Il malaffare che nasce da un paese bloccato

Ancora una volta su mobilità sociale e responsabilità delle classi dirigenti

di Italia Futura , pubblicato il 14 luglio 2010
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In questi giorni gli italiani tornano ad ascoltare storie di malaffare e corruzione, mentre la politica si confonde in lotte intestine di nessuna chiarezza proprio quando vi sarebbe bisogno di trasparenza e responsabilità dinanzi ad una situazione economica che rimane molto difficile. È uno spettacolo che ci trascina indietro di alcuni anni, riportando d’attualità l’emergenza nazionale del paese bloccato e dell’assenza di speranza nel futuro.

È il tema sul quale Italia Futura si è impegnata fin dai suoi primi passi, nell’ottobre scorso, quando Irene Tinagli firmò la nostra prima campagna sulla mobilità sociale. Mentre in queste settimane la nostra associazione si dedica ai temi della sostenibilità ambientale e dell’occupazione giovanile (e su questo lanceremo in settembre la nostra nuova campagna) vogliamo ricordare alcuni passaggi del nostro primo manifesto pubblico:

“Da alcuni anni ormai l'Italia sembra aver perso quello slancio che per decenni ne ha sostenuto la crescita. Si è diffusa nella società la sensazione di un paese che in qualche modo si è fermato, che non è più in grado di dare ai propri cittadini quelle opportunità di crescita e realizzazione a cui aspirano. Una sensazione che demoralizza e demotiva soprattutto le generazioni più giovani, ma alla quale non si è ancora riusciti a dare una risposte […]

Al di là dei meri calcoli sulla “mobilità occupazionale”, elementi come l'aumento delle diseguaglianze nella distribuzione del reddito, la diffusione della povertà anche tra chi lavora e tra le famiglie più giovani, la lentezza e le difficoltà con cui i giovani si affermano nel mondo del lavoro, hanno irrigidito la nostra società e tolto speranza e ottimismo a milioni di italiani, soprattutto tra le generazioni più giovani”


Irene Tinagli, ottobre 2009

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tag:  mobilità sociale   paese bloccato   malaffare   corruzione   italia futura   irene tinagli  


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#48 da cecilia carelli, inviato il 11/9/2010
In merito all'articolo di Irene Tinagli devo dire che se in Italia c'é malaffare é perché siamo noi che permettiamo ai più forti e potenti di governare in maniera disonesta adeguandoci passivamente alla corruzione e disonestà e in molti casi anche agendo in prima persona in modo disonesto e contravvenendo ad ogni legge sia statale che morale con giustificazioni del tipo:tutti fanno così perché non posso farlo anchio.

#47 da Ciro, inviato il 25/7/2010
Le conseguenze di questo malaffare e questo inciucio generale della ns classe dirigente sta massacrando il Paese, giorno dopo giorno. Chi paghera' tutto questo casino? I ns figli. Triste a dirlo, ma vedo strani segnali: aumento di suicidi nei giovani; aumento di indifferenza alla politica e alla civile partecipazione; poco interesse al mondo che verra', inoltre vedo per strada pochi sorrisi, ..cioe' proprio quegli ingredienti che possano supportare un cambio vero del Paese. Ma e' palese che sono i giovani che pagheranno questo amaro conto. Quando si parlava negli anni 80 della dissoccupazione giovanile, si parlava di lavoro fisso ma soprattutto di ricambio generazionale. Ecco: nel ns Paese la classe dirigente non ha favorito il ricambio...dal meccanico specialista al politico...non si sono create delle 'scuole' di professionalita' chi ha avuto la fortuna di avere un maestro e' stato un caso isolato, comunque non per strategia. Sara' duro per l'Italia ripartire, pero' ancora ci credo.

