La Fondazione Caponnetto è un'organizzazione no-profit che continua l'opera di Antonino Caponnetto creatore e capo del pool antimafia di Falcone, Borsellino, Guarnotta e Di Lello, nonché ideatore del maxi-processo contro Cosa Nostra.
È contro la mafia in tutte le sue forme. È per la cultura della legalità. Analizza l'evoluzione nazionale ed internazionale delle forme criminali organizzate mafiose e non. Va nelle scuole, ma anche tra i cittadini. Non lascia mai solo chi combatte contro la mafia.

Ama la Costituzione. Ama la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Sostiene, quando serve, le forze dell'ordine e la magistratura.
Redige rapporti sulla legalità nelle varie regioni. Organizza osservatori. Non ha un colore politico. Prova a non essere barbosa quando parla di legalità e spesso ci riesce. Nei progetti rende partecipi, prima di tutto, i giovani.
Prova ad unire nella propria diversità il movimento antimafia. È nata sei mesi dopo la morte del giudice Caponnetto nel giugno 2003. Prepara spesso vertici antimafia nazionali e, da poco, internazionali. Tra poco ci sarà la quattordicesima edizione. Il vertice serve a fare il punto della lotta al crimine mafioso e della situazione della legalità nel nostro paese.
Ha come grande capo una nonna di 88 anni di nome Betta, moglie di Nino, con cui ha vissuto 61 anni. Ha come capo il collaboratore storico del giudice, un ex giovane di 43 anni.
Questa in pillole è la
Fondazione Antonino Caponnetto.