"Il problema dei giovani non impegnati è il problema numero uno dell'Italia",
ha dichiarato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano venerdì scorso, durante la cerimonia del Ventaglio.
A destare la maggiore preoccupazione è il livello di inattività giovanile, sia in campo lavorativo che in percorsi di studio e formazione, che "supera la media europea''. E' indispensabile, ha aggiunto il presidente della Repubblica, liberarsi da tutte le strozzature "per garantire ai giovani un futuro sostenibile e dinamico. Occorre guardare avanti e misurarsi con le sfide del futuro”.
Non è di questo che dovrebbe occuparsi la classe dirigente del nostro Paese? Solo pochi giorni fa si leggevano su Repubblica
i risultati della XXVI indagine dell’Osservatorio Demos-Coop che fotografano la mappa del lessico politico degli italiani. Tra i temi che suscitano maggiore interesse, sia oggi che in prospettiva futura, c’è proprio la richiesta alle Istituzioni di maggiori opportunità di lavoro.
Queste saranno le questioni sulle quali Italia Futura incentrerà la sua prossima campagna autunnale. Quali politiche di governo possono essere messe in campo per aumentare l’occupazione giovanile? Come possono contribuirvi le imprese e la società civile? Riportiamo il futuro dei giovani al centro del dibattito.