Infine, noi Italiani proni a non seguire le regole dovremmo pensare a quello che siamo riusciti a fare nel mondo per darci una spinta morale e anche un po' piu' di orgoglio Nazionale per ripartire. Basta guardare qui in USA opp in Giappone o anche in Paesi in via di sviluppo: credo che sia palese dire che il pianeta veste come noi, mangiano come noi, si abituano persino al Cappuccino....possiamo ancora farcela, basta crederci. Al mondo serve ancora la ns creativita'

#46 da Ernesta, inviato il 20/7/2010
A mio parere è il malaffare che blocca il paese e non il contrario. Finchè non si prende atto di questa realtà, qualsiasi provvedimento, decisione, legge, non farà altro che fortificare questo stato di cose. E, intendiamoci, senza ideologie e giudizi di parte: dopo tangentopoli, la cattiva gestione della cosa pubblica ha affinato il suo agire, aumentando a dismisura il costo per la collettività, bloccandola.

#45 da barbara, inviato il 19/7/2010
Basta, è il momento di cambiare rotta. L'Italia è eccellente in moltissimi campi ed ha una struttura industriale molto particolare che deve essere liberata. Basta escort, basta azzecca garbugli, basta gente che ricopre posizioni importanti e non sa chi gli compra la casa o gli fa i lavori! occorre rimboccarsi le mani e cominciare a gestire "la cosa pubblica" per il bene e lo sviluppo di questa nazione che non sa o non può ad oggi valorizzare il molto che ha. Ci vuole un cambio di rotta prima di tutto nella concezione di società, politica e "cosa pubblica" appunto che non può essere solo lo strumento per i giochetti di pochi ma deve essere qualcosa per far crescere la nazione, l'economia, la competitività il capitale umano di una nazione, la nostra

#44 da Ivano Urban, inviato il 18/7/2010
"Produce più danno una indecisione che una decisione sbagliata". Questo è quanto sosteneva Publilio Siro (Drammaturgo Romano).

Spero che Montezemolo rompa gli indugi e si decida a mettersi in gioco, questo è il momento giusto, l'attimo da cogliere...

#43 da Gianni, inviato il 17/7/2010
Presidente il malcontento è generale perché il marcio è dovunque raccontarlo non serve più perchè è raccontare l'ovvio in ItaliaFutura siamo in tanti schifati, esasperati, impotenti, tristi! Diventiamo un partito organizziamoci presentiamo persone vere trasparenti , vere, come Lei! Ed altri animati dall'amore verso questa terra stupenda ogni giorno avvilita, persone che se saranno al Governo non percepiscano pensioni , stipendi come sappiamo, ma solo e semmai rimborsi spese in quanto deve bastare il privilegio personale di essere li al servizio esclusivo del popolo e vivano solo in funzione dell'Italia e degli Italiani , senza interessi personali , senza immunità, senza tante scorte! Perchè chi è onesto non ne ha bisogno e non gliene frega niente delle itercettazini telefoniche in quanto fanno paura solo ai disonesti!! Io quì nel Veneto ci sono e ci sarò qualora avesse bisogno di me!!

#42 da adadel, inviato il 17/7/2010
Una ricetta semplice: mettere il nostro Paese nelle mani di gente seria e competente, a partire dalla politica. Non è possibile restare nelle mani di una manica di incompetenti arroganti. L'eccellenza non ci manca, ma non viene valorizzata.

#41 da piera, inviato il 15/7/2010
Su 39 commenti solo 2 sono di donne,il terzo è il mio che rileva questa costante ogniqualvolta si accenni a problematiche riconducibili alla politica. Nonostante tale dato, i commenti evidenziano scontento e seria preoccupazione per il futuro, condizione condivisa da molti italiani pur nella diversità della rappresentazione dello scontento e della preoccupazione. Il motivo del rilievo sulla bassissima presenza femminile ha origine, a mio avviso, dalla stanchezza delle donne di sentire discorsi, parole che cercano di esclusivamente di individuare cause e colpe(cultura accademica classica della nostra Italia). Le donne ogni giorno cerchiamo e comunque troviamo soluzioni operative per un senso pratico storico e antropologico e, diciamolo pure, per il senso di RESPONSABILITA'che grava sulle nostre spalle. Il tempo dell'accademia è in declino, le considerazioni sul perchè e sul per come sono sotto gli occhi di tutti. Credo sia indispensabile,con mente critica, assumere consapevolezza autentica dei problemi, condividerli,graduarne le priorità quindi provare a studiarne le soluzioni praticabili ed evitare le propagande.
Ci vogliamo sbloccare si o no?

