I Giovani Medici Italiani guardano con interesse alle proposte di Italia Futura

Rapporto “Sanità è Partecipazione”

di Walter Mazzucco , pubblicato il 23 agosto 2010
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È sotto gli occhi di tutti la crisi di sistema che investe la Sanità italiana, stretta tra la morsa, da un lato, della sfida globale, dell’inarrestabile innovazione tecnologica e scientifica che pone problematiche assistenziali ed etiche prima inimmaginabili, delle sempre più marcate disuguaglianze di Salute, geografiche e sociali, e, dall’altra, dell’imperante esigenza di razionalizzare le risorse, nonché di una disarmante deriva burocratico-normativa. La tenuta del Sistema Sanitario Nazionale, fondato su principi di equità ed uguaglianza di accesso alle cure, è messa a dura prova dal crescente bisogno di salute, ascrivibile all’aumento dell’aspettativa di vita ed al conseguente impatto assistenziale in termini di malattie cronico-degenerative ed invalidanti. Le resistenze nei confronti dell’improrogabile processo di rivisitazione del modello ospedale-centrico a favore di quello integrato ospedale-territorio, rilevabili talora nelle Regioni virtuose e radicate in quelle costrette ad attenersi ad improcrastinabili Piani di rientro, trovano origine in un atteggiamento culturale che caratterizza trasversalmente e costitutivamente operatori sanitari e cittadinanza, ancorché la classe dirigente ed i quadri politici.

In tale contesto costellato da criticità, sembra passare in secondo piano la crisi generazionale che investe i giovani medici della nostra Nazione, vittime incolpevoli di politiche sanitarie e professionali mosse da logiche gerontocratiche e non meritocratiche; queste a loro volta hanno ingenerato una progressiva sperequazione tra vecchie e giovani generazioni di medici, col risultato per queste ultime di trovare difficoltà nell’inserimento nel mondo del lavoro, di attendersi un incerto futuro previdenziale e di vedersi limitare in maniera ingravescente gli investimenti in tema di accesso a formazione e ricerca. La costante ascesa del numero di giovani medici Italiani, preparati e motivati, che decidono di emigrare in altri Paesi per trovare asilo in realtà assistenziali che offrono ben più allettanti prospettive di crescita professionale, umana e sociale, dovrebbe rappresentare motivo di ulteriore riflessione sul futuro della Sanità Italiana. Di contro, in un sistema poco incline al cambiamento, è sulle nuove generazioni che si dovrebbe investire al fine di avviare il rinnovamento culturale richiesto per affrontare le nuove sfide in Sanità.

Alla luce della breve e non esaustiva analisi di contesto prima richiamata, desta particolare interesse agli occhi dei Giovani Medici il contributo offerto dalla Fondazione Italia Futura, che, attraverso i 10 punti programmatici proposti all’interno del “Rapporto Sanità è Partecipazione”, redatto dal Prof Walter Ricciardi, non propone rivoluzioni normative, tanto meno riforme epocali, bensì azioni concrete volte ad instillare in sanità il seme della cultura di sistema, che dovrebbe trovare fondamento nel presupposto etico-deontologico, prima ancora che nel corrispettivo economico-contabile. In altre parole, trattasi di interventi volti a promuovere cambiamenti culturali, gestionali ed organizzativi, che coniugherebbero al miglioramento qualitativo del percorso socio-assistenziale la tanto declamata razionalizzazione delle risorse disponibili. Nel particolare, le soluzioni individuate per il “Sistema Salute” trovano fondamento nel presupposto scientifico (epidemiologico, demografico e sociale) e magnificano in ambito assistenziale l’applicazione dei più innovativi strumenti gestionali (Health Impact Assessment, Health Technology Assessment, Clinical Risk Management, ecc.), senza tralasciare di farsi interpreti dell’insieme valoriale espresso dai cittadini e dagli operatori. Il Rapporto pone dunque al centro della propria proposta temi fondamentali quali appropriatezza delle cure, sostenibilità del sistema e responsabilizzazione ad ogni livello del singolo sulle scelte di salute. A ciò premettendo la priorità del riequilibrio del rapporto tra ospedale e territorio, avendo cura di valorizzare l’integrazione tra sistema sanitario ed offerta in termini di assistenza sociale.

Ma è lecito interrogarsi sul come conseguire tali obiettivi, coniugando le ristrettezze connesse allo stato di emergenza contingente con le rinnovate esigenze di rinnovamento e sviluppo, laddove è radicato nella nostra cultura il convincimento che qualunque trasformazione debba essere sostenuta da un obbligato impegno di risorse aggiuntive. In controtendenza rispetto a tale assioma culturale, dovrebbe affermarsi invece uno sforzo concettuale volto ad assimilare ed affermare tanto la cultura della valutazione, che è imprescindibile dal concetto di misurazione, quanto un approccio di sistema.

