L'altra faccia dell'emergenza rifiuti in Campania

Roghi illegali di rifiuti pericolosi

di La Terra dei Fuochi , pubblicato il 2 luglio 2010
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Non siamo ambientalisti, ma un gruppo di liberi cittadini impegnati per un dramma ambientale che trova ampia eco perfino nelle pagine di Gomorra, da cui il nome dell’ultimo capitolo: Terra dei Fuochi.


In questi anni, mentre si rincorrono le scelte scellerate in tema ambientale sia dell’uno che dell’altro governo, nel frattempo, tonnellate su tonnellate di rifiuti speciali ogni giorno vengono sversati e smaltiti illecitamente nelle strade di periferia tra Napoli e Caserta. Roba da quarto mondo! Ogni sorta di materiale è dato alle fiamme, specialmente di notte, sotto gli occhi di tutti, polizia e carabinieri inclusi.



L’Emergenza Rifiuti della Campania è stata mediaticamente trasformata nel “semplice” problema dei rifiuti solidi urbani, ma come avrete modo di capire dalle nostre denunce è ben altra cosa.

Rivendichiamo nient’altro che i nostri diritti. Da oltre due anni, con rischi, sacrifici e mettendo a repentaglio l’incolumità personale, ogni santo giorno stiamo video-denunciando e fotografando uno scempio che accade indisturbato da troppo tempo. Sembra d’essere su un teatro di guerra. Grosse colonne dense di fumo nero si levano nel cielo. Talvolta ricorda il Kuwait quando bruciavano i pozzi di petrolio, invece siamo in Italia. Alcuni media hanno notato il problema, ma non è bastato. Un’area vastissima, le province tra Napoli e Caserta, continuano a trasformarsi in un immenso “inceneritore a celle sparse”. Al calare del Sole aumentano la loro intensità e bruciano per tutta la notte. Gli incendi non si contano e non conoscono sosta. Si brucia anche di giorno e quando piove. Ma ciò che accade la notte è indescrivibile. L’aria puzza come quella di un’intera Terra in putrefazione. E’ difficile pensarlo, ma la gente s’è abituata perché i tumori non vengono immediatamente e quindi non si percepisce il rischio concreto. Migliaia di famiglie sono oramai rassegnate e costrette a chiudersi in casa, ciononostante i fumi penetrano ugualmente dentro le abitazioni. Se non fosse documentato sarebbe un fatto impossibile da immaginare.

Il sito web, da me creato, è un portale di informazione/denuncia di pubblica utilità. Questo semplice spazio web fa - gratis - ciò che in un paese civile sarebbe lavoro, compito e dovere delle Istituzioni. Pensate che l'ex governatore Bassolino voleva fare un qualcosa di simile creando un call-center ambientale chiamato "Progetto PAN". Sarebbe costato circa 4 milioni di euro e avrebbe impiegato qualche centinaio di lavoratori LSU. L’ennesimo carrozzone di clientele con spreco di danaro pubblico, fortunatamente è stato bocciato dalla Corte dei Conti. Con l’aiuto di chi denuncia l'abbiamo realizzato gratis in soli tre giorni e con discreto successo. Abbiamo avuto oltre 200.000 contatti nel primo anno e numerose recensioni della stampa e dei media internazionali, dalla BBC alla TV Espana, dalla TV Svizzera (TSR) a quella francese di TV5. Insomma, tutti sembrano interessarsi ai nostri problemi fuorché le nostre Istituzioni. L’idea era quella di bucare il muro di gomma al fine di sensibilizzare Istituzioni e cittadini compresi. Abbiamo creato un mappa con il sistema satellitare GPS contenente informazioni dei luoghi dove si brucia. Oltre 500 siti inquinati, da verificare e bonificare non censiti nei rapporti ufficiali. Il sito, di fatto, è un bene pubblico ciononostante si continua come se nulla fosse.

