L'estremismo ideologico della Lega

E' tempo di archiviare la benevolenza verso la strategia leghista

di Carlo Calenda e Andrea Romano , pubblicato il 3 maggio 2010
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Domenica abbiamo ascoltato un ministro della Repubblica Italiana spiegare al paese che “celebrare l’unità d’Italia ha poco senso”. Quelle di Roberto Calderoli sono solo le ultime manifestazioni di una strategia che la gran parte della politica e del giornalismo italiano continua a leggere sotto la lente completamente inadeguata della “provocazione pittoresca”.

Rumorosi quanto si vuole, si dice dei leghisti, ma in fondo si tratta di bravi amministratori che prima o poi impareranno le buone maniere. Dopo le ultime elezioni regionali è forse il caso di rivedere la chiave di questa benevolenza. Perché un partito che ormai governa due importanti regioni italiane e, nonostante questo, non sembra avere alcuna intenzione di abbandonare la sua campagna contro le istituzioni comuni e la nazione, merita di essere trattato per quello che è: un’organizzazione ideologica che mira al governo del Nord Italia contro il resto del paese e dunque alla rottura volontaria dell’unità nazionale.

Un partito molto lontano dall’incarnare la versione padana della Democrazia Cristiana bavarese, secondo il fantasioso paragone che è stato usato qualche giorno fa da qualche ammiratore, e che per la sua contiguità con il razzismo aggravato dal secessionismo rappresenta piuttosto una versione nostrana del Fronte Nazionale lepenista.

È solo l’inaudita debolezza storica della nostra politica, nelle sue classi dirigenti e nella sua capacità di prospettiva, che ha consegnato ad un partito votato da 2.750.000 cittadini (molti dei quali chiedono solo di non vedere i propri soldi inghiottiti da una spesa pubblica sempre più improduttiva) il timone dell’agenda politica e di governo dell’intero paese.
Gli altri venti milioni e passa di italiani che non hanno votato Lega si trovano di fatto ostaggio di un’organizzazione straordinariamente coesa e lucida nelle sue intenzioni che non trova alcun argine né a destra né a sinistra dello schieramento politico.

In un paese normale, quale l’Italia continua a non essere, le ambizioni della Lega sarebbero state sepolte dal senso di responsabilità di alleati e avversari e le legittime istanze dei suoi elettori avrebbero trovato risposta nell’azione di governo delle altre forze politiche.
Non è successo ieri e temiamo che non succederà neanche domani, persino alla vigilia della storica ricorrenza del 150° anniversario dell’unità nazionale.
Perché il totale fallimento della seconda repubblica, di cui gli italiani hanno ormai coscienza condivisa, ha come effetto il rafforzamento del progetto di snaturamento dell’assetto istituzionale dello Stato da parte della Lega che pure di questo fallimento è corresponsabile.

Un effetto paradossale, che si somma ad un altro vizio italiano di cui abbiamo avuto larga prova nella nostra storia novecentesca: l’illusione di tanti di poter flirtare con l’estremismo pensando prima di utilizzarlo a proprio vantaggio e poi di neutralizzarlo.



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#59 da GINO SPADON, inviato il 26/9/2010
tutti, ma dotati di finissimo fiuto politico. Ma la vogliamo smettere con questa panzana accreditata per una sorta di pigrizia mentale? E' l'ora di mettere a nudo i comportamenti e l'ideologia di questi signori che contano statisti illustri da Borghezio a Gentilini, Da Calderoli a Salvini. Dobbiamo una buona volta denunciare e stigmatizzare il loro culto del capo, l'esaltazione demagogica del 'popolo', il becero 'celodurismo', il nepotismo dilagante, il disprezzo per l'intellettuale, lo sbeffeggiamento dell'avversario politico minacciato a volte con tanto di corda per gli impiccati, i ben calcolati attacchi alla Chiesa alternati da ipocrite professioni di fede, l'odio per il diverso che ieri era figlio della perfida Albione e oggi è costituito dalla la massa di disperati in fuga dalla miseria. Questa è la minaccia che incombe su questo disgraziato paese, ancor più del 'totalitarismo' da operetta del Berlusconi. (Gino Spadon)

