La delusione degli "italiani ignoti" e il fallimento della seconda repubblica

Rischio elezioni

di Italia Futura , pubblicato il 12 agosto 2010
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La seconda repubblica potrebbe avviarsi presto a conclusione. Se la minaccia di elezioni si concretizzasse ci troveremmo di fronte ad una sconfitta per il paese e per la classe politica che lo ha governato, oltre che ad un atto di grave irresponsabilità  dinanzi ad uno scenario economico ancora fortemente instabile.

L'ennesima ordalia elettorale rappresenterebbe il peggior finale di una lunga e improduttiva stagione politica. Il bilancio della seconda repubblica è fallimentare. Secondo la maggior parte dei sondaggi, le persone che ritengono che l'Italia sia migliorata nel confronto con gli altri grandi paesi occidentali si contano sulle dita di una mano. E' invece opinione ampiamente condivisa che il nostro sia un paese bloccato, invischiato in una transizione infinita e privo di un progetto comune. I nodi che bloccano la crescita sono rimasti tutti irrisolti. Ma soprattutto il fallimento della seconda repubblica è certificato dalle parole di Berlusconi, che dopo quasi 10 anni da Presidente del Consiglio si dichiara impossibilitato a governare per colpa delle istituzioni che non è stato capace di riformare. Questa legislatura, che si era aperta con grandi aspettative e che ha anche messo in cantiere alcune iniziative importanti, si sta chiudendo con un conflitto istituzionale (e tra schizzi di fango) senza precedenti.

Paradossalmente, la prospettiva delle elezioni sembra elettrizzare proprio chi dovrebbe viverle come una sconfitta e invece spera che i 600.000 promotori della libertà  e i milioni di leghisti pronti a mobilitarsi possano far dimenticare che la più ampia maggioranza della storia repubblicana si sia sciolta come neve al sole. Evidentemente, si ritiene che esistano gli ingredienti per un nuovo successo elettorale. Primo fra tutti l'identificazione di chi ha assassinato il governo, il responsabile unico del fallimento di un'altrimenti straordinaria stagione politica. E' successo nel '94 con Bossi, nella legislatura 2001-2005 con Casini e sta accadendo ora con Fini. Non è che Berlusconi non abbia motivi legittimi di lagnanza, ma saper gestire gli alleati (anche quelli riottosi), rispettare le istituzioni (o altrimenti riformarle) e contribuire a tenere il livello dello scontro politico entro limiti accettabili (anche in presenza di un'opposizione che conta poco su sé stessa e molto sulle inchieste della magistratura) sono qualità  che non dovrebbero difettare a chi è ormai da quasi un ventennio un uomo politico. Berlusconi è stato uno dei più capaci imprenditori italiani e sa bene che, alla fine, dopo tutte le chiacchiere e le attenuanti, un leader si misura sulla base dei risultati. Questi, nel giudizio dei cittadini, sono deludenti e ciò conterà  nella valutazione del suo operato più di tutte le elezioni vinte per difetto di concorrenza, grande capacità  comunicativa e straordinari mezzi organizzativi e mediatici.

La centralità  del momento elettorale e la connessa sacralità  dell'investitura del leader rappresentano conquiste innegabili della seconda repubblica. Troppo spesso però si finisce per dimenticare che in Italia l'importanza del mandato popolare è svilita da un sistema elettorale che impedisce ai cittadini persino di scegliere i propri rappresentanti. Tutto ciò sembra non interessare a chi vuole solo mettere in scena un altro cinepanettone. Poco importa se gli spettatori sono sempre meno, la maggioranza dei giovani non vota, il paese sta (forse) uscendo faticosamente da una crisi economica drammatica grazie agli sforzi straordinari dei tanti "italiani ignoti" ai quali sarebbe doveroso dedicare un monumento. Questi italiani, uniche vere riserve della Repubblica, impediscono al sistema paese di sbriciolarsi e sentono la politica sempre più distante dai loro problemi quotidiani. Ma lo spettacolo deve andare avanti a dispetto di ciò che a buon diritto il paese reale pretenderebbe (governo, riforme e un minimo di rigore e decoro nei comportamenti). Si conta forse sul fatto che i cittadini siano anestetizzati da anni di brutture, scandali e promesse mancate.

La seconda Repubblica sta affondando tra veleni e dossier (di dubbia provenienza), distribuiti tramite giornali militanti (di destra e di sinistra) e siti di gossip, in spregio a qualsiasi regola di fair play, correttezza e civiltà. Qualcuno conta, tra l'altro, che questa palude di melma scoraggi qualsiasi velleità di partecipazione al dibattito pubblico di chi non è un politico di professione. E le sue speranze sembrano a questo punto ben riposte. Un assordante silenzio si leva dalla società civile. Le più importanti associazioni private, le personalità più in vista della finanza, del mondo economico, culturale e professionale si guardano bene anche solo dal commentare lo spettacolo indecente a cui assistiamo ogni giorno. Appare fondato il sospetto che l'Italia stia completando la sua trasformazione in un paese fai da te, dove, anche con una certa soddisfazione, si rivendica il dovere di pensare prima di tutto e soprattutto ai fatti propri. Una volta si usava dire con orgoglio che prima di essere imprenditori, banchieri, professionisti o sindacalisti si era cittadini e come tali si riteneva doveroso far sentire la propria voce nel dibattito pubblico anche sui temi di interesse generale. Oggi sembra prevalere un atteggiamento opposto. Fanno eccezione esponenti di primo piano del mondo cattolico ed ecclesiastico, che anche in questi giorni sono intervenuti con coraggio per criticare "il sottosviluppo morale" di un paese che ha difficolta' a ritrovarsi intorno a valori forti.