#40 da Vgl Calabria, inviato il 15/7/2010
pubblica amminastrazione e vero pluralismo informativo e mediatico: i due problemi dei problemi nel nostro paese. Non c'è classe dirigente che abbia il coraggio di andare in profondità e a rischio di scottarsi seriamente su questi due temi

#39 da pietro napoleoni, inviato il 15/7/2010
Non vi è dubbio che il Paese sia fermo da almeno venti anni. Non è difficile constatarlo. E' invece difficile dovere constatare una sostanziale assenza di una seria analisi sulle ragioni per le quali il cosiddetto ascensore sociale, che pur c’è stato, si sia fermato.
Con stucchevole frequenza si leggono frasi del tipo “c’è bisogno di una nuova classe politica e dirigente, giovane, che pensi realmente ai bisogni del Paese e non alla gestione del potere”.
A parte la considerazione che appare improbabile soddisfare i bisogni del Paese senza avere il potere della gestione, non si può non rilevare che la classe politica e dirigente è totalmente cambiata, dopo tangentopoli, cioè venti anni fa, e soprattutto è cambiata con la nuova legge elettorale che ha consentito al premier di scegliersi uno per uno tutti i parlamentari della sua ampia maggioranza. Quindi, forse, il problema non è l’anagrafe dei politici e dei dirigenti. Probabilmente sono altre le considerazioni da fare. Forse occorrerebbe analizzare meglio i presupposti politici, culturali sociali che hanno permesso per un lungo periodo nel nostro Paese una buona mobilità sociale e magari pervenire alla conclusione che l’ascensore sociale ha potuto funzionare quando la nostra società civile era pervasa da valori condivisi (non da interessi comuni) che ne costituivano il collante profondo. Sarebbe forse utile tornare alla lettura dei lavori dell’Assemblea costituente dove uomini di valore e culture diverse, e di non giovane età, quali Benedetto Croce, Piero Calamandrei, Giuseppe Di Vittorio, hanno saputo integrarsi con giovani come Giulio Andreotti, Oscar Luigi Scalfaro, Nilde Jotti (comunista laureata alla Cattolica di Milano) per scrivere la nostra carta costituzionale che dell’ascensore sociale ne è il presupposto fondamentale.

#38 da Daniele, inviato il 15/7/2010
L'ufficio s'è svuotato 10 minuti dopo l'orario, tutto può essere finito "domani". Torno dal lavoro in macchina: intorno a me - automobilisti, camionisti, autisti di bus - hanno tutti il cellulare all'orecchio mentre guidano, nessuno li vede. L'unica loro preoccupazione è evitare i vigili che col mitra (cioè, con l'autovelox) cercano di fregarti dei soldi per mettere toppe all'incapacità degli amministratori locali. Arrivo a casa, mi aspetta l'idraulico che per un lavoro di 30 minuti mi chiede 50 euro, ma con l'iva sono di più. D'altra parte, per questa casa anche il Notaio ha voluto dei soldi e non ha mai fornito la ricevuta... Cosa voglio dire? E' facile lamentarci sempre del vertice della piramide - che ha comunque tutte le colpe di chi dovrebbe dare il buon esempio, oltre che lavorare per davvero per il bene pubblico - ma la piramide è tutta dissestata, a tutti i livelli. Scandalizziamoci di tutte le furberie, a tutti i livelli, e non solo quelle dei politici.
Relativamente all'incapacità manageriale dei piccoli imprenditori... mai provato a fare qualche settimana da piccolo imprenditore? Il 50% del tempo va via in burocrazia e obblighi il più delle volte vessatori, da parte dello Stato, ma soprattutto degli enti locali, fino alle banche. Non bastano 16 ore al giorno per mandare avanti una piccola impresa!!!!