#58 da Andrea Bondanini, inviato il 19/5/2010
Ho studiato il Risorgimento alle elementari fasciste, poi nel dopoguerra al liceo. Da una esaltazione eccessiva si è passati lentamente ad una svalutazione della nostra Unità. L'unica ragione comprensibile è una diversa esperienza del nord e del sud, nonché una diversa sensibilità delle popolazioni, che fortunatamente si sono profondamente mischiate. Ma la piega di chi sogna una decomposizione del paese è pura follia. Si dice che Cavour abbia subito Garibaldi, probabilmente Cavour pensava che era quasi impossibile attaccare allora il mezzogiorno, ma fu ben felice di trovarsi un Garibaldi. Cavour fu un personaggio immenso a cui tutti gli italiani devono pensare con gratitudine. I suoi successori hanno commesso gravi errori. I piemontesi che hanno comandato hanno avuto la limitatezza mentale degli americani in Iraq. Ma comunque il bilancio è quanto mai positivo: il nord della Lega si dovrebbe vergognare di certi atteggiamenti: basta immaginare il nord senza la ricchezza della disprezzata manodopera meridionale, e senza aver depauperato il sud con una forma di dumping. Il sud si è accontentato rifugiandosi nella confortevole amministrazione dello Stato. Questi furono errori del nord e del sud che trovarono un felice ma pessimo compromesso. D'altronde mediamente abbamo avuto politici mediocri e dai paraocchi come il nostro Bossi. Poi vi è un argomento, forse perché seguo poco la politica, mai da me riscontrato. Siamo la potenza europea a ruota di Germania e Francia, e potremmo prendere facilemente la leadership del Mediterraneo, contando non poco in Europa solo perché siamo un Grande Paese. Stranamente non lo percepiamo, ma pensiamo al peso che avrebbe un Lombardo Veneto che conterebbe come l'asso di picche o poco più della Slovenia, o una Italia priva del Regno delle Due Sicilie. Purtroppo la cecità della middle class nordica non percepisce questo, e i politici della Lega sono avvoltoi come gli altri che vedono un moltiplicarsi di posti e occasioni con la regionalizzazione. Bisognerebbe prima di tutto togliere dal vocabolario la parola "federalismo", e sostituirla con "spostamento di compiti alle regioni e loro responsabilizzazione" con lo Stato centrale che sorveglia. Per cui sopprimerei il termine di governatore alle regioni il quale deve essere solo un presidente pares inter pares con la giunta. E comunque prima di estendere poteri alle regioni occorre sopprimere,non la parte amministrativa delle province ( prefetti, questori, e parte degli organismi provinciali istituzionali ( taluni potrebbero essere accorpati ), ma sopprimere tutta la parte politica - assessori, presidenti ecc di provincie, il cui compito può essere assorbito dai poco facenti politici regionali e comunali, che in caso di necessità potrebbero talvolta rafforzarsi. Lo Stato Centrale deve sorveglaire con mani di ferro - al massimo con guanti di velluto - il moltiplicardi delle funzioni politiche, con ancora maggiore vigilanza dell'imprenditore che assume una persona. Purtroppo è diffusa la mancanza del senso del bene pubblico, che può essere incrementato solo con assoluta trasparenza e conti affidabili e perfettamente seguiti. Tra l'altro c'è da ripensare alle stesse regioni che potrebbero essere riaccorpate. Trentino/Alto Adige, Valle d'Aosta, Molise, Lucania, Liguria non si potrebbero unire ad una regione vicina? La cosa va esaminata, avendo chiaro il reale carico di lavoro dei responsabili politici e la necessaria adeguatezza che devono avere. Non porrei alla politica filtri come lauree o similia, ma certamente una valutazione seria del lavoro si.

#57 da Agostino Ratto, inviato il 9/5/2010
La "Lega Nord" dopo il cataclisma politico nazionale del 1991 ha avuto un ruolo nuovo ed importante nella vita italiana, portando un mondo diverso di rappresentare le istanze dei cittadini del nord Italia.
Bossi ed i suoi collaboratori hanno cavalcato buona parte del disagio di quanti da tempo pensavano che Roma ed il sud rappresentassero un aspirapolvere in grado di risucchiare finanze, senza programmazione e buon senso.
Per farsi conoscere ed aumentare consenso la Lega ha usato spesso toni e comunicazioni di folclore, traducendo a livello politico ragionamenti semplici e pratici degli elettori, quasi sempre persone semplici, oneste e grandi lavoratori, come lo possono essere gli abitanti di Bergamo, Brescia, gran parte di Lombardia, Piemonte e Veneto.
Però, dopo il risultato elettorale regionale molto positivo, la Lega ha una grande responsabilità di livello nazionale e può dare davvero una svolta alla politica nazionale, ma deve agire con una visione più ampia, deve allargare l'orizzonte geografico della propria politica.
Su questa linea può benissimo "recitare" per un certo tipo di elettorato, ma nello stesso tempo deve saper essere un movimento-partito in grado di poter fissare intelligenti linee guida per lo Stato intero.
bem venga l'agognato "federalismo fiscale" ma deve spiegare e dimostrare con chiarezza, particolare che non le manca, come lo si raggiunge e quali costi si avranno.
Io credo che se la Lega si muoverà in questo modo potrà aumentare ulteriormente i propri simpatizzanti, tra quanti sono titubanti e non si fidano delle "sparate" ad effetto necessarie per l'elettorato più semplice e adagiato su poche idee.
Buon lavoro alla Lega, sperando che anche lei sia utile per lo sviluppo industriale del nostro paese.

