Italiani a Strasburgo: solo 7 deputati su 72 sempre presenti

Il Rapporto “Antenna Europarlamentare 2010” dell’Università di Siena

di Stefano Braghiroli , pubblicato il 9 giugno 2010
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Come si stanno comportando i nostri parlamentari in Europa? A questa domanda risponde il Rapporto “Antenna Europarlamentare 2010” del Centro Interdipartimentale di Ricerca sul Cambiamento Politico (CIRCaP) dell'Università di Siena che ha analizzato l’attività dei nostri rappresentanti a Strasburgo in questo primo anno di legislatura europea.
Anche alla luce del recente dibattito su ciò che i nostri 72 deputati fanno (e non fanno) all'Europarlamento emerge una situazione di generale “rilassatezza” che non è mutata di molto rispetto alla legislatura scorsa. Primo punto è la partecipazione alle sedute plenarie, all'87%, di due punti inferiore alla media europea e distante dai paesi fondatori e più integrazionisti come Francia, Spagna, e Germania.

Se spostiamo la nostra attenzione sulle presenze dei singoli deputati, i risultati non sono esaltanti. Solo 7 deputati su 72 sono stati presenti a tutte le sedute: Salvatore Caronna (PD), Lorenzo Fontana (LN), Roberto Gualtieri (PD), Salvatore Iacolino (PDL), Giovanni La Via (PDL), Oreste Rossi (LN), e Giancarlo Scottà (LN).

Guardando poi al tasso di attivismo legislativo (interrogazioni, mozioni presentate, opinioni, ecc.), la cui media europea è pari a 1, i soli tre eurodeputati con un punteggio superiore sono Mario Mauro (PDL), candidato italiano alla presidenza del PE, con 3,06, la neo-eletta Barbara Matera (PDL), vice-presidente della commissione sui diritti delle donne ed uguaglianza di genere, con 2,67, e Paolo De Castro (PD), ex ministro dell’Agricoltura e attuale presidente della Commissione Agricoltura, con 2,47.

Tra i parlamentari meno attivi spiccano Ciriaco De Mita, con un tasso di attivismo pari a 0,11 e il leghista toscano Claudio Morganti con 0,20.
Sul fronte dei partiti, le delegazioni che presentano un tasso di attivismo legislativo più vicino alla media PE sono quella leghista e del PDL (rispettivamente 1,01 e 0,95), seguite dai deputati PD e IDV (rispettivamente 0,8 e 0,77). Il più basso tasso di attivismo è quello della delegazione UDC (0,52).

I fattori che, tra gli altri, incidono negativamente sull'attivismo dei nostri eurodeputati, sono l'età elevata e l'accumulo di cariche. Le analisi del rapporto dimostrano infatti che i deputati più anziani presentano un tasso di attivismo inferiore di circa il 20% rispetto ai più giovani (0,77 contro lo 0,99).
L’altro fattore è la peculiarità tutta italiana dell’accumulo di cariche. Nella maggior parte dei casi, a differenza dei deputati nazionali, coloro che ricoprivano cariche di sindaci o presidenti di provincia hanno mantenuto tale carica una volta eletti a Strasburgo. La duplicazione degli impegni pesa in termini di attivismo parlamentare e produzione legislativa.

Inoltre, continua ad essere sottorappresentata la componente femminile: le deputate in rosa rappresentano solo il 21% del totale (su una media europea del 35%). Il dato è controbilanciato però da un maggiore attivismo legislativo delle donne rispetto ai loro colleghi.

Stefano Braghiroli è PhD Candidate in Politica Comparata ed Europea all'Università di Siena presso il Centro Interdipartimentale di ricerca sul cambiamento politico (CIRCaP).

Stefano Braghiroli è Yggdrasil fellow all'ARENA - Centre for European Studies, Università di Oslo e Research affiliate al Centre for the Study of Political Change (CIRCaP), Università di Siena.


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tag:  eurodeputati   strasburgo   italia  


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#4 da Agostino Ratto, inviato il 13/6/2010
Dopo un mio primo commento di giorni or sono desidero tornare sull'argomento dopo ave letto il commento del Sig.Luciano De benedetti e dal successivo Anonimo dei quali condivido i pensieri.
Ma questi nostri Parlamentari sono davvero senza vergogna e senza dignità!
Direi che rappresentano una delle vergogne italiane.
Ha mille ragioni Luca di Montezemolo quando afferma che questa classe politica non ha spessore ed è incapace a gestire i nostri tempi.
Infatti avete osservato la reazione di molti? Con fare stizzito e ad alta voce hanno immediatamente reagito invitando il manager a pensare ai fatti suoi. Sì, non vogliono intromissioni e critiche ai loro affari piduisti e di casta.
Cari politici VERGOGNATEVI.
Calci nei denti agi studenti bravi costretti a lavorare all'estero, mentre i grandi politici se la godono a destra e a manca tra auto blu, camerieri , servi e serve ossequose e pronte a tutto.
Ma questi svergognati impuniti hanno studiato i fatti della Rivoluzione Francese del 1789?

#3 da ANONIMO, inviato il 11/6/2010
VERGOGNA!VERGOGNA! VERGOGNA !! ALLA FACCIA DEI GIOVANI LAUREATI ITALIANI CON 110 E LODE E MAGARI ANCHE MASTER CHE PERCREPISCONO POCO PIU' (FORSE) DI 1.000€ AL MESE!!!

#2 da Agostino Ratto, inviato il 11/6/2010
Amici di Italia Futura, non ho parole ma saprei cosa fare, anche se sarei subito tacciato di violenza e antidemocrazia.
Ma vi chiedo: è possibile continuare a dare questi esempi ai nostri giovani ed all'Europa intera? ma cosa si pensa in giro di questa attuale Italia?
Il primo pensiero è quello di un profondo senso di Vergogna, poi si alza nell'animo la rabbia pensando anche alle prebende che questi eletti percepiscono, infine ci si sente davvero "terzo stato" tornando con la mente alla Eivoluzione Francese del 1789.
In effetti vi è una Oligarchia imperante che si perpetua nel tempo in modi diversi anche se con i medesimi obiettivi, tra i quali quello di vivere alle spalle degli altri.
Tornando un attimo agli amici di Robespierre, sarà forse nuovamente necessaria la ghigliottina?

#1 da Luciano De Benedetti, inviato il 10/6/2010
Ecco dove tagliare un pò di stipendi.



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