Senza giovani il paese non cresce

Dopo la manovra servono nuove opportunità

di Marco Simoni , pubblicato il 4 giugno 2010
immagine documento
Dalla prospettiva delle generazioni giovani, e per chi abbia a cuore il futuro dell’Italia, i comunicati dell’Istat assomigliano sempre di più a dei bollettini di guerra. L’ultimo è stato diramato alla vigilia della festa della Repubblica e forse avrebbe dovuto suggerire una qualche maggiore sobrietà. La disoccupazione sta ormai riguardando quasi un giovane su tre nel nostro paese, con cifre che crescono a ritmi dieci volte superiori rispetto alla disoccupazione media.
Le ragioni sono evidenti: i primi contratti di lavoro ad essere colpiti dalla riduzione di risorse causata dalla crisi sono quelli a tempo determinato, o atipici di varia natura. Questi contratti riguardano quasi esclusivamente persone giovani che, inoltre, non beneficiano di alcun sostegno al reddito o alla formazione.
E’ ormai urgente porre un freno alla sperequazione generazionale in cui questo paese si sta esercitando da quasi vent’anni. Se non lo si volesse fare per ragioni di giustizia ed equità, lo si dovrebbe fare per ragioni di mera sopravvivenza nazionale, perché un paese che mantiene nell’inattività forzata e nell’assenza di opportunità le sue generazioni più giovani si sta costruendo un futuro di (ulteriore) declino.

Durante gli anni ’90, quando era necessario compiere delle riforme economiche severe per rispondere alle pressioni della globalizzazione, si è deciso di intervenire con importanti interventi di flessibilizzazione del mercato del lavoro e di riduzione della spesa pensionistica che hanno riguardato solamente le generazioni giovani. Oggi, anche per effetto di quelle riforme che hanno ristretto le risorse e le tutele senza tuttavia aumentare le opportunità e stimolare la crescita, le giovani generazioni stanno pagando i prezzi maggiori alla crisi economica.

Il governo appare indifferente a questo tema. La manovra finanziaria appena varata, apprendiamo dalle analisi della voce.info, si basa in buona misura sulla previsione di maggiori entrate, ben otto miliardi di euro, a seguito di una maggiore lotta all’evasione fiscale. I fondi così recuperati potrebbero essere usati per rispondere puntualmente a questa emergenza e favorire un riequilibrio delle risorse a disposizione delle diverse generazioni, ma il governo ha deciso altrimenti. Nella parte più propriamente dedicata ai tagli alla spesa, ulteriori significativi capitoli aggraveranno la condizione delle generazioni più giovani: i pesanti tagli alla scuola, il probabile taglio dei contratti temporanei nella pubblica amministrazione, il blocco delle carriere che penalizza anche quei pochi che in questi anni fossero riusciti a trovare spazio come dipendenti pubblici.

Nel frattempo continuano ad aumentare i giovani preparati che decidono di lasciare il paese: l’Italia è il paese Europeo in cui il maggior numero di dottorati decidono di lavorare altrove, con dati di perdita di capitale umano peggiori anche di paesi come la Polonia o la Repubblica Ceca. Aumentano anche i giovani scoraggiati, quelli che perdono la speranza e smettono di cercare lavoro. Tecnicamente sono gli “inattivi”, che non si considerano nemmeno disoccupati, dato che il lavoro non lo cercano più. E’ un quadro molto cupo e preoccupante, che meriterebbe intereventi urgenti, interventi mirati.