#56 da gaetano bresci, inviato il 6/5/2010
Mio nonno (cl.1890) ha fatto la guerra, quella grande di Monicelli, era ten.col. di cavalleria. Distribuiva alcol ("cordiale"), prima degli assalti al grido avanti Savoia, alla truppa frastornata, incerta tra fugaci entusiasmi e profonde paure, dominate da incessante desiderio di tornare a casa. L'analfabetismo imperava, la trincea era una babele di dialetti (non solo sud-nord, anche un bellunese non capiva un bergamasco), la morte era orribile. Avere consapevolezza di ciò che si stava facendo era esclusiva degli ufficiali di truppa, schiacciati tra gli alti comandi (convinti di combattere una guerra napoleonica) e i soldati con i sottufficiali (pochi invasati, la gran parte "obbligati" e fortemente disorientati). Mio nonno era socialista turatiano, difficile oggi capire come si conciliasse l'obbedienza militare con la lotta di classe, ma quando lo chiedevo mi rispondeva che combatteva nello spirito del Risorgimento. Mi parlava di Garibaldi come un esempio morale e tuttavia mi ammoniva (anziano nei primi anni 70 quando L'Espresso pubblicava elenchi di scandali osceni) sull'onestà della classe dirigente italiana ricordandomi che mentre nasceva lui, l'Italia conobbe lo scandalo della Banca Romana (1888-93), quando una istituto di credito dello Stato emise decine di milioni di lire in biglietti falsi (doppia emissione per ogni banconota). Poi il Savoia, nel nome del quale i fantaccini sono stati mandati al massacro sull'Isonzo in battaglie INUTILI, per paura di perdere la poltrona, affida il paese nelle mani del megalomane di Predappio, glielo toglie solo a disastro compiuto e poi scappa a Brindisi (il megalomane mascherato da tedesco tenta la Svizzera, ma...). Poi sono venute le madonne pellegrine, i microfoni di dio, i comitati civici del criminale gedda, che hanno terrorizzato le donne al primo voto della loro storia. Il suffragio universale ci ha consegnato nelle mani lorde di sangue del vaticano e della dc (anche se l'onestà intellettuale di De Gasperi è indiscutibile, ma dopo di lui il diluvio...). Il sacco si Roma e poi dell'intera penisola. Una devastazione ambientale e culturale (clientelismo, corruzione, mafia, familismo amorale, clericalismo, cultura della carità, assistenzialismo peloso, ecc. ecc. ecc.) che ha ridotto il Paese nelle condizioni del 1992. Mio nonno è morto 15 gg dopo la strage di Bologna, non pianse, a 90 anni e dopo la trincea della 15-18 le lacrime le hai finite, però aveva gli occhi umidi, più acquosi del solito, come hanno i vecchi. Era diventato lombardiano, ma intanto il partito se l'era preso Bottino Craxi al Midas. Mio nonno non vide l'uscita dal Raphael... Il megalomane di Arcore stava per andare in galera, s'è giocato il tutto e per tutto: ha trasformato la sua agenzia di pubblicità in macchina per un golpe democratico, imbarcando come foglia di fico "partito" i neandertaliani di Bossi e la cricca di Fini, con tutti i parafernalia del ventennio e nipote del puzzone al seguito. Si poteva fermarlo con una legge degli anni '50 (n.361 del 30/03/1957) che vietava la candidatura dei titolari di concessioni pubbliche. La "sinistra" disse: se la usiamo, ci scatena addosso le televisioni...(notoriamente ottenute con la corruzione). Sappiamo bene come è andata. E' vero, la lega "governa" con meno di 3 milioni di voti su 40, è verissimo anzi. Tuttavia il problema sono gli altri 37... Un problema antropologico probabilmente irrisolvibile. Qui, chi scrive, e altrove, fa parte di una percentuale di cittadini "adulti" (in senso kantiano) che con molto, molto ottimismo può essere calcolata in un 25%. Quindi, o ci rassegniamo o ci prepariamo. La Grecia è vicina....