Se la storia recente dell'Italia ci insegna qualcosa è che andare alle elezioni, tanto più con questa indecorosa legge elettorale, non risolverà alcun problema. Perderemmo solo altri sei mesi in un momento cruciale per il paese e in un contesto economico internazionale tutt'altro che stabilizzato. Berlusconi, Fini e Bossi (il quale è spesso apparso essere qualcosa in più di un semplice alleato di governo) hanno dunque il dovere di chiudere uno scontro istituzionale che non è degno di un paese civile, di ricompattare la maggioranza sulla base di un programma anche minimo di riforme essenziali per i cittadini e di completare la legislatura. Se, al contrario, sceglieranno la via della rottura e delle elezioni, venendo meno agli impegni presi con gli italiani, saranno pienamente responsabili delle conseguenze, imprevedibili e potenzialmente gravissime, che un'ennesima stagione di scontri e di veleni potrà avere su un paese ricco di speranze e talenti ma sempre meno capace di guardare con fiducia alla politica e alle istituzioni.

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#71 da Rosario Puglisi, inviato il 13/9/2010
Concordo pienamente con l'analisi del documento anche se mi sono reso conto che è impossibile riformare o cambiare una società come quella Italiana in cui i rappresentanti politici esistono perchè rappresentano gli interessi particolari di gruppi e categorie e che tutti vogliono cambiare le regole e privilegi degli ALTRI e poco interessati a rivedere i propri privilegi e rendite di posizione. Con questo stato di cose l'unica possibilità è lavorare con la politica dei piccoli passi e cioè quelle piccole azioni costanti e continue che possono nell'arco di una Legislatura porre le condizioni per accettare i cambiamenti necessari. Si è parlato molto di eliminare le PROVINCIE e sono sempre in costante aumento, allora perchè non provare a ridurre i COMUNI con meno di 5000 abitanti creando le condizioni per poter aggregare le piccole realtà che potrebbero portare al passo successivo alla riduzione del numero delle Provincie. Come mai non si parla di armonizzare il sistema pensionistico di tutte le categorie di lavoratori e di tutti gli Enti allo scopo di ottenere pari diritti pensionistici per tutti i Cittadini Italiani. Spero tanto che si possa migliorare la classe politica e che con il ritorno alla possibilità di scelta dei rappresentanti non ritorniamo ai BARONI dei voti di preferenza che tanti danni hanno prodotto alla NOSTRA ITALIA.

#70 da Roberto Giuliano, inviato il 13/9/2010
non vorrei essere un anziano petulante perchè tale non sono ma nell'articolo manca la storia per capire cosa è successo nel nostro paese, quali interessi in campo si sono e si scontrano tuyt'ora. Berlusconi, Di Pietro Fini, D'alema o Prodi non sono marziani arrivati per caso nel nostro Paese. inoltre non è vero che il governo attuale non ha fatto nulla,ma la vera emergenza per uscire dalla crisi oltre alla riforma fiscale e alla creazione di una classe dirigente locale capace e responsabile aldila degli schieramenti è l'emergenza giustizia, una magistratura che da almeno vent'anni cerca di decidere chi deve governare l'italia, è irresponsabile perchè non paga mai per suoi gravi sbagli ed è un motivo per cui un investitore straniero evita l'italia per investire.

#69 da Giuseppe Lago, inviato il 10/9/2010
Sono reduce dall’ascolto del notiziario sulle dichiarazioni di Berlusconi in Russia. E sono estremamente disgustato dal pensare che un uomo del genere possa rappresentarci e far passare l’Italia per un paese che lo abbia scelto come capo di governo. Non è possibile che un soggetto del genere possa essere a capo di un Paese che lavora e produce a dispetto del boicottaggio continuo che riceve dalla sua amministrazione. Qualsiasi cittadino italiano che lavora non si merita di avere Berlusconi come premier. Sarebbe ora di finirla con questa farsa! Bisognerebbe trovare un comune denominatore da parte delle persone di buon senso e contribuire a mandarlo a casa per sempre. Non bisognerebbe fargli il regalo di uno schieramento alternativo e così fargli vincere l’ennesima campagna elettorale a base di promesse e bugie! Occorrerebbe avere il coraggio di contrapporre a Berlusconi e ai suoi alleati uno schieramento senza bandiera ma trasversale, impegnato a rimettere in funzione i principi costituzionali e cambiare il sistema parlamentare riducendo i deputati e semplificando il funzionamento delle camere. Quindi imporre una legge elettorale non modificabile dalle future maggioranze ma soltanto dai 2/3 del Parlamento (come per l’elezione del Presidente della Repubblica). Una legge maggioritaria e a doppio turno con i collegi uninominali. Sono d’accordo con l’analisi di Italia Futura sul fallimento della seconda repubblica, ma la terza repubblica come la prima non può nascere che da un movimento interclassista che sappia mettere da parte gli interessi particolari e di bottega per una visione corrispondente a quella dei padri costituzionali, i quali seppero raccordare la prima repubblica allo stato liberale precedente il fascismo. Gli italiani ignoti hanno bisogno di italiani in vista che li rappresentino e si contrappongano tutti uniti al sistema messo in piedi da questo grottesco Caligola che ha deciso di fare dell’Italia il suo manicomio privato!