Tra i rifiuti speciali che bruciano abbiamo documentato solventi e vernici industriali, scarti di lavorazioni manifatturiere. Dal tessile al calzaturiero, passando per la meccanica, la carrozzeria, compreso il settore agricolo fino alla termoidraulica. Dai fili elettrici alle carcasse di elettrodomestici. Si brucia anche il micidiale Eternit, carico di amianto! A farla da padrona, però, sono i copertoni usati e il materiale di scarto di imprese agricole, coperture di serre, seminerie in polistirolo, tubi per l’irrigazione, materiale che andrebbe smaltito non certo così. Ciò che in altri Paesi viene riciclato completamente, qui da noi si brucia per arricchire criminali senza scrupoli che avvelenano le nostre vite. I roghi vengono fatti perché alimentano il mercato dello smaltimento illegale dei rifiuti speciali. E allo stesso tempo quello del recupero illegale di alcuni materiali, dal “pregiato” rame ai metalli comuni come ferro e acciaio. La Salute, l’Agricoltura, l’Immagine, l’Economia e lo Sviluppo della Campania sono compromessi oltre ogni limite. Oltre alle discariche non a norma e all’interramento criminale di rifiuti pericolosi, ci sono soprattutto questi incendi dolosi.

Numerosi studi medici riportano dati allarmanti. Importanti indicatori biologici sono fuori ogni limite di possibile tolleranza. Qualcuno s’è mai chiesto il perché di tutti gli aborti spontanei? E le infertilità maschili, malattie tiroidee, le malformazioni infantili e i problemi all’apparato respiratorio? Quando i medici visitano un paziente, dal tipo di patologia sono in grado di stabilirne la provenienza. Eppure nessuno ne parla! Quanti morti ancora dovremmo piangere? La gravità di questo fenomeno sta nel fatto che con un piccolo rogo si contamina ogni cosa. L’aria, la falda e porzioni enormi di suolo, anche a chilometri di distanza. I veleni si accumulano nel suolo e finiscono sulle nostre tavole. Per le mozzarelle alla diossina hanno fatto le analisi alle bufale. E alla popolazione? A cosa serve donare milioni di euro alla ricerca per debellare il Cancro se nessuno fa la cosa più semplice e a minor costo, ovvero, la prevenzione primaria?

Abbiamo fatto decine, centinaia di denunce, esposti, petizioni e querele alle Procure, Prefetture, Questure, Presidenza della Repubblica, Governo, Regioni, Province, ASL, ARPAC, Commissariati e Commissioni parlamentari, sono stati informati tutti.

L’appello che vi facciamo è questo: aiutateci a diffondere la nostra denuncia e a fare pressione sull’opinione pubblica e verso la politica affinché si affronti e si risolva una volta e per sempre questa drammatica questione.

Venite a vedere con in vostri occhi cosa succede, siamo presenti anche su Facebook. Clicca qui per andare alla nostra pagina.

Ciascuno di noi è chiamato a prendersi cura del proprio territorio documentando e denunciando quanto accade. Basta un semplice cellulare o una fotocamera digitale. Siccome con un solo gesto si attenta alla salute di milioni di persone, chiediamo pene severissime per i crimini ambientali.

www.laterradeifuochi.it è un sito web autonomo e indipendente, sostienilo anche tu con una libera donazione al seguente link.

Per “La Terra dei Fuochi”
Angelo Ferrillo



tag:  la terra dei fuochi   roghi abusivi   campania   associazione   italia futura  


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#4 da Aldo Cannavò, inviato il 11/7/2010
Bassolino ed altri addetti ai lavori sono stati informati nel 2006 di un nuovo sistema di smaltimento dei r.s.u.,che li incorpora in blocchi di cemento che si possono fare con forme e misure adattabili a molti impieghi.Il vantaggio del nuovo sistema,regolarmente brevettato, consiste nel costare meno delle discariche e degli inceneritori e di non inquinare assolutamente.Perchè non lo hanno preso in considerazione?
Posso dare informazioni dettagliate sul nuovo sistema a chi ne sia seriamente interessato.
Genova - aldocannavo@fastwebmail.it

#3 da Aldo Cannavò, inviato il 4/7/2010
Riguardo ai rifiuti industriali scricati nel territorio campano,opportune indagini permetterebbero di risalire alle aziende che li hanno prodotti.Sarebbe allora giusto chiedere alle stesse un corrispettivo adeguato come risarcimento danni,poichè avrebbero dovuto informarsi dove sarebbero finiti,prima di consegnarli a chi avrebbe dovuto smaltirli.

#2 da roberto, inviato il 3/7/2010
vergonioso : Ecco perche' schiavi e schiavisti devono rimanere, secondo i politici ,nella propia condizione . Se di fronte quete cose si ha sempre torto,perche' mai lo schiavo deve desiderare la liberta'?

#1 da vittorio, inviato il 2/7/2010
Per queste gravi vilazioni ambientali, come
mai nonc'è nessun avviso di garanzia da parte dell'AG , sia a carico di chi li commette, sia a carico di chi dovrebbe vigilare e non vigila?



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