#55 da Ciro Napoletano, inviato il 6/5/2010
La Lega continua a crescere e diffondersi. Non e' un cancro, anzi e' forse l'unica forza politica che parla dal basso verso l'alto. Erano coloro che votavano DC e da qualche tempo, PCI al Nord <20anni fa. Alla perdita di una politica onesta dove c'erano i padri fondatori della Repubblica siamo passati ai ladri di Stato degli anni di tangentopoli per mantenere i vizi e virtu' (leggi cash) dei partiti, sino a favorire 'cricche' di delinquenti con a fianco politici forse per il fine unico di personale arricchimento. L'opposizione non c'e' o attende gli eventi, chi governa si occupa di magistrature invece di pensare al Paese che arranca (I poveri sono raddoppiati in solo 3 anni). Finche' la politica continua ad essere scaduta, la Lega continuera' a crescere. I politici lo sanno. Gli intelletuali e il mgmt lo sanno. Chi non lo sa sono gli atri 55mill di persone che continuano a ignorare questa vergogna. Il problema e' come tornare ad un piu' virtuoso Paese con tutte le postivita' che noi italiani abbiamo. Bisogna crederci e bisogna eliminare la politica come 'lavoro'; tornare alla politica come ben riportato da T da lampedusa nel 'il Gattopardo': ''Venga che vorremmo lei nel parlamento per quello che ha fatto qui e a rappresentare la sua gente'' questo e' il ruolo della politica. Senza ricambi nei partiti si respira la stessa solfa senza idee, contenitori vuoti; con la legge elettorale corrente, il potere ai partiti, purtroppo siamo condannati, questo e' un po' il commento di Romano e Calenda: La Lega continua a crescere se non si cambia, pur avendo tantissime persone in gamba in questo Paese che potrebbero lavorare per una vera unita' Nazionale.

#54 da aldo Baiardo, inviato il 6/5/2010
Mi sembra che confondere il partito di Le Pen ,nazionalista e di ispirazione fascista con la lega,partito federalista e con una base concentrata in una zona del paese tradizionamente antifascista,significhi inficiare alla base i ragionamenti dei due autori.Poche idee ma confuse,forse non vivono al Nord.

#53 da giuliana rado, inviato il 5/5/2010
Fate politica, allora !!!