#68 da Alessandro, inviato il 3/9/2010
leggete un po' anche qua... http://pane-rose.blogspot.com/2010/09/il-decennio-perduto.html

#67 da ANTONIO F, inviato il 25/8/2010
Tutto vero, articolo e commenti, tutto troppo vero e a tratti scontato, vista la "disarmante" evidenza dei fatti di questi anni e di questi giorni. Il problema, a mio avviso, è che occorrerebbe cominciare ad avviare la fase delle proposte, superando la sia pur necessaria manifestazione del dissenso. Ripeterci le stesse cose, comporta il rischio di assuefare l'opinione pubblica e quindi noi stessi, in una lotta continua tra male e bene, bianco o nero, tra scelte di campo e acquisti a scatola chiusa. BASTA. Diciamolo francamente: Berlusconi è ormai al tramonto politico, ma siamo sicuri che lo sia il Berlusconismo? Si sta delineando una battaglia tra blocchi di potere (almeno 2), che si autocandidano al "nuovo" con le armi spuntate della demagogia. Bisogna andare in profondità, armarsi del coraggio dei giusti e fare un deciso passo in avanti... Personalmente ritengo che il dott. Montezemolo abbia le caratteristiche giuste, la capacità manageriale, che non è solo carisma personale, ma soprattutto intelligenza gestionale nel condurre un rinnovamento serio. La capacità di un leader è nel leggere gli scenari futuri e individuare i percorsi da seguire, ma soprattutto nell'assemblare il team di uomini e donne, persone libere e competenti, con i quali disegnare e raggiungere gli obiettivi fissati. Passare ai fatti significa, a mio avviso, creare momenti di confronto attivo, (a cominciare da una revisione del sito internet di ItaliaFutura che purtroppo concede poco all'interazione tra utenti). Organizzare convegni e seminari di studio (una sorta di scuola di formazione politica itinerante) dove poter analizzare nello specifico i diversi temi sociali, politici ed economici. Fare in modo che la gente esca da casa, spenga la tv e cestini i giornali scandalistici che ci vengono propinati fino alla nausea. Il disagio che emerge dai commenti all'articolo e dei tanti contributi sui diversi blog, non può ridursi semplicemente a occasione per coltivare il voto di opinione dei disillusi, scontenti, annoiati o sfigati. E' un patrimonio di energie e di voglia di fare che va alimentato e coinvolto verso un progetto concreto che passa innanzitutto attraverso la creazione una nuova cultura del vivere l'impegno politico e sociale, altrimenti appaltato nei fatti ai soliti noti, incapaci, politicanti e/o delinquenti. I processi di trasformazione a livello internazionale (dettati dalla crisi economica, ma non solo) richiedono una trasformazione culturale, civica e morale, senza cui l'Italia è destinata al fallimento. Ciò significa che la politica non può più essere vissuta come esperienza di una elite di pochi, bensì come una presa di coscienza di una nazione, unita, solidale, giusta, ma anche seria, rigorosa e orgogliosa. Mi aspetto grandi cose e mi auguro un giorno di poter dire io c’ero.

#66 da Stefano B, inviato il 24/8/2010
Finalmente una presa di posizione netta su un tema quello della morale della politica condiviso dalla maggioranza della popolazione.

Bravi!!

#65 da Agostino Ratto, inviato il 24/8/2010
Che delusione per questa seconda Repubblica: leggi personali con abbandono delle priorità nazionali serie, cricche di vario genere a favore di pochi, spazio ai disonesti con leggi che hanno depenalizzato fatti economici gravissimi, squallore giornalistico, pochezza politica, tagli indiscriminati avallati da politici senza formazione e preparazione, crollo degli investimenti e pochi spiccioli per le infrastrutture, aumento delle tasse nonostante gli editti elettorali ormai ridicoli. Unico plauso per il ministro maroni, le Forze dell'Ordine ed i magistrati per gli arresti numerosi contro la malavita organizzata del Sud. Dopo il pensionamento avevo aperto una piccola azienda di progettazioni per la siderurgia, con grande entusiasmo e volontà di fare. Appena ho compreso che ero diventato soltanto una mucca da mungere ho fatto marcia indietro e migodo la pensione sudata facendo il contadino per diletto, suggerendo a mio figlio ingegnere molto capace di analizzare ogni possibilità all'estero verso paesi più seri. Che tristezza per colpa di questi quattro ladroni incapaci ed impuniti!

#64 da RICCARDO, inviato il 17/8/2010
Una cosa sola MONTEZEMOLO scendi in campo e liberaci dal sig. Berlusconi il suo tempo è scaduto non ha fatto niente, ma proprio niente per la gente comune grazie.

