A voi la parola
I giovani italiani e il lavoro
Quando andare all'estero dà più prospettive
di
Luca Colombo ,
pubblicato il 16 giugno 2010

Eccomi! Laureato, circa un anno fa, a pieni voti con lode. Trovato subito un lavoro con contratto di apprendistato a meno di 1.000 euro netti al mese: quindi, a detta di molti, "dovrei ritenermi fortunato". Non so, secondo voi uno che si è impegnato per anni con una carriera accademica eccellente deve ritenersi fortunato a guadagnare circa 5 euro l'ora senza grosse prospettive di crescita? (Piccola parentesi: chissà come mai in Italia tanti giovani vengono assunti con contratto di apprendistato, ma quasi nessuno si preoccupa di insegnare loro a lavorare seriamente. Forse hanno paura che la nostra generazione possa essere meglio di quelle precedenti?).
Per farla breve, dato che non mi ritenevo fortunato, ho guardato altrove e ho avuto la fortuna (ora sì che posso ritenermi fortunato) di essere scelto (un posto disponibile) per un dottorato di ricerca in Svizzera con una borsa di studio pari a circa il doppio del mio stipendio attuale. Ovvio che i giovani preparati (mi concedo la presunzione di ritenermi tale) decidano di lasciare l'Italia visto che le alternative sono restare senza guadagno e senza prospettive o emigrare con più guadagno e più prospettive.
PS. Ringrazio l'Italia e i suoi contribuenti che hanno speso per la mia formazione universitaria circa 45.000 euro (senza contare le scuole superiori) praticamente a fondo perduto dato che ora andrò ad arricchire un altro stato.