Il malaffare che nasce da un paese bloccato
Ancora una volta su mobilità sociale e responsabilità delle classi dirigenti
di
Italia Futura ,
pubblicato il 14 luglio 2010
In questi giorni gli italiani tornano ad ascoltare storie di malaffare e corruzione, mentre la politica si confonde in lotte intestine di nessuna chiarezza proprio quando vi sarebbe bisogno di trasparenza e responsabilità dinanzi ad una situazione economica che rimane molto difficile. È uno spettacolo che ci trascina indietro di alcuni anni, riportando d’attualità l’emergenza nazionale del paese bloccato e dell’assenza di speranza nel futuro.
È il tema sul quale Italia Futura si è impegnata fin dai suoi primi passi, nell’ottobre scorso, quando Irene Tinagli firmò la nostra prima campagna sulla mobilità sociale. Mentre in queste settimane la nostra associazione si dedica ai temi della sostenibilità ambientale e dell’occupazione giovanile (e su questo lanceremo in settembre la nostra nuova campagna) vogliamo ricordare alcuni passaggi del nostro primo manifesto pubblico:
“Da alcuni anni ormai l'Italia sembra aver perso quello slancio che per decenni ne ha sostenuto la crescita. Si è diffusa nella società la sensazione di un paese che in qualche modo si è fermato, che non è più in grado di dare ai propri cittadini quelle opportunità di crescita e realizzazione a cui aspirano. Una sensazione che demoralizza e demotiva soprattutto le generazioni più giovani, ma alla quale non si è ancora riusciti a dare una risposte […]
Al di là dei meri calcoli sulla “mobilità occupazionale”, elementi come l'aumento delle diseguaglianze nella distribuzione del reddito, la diffusione della povertà anche tra chi lavora e tra le famiglie più giovani, la lentezza e le difficoltà con cui i giovani si affermano nel mondo del lavoro, hanno irrigidito la nostra società e tolto speranza e ottimismo a milioni di italiani, soprattutto tra le generazioni più giovani”
Irene Tinagli, ottobre 2009
Altri articoli di Italia Futura