#63 da Marco De Paolis, inviato il 16/8/2010
Ho letto con attenzione l'editoriale e trovo che l'analisi in esso proposta sia assolutamente condivisibile.
Il nostro Paese si trova in una situazione di grave decadenza per l'incapacità del Governo di attuare una seria politica in grado di risolvere con idee innovative i problemi di competitività del nostro sistema economico e per l'incapacità dell'opposizione di formulare una proposta alternativa.Siamo mal governati a differenza della Germania, dove le politiche messe in atto in questo periodo di crisi hanno portato una crescita stabile dell'economia o dell'Inghilterra, dove David Cameron sta avviando un serio programma riformatore, in cui uno dei pilastri più importanti è il ruolo di partecipazione dei cittadini. In Italia, purtroppo, sta venendo meno l'interesse dei singoli ad esercitare il loro ruolo di cittadini, e ciò è dovuto anche all'adbdicazione dall'etica civile che i nostri politici hanno adottato da molti anni, dedicandosi principalemnete a furti e rapine, mostrandosi con nuovi Verre, passato alla storia per le depredazioni della Sicilia.
Siamo in pochi a reagire a questa situazione e ItaliaFutura ha il merito di essere il punto di riferimento per tutti coloro che amano il nostro Paese e desiderano che torni ad essere protagonista. Per farlo, occorre anche che tutti coloro che vogliono e si attivano per uscire dalla crisi dell'Italia, si facciano promotori verso coloro che sono sfiduciati e pensano che un'alternativa non sia possibile. L'alternativa si può creare ed è la società civile che deve esserne la promotrice.

#62 da Mario Asmara, inviato il 14/8/2010
Il fallimento del governo è frutto delle "iniquità" che lo hanno prodotto. Elezioni con pesanti irregolarità a favore del "grande comunicatore?" (organi di infomazione fagocitati mass media praticamente asserviti) stuoli di faccendieri e roditori che si sono infilati nella comoda scia(questi signori hanno usato il motto "ora per me e per gli altri se ce n'è), legge elettorale assurda, opposizione in parte collusa, premier con tutte le qualità negative immaginabili e per di più con pendenze penali tutt'altro che irrilevanti, intensa attività cortigiana dei suoi collaboratori da "tutto va ben madama la marchesa", comportamento in campo energetico internazionale molto discutibile (molto pericolosi i rapporti - peraltro segretati - con Putin e Ggheddafi), continuo ricatto della leganord (12% che sembra un 2), attacchi continui e gratuiti nei confronti della Magistratura, crollo della percentuale dei votanti (che diminuisce la legittimazione di chi viene eletto) e chi più ne ha più ne metta. Se non si mette riparo a queste anomalie, con una governance politica più condivisibile dagli italiani, il nostro paese sarà sempre più nei guai, perchè comunque dalle botti inevitabilmente si spilla il vino che c'è dentro.

#61 da sandro, inviato il 14/8/2010
condivido lo sdegno per la situazione politica attuale.cercate persone oneste e influenti per aiutare gli italiani a non vergognarsi più.

#60 da Piero, inviato il 14/8/2010
Concordo con l'analisi dell'articolo, io ho 57 anni ma capisco Roberto che chiede che qualcuno spieghi la differenza tra destra e sinistra, in effetti la modalità di governo sia a livello nazionale che regionale non cambia mai.A Roberto rispondo con alcune righe di Giannini da "La Folla" del 1945 a dimostrazione che la situazione attuale è molto simile a quella del dopoguerra. "…É pazzesco far soffrire quarantacinque milioni di esseri umani perché qualche migliaio d'individui non vuole o non sa procacciarsi i mezzi di vita con l'utile ed onesto lavoro, ed ha trasformato la politica in mestiere. Mai come in questi più tormentosi giorni abbiamo la riprova di simile turpitudine. Nelle polemiche in cui gli uomini politici professionali – (gli upp) - lavano pubblicamente i loro panni sporchi, e che la Folla ha il torto di seguire come se si trattasse di roba davvero degna d'interesse, è normale scoprire che il capo d'un partito antifascista d'oggi sia stato un fondatore di fasci vent'anni fa. Ma, oltre che normale, è perfettamente giusto secondo la ferrea logica upp: quel capo upp era un aspirante upp: e per lui l'essenziale era diventar giornalista, deputato, professionista politico: upp, insomma. Come un commerciante, per commerciare, commercia in ceci o in perle indifferentemente, l'aspirante upp, per fare l'upp, crea e capeggia qualunque agitazione possa dargli la posizione di upp. Solo che non baratta perle o ceci: ma là pace, la fortuna, la vita di tutta la popolazione dei paese. Bisogna distruggere l'upp. … I poveri ragazzi si sacrificano per i vecchi bricconi che li manovrano. e credono d'aver vinto quando, per il loro sacrificio, un upp si siede su una poltrona dorata. Se sopravvivono, non saranno nemmeno ricevuti dall'upp, e se avranno in premio una inutile ed economica medaglia, potranno dirsi anche troppo ben compensati. Se muoiono, l'upp sfrutta a suo beneficio la loro morte, squadernando l'elenco dei suoi martiri in ogni trattativa con i concorrenti. E' così, ragazzi, è così! E sarà così finché la politica continuerà ad essere una professione. … Il giorno in cui la politica ridiventerà un'arte disinteressata, se ne occuperanno solo le persone a cui la politica interessa per quello che è come scienza, non per quanto, come attività pratica, consente di lucrare. Allora, sì avremo la gioia di assistere a discussioni serene, e non al nauseante pettegolezzo di cui da mezzo secolo siamo nauseati spettatori.”