#37 da vittoria, inviato il 15/7/2010
Stiamo precipitando nel baratro più profondo e nessuno fa niente se non commentare, criticare gli avversari senza ofrire una controoffensiva per potersi rialzare e rilanciare il nostro Paese e la nostra Economia:I giovani sono le vittime immolate a questo sistema di ladri, di incantatori di affabulatori e non hanno alcuna speranza nella nostra vita di prendersi e progettare il loro futuro.E' veramente immorale e tragica questa mancanza di valori questo ottundimento che porta a guardare solo i propri più meschini interessi.Italia futura, con le sue energie potrebbe fare qualcosa per uscire da questo tunnel asfissiante? grazie

#36 da giancarlo, inviato il 15/7/2010
Stiamo assistendo ad un mutamento epocale sintetizzabile nel passaggio da una opzione forte di Stato/Soggetto ad una opzione leggera di Stato/funzione. In questo contesto è necessaria una nuova concezione del potere adeguata al nostro tempo con l'inevitabile passaggio da una democrazia plebiscitaria del consenso ad una democrazia di governo.
Manca un approccio sistemico che esprima una nuova capacità di progettazione del territorio valorizzandone le risorse, responsabilizzando le classi dirigenti attraverso la predisposizione di nuove strategie cui rapportare una più efficiente organizzazione istituzionale ed una più efficace politica dei servizi a favore delle persone, delle famiglie, delle imprese. La grande sfida della governance impone un nuovo ruolo degli Enti Locali con l'introduzione della figura cara a Schumpeter dell'amministratore innovatore, capace cioè di uscire dal routinario per assumere i caratteri effimeri ma penetranti dell'innovatore.
In questa direzione il nostro Paese potrà tornare ad essere motore di traino e sviluppo solo se affronterà con capacità innovativa i nodi delle tre questioni che oggi ne provocano lo stallo:
- questione morale
- questione istituzionale
- questione del potere
Su questi temi si giocherà la credibilità del sistema Italia e delle tante persone che ancora credono nelle nostre enormi potenzialità.

#35 da MARIO bORONI GRAZIOLI, inviato il 15/7/2010
Tutto vero e condivisibile quanto crivw Irene Tiraghi, ma roppo generico. Molto meglio e ben argomentato l'articolo di Ernesto Galli Della Loggia "un Paese sena politica" apparso sul Corriere della Sera del 7 luglio u.s. D'accordo sulla sostenibilità ambientale (su cui sto lavorando ad un libro di prossima pubblicazione). Credo però che Italia Futura, per poter cambiare le cose, dovrebbe far leva suull'innovazione culturale dell'immensa categoria rappresentata dale PMI manifatturiere (4,2 milioni di imprese) alle quali mancano le competenze e le visioni individuali per affrontare il cambiamento in atto e la stessa loro sopravvivenza. Si tratta nella maggioranza dei casi di imprese guidate da pesoni capaci e laboriose ma con una cultura d'impresa o meglio di management molto limitata se non del tutto assente. Il loro limite è l'indispensabile specializzazione che però limita enormemente la loro prospettiva di sviluppo in un mondo che cambia rapidamente e che richirde soprattutto nuovi modelli di business. La rincorsa delle PMI all'associazionismo è soltanto la ricerca di protezione che tali organismi possono dare solo in forme limitate ai problemi di gestione. La verità è che gli imprenditori delle PMI mancano di una base fondamentale della conoscenzad'impresa collegabile alla disciplina di Management, l'unica che può sostenere l'innovazione in tutte le sue forme. Ho scritto vari libri sul management delle PMI, l'ultimo dei quali ha per titolo "Sette mosse chiave per innovare" ETAS-libri _MI- 2009