#52 da NO.SUDDITO, inviato il 5/5/2010
Il punto è che domina incontrastata la diffusione pervasiva della logica anarco-individualista, rivolta esclusivamente alla tutela degli interessi individual/familiari, alla propria autoconservazione familiar-clientelare, inseguendo raccomandazioni e favoritismi, che si traduce nella rincorsa alla ricerca e richiesta di privilegi a scapito degli altri, marginalizzati dalla crisi. Forse questa è la motivazione più profonda ed intima, quasi viscerale, del trionfo dell’ ANARCO-LIBERISMO (rappresentato da Berlusconi e Bossi), che blaterano sul cambiamento, le riforme, il federalismo, la modernizzazione del paese, mentre in realtà si azzannano come “squali” per occupare i centri nevralgici del potere economico-finanziario! Per non parlare poi degli stereotipi propinati mediaticamente in grado di garantire “immagine, successo, soldi”; a patto di trovare (come messaggio subliminale) il “canale” giusto per arrivarci e che può essere rappresentato dalle amicizie e relazioni familiari, dal politico di turno, da qualche “furbizia” tollerata (compreso la mercificazione del sesso), anzi giustificata, ammirata ed invidiata. Insomma, qualsiasi cosa va bene, meno che il lavoro, che viene percepito quasi come un ”disvalore”, cioè il mezzo più faticoso e meno ambito per realizzare la propria autostima. Bisogna peraltro aggiungere che il “lavoro” proposto è fondamentalmente instabile e precario; come potrebbe essere rilevato se venissero diffuse le informazioni previste dall’art.11 del D.L.78/2009, riguardanti le «comunicazioni obbligatorie» dei datori di lavoro quando assumono o licenziano. Questi dati, se non fossero occultati, permetterebbero di avere, in tempo reale, le dinamiche del mercato del lavoro: quanti nuovi rapporti di lavoro vengono creati, quanti distrutti, dove e soprattutto di che tipo: se a tempo indeterminato od “atipico” (chi si è esercitato a contarli, ha censito una trentina di forme diverse di contratti, non a tempo indeterminato). In più anche il lavoro stabile è diventato a rischio, in quanto la crisi finanziaria si è tradotta in crisi industriali e queste, a loro volta, in crisi del lavoro, dove i costi sociali sono scaricati sull’ ultimo anello: sui lavoratori, sui pensionati e sui ceti più deboli; di certo non sono pagati dal colpevole capitalismo finanziario. Quello che emerge dalla frammentazione degli interessi nel tessuto sociale, è un nuovo “darwinismo sociale”, in alternativa a qualsiasi dimensione collettiva e solidale, perché, soprattutto in Italia, si sono disperse le logiche che hanno caratterizzato lo scenario economico e sociale nel cinquantennio post-bellico: quella dell’economia sociale di mercato, quella liberal-democratica, ed anche quella del cristianesimo sociale. Al più restano vacue e vane esortazioni che non si traducono in politiche, in proposte concrete, in progettualità economiche e sociali; i richiami sterili ai valori ispiratori che non sono seguiti da atti coerenti e concreti, sono solo funzionali al mantenimento delle diseguaglianze sociali e della continuità al potere delle classi dominanti. Anche le esortazioni ecclesiastiche sulla riscoperta della carità, appaiono più il supporto giustificatorio e culturale, al mantenimento dell’iniquo status-quo, che non il richiamo alla logica della (accantonata e dimenticata) dottrina sociale della chiesa per il riequilibrio delle diseguaglianze sociali (Rerum Novarum, Centesimus Annus). Ebbene, ritengo che il problema fondamentale stia proprio qui: perchè la vera distinzione tra “conservatori” e “progressisti” (o tra destra e sinistra), dopo la fine delle ideologie con la caduta del muro nel 1989, si misura unicamente sul terreno delle politiche socio-economiche. Per questo motivo sostengo che l’unica strada “progressista” che conduca ad una società del benessere, è quella di una Politica Economica Solidale (o nuova economia sociale di mercato, adattata ai tempi) che sia non solo di freno e contrappeso allo strapotere del capitalismo finanziario globalizzato senza regole e controlli, ma in grado di innestare un riequilibrio nelle diseguaglianze della distribuzione dei redditi, nell’eguaglianza delle opportunità, rovesciando la logica imperante di esaltazione dell’egoistico arricchimento individuale, che è all’origine della crisi (che in Italia è iniziata dal 2002). Non è solo un sistema diverso, più solidaristico, di governo dell’economia, non è solo una ulteriore forma di riformismo, né tantomeno una ideologia: è un nuovo approccio culturale, per restituire una dimensione e uno spessore etico all’economia, reimpostandola verso la realizzazione del bene comune e non solo verso l’arricchimento individuale; risponde ad una logica sociale, solidale e comunitaria, che mette al primo punto la centralità della persona nella sua dimensione sociale. In sintesi, va recuperato uno spirito collettivo e solidale, finalizzato alla costruzione di una società del benessere, che sia di cambiamento e rivitalizzazione di un declinante sistema di democrazia politica, allargandone gli spazi di partecipazione, creando una classe dirigente che anteponga l’interesse collettivo a quello degli interessi particolari. Siccome la destra (Lega e PdL), tutto farà, meno questo, è compito delle forze progressiste (associazioni, movimenti, “cervelli liberi”, ecc.) assumersi questa responsabilità, altrimenti si continuerà a galleggiare andando incontro alla ennesima (forse definitiva) sconfitta; ma quello che è più grave, a condannare inesorabilmente il paese ad un non-futuro.

#51 da Emilio, inviato il 5/5/2010
No! non è possibile dare una valutazione politica partendo da un tic, una bufala, un comportamento errato o una maialata di un qualsiasi ministro più o meno fellone. Fino alle elezioni regionali l'argomento era la sicurezza (ronde padane) ora non se ne parla più. Il momento dovrebbe essere quello del faderalismo fiscale perché i grandi cambiamenti si fanno nei momenti di crisi ma la Lega e il Governo non hanno né forza né coraggio e allora preferiscono si parli delle celebrazioni, tanto per deviare. Non bisogna farsi distrarre.