Insegna economia politica alla London School of Economics, dove è coordinatore del Master in Public Administration in European Public and Economic Policy.


tag:  istat   giovani   lavoro   evasione fiscale  


STAMPA:   per visualizzare la versione per la stampa clicca qui

LASCIA UN COMMENTO | Leggi il DISCLAIMER


#5 da Mario Placidi, inviato il 10/6/2010
Leggendo questo articolo mi rincuora ancor di più il fatto che, i miei figli abbiamo deciso di studiare all'estero.
Scherzando, ma non troppo, ho detto loro che hanno un debito con questo martoriato paese che, prima o poi dovranno ripagare.
Cosa fare ora? Rimane solo lottare.
Siamo arrivati ad uno spartiacque e si deve fare una scelta di campo finale.
Ma per scegliere occorre essere informati e da oggi lo saremo un pò meno di ieri.
Quello che è successo oggi in parlamento ci dice quanto nostra classe politica abbia paura e non c'è futuro per chi ha paura del futuro.

#4 da Elio, inviato il 9/6/2010
La manovra finanziaria in Germania fatta dalla cancelliera Merkel, non certo di sinistra, ha un altro significato rispetto alla nostra che taglia in modo indiscriminato i costi dello Stato senza proporre riforme che possano eliminare in modo strutturale i costi superflui, che sono soprattutto legati ai costi della rappresentanza politica, come per le province o per il numero enorme di parlamentari, oltre tutto con lo stesso tipo di delega, per la camera e per il senato. Ecco un estratto tratto dal sito ANSA.it del 7/06/2010 della manovra: "Le misure, decise tra ieri e oggi durante una maratona del consiglio dei ministri (domenica l'incontro è durato 11 ore), serviranno a riportare il rapporto defici-pil sotto il 3% fissato dal Patto entro il 2013, rispetto al 5% di oggi. "Dobbiamo risparmiare 80 miliardi di euro entro il 2014 per restituire solidità al nostro futuro finanziario", ha detto la Merkel. "La Germania, quale principale economia d'Europa, ha il dovere di dare il buon esempio". Il governo, quindi, è deciso a dimostrare - anche ai mercati - la propria volontà di affrontare uno tra i principali problemi d'Europa - quello del deficit - che ha già fatto precipitare l'euro nella crisi. Nel 2011 sono previsti risparmi per 11,1 miliardi di euro, nel 2012 per 17,1 miliardi, nel 2013 per 25,7 miliardi e nel 2014 per 32,4 miliardi di euro. Una fetta di questi tagli arriverà da una prevista riforma della Difesa. I dettagli dovranno essere concordati nelle prossime settimane, ma si profila una riduzione di circa 40mila soldati (su 250mila), un livello inferiore al taglio di 100mila unità prospettato dal ministro della Difesa, Karl Theodor zu Guttenberg (Csu). Questi, inoltre, aveva parlato - secondo indiscrezioni di stampa - dell'abolizione del servizio di leva obbligatorio, un'ipotesi che è stata scartata. A fare le spese di questo pacchetto sarà soprattutto il welfare. Saranno tagliati, infatti, i sussidi per i disoccupati, che nelle intenzioni del governo avranno così un maggiore incentivo a cercare lavoro, ma saranno ridotti anche i fondi per i congedi parentali. E' prevista poi la riduzione di 10mila-15mila dipendenti pubblici, verrà introdotta una tassa 'verde' sui voli, è stato bloccato fino al 2013 il progetto del castello di Berlino (552 milioni di euro) vinto dall'architetto Franco Stella e verrà introdotta una tassa sulla produzione di energia nucleare qualora venisse prolungata la vita di questi impianti. Dovrebbe aumentare, invece, la spesa per l'istruzione e la formazione, mentre Westerwelle ha assicurato che le tasse e l'Iva non saliranno. Così come rimarrà invariata al 5,5% la 'tassa di solidarieta'', imposta 20 anni fa per finanziare i costi della riunificazione". In Germania si investe sulla scuola e sul futuro dei giovani! Per noi si tagliano miliardi sulla scuola già a livelli molto più bassi del resto d'Europa. Auguri per il nostro futuro...

