli inciuci per favorire questo o quello. La democrazia è un bene da difendere a tutti i costi, costi quel che costi. Concludendo, voglio dare fiducia a Fini ed i suoi stretti collaboratori ma una eventuale delusione sarebbe vista, e non solo da me, come una plateale e insanabile sconfitta. Fini ne uscirebbe distrutto e non potrebbe più ripresentarsi in pubblico, se non dopo un'operazone di plastica facciale. Voglio sperare e dò fiducia; andiamo avanti con coerenza ed i risultati non tarderanno ad arrivare. Auguri

#6 da marco giangrasso, inviato il 7/9/2010
Illustre Presidente, come tutti cerco di tenermi informato anche tramite la lettura di diversi quotidiani.
Da qualche tempo si trovano diversi interventi ogni giorno sul "futuro" di Italia futura e, naturalmente, sulla Sua "discesa in campo".
Non abbiamo risposto in modo tale da sgombrare il campo da tante illazioni.
Non vorrei che ci accomunassero a Berlusconi e Fini che, ognuno per la sua parte, hanno dimostrato di non poter rispondere a diversi interrogativi (le famose domande di Repubblica, Montecarlo, etc), senza probabilmente cacciarsi in ulteriori guai o complicazioni
Siamo anche noi in simili ambascie?
Mi piacerebbe ricevere un segnale, una linea di indirizzo che mi aiuti anche a sostenere il confronto con quelli che mi chiedono continuamente, come iscritto a Italia Futura, quali sono i nostri obiettivi salienti.
La saluto cordialmente

#5 da Salvatore Sanna, inviato il 6/9/2010
L'Italia si è stancata di avere la stessa classe politica di 20 anni fa.
E' urgente un cambio di passo, un cambiamento della classe politica e della mentalità è una delle priorità.
L'attuale legge elettorale impedisce la discesa in campo di giovani preparati e non disponibili a compromessi di basso livello

#4 da Francesco Zanaga, inviato il 6/9/2010
Caro Montezemolo, Dedicarsi alla politica richiede tempo. Come titolare di un’attività e fin da giovanissimo impegnato come consigliere comunale nell’amministrazione della mia città, mi sono spesso trovato in serie difficoltà dovendo conciliare l’impegno amministrativo e quello del mio lavoro. Sottrarre tempo ed energie ad una attività significa compromettere inesorabilmente l’altra. Passione politica, amore del lavoro, imprenditorialità sono belle parole, ma alla fine del mese bisogna fare i conti con il “cassetto” e se non incassi per aver concesso troppo tempo alla nobile e disinteressata passione politica nessuno viene a riempire i “buchi di bilancio”. Ma non per tutti i lavoratori in questo paese le cose vanno allo stesso modo. I tre operai della Fiat di Melfi hanno potuto far politica manifestando le proprie idee arrivando addirittura ad uno scontro con l’azienda che ha causato il loro licenziamento. Ma puntualmente sono stati reintegrati dal giudice del lavoro e come se non bastasse il Capo dello Stato e i vescovi italiani sono scesi in campo per difendere i tre lavoratori. Forse da appassionato alla politica, quella vera, quella tesa al bene comune non legata ad interessi personali, ho sbagliato mestiere. Fossi un lavoratore Fiat, un dipendente pubblico, uno di quelli “iperprotetti” potrei dedicare più tempo alla politica senza temere brutte sorprese alla fine del mese. Ma il paradiso non è per tutti. Tutti sono lavoratori, l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, ma non per tutti le cose vanno allo stesso modo: aristocrazia da una parte e plebe dall’altra mi viene da pensare... ...del resto le cose sono sempre andate così.

#3 da Salvatore, inviato il 6/9/2010
Occorre cambiare passo.
L'Italia e tutta la popolazione hanno la strenua necessità di vedere un nuovo cambiamento della classe politica italiana.
Gli stessi politici che ci governavano o che comunque occupavano il parlamento sono tutt'oggi presenti. Non solo non avendo fatto progredire il nostro paese, ma avendolo regredito.

#2 da Francesco Pillosu, inviato il 5/9/2010
L'Italia è piena di gente onesta e per bene che non è può più degli attuali politici e dirigenti. Non ne può più del malaffare, delle cose promesse e mai fatte, dell'uso del ruolo che hanno per motivi personali, degli stipendi che hanno, dei sindacati che vanno fuori dal loro ruolo, delle clientele, delle raccomandazioni, dell'ambiente violentato, dei dipendenti pubblici che aspettano solo il 27, dei baroni universitari, dei nepotismi...e chi più ne ha più ne metta. La gente onesta non nè può più di spaccarsi la schiena per pagare le tasse per mantenere questo parassitismo. Bisogna reagire e agire sennò si fà troppo tardi.
Penso che ognuno di noi debba propagare la cultura dell'onestà e del rispetto del prossimo a partire dalla famiglia, nel lavoro, con gli amici e contribuire ad una società più giusta anche puntando su persone che veramente meritino la nostra fiducia. Non c'è più tempo, non possimo restare impassibili. Ben vengano questi blog.

#1 da ale, inviato il 3/9/2010
il vero problema? che silvio berlusconi ha governato 10 anni SENZA FARE NIENTE!!! http://pane-rose.blogspot.com/2010/09/il-decennio-perduto.html niente di quello che ci si poteva aspettare da uno come lui: più meritocrazia, più libertà di impresa, più liberismo... NIENTE!



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