#59 da Domi, inviato il 14/8/2010
Sono d'accordissimo con il documento. Credo che a voi italiani manca l'educazione democratica e sociale (come nel terzo mondo) altrimenti, certe categoria di persone non avrebbero mai potuto fare politica oppure la loro storia politica sarebbe già dimenticata. Noto che ormai la maggioranza degli italiani si è normalizzato in questa situazione. La democrazia sta nelle mani del popolo...quindi quando un politico promette e non mantiene il popolo lo giudica. Ma qui vedo che seguite i politici con gli ultrà di un campo sportivo...Nella Politica Destra e Sinistra ormai è solo una illusione, le valutazioni delle loro proposte e operato dovrebbe essere solo in base a ciò che propongono per il sistema paese (inteso come nazione non la disgregazione tra nord e sud) e ai citadini e le concretizzazione di queste proposte. Devono anche essere valutati in base all'immagine della nazione che essi rappresentano sia interno che all'estero; e per il rispetto che hanno nei confronti delle istituzione che essi rappresentano ( non si può sputare sul proprio piatto e pretendere il rispetto all'estero). I cittadini ora dovrebbero cominciare a votare non per Destra o Sinistra ma per chi garantisce le cose sopra citate. Grazie

#58 da Daniela Turci, inviato il 13/8/2010
Concordo con l'analisi riportata qui in Italia Futura, lo spettacolo dato dai nostri esponenti politici è indegno, emerge non una volontà di pensare ai problemi dei cittadini ma l'impegno è tutto verso l'offesa e l'atto denigratorio dell'uno contro l'altro, e tutto diviene sempre più forte ogni giorno sui quotidiani, quelli sui quali ognuno di noi dovrebbe o potrebbe formarsi un'idea ed informarsi. Coalizioni, alleanze che non tengono per più di due anni per sete di potere e perchè diventa impossibile esprimere un parere diverso dal Capo. Chi pensa alla sanità, chi pensa alla Scuola? Chi a chi perde il lavoro? Alle differeze nord sud sempre evidenti? Si tamponano i problemi anche con alcune iniziative legislative che non aggrediscono i problemi alla radice e non li risovono quasi mai. Ma soprattutto quali i presupposti morali per poter governare, devono" appartenere" a chi desidera candidarsi senza pensare solo al proprio interesse? Mi pare che anche su questo il Governo sia in bilico. Ora, una crisi sempre minacciata non sarebbe positiva per il Paese, basta un governo di transizione o di grande responsabilità?

#57 da luca, inviato il 13/8/2010
Bene. Bell'articolo, condivisibile. Appropriato. Ovviamente altrettanto appropriati gli attestati di stima dei commenti riportati. Tuttavia ritrovo termini nell'articolo e nei commenti quali "la società civile"...."le coscienze"...."tutti i cittadini"...insomma: ma di chi/che cosa cosa stiamo parlando? Per offrire qualcosa di nuovo, a parer mio, non si puo' più prescindere dal chiamare le cose col loro nome, col responsabilizzare i vari attori della nostra società in relazione al loro livello di merito. Italia futura ha dei progetti (come ogni altro think thank): caratterizzi questi progetti con la CONCRETEZZA tanto cara al mondo che lo sosotiene. Basta fumo, please! Io voglio vedere FARE. Cose concrete...piccole magari ma concrete. Ideali? ok....ma i FATTI che rispecchiano gli ideali sono tangibili. Le parole che descrivono gli stessi ideali...volano via. Ho voglia di fare qualcosa, e molti altri come me. Diteci secondo voi cosa dobbiamo fare (dateci dei progetti da condividere) e come lo dobbiamo fare (dateci degli strumenti per farlo): Sulla base di questo potremo valutare la "fortuna" di Italia Futura. grazie

#56 da MarcoB da Torino, inviato il 13/8/2010
Utopia... Fronte di Liberazione Nazionale?

Penso che l'analisi è inequivocabile.

Gli ideologi (se ancora ci sono..?)di destra e di sinistra, invece di affrontare gli sviluppi politici e sociali che tendono a mettere in discussione le verità rivelate tradizionali, preferiscono scambiarsi reciprocamente le accuse di fascismo e comunismo, ed ancor peggio la politica ridotta a gossip in spregio dell'ovvia constatazione che tutto ciò non rappresenta il futuro.

Le Forze sane di questo paese diano vita con coraggio ad una politica autorevole, fatta da persone sagge e preparate ( e ci Sono).

IL momento è propizio, il tramonto di questa brutta parodia è alla fine.