#34 da Landoni Pietro, inviato il 15/7/2010
Persone o idee: questo è a mio parere il dilemma che attanaglia l'Italia ad una condizione di regressine socio politico e culturale da quasi 50 anni. Siamo tutti così concentrati in sterili elucubrazioni sulle prodezze equilibristiche Berlusconiane, le camaleontiche mutazioni Finiane dovute a profonde delusioni personali ed il nichilismo intellettuale di un opposizione ancora schiava dell'atavica matrice invidiosa post comunista Dalemiana, che non ci rendiamo conto dell'assoluta mancanza di idee programmatiche ed innovative. Sono le idee che muovono il mondo: la storia ci insegna che il carisma di uomini senza idee non scaturisce nessun tipo di progresso. Se Italia Futura riuscisse a convogliare l'immensa energia che scaturisce da persone che generano idee in nome del progresso collettivo e della crescita sociale, potrebbe dar finalmente vita ad un movimento "trasversale" che possa tracciare le linee guida della rinascita economica e culturale di un paese che è stato nel corso dei secoli il faro guida della civiltà occidentale. Per ridare fiducia ai nostri figli, agli imprenditori tartassati e sfiduciati ed alle strutture scolastiche e sanitarie, considerate ormai come puri centri di costo e non come mezzi idispensabili alla crescita socio economica di un paese civile, serve un movimento che raccolga gli input positivi di tutte le persone in grado di fornire il proprio contributo progettuale scevro da indottrinamenti vetero politici o da deviazioni mafiose che hanno ridotto il nostro Paese ad un rotocalco di cronaca gossip dalle tinte rosa-nero.

#33 da maurizio fanciiullacci, inviato il 15/7/2010
sono sempre più convinto che l'attuale politica, nei suoi modi e nel suo essere, non abbia anticorpi necessari a qusta sua conclamata patologia. I moderni mezzi di comunicazione ci consentono peò un'informazione capillare, diffusa e condivisa. Bisogna fare ancora di più e meglio sul piano dello scambio di idee e proposte, sul piano della partecipazione e soprattutto sui mezzi per partecipare. La conoscenza dei medium quando non è generica è limitata se non assente. E' come montare in auto, mettere in moto e poi, strada facendo, provare il tergicristallo, le luci, le frecce. Si rischia di rallentare se non fermarsi. Vorrei una scuola guida diffusa e istruttori disponibili a farci percorrere le strade del confronto sempre più consapevoli dei nuovi mezzi.

#32 da Dennis Ricci, inviato il 14/7/2010
Oramai il terreno è pronto. Siamo vicini al clima politico/elettorale del 1994. Gli spazi per la forza politica Italia Futura sono ampli e si estendono in ogni direzione. Tuttavia le prossime campagne di comunicazione le si deve condurre diversamente. Basta con i proclami, con le affermazioni, con le critiche. Iniziamo a stimolare la riflessione delle persone, iniziamo a far ragionare l'elettorato (cosa di cui ci si lamenta, pare che l'Italia sia bloccata anche dal basso e incapace di ragionare e reagire). La parola d'ordine è fare domande! Esempio di un manifesto di comunicazione: "Pensi di meritarti questa classe politica?" Forse puoi avere di più? Scegliti dei dirigenti semplici, onesti e competenti con Italia Futura- o ancora: Berlusconi al governo da 10 anni. La tua vita e quella dei tuoi figli è migliorata radicalmente? Pensi di vivere meglio come promesso? Pensaci con noi di Italia Futura.... E gli esempi potrebbero essere infiniti ed indirizzati ai vari segmenti della popolazione... in modo da accentuare l'identificazione... Riflettete gente, riflettete...

#31 da Graziano Camanzi, inviato il 14/7/2010
Possiamo (dobbiamo!) discutere fino a che vogliamo ma fino a quando non riusciremo a trovare la soluzione (è un processo, ovvio) al problema centrale italiano le nostre discussioni non serviranno a nulla, se non a frustrarci ulteriormente. E il problema centrale è il seguente: occorre trovare dei meccanismi, e farli diventare leggi, affinchè la politica (il fare politica, intendo) torni ad essere, in qualche modo, un "costo" per chi la fa (dovrebbe bastare il vantaggio posizionale del fare del bene agli altri e l'autostima raggiunta...) e non un vantaggio. Economico, e non solo. Per sè, per i propri familiari, per i propri amici.