#3 da ennio, inviato il 9/6/2010
sono un giovane laureato di 31 anni, ma ho già una notevole esperienza lavorativa, sia in Italia sia all'estero. all'estero mi sono trovato semrpe bene e, pur avendo dei contratti a tempo indeterminato, li ho sempre chiusi per rientrare nella mia amata Sardegna. in italia ho fatto di tutto.. libera professione, ricerca, dipendente in azienda privata e adesso dipendente pubblico. avendo fatto tutte queste esperienze, posso tranquillamente affermare che da noi il sistema Italia non funziona. Non funziona perchè la burocrazia blocca chi vuole lavorare e favorisce chi vuole fare illeciti. tutto è complicato, non si capisce mai chi ha la responsabilità di cosa, dove rivolgersi e ci si perde in questa miriade di qutorizzazioni, concessioni, controlli, ecc. all'estero non è perfetto, ma sicuramente molto più facile. sui giovani una semplice constatazione: è giunta l'ora di imporre (e non chiedere) il cambio generazionale.. per riprendere a pralare di progetti di lungo periodo.. di progetti che a fronte di tagli e privazioni nell'immediato, portino un rilancio futuro!!

#2 da Agostino Ratto, inviato il 7/6/2010
Affermare che "Senza giovani il Paese non cresce" manca di un aggettivo importante, ossia a mio parere dobbiamo aggiungere "PREPARATI".
Parole sacrosante, concetti importanti che gli altri Stati europei hanno compreso da tempo.
basta guardare cosa accade nelle università di Francia, germania e Svezia per capire che da noi ci sono anomalie gravissime.
Siamo in una conndizione che avrebbe bisogno di una rivoluzione culturale e forti reazioni di piazza.
Cultura, università, centri di studio in generale sono tagliati, ridotti, ristrutturati al ribasso.
I giovani preparati negli studi e professionalmente lasciano università ed aziende italiane che pagano pochissimo e si gettano nelle multinazionali che offrono stipendi e carriere commisurate alle capacità.
Ma tutto procede come se nulla fosse accaduto, però ricordiamoci che i nodi vengono al pettine col mancato progresso tecnico, carenza di idee professionali tali da essere comparate con l'estero, ecc.
Io sono in genere ottimista ma adesso devo affermare ch siamo allo sfacelo nel mondo del lavoro.
Avremmo anche bisogno di validi operai specializzati come accadeva un tempo, ma anche buona parte delle scuole tecniche sono dtate soppresse o ridimensionate.
Di questa situazione deficitaria accuso destra e sinistra, quindi tutta la politica italiana, miope ed incapace a tastare il polso dell'economia.
E poi si lamentano che la Fiat chiude gli stabilimenti e trasferisce le produzioni altrove!

#1 da Umberto, inviato il 6/6/2010
L'intezione di questa manovra è manifesta:colpire i redditi sicuri, del resto, come sempre. Altro motivo di propaganda, dei politici di turno, è "sono tutti fannulloni".Ovviamente i dipendenti pubblici.I politici da qualche decennio hanno tolto la speranza ai giovani nel campo lavorativo, nella ricerca, demolendo la scuola, non riformando gli ordini delle professioni ecc..Un paese civile degno di questo nome, penso, si sarebbe posto una seria riflessione ed avrebbe aperto una seria discussione.Invece permettiamo che le nostri giovani menti emigrano e rinforzano altri paesi e noi, sopratutto per la miopia dei governanti supportata anche da molti settori produttivi e pensanti, permettiamo la nostra distruzione in moltissimi campi.



nome

email
cap
link

commento
Inserisci il codice di verifica:
Ascolta il codice segreto

 


Conosci ItaliaFutura
Il progetto, le persone, le attività
Rimettiamo in moto il Paese
La contro manovra di Italia Futura
Associazioni regionali
Italia Futura nel territorio
Partecipa!
Vuoi collaborare alle attività di Italia Futura?


nome

cognome

carica

amministrazione

Nazione
Provincia
Comune

Mi piace questa proposta e voglio aderire
email
cap



nome e cognome
email
cap
scuola

commento

nome e cognome

email
cap

Racconta