di Irene TinagliUna "grande società": è questo il cavallo di battaglia del premier britannico Tory, David Cameron. Una società dinamica, attiva, solidale, che stimoli i cittadini a riunirsi, occuparsi una buona volta della propria comunità dandogli la possibilità di decidere cosa è meglio per loro. Una grande società in movimento contrapposta ad un grande Stato lento e invasivo, che imbriglia l'iniziativa individuale e che costa troppo ai cittadini. Un'idea che in verità Cameron aveva già lanciato molto tempo fa e sulla quale aveva impostato buona parte della sua campagna elettorale. Un'idea affascinante perché in realtà mutua tutta una serie di concetti molto vicini al "labour", come l'idea della solidarietà, della collettività, della vicinanza alla gente e della lotta alla povertà e alle ineguaglianze, ma che declina questi stessi concetti in chiave "tory" enfatizzando il ruolo dell'individuo e la necessità di ridurre il peso dello Stato che è poco efficiente e grava sulle tasche dei cittadini.
Per continuare a leggere l'articolo scarica la versione pdf