#30 da benedetto di salvo, inviato il 14/7/2010
IL problema mai risolto e' della selezione della classe dirigente.I partiti continuano ad essere in mano per lo piu'ad affaristi i quali non risolvono i problemi della gente.Ad esempio nel sud si continua a discutere sugli stessi problemi degli anni 70 mai risolti.Bisognerebbe chiamare al capezzale della moribonda ITALIA TUTTI GLI UOMINI DI CULTURA,I POLITICI PIU' ILLUMINATI,e far saltare i lacci e lacciuoli che impediscono il progresso reale del nostro paese ed in particolare del sud italia.

#29 da Ivano Urban, inviato il 14/7/2010
L'illuminismo è stato il precursore del capitalismo. Sono line di pensiero che si confermano l'un l'altra e non potrebbe essere altrimenti...

Dunque, in considerazione del fatto che la macchina economica sta pericolosamente rallentando mi chiedo: sono le idee che ci mancano o è il capitale che è finito??

Anche se è tutto molto complesso, cimentatevi a trovare una risposta e tutto vi apparirà più chiaro. Anzi, molto più chiaro...

#28 da Tommaso De Bianchi, inviato il 14/7/2010
Le vicende che stanno portando alla luce le gravissime responsabilità di uomini come Verdini, Cosentino (già in passato) e ancora Flavio Carboni, uomo della vecchia P2 tornato tristemente alla luce nei recenti sviluppi giudiziari, non fanno altro che ritoccare il quadro già ultimato della nostra penisola come patria dell'"arrangiarsi". Sede di un modello che non conosce in determinati ambiti, in particolar modo quello di appalti e P.A. nè meritocrazia né concorrenza, ma una fittissima rete costituita da relazioni personali e tenuta in piedi dal reciproco scambio di favori. E' un tristissimo primo piano, ancora più deprimente se ascoltato dalla voce dei non-italiani. Una settimana fa il New York Times riportava un articolo dove si discuteva sulla gestione del patrimonio culturale a Roma e in Italia. Sulle numerose falle del sistema, dovute a questa macchia perenne di favoritismi che inceppa l'ingranaggio meritocratico; Ancor più disarmante era leggere i commenti di quei cittadini USA che avevano soggiornato nel nostro paese. Malagestione, declino, giovani che fuggono. Ci piangiamo addosso mentre il mondo fuori ci compatisce. Italia futura è un laboratorio pieno di risorse e di vivacità, che mi auguro possa concretamente produrre effetti positivi sulla vita politica e sul dibattito in Italia, il prima possibile; è per questo che ho deciso di aderirvi con convinzione. Un saluto

#27 da gianni giampaoli, inviato il 14/7/2010
In provincia si riesce ancora a respirare dell'aria abbastanza pulita. E non mi riferisco certo a quella atmosferica. L'attuale cultura politica, figlia dell'arroganza e della corruzione sempre più disibinita ci porterà tutti, in questo disgraziato Paese, alla rovina. Mi domando ancora se coloro che sguazzano così bene in queste acque, traendone al momento dei vantaggi materiali cospicui non si stiano rendendo conto di subire sempre più una sorta di lento avvelenamento e quindi essere destinati ad una fine politica sicura. Il problema di fondo resta quello che questi signori con il loro modo di fare compromettono anche il ns. destino di uomini qualunque. Che vorrebbero essere circondati da politici più professionali senza che si sentano liberi di rubare alla collettività e di smaniare senza alcun limite in una sorta di sabba dantesco, avvolti come sono negli intrallazzi di ogni genere, protagonisti effimeri di squallide velinate, sempre a caccia di prerogative tanto onerose quanto ingiuste. Eravamo un paese virtuoso e laborioso. Abbiamo stupito il mondo negli anni '60 con personaggi straordinari che emergevano per la loro professionalità, efficienza, serietà, moralità, ecc. nella politica, nell'arte, nella cultura, nell'industria. Dobbiamo oggi assistere ad una selezione di individui abbietti, affetti da inettitudini smisurate, da un'arroganza senza limiti, da reiterate capacità di corruzione, da falsi ideali, da una smisurata vocazione all'appropriazione di beni collettivi. Ce la faremo a dare una svolta risanatrice a questo nostro Paese ?