#55 da Giuseppe Pecorella, inviato il 13/8/2010
Egr. Dott. Montezemolo, condivido quasi sempre le sue opinioni. Coagulare ed assemblare il male è facile, il bene difficile; basti guardare nella Storia la fine dei martiri, santi sociali ed eroi, ma grazie a loro abbiamo ancora il "bene". Ogni tanto nella vita e nella storia i sogni quando sono nobili si avverano. Le ideologie sono finite; viviamo in Italia un post-illuminismo drogato di "verità deboli" e "relativismo" che non riesce a modificare nulla (vedi riforme mancate e non solo!). Lei ha avuto molto dalla vita e se dovesse decidere di entrare in politica, non sarebbe certo per potere o spirito di protagonismo. Presidente ci faccia sognare..appena possibile entri in politica, capisco sarebbe chiamato ad un martirio esistenziale.. ma gli uomini di fronte alle scelte storiche non si sono mai fatti trovare assenti, e Lei è un uomo. Chissà che la parte sana e silenziosa del Paese, fatta di famiglie ed imprese, oggi senza parola, non possa diventare squadra politica insieme a Lei

#54 da eugenio volontè, inviato il 13/8/2010
Parole sagge, qualcuno deve iniziare a scuotere tante coscienze addormentate e svogliate. Poche ma decisive iniziative per cambiare alla radice un paese che si sta piegando su se stesso senza più la voglia di reagire. Il primato della politica si può affermare solo con azioni che ridiano ai cittadini la possiblità di incidere in modo diretto sulla vita di tutti i giorni.
Forse è arrivato il momento di confrontarsi in modo esplicito su questi temi; che qualcuno tiri le fila.

#53 da Giuseppe Del Sole, inviato il 13/8/2010
Condivido il contenuto dell'articolo nella sua pienezza.
C'è una necessità condivisa e diffusa di risveglio, specie nei giovani, ma anche nei professionisti, imprenditori, e in molte persone appassionate ed orgogliose.
C'è una voglia, quasi un'ansia, di rinascita, di uscita da questo periodo oscuro, decandente, inutile se non dannoso per il futuro nostro e dei nostri figli.
So che questo paese è ricco di risorse, di intelligenze, di grandi lavoratori, di persone oneste e serie, di persone sagge, di persone coraggiose, di persone vere.
Faccio appello a costoro, alle migliori menti del Paese, a quelli che amano la propria Patria e pensano che interessarsi alla cosa pubblica è dovere, prima ancora che diritto, di ogni cittadino, senza che ciò voglia dire obbligatoriamente scendere in campo, scendere il politica.
Sono un professionista che opera sul difficile, ma splendido territorio del Sud,
pieno anch'esso di risorse, ma ancora intriso, anche a livello istituzionale e imprenditoriale, di personaggi improbabili, di facciendieri, di pessimi Italiani.
Stimo il dott. Montezemolo da molto tempo e so che molti, tanti, condividono il mio giudizio.
Accolgo quindi con favore l'articolo e auspico una convergenza con le posizioni dell'on. Fini.
Giuseppe Del Sole.

#52 da Francesca Catta, inviato il 13/8/2010
"passione politica e patriottismo sociale": sembra che queste parole siano assolutamente sconosciute a chi ogni giorno fa riempire le pagine dei quotidiani con attacchi all'avversario, qualunque sia lo schieramento politico di appartenenza. Condivido completamente le parole del Presidente, anche se, da giovane ragazza impegnata politicamente, la speranze per questo paese allo sfascio è sempre meno, e al contrario, la voglia di lasciare questa terra è ogni giorno più forte.

#51 da LVM, inviato il 13/8/2010
Condivido perfettamente quanto esposto nell'articolo ed i contenuti della maggior parte dei commenti. Apparenza, superficialità, vanità, edonismo, egoismo e tanta, tanta ignoranza stanno portando questa società alla sua progressiva dissoluzione ribaltandone tutti i principi etici e morali. Ormai corre l'obbligo a tutte le menti ancora libere e pensanti di agire, di far sentire la propria voce e non più limitarsi ad osservare dalla finestra lo scorrere degli eventi.

#50 da Matteo Sperandeo, inviato il 13/8/2010
Suggestivo l'articolo, a mio parere rende palese le intenzioni e la voglia di fare, che in questi mesi Italia Futura ha ci ha proposto e perchè no, pubblicizzato.
Penso che il presidente Montrzemolo stia agendo in maniera misurata e consona alla sua posizione.
Non sarebbe facile, in questo momento storico, per Italia Futura prendere una determinata posizione e condividerla con determinati Partiti Politici.
Penso però, che le cose stiano maturando, credo che Italia Futura si stia avviando sempre di più verso un moviemnto ideologico e non un aziendale (vedi PDL). In verità penso che in Italia Futura si possa ritrovare quell'ideologia e quegli ideali che hanno fatto l'Italiano.
Penso che sia arrivato il tempo per invocare una giusta legge elettorale, in quanto una parte del popolo elettore la invoca. Spero di far parte di questo popolo elettore e dare la mia preferenza a chi, oggi in Italia, veramente rappresenti l'Italia.
saluti.

