L'esercito immobile dei giovani disoccupati

Il Fatto Quotidiano

pubblicato il 3 giugno 2010
di Stefano Feltri

Altro che cassa integrazione, mobilità, contratti di solidarietà o articolo 18. Per quasi un terzo dei giovani italiani la crisi significa semplicemente disoccupazione. L'Istat calcola che in aprile il tasso di disoccupazione tra i ragazzi con un'età compresa tra i 15 e i 24 anni è arrivato al 4,5 per cento. Per dare un'idea di cosa significa, basta confrontarlo con quello complessivo: 8,9 per cento. I giovani, cioè, pagano la crescita zero e la recessione del 2009 tre volte di più rispetto alla media dei lavoratori. E la situazione continua a peggiorare: il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato di 4,5 punti rispetto allo scorso anno.

L'esercito immobile, poco organizzato e un pò snobbato dai sindacati, finisce per essere invisibile perché si lamenta poco. E quindi il governo ne approfitta nella manovra lacrime e sangue, sapendo che il sangue ci sarà sicuramente ma le lacrime si vedranno poco.

Scrivono Tito Boeri e Massimo Bordignon su lavoce.info: "Chi paga davvero sono i giovani, colpiti dal taglio dei contratti a tempo determinato e dal blocco delle assunzioni e delle carriere nel pubblico impiego (che penalizza soprattutto chi è entrato con salari molti bassi contando sugli scatti di anzianità) oltre che dall'ennesimo rinvio della riforma degli ammortizzatori sociali. Non una, ma due mani, vengono messe nelle tasche dei giovani".

Eppure di idee in circolo ce ne sarebbero anche per affrontare la situazione. L'associazione Italia Futura, legata a Luca Cordero di Montezemolo, propone per esempio di ripristinare l'Ici sulla prima casa e destinare poi ogni euro di gettito per ridurre le tasse sul lavoro dei giovani, così da incoraggiare l'occupazione.

Per continuare a leggere l'articolo, scarica la versione pdf



ALLEGATI 
tag:  cassa integrazione   giovani   disoccupazione   istat  


STAMPA:   per visualizzare la versione per la stampa clicca qui

LASCIA UN COMMENTO | Leggi il DISCLAIMER


#1 da Giambattista Framba, inviato il 14/6/2010
Lavoro ai giovani ! Scelta FACOLTATIVA del dipendente pubblico o privato: - dopo i 50 anni di età 1 giorno libero a settimana con 18/20% in meno di stipendio e oneri per le imprese. - dopo i 55 anni di età 2 giorni liberi a settimana con 35-40% in meno di stipendio... - dopo i 60 anni possibilità di andare in pensione con 50% della pensione prevista, 61 anni con 60%, 62 anni con 70% etc. Un dipendente 50enne costa molto come oneri e stipendio e non rende certo 5 giorni su 5, con questo sistema si permetterebbe un corretto passaggio di competenze senza grossi oneri per le imprese ed una uscita soft del lavoratore. Parlo per me ma ho sentito anche altri 50 enni, a questa età si ha bisogno di tempo libero, naturalmente come ho detto all' inzio è FACOLTA' del dipendente aderire o meno, se uno ama il lavoro.... o ha bisogno di soldi lavora a tempo pieno finchè vuole.



nome

email
cap
link

commento
Inserisci il codice di verifica:
Ascolta il codice segreto

 


Conosci ItaliaFutura
Il progetto, le persone, le attività
Rimettiamo in moto il Paese
La contro manovra di Italia Futura
Associazioni regionali
Italia Futura nel territorio
Partecipa!
Vuoi collaborare alle attività di Italia Futura?


nome

cognome

carica

amministrazione

Nazione
Provincia
Comune

Mi piace questa proposta e voglio aderire
email
cap



nome e cognome
email
cap
scuola

commento

nome e cognome

email
cap

Racconta