#26 da andrea, inviato il 14/7/2010
ragazzi solo poche parole, dobbiamo rimboccarci le maniche e cominciare a lavorare per una nuova società che spzzi via tutti questi ciarlatani.....

#25 da Luigi, inviato il 14/7/2010
Siamo arrivati allo scoppio della bolla "politica" incarnata dal berlusconismo; alla fine anche i più ingenui, anche quelli che preferivano essere ottimisti per esorcizzare ansie e paure si rendono conto che il re è nudo, e che la seconda Repubblica è peggio della prima, in quanto i ladri sono rimasti, con gran contorno di incapaci, improvvisati e raccomandati.
Si fa un gran parlare, a vanvera, di rispetto della privacy e di pericolo di Stato di polizia, ma questi in realtà temono solo lo Stato di pulizia ....

#24 da paolo michetti, inviato il 14/7/2010
x cambiare servirebbe una rivoluzione e purtroppo nessuna rivoluzione è mai stata fatta senza spargimento di sangue.
hai voglia a dire, fare, brigare, sbloccare, mobilitarsi, protestare....ma dove vai? l'attuale sistema non consentirà mai riforme strutturali. c'è bisogno di altro.... se qualcuno la pensa come me, sono a disposizione per parlarne.

#23 da Roberto, inviato il 14/7/2010
Il problema è che noi siamo diventati una democrazia mafiosa, lo siamo diventati nei metodi. Una classe dirigente che ha pensato partiti e organizzazioni come clan di fedelissimi affiliati. Misurati non sul merito, l'onestà, le capacità o l'intelligenza, virtù pericolosissime che evidenziano la mediocrità di questa classe dirigente, demoliscono il sacro principio della fedeltà al clan e al suo leader. Ha ragione Paolo g. non c'è spazio se non sei nell'indole un picciotto. Falcone diceva che le mafie come tutte le cose umane sono destinate a finire, e anche questo sistema crollerà, il problema è che quando succederà avrà già portato con sè e distrutto il buono che c'era nella nostra società, avrà distrutto la convinzione che ci possa essere una buona politica e dei politici onesti e capaci direi semplicemente da paese normale. Serve un azione di discontinuità, perchè se il sistema si incrina crolla, basato com'è sull'equilibrio instabile dei mediocri e di qualche (forse più di qualche) disonesto.

#22 da paolo g., inviato il 14/7/2010
Sono molto perplesso e deluso da troppe situazioni p. es. politiche che ho vissuto in prima persona e sino a quando non si toccasno con mano non si possono comprendere e c'e' un abisso tra la gente normale che non si occupa di politica ed invece chi prova, dico prova a mettersi in politica ed in tutta trasparenza e pulizia vorrebbe mettersi al servizio della comunita'.. ti segano subito chiaro?? Prendete per esempio anche il nuovo gruppo di generazione italia di Fini... devi avere il pedigree.. ti devi far raccomandare.. ma come si fa.. cosi' non si va da nessuna parte ed hanno ragione quelle persone che poi non votano e se ne fregano.. allora si che va tutto a rotoli..

