Come si stanno comportando i nostri parlamentari in Europa? A questa domanda risponde il
Rapporto “Antenna Europarlamentare 2010” del Centro Interdipartimentale di Ricerca sul Cambiamento Politico (CIRCaP) dell'Università di Siena che ha analizzato l’attività dei nostri rappresentanti a Strasburgo in questo primo anno di legislatura europea.
Anche alla luce del recente dibattito su ciò che i nostri 72 deputati fanno (e non fanno) all'Europarlamento emerge una situazione di generale “rilassatezza” che non è mutata di molto rispetto alla legislatura scorsa. Primo punto è la partecipazione alle sedute plenarie, all'87%, di due punti inferiore alla media europea e distante dai paesi fondatori e più integrazionisti come Francia, Spagna, e Germania.
Se spostiamo la nostra attenzione sulle presenze dei singoli deputati, i risultati non sono esaltanti.
Solo 7 deputati su 72 sono stati presenti a tutte le sedute: Salvatore Caronna (PD), Lorenzo Fontana (LN), Roberto Gualtieri (PD), Salvatore Iacolino (PDL), Giovanni La Via (PDL), Oreste Rossi (LN), e Giancarlo Scottà (LN).Guardando poi al tasso di attivismo legislativo (interrogazioni, mozioni presentate, opinioni, ecc.), la cui media europea è pari a 1, i soli tre eurodeputati con un punteggio superiore sono Mario Mauro (PDL), candidato italiano alla presidenza del PE, con 3,06, la neo-eletta Barbara Matera (PDL), vice-presidente della commissione sui diritti delle donne ed uguaglianza di genere, con 2,67, e Paolo De Castro (PD), ex ministro dell’Agricoltura e attuale presidente della Commissione Agricoltura, con 2,47.
Tra i parlamentari meno attivi spiccano Ciriaco De Mita, con un tasso di attivismo pari a 0,11 e il leghista toscano Claudio Morganti con 0,20.
Sul fronte dei partiti, le delegazioni che presentano un tasso di attivismo legislativo più vicino alla media PE sono quella leghista e del PDL (rispettivamente 1,01 e 0,95), seguite dai deputati PD e IDV (rispettivamente 0,8 e 0,77). Il più basso tasso di attivismo è quello della delegazione UDC (0,52).
I fattori che, tra gli altri, incidono negativamente sull'attivismo dei nostri eurodeputati, sono l'età elevata e l'accumulo di cariche. Le analisi del rapporto dimostrano infatti che i deputati più anziani presentano un tasso di attivismo inferiore di circa il 20% rispetto ai più giovani (0,77 contro lo 0,99).
L’altro fattore è
la peculiarità tutta italiana dell’accumulo di cariche. Nella maggior parte dei casi, a differenza dei deputati nazionali, coloro che ricoprivano cariche di sindaci o presidenti di provincia hanno mantenuto tale carica una volta eletti a Strasburgo.
La duplicazione degli impegni pesa in termini di attivismo parlamentare e produzione legislativa.Inoltre, continua ad essere sottorappresentata la componente femminile: le deputate in rosa rappresentano solo il 21% del totale (su una media europea del 35%). Il dato è controbilanciato però da un maggiore attivismo legislativo delle donne rispetto ai loro colleghi.
Stefano Braghiroli è PhD Candidate in Politica Comparata ed Europea all'Università di Siena presso il Centro Interdipartimentale di ricerca sul cambiamento politico (CIRCaP).