#49 da roberto marchese, inviato il 13/8/2010
Perfavore rispondetemi

Sono un ragazzo di 20 anni e sono stanco delle divisioni fraticide per me incomprensibili!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ho letto l'articolo e i commenti; ho visto che la gran parte di voi è a favore dell'articolo, ma sono rimasto basito di come alcuni diano la colpa a Berlusconi. Intendiamoci a me non piace per niente ma ritengo che sia come gli alti. Vista la mia età non ricordo la prima repubblica, ma nella seconda qualcuno mi sa spiegare la differenza tra destra e sinistra????????????
sono divisioni superate come guelfi e ghibellini
si vota una ol'altra parte asseconda di come la si pensa su Berlusconi perchè nei programmi dei due schieramenti non ci sono sostanziali differenze.
Io credo che per dare un futuro ed una speranza all'Italia dobbiamo liberarci di questi vecchi carrozzoni(i partiti) e con loro dobbiamo buttare via l'incapace classe dirigente e creare un partito di brave persone che vogliono risollevare le sorti del nostro Bel Paese.

#48 da Pasquale, inviato il 13/8/2010
Questo aricolo è di ieri 12/08. Oggi 13/08 Montezemolo risponde alle critiche dichiarando: "Dico in pubblico ciò che molti italiani pensano e dicono in privato".
Giusto. Ma quando dice o fa dire a qualche collaboratore in pubblico (articolo di ieri), non parli di seconda repubblica perché una seconda repubblica non è mai nata. Sono nati governi che hanno sostituito il cinquantennio di dominio democristiano in un neosistema "bipolare", conseguenza di una legge maggioritaria (e le sue successive modifiche) introdotta nel 1993 da Ciampi a seguito del referendum del 18 aprile 1993.
Ma la Costituzione resta quella del 1948. Quindi siamo e restiamo ancora nella prima repubblica.

#47 da Massimo Peruzzo, inviato il 13/8/2010
Tutto vero, un bellissimo articolo. peccato che anche questa "invettiva" cadrà nel vuoto! Ormai noi Italiani siamo o delusi dalla classe politica o abbindolati da giornali di gossip e non abbiamo la forza per cambiare. A dire la verità avremmo il vizio di aspettare un "nuovo uomo forte" che sistemi tutto e tutti. Storicamente lo abbiamo sempre fatto e i risultati si sono visti.... Personalmente sono un Euro-scettico, ma penso che se vogliamo salvarci dovremmo sperare che l'Europa diventi una vera Istituzione politica (e non solo economica) e che si assuma gran parte dei poteri dei Parlamenti Nazionali. Forse, e dico forse, se a governarci saranno persone con una morale indubbiamente più rispettabile avremmo qualche speranza di restare agganciati ai Paesi civili, altrimenti siamo destinati a diventare l'Argentina del mediterraneo. La mia visione utopistica di una sana Italia è costituita da uno spiccato federalismo regionale, una mera rappresentanza nazionale e un forte governo europeo. Peccato resterà una mera utopia.

#46 da dario scarfì, inviato il 13/8/2010
non si può non condividere l'articolo che potrebbe ben essere adottato come manifesto dell'Italiano onesto e volenteroso; di quel giovane Italiano che qualche tempo fa Pier Giorgio Celli invitava ad andar via dall'Italia verso un altro Paese dove la cultura, lo sviluppo, la promozione delle idee, la ricerca fanno davvero parte di un'azione di governo lungimirante; di quell'Italiano che riceve servizi sociali da terzo o quarto mondo a fronte delle tasse - salate - che paga. ma la politica non ha saputo risolvere nessuna di queste contraddizioni. anzi: la più ampia maggioranza parlamentare della storia storia della Repubblica si sta, appunto, sciogliendo come neve al sole, e la sinistra è povera di idee e incapace di proporre un'alternativa. ma questa maggioranza ancora c'è e ha il dovere di comportarsi come tale: deve fare le riforme che aveva promesso. non vi è che una strada da imboccare: che si turino il naso - e la bocca - concordino un programma, anche minimo, di governo che inevitabilmente comprenda la riforma della legge elettorale per restituire davvero la parola e la volontà agli Italiani, e chiudere mestamente la legislatura avviandosi ad uscire da questo Parlamento dalla porta di servizio.

#45 da Alessandro , inviato il 13/8/2010
Tutto condivisibile nell'editoriale a parte due affermazioni:

1) quella nella quale si definisce Berlusconi "imprenditore capace". Non lo è. Tutte le fasi di svolta nel processo di costruzione del suo impero sono segnate da gravi fatti corruttivi e da vicende mai del tutto charite. Ritengo un' offesa a VERI imprenditori (anche quelli piccoli), che faticano a portare avanti le loro imprese lavorando con onestà e correttezza.

2) Sono davvero poche le riforme e le iniziative degne di nota portate avanti da questo governo, prealtro appoggiato da una maggioranza che almeno sulla carta gli avrebbe consentito di avviare riforme di ampia portata.

3) Sono evidenti le leggi ad personam, assolutamente vergognose, che hanno impegnato quasi a tempo pieno il Parlamento in una fase storica di grande difficoltà economica.

Italia Futura, se vuole rappresentare realmente le forze sane del paese, deve criticare apertamente questi comportamenti.