#21 da giordano , inviato il 14/7/2010
Nel clima da fine impero nel quale stiamo vivendo, dove 'ormai' tutto si equivale, e dove le verita',o verosimiglianze, sono sempre contro qualcun'altro, mi sembra che sia forse opportuno cercare di scovare il 'virus' nell'hardware del nostro sistema. Ad esempio riuscire a semplificare il discorso sociale eculturale fino ad individuare Le Evidenze Etiche, ossia quelle semplici realta', self-evident, non deducibili, anti-ideologiche, che ognuno e'in grado di riconoscere come valide. Sarei felice di partecipare ad un Brain Storming nel quale, da questioni complesse che il sistema socio-politico contemporaneo e la endemica barbarie etica ci pone continuamente sotto gli occhi, si possa via via scomporre la Torre di Babele delle opinioni fino a ri-trovare le evidenze etiche. L'aria pulita, la natura, il 'bel' lavoro, la musica, ...il nostro Presidente Napolitano :-)... sono solo alcune delle evidenze etiche che penso siano universalmente condivisibili. Lancio una sfida a trovarne sempre di piu'.. un saluto.G

#20 da Michelangelo Brichese, inviato il 14/7/2010
UNA PRIGIONE CHIAMATA ITALIA Oggi nell'ora d'aria che mi prendo liberamente , desidero condividere questa mia riflessione. Perché una prigione chiamata Italia ? Semplice constatazione dal gusto molto amaro che sento dentro ogni giorno che passa, dopo aver scelto di intraprendere ,circa una decina d'anni fa, una libera professione con famiglia a carico ( moglie e due figlie ) nell'illusione di poter vivere dignitosamente una vita normale senza lussi particolari. Ebbene così non è stato, la realtà è nuda e cruda, lo Stato Italiano anziché , come scritto nella Sacra Costituzione, di tutelare la famiglia, la libertà di intraprendere, di controllare che tutti concorrano alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, ecc. , nel momento in cui ci troviamo, ovvero, in una congiuntura economico-finanziaria assai negativa , si presenta come una prigione. La mia similitudine trae origine da esperienze personali che mi permettono di considerare che la quotidianità è molto diversa dalla propaganda che a livelli istituzionali si vuol diffondere nella popolazione, ovvero che con una manovra finanziaria appena partorita ci illudono di essere un paese da rating molto positivo, classifica che ci colloca, addirittura, tra le prime otto potenze mondiali. Questa classifica cambia non appena ci addentriamo nella società civile dove ci sono problemi a destra e a manca, infrastrutture materiali e immateriali da terzo mondo, inefficienze, imprese che chiudono, imprenditori che scelgono di passare a miglior vita, persone che come il sottoscritto iniziano a non avere soldi per il vivere quotidiano( bollette, cibo , manutenzione minima della casa …).In Italia , come in qualsiasi altra nazione , bisogna ricordarsi che la famiglia è il nucleo su cui si poggia qualsiasi sviluppo socio-economico, in maniera che questo crei benessere sia nel presente che nel futuro attraverso un buon funzionamento dello stato sociale. Son deluso perché passati i quarantenni , con moglie e due figlie a carico, ho scoperto che lo Stato Italiano, nella sua forma, non ha niente da invidiare ad una prigione. Ai giovani ci si rivolge durante la semina della propaganda con termini quali merito, formazione di qualità, innovazione, trasferimento della conoscenza, ecc. senza accorgerci che non si trova nel DNA italico la presenza di queste caratteristiche. L'essere italico, che ben si adatta all'ambiente carcerario, è cosparso di baronismo acuto con associato nepotismo clientelare che permette il mantenimento della Res-Pubblica con alti livelli di burocratizzazione incentivando la crescita di quella civiltà che dalle Alpi fino a Lampedusa mira alla tutela del proprio interesse a svantaggio della crescita dell'amor patrio e che rende protagonista principale lo Stato nella Prigione chiamata Italia.

#19 da armando, inviato il 14/7/2010
onestamente penso che siamo prprio arrivati alla frutta,il berlusconismo e finito e con lui non e cambiato niente in sette anni.- ma purtroppo non abbiamo persone in grado di dare una svolta,l'opposizione e assente e collusa col malaffare,forse è proprio ciò che ci meritiamo.- baldanzini armando catania



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