E il terzo giorno Sandro Bondi rispose. Rappresentante di una classe dirigente "peggiore" del Paese, almeno secondo Elio Germano, l'attor giovane che domenica scorsa ha vinto a Cannes la Palma d'oro come protagonista della Nostra vita di Luchetti, ieri il ministro dei Beni culturali ha replicato all'attacco, ennesima conferma dei suoi pessimi rapporti con il mondo dello spettacolo: "Mi è dispiaciuto - dice Bondi - che la sera del premio Germano abbia colto l'occasione per polemizzare con il suo Paese. E' legittimo ma credo sia stato inopportuno".
In un'intervista a Liberazione, Germano si era anche lamentato di non aver ricevuto i complimenti del ministro che, già prima del Festival, si era scagliato contro uno dei film italiani selezionati, Draquila di Sabina Guzzanti, annunciando che a Cannes non avrebbe messo piede.
"Mi compiaccio - fa ora sapere il ministro - del riconoscimento ottenuto". E ricorda di aver mandato, nei primi giorni del Festival, un messaggio d'auguri agli italiani in concorso (quindi non a Draquila, che non era in gara), soprattutto, spiega, "a quelli che hanno ricevuto il riconoscimento di interesse culturale da parte del Ministero, tra i quali, quindi, quello di Elio Germano".
Per continuare a leggere l'articolo, scarica la versione pdf