A nome degli italiani ignoti

Il giorno dopo

di Francesco Bonami , pubblicato il 13 agosto 2010
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La gatta frettolosa fece i gattini ciechi. Mai proverbio fu più azzeccato in questa Italia di oggi già cieca politicamente, socialmente, culturalmente. Chiedere quindi di calmarsi a nome dei tanti italiani ignoti che ogni giorno fanno la propria parte nonostante tutto, con passione per il proprio lavoro e amore per il proprio paese; chiedere di trovare un po' di logica e razionalità e portare a termine la legislatura, creando una legge elettorale civile che eviti l'ennesima legislatura caos; ricordare le aspettative che una vasta maggioranza parlamentare aveva creato in larga parte del paese: tutto questo dovrebbe equivalere ad una richiesta di tempo supplementare per potere preparare con calma una scesa in campo da parte di Montezemolo.

Nulla in Italia viene visto, letto o ascoltato come una volontà civile per il bene del paese ma solo e semplicemente come qualcosa che miri ad interessi e strategie personali. Chi vuol fare le cose con fretta e subito, senza aspettare, spesso è colui che nella confusione del "corriamo alle armi" mira a fregare il prossimo o quanto meno a trarre il massimo vantaggio dalla confusione generale.

E' chiaro che Bossi voglia andare alle urna adesso con una legge elettorale imbarazzante, con un partito forte, un'opposizione in braghe di tela, un premier che nonostante la baldanza mediatica è chiaramente stanco e un avversario, Fini, messo in crisi da qualche imprudente distrazione. Diceva Mao: "Grande è il caos sotto il cielo. La situazione è eccellente". Lo era ma solo per quelli che non venivano bastonati e epurati dalla selvaggia rivoluzione culturale che lui guardava con tanto piacere.

Selvaggia è adesso la situazione e selvaggia sarebbe la campagna elettorale. D'altronde selvaggia è questa Italia dove la supremazia politica e civile si combatte porta a porta a colpi di querele, scandali, truffe, mazzette e via di seguito. Siamo alla rissa da saloon dei film western dove non si capisce chi tira e chi prende pugni. Quindi un invito alla calma come quello espresso da Italia Futura, un colpo di pistola in aria per riportare un po' d'ordine, viene visto solo come una minacciosa richiesta di duello all'OK Corral ma solo dopo che il saloon è stato sgombrato e ripulito.

Il saloon Italia deve essere sicuramente sgombrato e ripulito ma nessuno vuole il duello sulla strada principale del paese. Per chi ci governa e chi ci rigoverna come piatti sporchi ogni giorno in quell'acquaio che è diventata la nostra nazione agli occhi del mondo, consigli, opinioni, giudizi non sono altro che dichiarazioni di obiettivi politici, interessi privati e strategie di comando. Invece no signori e signore che in parlamento sedete con i voti dei cittadini.

Ma opinioni, giudizi e consigli sono ancora, grazie a Dio, gli strumenti consentiti in un paese democratico e civile per esprimere il proprio dissenso, la propria preoccupazione e il proprio timore per una società dimenticata da una classe politica allo sbando. La libertà di espressione rimane uno strumento di passione civile e di patriottismo sociale, qualità dimenticate nel girone infernale delle elezioni anticipate.


Leggi l'editoriale precedente - La delusione degli "italiani ignoti" e il fallimento della seconda repubblica


tag:  società civile   reazioni   luca di montezemolo   dibattito pubblico   italiani ignoti   francesco bonami  


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#6 da Piero, inviato il 23/8/2010
Italia futura riuscirà nel suo intento solo se scenderà in campo con uomini validi che avrà saputo selezionarsi tra gli italiani ignoti , nuovi evitando il richiamo dei soliti professionisti della politica e qualunque coalizione pre-elettorale. Il movimento deve avere pazienza, crescerà e come tutto ciò che deve crescere ha bisogno del tempo. Informate dell'iniziativa chi vi sta intorno così il movimento crescerà più in fretta!

#5 da Lorenza Roverato, inviato il 23/8/2010
Appena rientrata da due settimane di ferie, prima vera pausa lavorativa dalle feste natalizie, ho avuto il piacere di leggere questo articolo che rappresenta esattamente il modo in cui mi sento, nel mio paese: ignota. Ignota come tutti i lavoratori e le persone che si dedicano quotidianamente, con passione e fatica, alle proprie occupazioni, sia domestiche che extradomestiche e si ritrova immancabilmente ad assistere al teatrino deprimente delle scostumate scenette politiche. Non potrei nemmeno definirle scaramucce da saloon: sarebbe troppo bello pensare che dopo due bang bang l'ordine tornasse sovrano, almeno per un po'... No, la rissa politica è fatta solo di colpi bassissimi e di bassezze che, quando emergono, sono così nauseanti che ci fanno scostare il capo, chiudere gli occhi e ... tornare a lavorare. Questo è il problema.