Non a caso il Rapporto afferma la necessità di mettere gli operatori sanitari nelle condizioni di valutare ad ogni livello il processo assistenziale attraverso indicatori di processo, di esito e di impatto, ma anche di dotare il cittadino di strumenti semplici e comparabili di lettura delle performance sanitarie, al fine di orientare il sistema in maniera consapevole, responsabile, trasparente, appropriata, produttiva, umana. In tal senso, ad esempio, reti e sistemi informativi non rappresentano soltanto degli strumenti finalizzati a supportare le responsabilità gestionali, assistenziali ed amministrative, bensì un trait d’union tra i diversi attori del sistema sanitario, permettendo di superare le barriere tra cittadini, operatori, aziende ed istituzioni.

Per inciso, giova comunque affermare che in sanità razionalizzare non può essere in assoluto un sinonimo di tagli indiscriminati: bisogna certamente eliminare gli sprechi ed i finanziamenti a pioggia per convogliare le risorse esistenti su quelle realtà formative, assistenziali e scientifiche che si distinguono per produttività, ma è necessario anche avere il coraggio di reperire risorse aggiuntive ed investirle in formazione, ricerca ed innovazione tecnologica. Appare, dunque, conseguente che nell’agenda politico-sanitaria del nostro Paese sia posta tra le priorità l’adozione di politiche a sostegno dell’accesso dei giovani medici (e più estesamente delle giovani generazioni di professionisti tutte) alla formazione, alla ricerca ed alla professione, al fine di dare un chiaro segnale di discontinuità rispetto al passato e ridare speranza ai potenziali futuri operatori del SSN; ma a fronte di ciò deve essere chiesto un eguale impegno ai fruitori degli investimenti a restituire prodotti che alimentino il sistema in maniera virtuosa, siano essi contributi tangibili piuttosto che conoscenze applicative.

Orbene, affinché il processo di rinnovamento culturale possa compiersi pienamente, i giovani medici, oggi più che mai attenti alle dinamiche che caratterizzano il contento in cui operano, sono fermamente e sinceramente convinti che si debba porre in essere una volta e per tutte una netta distinzione tra politica e gestione della salute, come già auspicato nel corso della Conferenza Nazionale Programmatica S.I.G.M., dal titolo “Il ruolo del Giovane Medico nel SSN: più merito e meno politica nella sanità del futuro”, tenutasi a Roma il 30 ottobre 2009.

L’autentica affermazione del Governo Clinico contempla una piena espressione dell’esercizio della leadership, in un confronto dinamico, intra personam ed inter personas, tendente alla responsabilizzazione orientata e consapevole dei medici del SSN, i quali ricoprono per definizione, nessuno escluso, ruoli e responsabilità dirigenziali. Solo se l’auspicata inversione di tendenza culturale trovasse riscontro a partire dalle giovani generazioni, a parere di chi scrive, le potenzialità inespresse del nostro SSN potrebbero essere messe in atto, creando in ultima analisi i presupposti per l’adozione in sanità del modello partecipativo delineato da Italia Futura.


Walter Mazzucco è presidente nazionale del Segretariato Italiano dei Giovani Medici.



tag:  giovani medici   walter mazzucco   walter ricciardi   italia futura   sanità è partecipazione   ssn  


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#3 da Luigi Gianturco, inviato il 29/8/2010
TUTTO ciò CHE è CRESCITA BENVENGA CARO PRESIDENTISSIMO!

#2 da martino trapani, inviato il 26/8/2010
Bravo Presidente, condivido appieno quanto scritto... Dobbiamo crederci..!! volere è potere..!!!

#1 da ANTONIO PAPAGNI, inviato il 24/8/2010
CONDIVIDO PIENAMENTE QUANDO BRILLANTEMENTE ESPOSTO. SONO UN "GIOVANE MEDICO 38ENNE" DELLA DISCIPLINA DI DIREZIONE SANITARIA E QUINDI IMPEGNATO IN PRIMA LINEA NELLA DIFFICILE IMPRESA DI CONCILIARE LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA CON L'ORGANIZZAZIONE SUL CAMPO DI SERVIZI E PERSONALE. L'AUSPICIO E' PROPRIO QUELLO DI VEDER SEMPRE PIU' LEGGITTIMAMENTE E CORRETTAMENTE DISTINTO IL PIANO STRATEGICO-POLITICO DA QUELLO TECNICO-ORGANIZZATIVO NELL'OTTICA DI UN MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' COMPLESSIVA DELLE PRESTAZIONI E DI MAGGIOR EFFICIENZA DEL SISTEMA SANITARIO. UNA SFIDA PER TUTTI SIA POLITICI SIA OPERATORI SANITARI.



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