#50 da piera messina, inviato il 4/5/2010
I commenti testimoniano le preoccupazioni di tanti cittadini nei confronti della Lega che avanza, per interessi e/o incapacità di altri. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Il tempo scorre e La lega insiste e persegue le proprie finalità per la Padania in barba ai veri bisogni del paese Italia che versa in una pigrizia ed abbandono inverosimile.Non a caso tanti di noi seguono con attenzione ed aderiscono alle proposte di Italiafutura. La condizione più scandalosa, a mio sommesso avviso, è la permanenza dell'attuale legge elettorale che consente di scegliere i candidati nelle segreterie dei partiti proibendo ai cittadini di scegliere con le preferenze i candidati. Che Parlamento democratico è quello che mortifica ed inibisce la volontà di espressione dei cittadini? Tanti ne discutono, ma i fondo...è comodo a tutti avere nel proprio seguito i non pensanti terrorizzati dalla paura di non essere più nella schiera dei privilegiati delle liste scelte dai partiti.

#49 da francesco, inviato il 4/5/2010
Pneso sia necessario contestare a berlusconi il sodalizio con la lega. ..."dimmi con chi vai e ti dirò chi sei"

#48 da Alessandro Mangini, inviato il 4/5/2010
Pienamente d'accordo con l'articolo di Andrea Romano e Carlo Calenda. V'invito a rivedere questo famoso filmato su Borghezio. http://www.youtube.com/watch?v=lk8vpuajKGc&feature=player_embedded

#47 da mauro ciccarelli, inviato il 4/5/2010
Dall'articolo sembrerebbe che l'amor di patria sia venuto meno con l'avvento della lega, e , che, durante la prima repubblica , abbiamo avuto governanti illuminati che hanno saputo tener desto l'amor di patria e la coesione nazionale!. Se ciò fosse stato vero , come avrebbe potuto la lega prendere tanti voti? La verità è che nessuno dei nostri politici , nè prima nè dopo l'affermrsi della lega, ha operato per il bene comune e per quei valori la cui perdita oggi si attribuisce agli esponenti leghisti. E' ora che si lascino le ideologie, e si pensi a governare bene lo stato : guardiamo agli esempi positivi da qualsisi parte essi vengano. Cosa dire ad esempio del comportamento di Maroni?

#46 da Andrea Bencistà Falorni, inviato il 4/5/2010
lascio un link molto esemplificativo del problema

#45 da enrico masala, inviato il 4/5/2010
chi si chiede perchè la lega cresca ecc... deve chiedersi perchè bisognava aspettare la lega per la modifica della legge sulla legittima difesa, per "bruciare" le migliaia di leggi inutili e qualche (non molte ma sempre più di niente) altra iniziativa di questo tenore. fatti concreti che tra i politici "tradizionali" interessano poco. Quando poi si legge dei compensi dgli usceri del "parlamento" siciliano, il gioco è fatto.

#44 da maria santa, inviato il 4/5/2010
UNA DELLE POCHE VOLTE IN CUI HO VISTO PIANGERE MIO PADRE CHE DICIASSETTENE (ERA DEL 99)ANDO' A COMBATTERE PER LA PATRIA FU QUANDO IL SINDACO GLI CONFERI' IL TITOLO DI CAVALIERE DI DI VITTORIO VENETO

#43 da maria santa, inviato il 4/5/2010
Per Nino.Mio caro, pensa che la cronaca di quegli eroismi e di quelle morti io l'ho ascoltata da mio padre.Uno dei mitici ragazzi del 99 che dopo Caporetto accorsero da terronia per salvare la Patria e i nonni di questi buffoni.Un'ultima cosa,nel 69 portai mio padre a rivedere la zona e debbo dire che ancora venivamo accolti con calore,passione e gratitudine.Cosa è successo?

#42 da Marco, inviato il 4/5/2010
Possibile non si riesca a scendere in strada, occupare una tv e mandare un comunicato, o semplicemente chiedere l'impeachment per incompatibilità con la carica?