#44 da Ivano Urban, inviato il 13/8/2010
Si si, complimenti all'autore dell'articolo. Su una cosa però non sono d'accordo e mi chiedo: chi sono realmenti gli "Italiani ignoti"? "Abbiamo fatti l'Italia e adesso bisogna fare gli italiani", proposizione attribuita a Massimo d'Azeglio..., trovo che sia ancora una volta di estrema attualita.

Secondo voi, se facciamo un passo in avanti e gli altri ne fanno due, stiamo andando avanti o stiamo andando indietro? E' evidente che l'impressione è quella che stiamo andando avanti, ma, invece, a conti fatti, siamo e stiamo andando indietro. E' esattamente quello che abbiamo vissuto negli ultimi vent'anni che stranamente coincide con l'era politica messa in piedi da Berlusconi. E Berluscono & Company non sono andati al potere dopo un colpo di stato, dunque, qualcono li ha votati e pure per un sacco di tempo.

La prima repubblica è caduta sotto gli scandali dei finanziamenti illeciti ai partiti, con la seconda invece, era berlusconiana per l'appunto, possiamo dire che si sono organizzati meglio: i partiti si finanziano con abbondanti rimborsi elettorali e tutto il resto, intendo la gestione del potere, da buoni e scaltri affaristi lo hanno utilizzato per fare -in primo luogo- i loro personali interessi e solo poi, se gli avanzava tempo, curare gli interessi della Nazione. Vent'anni sono lunghi, e non si può dire che nessuno sapeva niente perchè siamo stati puntualmente inforati sugli andazzi, nonostante tutto sono durati per vent'anni e da quanto dicono i sondaggi questi verrebbero votati ancora in caso di elezioni.

In conclusione, tanto per capirci, io direi: dimmi per chi voti e ti dirò chi sei, altro che "Italiani ignoti"...

#43 da francesco_alberti, inviato il 13/8/2010
Si scrive: "rispettare le istituzioni (o altrimenti riformarle)". Mi si permetta di correggere: "rispettare le istituzioni E riformarle". Ai miei occhi appare molto grave che si veda e si affermi una contrapposizione tra il rispetto delle istituzioni e la volontà di modificare le stesse. Proprio questo è il punto: la perdita di rispetto per lo Stato e per le sue Istituzioni. Non è più possibile pensare di riformare le istituzioni senza rispettarle? Forse l'articolo non voleva esprimere questo, ma le parole sono importanti. Stupisce, forse non più di tanto, che fra i tanti commenti di elogio all'articolo, ben scritto, non ve ne sia nessuno che si soffermi su questo aspetto. Vorrei inoltre ricordare che gli "esponenti di primo piano del mondo cattolico ed ecclesiastico" che oggi esprimono "il sottosviluppo morale" sono coloro che, grazie al loro voto, hanno contribuito in modo preponderante alla decostruzione di quell'edificio morale del quale oggi denunciano lo sfacelo. Tutti oggi si lamentano del Governo, dei tagli, del sottosviluppo morale, della perdita di valori; tutte le categorie professionali, dai medici alla polizia, dagli operai agli impiegati, lamentano lo stato delle cose. Lamentano lo Stato. E allora chiedo: chi ha votato questo governo? Chi l'ha rivotato? E votato nuovamente? Cosa ci si aspettava? Si è detto: "...questa legislatura, che si era aperta con grandi aspettative e che ha anche messo in cantiere alcune iniziative importanti...". Forse è giunto il momento di cominciare a capire che Berlusconi, e gli uomini di cui si è circondato, non hanno la minima intenzione di fare il bene degli italiani. Dopo 15 anni il Paese dovrebbe essersene accorto. Le note vicende di tutti i giorni affermano ciò in maniera inconfutabile. Si pensi solo alla Protezione Civile SpA. Dopo tutto questo, dopo 15 anni di tutto questo, potete ancora riporre in Berlusconi "grandi aspettative" per "iniziative importanti"? Come è possibile? Non si prova indignazione per la mancata ricostruzione di Perugia? Tutti queli cittadini perugini che hanno acclamato Berlusconi votando per il suo candidato alla regione, che solo ora si rendono conto che non torneranno mai più nelle loro case...adesso si lamentano, protestano, urlano a gran voce. Non lo sapevano? Cosa pensavano? Che Berlusconi avrebbe pensato al loro bene, alle loro case? Ma stiamo scherzando? Grandi aspettative? Mi dispiace per tutti coloro che sono rimasti delusi: spero che la prossima volta, alle urne, se ne ricordino.

#42 da Aldo, inviato il 13/8/2010
Personalmente concordo pienamente sull'analisi fatta da Montezemolo. In questo momento ritengo che la nostra nazione abbia necessita di politici che, indipendentemente dalla loro cultura di appartenenza, abbiano prima di tutto un profondo rispetto dei cittadini delle istituzioni. Giustamente, qualora fosse ineludibile andare subito alle elezioni, l' intervento immediato e necessario è 1)la modifca della legge elettorale (denominata PORCELLUM, a distanza di tempo, dagli stessi estensori) per ridare ai cittadini il diritto di sceglere i candidati.



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