Mondo Futuro
Il seno di Sarah Palin non fa politica
di Cristen Conger
pubblicato il 15 giugno 2010

Prima la sua carriera da aspirante reginetta dei concorsi di bellezza. Poi gli occhiali, i capi firmati e l'acconciatura. E non dimentichiamoci le sue gradevoli gambe.
Siccome non si era ancora collettivamente analizzato il corpo e l'apparenza di Sarah Palin al punto giusto, è ora giunto ora il momento di occuparsi del suo seno. Fate pure,
guardate le due foto “prima e dopo”. Non importa che la copertina di “Newsweek” (in cui la Palin sembra meno formosa) sia probabilmente stata ritoccata, che lei indossi quello che sembra essere un reggiseno destinato all'attività fisica – che comprime il seno – e che le inquadrature non siano le stesse nelle due foto. Oh, e non importa nemmeno che - come ricorda Jezebel.com – è da poco possibile che la forma del seno di una donna sia diversa da un giorno all'altro grazie ai vari modelli di un'innovativo marchingegno chiamato reggiseno.
Ora che abbiamo stabilito che, sì, il suo seno sembra di taglia diversa nelle due fotografie, possiamo andare oltre e cambiare argomento – al più presto?
Non c'è nulla che mi importa di meno dell'eventualità che la Palin abbia subito un intervento al seno. Quello che invece trovo interessante è capire come mai il corpo di questa donna viene ancora una volta considerato un argomento giornalistico di primo piano, e non si parla della strumentale e falsa retorica femminista che ha sfogiato ultimamente, o della sua prossima mossa politica ora che il Super Tuesday (il giorno, tradizionalmente un martedì, in cui gli elettori statunitensi sono chiamati a votare alle primarie) è passato da tempo. Ma perché ci ritroviamo per l'ennesima volta a valutare la bravura e il carattere di un politico basandoci sul suo aspetto fisico - un inutile esercizio del più irrilevante criterio di giudizio?
Oltretutto, questo non c'entra niente con la politica. Agli antipodi della Palin, anche la speaker democratica della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, ha subito lo stesso superficiale trattamento. Un anno fa chiunque si trovasse nei pressi di Washington si è cimentato a fare supposizioni sui suoi occhi, “cosi giovanili”, e i suoi lineamenti, “privi di rughe” che non potevano essere altro che il risultato di interventi chirurgici e iniezioni di botulina. La Pelosi ha categoricamente negato il gossip. E così, mentre lei stava battendosi per sostenere una legge da niente, la riforma del sistema sanitario, abbiamo scoperto che alcuni dei suoi eleganti vestiti erano stati scelti - pensate - da suo marito.
Sarebbe troppo facile dare la colpa di tutto questo al sessimo. Dopo tutto John Edwards, ormai caduto in disgrazia, verrà anche lui ricordato meglio per le sue avventure galanti e quel famoso taglio di capelli dal prezzo astronomico piuttosto che per le prese di posizione politiche. Ma è indubbio che le donne siano più spesso vittime dello “stereotipo del fascino” (provate a chiederlo a
Debrahlee Lorenzana). Di Elena Kagan, scelta da Obama per essere il prossimo procuratore generale della Corte Suprema, si è inizialmente parlato molto più per la sua apparenza che per la sua brillante carriera. Non vogliamo neppure entrare nell'analisi ossessiva dei guardaroba di Hillary Clinton e Condoleezza Rice.
Non sorprenderà dunque nessuno il risultato di una
ricerca realizzata nel 2008 dalla Northwestern University: gli elettori valutano le donne in politica per il loro aspetto - bellezza e affabilità – mentre dai politici di sesso maschile si aspettano competenze pratiche ed inclinazione a dominare. A maggior ragione se siamo consapevoli di questa tendenza, smettiamola con questa speculazione senza senso.
Capisco bene che personaggi pubblici – a maggior ragione nella sfera politica – devono essere preparati a subire critiche di ogni genere. Ma questo focalizzarsi sui loro corpi invece che sulle loro menti, è l'esempio perfetto di come una subcultura solitamente legata al mondo dello “show business”, ossessionata dall'aspetto e dai presunti “ritocchi” chirurgici, stia pervadendo il campo dell'analisi politica. Considerando che nell'agenda politica ci sono ora questioni come il disastro ambientale nel Golfo del Messico, la situazione a Gaza, e la disoccupazione ai massimi storici, abbiamo molte altre cose da risolvere piuttosto che il mistero del seno rifatto della Palin.
Copyright The Huffington Post. Giugno 2010.