#41 da Associazione ZFM zona franca matera ONLUS, inviato il 4/5/2010
1961-2011 150 anni dell'unita' d'Italia
nel 2010 ci sono ancora territori e popolazioni italiane che non hanno ancora beneficiato dei servizi che il Nord aveva gia' nel 1961, come la ferrovia dello Stato,infatti Matera e' ancora non collegata alla rete nazionale TRENI ITALIA.
L'acqua e il petrolio sono risorse nazionali o federali,economiche o sociali?
Basilicata TEXAS LUCANO

#40 da Monty, inviato il 4/5/2010
E' molto tempo che sostengo che il problema "Lega" prima o poi debba essere affrontato con serietà e determinazione....La "questione del Nord" , che nulla ha a che fare con la "questio meridionalista" è maturata e poi esplosa solo ed unicamente per la mancanza improvvisa di un contenitore politico, una volta la "Balena Bianca" che elargiva a più non posso danari pubblici in particolar modo a regioni quali Veneto e Lombardia, oltre che a quelle a statuto speciale....venuta meno la DC e il corrotto PSI è stato facile insinuarsi nelle pieghe dell'ignoranza che pervade il NORD....perchè il Nord , parlando a livello culturale e di massa, è un conglomerato arretrato , forse il più arretrato dell'intero sistema ITALIA..facile da irretire...
La LEGA rappresenta un pezzo d 'Italia che non c'è, ma è solo contingente, grazie al terrore del PDL di vedersi decapitato ....PDL e Lega sono "conditio sine qua non " di questo sistema ormai alla deriva...Nessuno si sarebbe mai sognato di allearsi con chi " divide" uno Stato in nome del "Dio Danaro" ...ma sia a sinistra e soprattutto a destra una poltrona conta più di altro ...Il pericolo, quindi, esiste...e non va più sottovalutato.. dobbiamo convincerci che spezzare politicamente il binomio PDL-Lega è essenziale ed urgente altrimenti la Storia insegna che a " mali estremi , estremi rimedi "....
Un invito, quindi, l'ennesimo...a creare una forza "politica" seria, che non dovrebbe assolutamente allearsi con nessun schieramento politico, ma che debba essere libera di svolgere il prorpio ruolo " catartico" in un Paese che è già al collasso..

#39 da AUSILIA, inviato il 4/5/2010
La lega, purtroppo, dice in modo un pò sopra le righe, cose che in molti pensano. Il Sud, che ha dato i natali a tanti Italiani di grande statura, da Benedetto Croce ad Ettore Maiorana, per nominarne soltanto due, in due campi diversissimi, oggi è sempre più sotto gli occhi di tutti per la mala sanità, pagata con i soldi del centro nord che lavora, l'estensione territoriale ed economica, sempre maggiore, della delinquenza organizzata, di cui è stato esportatore anche in nazioni lontane, per la dilapidazione del denaro pubblico, vedi terremotati vari, l'Aquila porzialmente esclusa, per la continua richiesta di interventi e di soldi, per le pensioni di invalidità estese addirittura ad interi paesi.
Forse avevano ragione quegli uomini del Risorgimento, di diversa matrice ideologica, da Gioberti a Cattaneo, che volevano una federazione di stati, anzichè uno stato unitario sotto i Savoia, per tenere conto delle diversità storiche, geografiche, linguistiche delle varie regioni d'Italia.

#38 da Giuseppe Castellano, inviato il 4/5/2010
Avvolte commentare, può sol far crscere dei gran polveroni ed aumentare le diatribe e dividere.
Io mi limito a far riflettere tutti gli interlocutori ed i visitatori di questo sito, sul perchè la lega in questi anni è cresciuta ed sta trovvando sempre più spazio nel panorama politico italiano.
Nata come movimento, oggi si appresta a diventare uno dei maggiori partiti Italiani.
Da essere un movimento locale oggi si può permettere di sbarcare perfino nella ROSSA Emilia Romagna(si è presentata perfino in Puglia alle scorse elezioni Regionali,).
E se la smette di parlare di secessione e i guardare in prospettiva, alle prossime elezioni politiche sbarcherà in tutta la nazione.
La mia modesta opinione sulla crescita e sul disegno politico che persegue, sta semplicemente nel fatto che, nessun partito politico, oggi vuole avere la capacità di contrastarla, con progetti programmi seri ed alternativi.
Oggi nel panorama politico italiano ci sono i seguenti partiti:
PDL = PARTITO NATO SU UN PREDELLINO (I
SEGUACI TANTI LACCHE' PRONTI AD OBBEDIRE AL PROPRIO PADRONE);
PD = PARTITO GASSOSO O FANTASMA;
IDV= PARTITO CHE VIVE E VEGGETA FNCHE' BERLUSCONI C'E';
UDC = PARTITO CHE HA LA SOLA CAPACITA' DI PARTORIRE TANTI CENTRINI;
API = MOVIMENTO DI DELUSI, PERCHE' NON SANNO QUELLO CHE VOGLIONO, FORSE?;
LA SINISTRA = NON ESISTE PIU'.
Giuseppe Castellano

