di Claudio RizzaContro la Lega che si defila, mentre il ministo Maroni vola in visita ufficiale in Egitto dribblando con un "arrivederci" le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia e Calderoli ha già fatto capire che non ci sarà, e contro la pantomima Padania vs. Tricolore stavolta sono i vescovi della Conferenza episcopale italiana a prendere la posizione più netta, critica verso ogni ansia separatista spiazzando anche il giustificazionismo pdl.
Il Presidente della Cei e arcivescovo di Genova, Bagnasco è esplicito: "Spero che l'unità d'Italia sia un tesoro nel cuore di tutti e di ciascuno, un tesoro a cui tutti vogliamo contribuire, anche in modo diverso, con convinzione che appartiene a tutti". "L'unità d'Italia fa parte del bene comune". E sulle celebrazioni del 2011 i vescovi non tentennano: "Credo fermamente che sia opportuno partecipare con tutte le nostre energie culturali e nelle forme più varie alle celebrazioni del prossimo anno".
La Cei rivendica il contributo della Chiesa all'unità e Giorgio Napolitano, nel suo messaggio, parla proprio di questo, saldando il fronte Quirinale-Vaticano: "Ancora una volta il contributo dei cattolici può risultare essenziale al fine di promuovere quel confronto aperto e costruttivo tra diversi orientamenti che è cruciale per l'attuazione delle necessarie riforme istituzionali e per il perseguimento di obiettivi di inclusione sociale e integrazione culturale".
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