Italia Futura ha ricevuto moltissimi commenti in risposta al post
“Il malaffare che nasce da un paese bloccato”, tra cui uno a cui vorremmo rispondere pubblicamente per l’importanza dei temi che solleva.
Dennis Ricci ci ha scritto: “Siamo vicini al clima politico/elettorale del 1994... Tuttavia le prossime campagne di comunicazione le si deve condurre diversamente.
Basta con i proclami, con le affermazioni, con le critiche. Iniziamo a stimolare la riflessione delle persone, iniziamo a far ragionare l'elettorato (cosa di cui ci si lamenta, pare che l'Italia sia bloccata anche dal basso e incapace di ragionare e reagire).
La parola d'ordine è fare domande! Esempio di un manifesto di comunicazione: "Pensi di meritarti questa classe politica? Forse puoi avere di più? La tua vita e quella dei tuoi figli è migliorata radicalmente? Pensi di vivere meglio come promesso?”.
Sono due i punti particolarmente importanti della reazione di Dennis: “Siamo vicini al clima politico/elettorale del 1994” e “Basta con i proclami, con le affermazioni, la parola d’ordine è fare domande”. Un punto vero, un punto falso. Quello falso è il paragone con il 1994: un anno tanto decisivo quanto particolarissimo della nostra storia recente, dove si sono incrociate condizioni e casualità destinate a non ripetersi più. Eppure è molto significativo che Dennis, con molti altri italiani, guardino sempre alla possibilità che quell’anno possa ripetersi. Si tratta della percezione che l’Italia sia condannata a vivere l’eterno ritorno di un passato che non vuole passare. Che si tratti dei fantasmi del comunismo o dell’anticomunismo, della “balena bianca” o del “grande centro”, del “nuovo Berlusconi” o del “nuovo Berlinguer”, l’impressione è che una parte rilevante della nostra discussione pubblica non riesca mai a guardare avanti. E non riesca dunque a porsi quelle domande che lo stesso Dennis ci suggerisce, molto opportunamente, di mettere al centro della nostra attività:
“La tua vita e quella dei tuoi figli è migliorata radicalmente?”,
“Pensi di vivere come promesso?”. Dennis ha perfettamente ragione. Gran parte degli italiani si pongono domande come queste, senza preoccuparsi più di tanto del ritorno del passato o di formule barocche come il “grande centro”. Per parte nostra,
il lavoro di Italia Futura su temi come l’occupazione giovanile, la mobilità sociale, il bene comune e la qualità dell’ambiente sarà sempre più dominato dai veri interrogativi che interessano la vita quotidiana degli italiani.