#4 da Vincenzo Passaro, inviato il 16/8/2010
Carissimi, noi stessi ed il nostro Paese abbiamo bisogno di recuperare un valore, spesso sottaciuto, se non addirittura bandito dal vocabolario quotidiano: l’attesa. Credo che ItaliaFutura abbia il dovere, oggi, di intervenire nel dibattito politico quando questo rischia di far scivolare il bene della comunità su declivi pericolosi, come nel caso della crisi istituzionale. Un’eventuale impegno politico del dottor Montezemolo, invece, è auspicabile solo al termine dell’attuale legislatura, e questo per due ragioni di mero buon senso. La prima consiste nella pericolosità di un’eventuale crisi di governo: qualsiasi nuovo leader che provasse a portare il Paese sui binari giusti, vedrebbe gran parte del proprio impegno inficiato dalla confusione creatasi. La seconda ragione è la necessità di consolidare reti e risorse che permettano a ItaliaFutura di presentarsi alle prossime elezioni con uomini e donne preparati. Infatti, il nostro impegno non deve manifestarsi in forme improvvise e, peggio ancora, isteriche, bensì nella concreta opera quotidiana di confronto e di crescita. Grazie.

#3 da mario pozzi, inviato il 15/8/2010
"divide et impera"
se non sbaglio non si è inventato oggi. E' evidente che per massimizzare il risultato bisogna rischiare in un momento di massimo caos. Per questo le forze politiche che vogliono giocarsi "un posto al sole" lo devono fare in un momento in cui gli altri sono divisi, combattutti, caotici.
Non aspettiamoci un rigurgito di responsabilità dai nostri dirigenti politici adesso, non l'hanno mai manifestato dai tempi dei Borboni a oggi.
Se qualcuno parla di elezioni anticipate, è solo perchè avrebbe vantaggio ad andare ad elezioni anticipate, non per un senso di correttezza nei confronti di noianltri popolo-bove.
Ma d'altronde, se tu, lettore di queste righe, potessi scegliere, non cercheresti di massimizzare il tuo risultato approfittando della debolezza altrui?
Ma se tu, manager che leggi, potessi raggiungere il tuo target aziendale e il tuo dorato bonus, tradendo un pochettino, ma solo un pochettino le promesse che avevi fatto ai tuoi dipendenti, non lo faresti?
Perche continuiamo a sperare in un comportamento altruista? Perchè ci scandalizziamo di scelte di profitto che in una logica microeconomica sarebbero perfettamente giustificabili?
Abbiamo voluto elidere una classe politica per rimpiazzarla con un altra classe politica, che ci siamo scelti, che abbiamo votato (i soliti noti non sono comparsi grazie a investitura divina), e che continuiamo a votare a distanza di anni. Perchè?
O meglio....

CHI?

Chi ha votato l'attuale dirigenza?
Se chiediamo in giro, tutti sono scontenti, tutti si lamentano, le solite novene e rosari vengono recitati...
Ma qualcuno sarà andato alle elezioni? E allora che questo Governo completi il suo mandato e si presenti agli elettori con i risultati ottenuti.
Se gli stakeholders, ossia noi, gli Italiani, decideranno che il Governo non ha raggiunto i risultati, perchè non dovremmo poter votare per qualcun' altro?
Non avviene normalmente questo nelle democrazie che funzionano, a partire da dall' Agorà di Atene?
Secondo me l'unico risultato di questa politica rissosa, confusionaria, pazza è quello di allontanare e disamorare la gente pensante. Aumentare il disinteresse per creare una casta autoriproduttiva, fine a se stessa, come un fungo saprofita che vive parallelamente alla reale vita sociale ed economica, senza farne parte ma influenzandola.
Magari somministrandoci pure una sana dose di reality, di televoti, di veline tanto per non farci capire che al mondo ci sono guerre, paesi dell'area Euro che falliscono, banche che non sono in grado di restituirci i contanti che abbiamo versato.
Mi scuso per questo guazzabuglio di pensieri, ma penso di essere un italiano medio, che cerca di campare nel guazzabuglio della vita quotidiana e vorrebbe poter sperare in un futuro.
Vorrebbe
M.

#2 da Massimo Peruzzo, inviato il 13/8/2010
Ciao Hybris, non so se concordo con te. Effettivamente non si può essere più realisti del re e se c'è da ballare o si balla o si sta in disparte, ma per partecipare attivamente allo scontro politico in atto Italia Futura deve essere ben strutturata. Il rischio è di "bruciarsi" in partenza. Peggio ancora, a mio modo di vedere, sarebbe raccogliere all'interno di questo movimento arrivisti che cercano di montare al volo nel carro del vincitore (e nel nostro Paese non mancano di queste persone). Anche a me piacerebbe una partecipazione più attiva di Italia Futura a livello politico, ma vorrei che questo movimento sia rappresentato da persone corrette, preparate e degne di ricevere i nostri voti e non da riciclati di altri partiti che si mettono assieme per fare numero in vista della campagna elettorale.

#1 da Hybris Hybridatus, inviato il 13/8/2010
Temo che non ci sia più il tempo sufficiente per preparare "con calma" la discesa in campo di Montezemolo, quindi o si fa comunque oppure ci si rassegna a perdere l'autobus.
E poi, è sicuro che "nessuno vuole il duello in strada"? Io ho l'idea che nell'accavallarsi dei fanatismi in conflitto molti invece lo aspettino come soluzione definitiva; se è così, rimanere fuori dal duello/elezioni in nome della "pace ad ogni costo" sarebbe un tagliarsi fuori dalle possibilità di governo e dunque di contribuire a migliorare la situazione attualmente così degradata.
Come dicono i francesi è necessario andare "à la guerre comme à la guerre" o, più pedestremente "se c'è da ballare, si balla!"




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