#37 da Di Piazza Francesco, inviato il 4/5/2010
La strategia della "Lega"e' chiara ormai e non da adesso. Il suo esordio e' stata la "secessione"che pero' gli italiani non hanno digerito bene. Dopo questo primo errore tattico le menti illuminate della "Lega"si sono inventate il "federalismo fiscale"che sicuramente ha piu' appeal sul popolo del nord. Purtroppo sotto la cenere del federalismo cova ancora ed in modo nemmeno tanto malcelato il fuoco della secessione che rimane l'obbiettivo strategico finale delle menti raffinate della Lega.Tale meta finale ,penso,non dispiacerebbe nemmeno al popolo del nord perche'si crede che piccolo e' meglio magari guardando ad esperienze confinanti come la Svizzera. Ormai i politici della Lega in varie occasioni non nascondono la loro intolleranza con tutto quello che possa far pensare alla storia dell'Italia ,al suo Risorgimento etc.Quella di Calderoli,vedrete,non e' l'ultima esternazione degli esponenti della Lega.Spero di non essere troppo pessimista e di potermi sbagliare.Grazie della possibilita' di scambiare le proprie idee.

#36 da AV, inviato il 4/5/2010
Magari se qualcuno guardasse questo video la Lega non verrebbe elogiata come "partito regionalista" e le dichiarazioni di Borghezio, che mettono a rischio la tenuta del nostro Paese, non verrebbero etichettate come "macchiette"

#35 da salvatore, inviato il 3/5/2010
SONO DACCORDO CON ANTONIO BOICOTTIAMO I PRODOTTI DEL NORD, NON ABBIAMO ALTRE VIE DA SEGUIRE

#34 da davide mantovani, inviato il 3/5/2010
Ciò che emerge con evidenza è il fatto che nessuna forza politica nazionale ha assunto su di sè il compito di ricordare il 150° attraverso una programmazione tempestiva di ricerca culturale e storica, di iniziativa politica. E così anche nelle regioni. Voglio infatti ricordare che per tutta l'Emilia -Romagna l'anno celebrativo era il 2009 (nel 1859 si formarono i governi provvisori ed il Governo delle Romagne). Una legge regionale tardiva della fine del 2009 non è stata finanziata, l'organismo di promozione non è stato ancora costituito.
Il PCI stalinista del 1959 celebrò degnamente tramite i suoi comuni e province un centenario ricco di iniziative e di partecipazione. Quei sindaci avevano il senso dell'istituzione. Ora c'è stata una trasformazione antropologica in un ceto politico figlio di nessuno.

#33 da giovanni, inviato il 3/5/2010
Ho visto e ascoltato le parole del ministro Calderoli, e non mi ppare abbia detto niete di cui scandalizzarzi. Sarebbe meglio che tutti voi occupaste il votro tempo in coso più utili, anzichè inventarvi casi che non esistono solo per affermare la vostra esistenza. Occupatevi dei problemi veri del paese e no di questwe cavolate.

#32 da oriente47, inviato il 3/5/2010
Non condivido la linea del ministro Calderoli e l'eccessivo rammollimento di molti politici,nei confronti della Lega. Chi ha giurato fedeltà alla Repubblica,deve onorare il patto e dare l'esempio.Ricordo quando l'on. Bossi ebbe a dire che Papa Giovanni Paolo II avrebbe dovuto dimettersi,a causa delle precarie condizioni di salute. Che bella coerenza,quella di Bossi! Perchè non le ha rassegnate Lui,visto il suo stato di salute,che non gli consente di farsi capire bene,quando parla? La Lega sta scherzando troppo col fuoco ed ignora la politica del buon padre di famiglia,che con saggezza,cerca di mantenere l'aggregazione,anche nei momenti difficili.L'unità d'Italia va salvaguardata.Che si cerchi di costruire e di sconfiggere il male,anzichè parlare di federalismo.Il federalismo,può essere fattore disgregante di grande portata,dagli effetti poco controllabili.

#31 da Mario, inviato il 3/5/2010
E la Bandiera di tre colori è sempre stata la più bella,Noi vogliamo sempre quella , Noi vogliam La Liberta.Il Rosso il sangue versato da quanti la reserp libera, Il Bianco la purezza dell'innocenza, Il Verde La speranza, quell'unico speme di esser tutti fratelli.Contro ogni ipocriisia, dire certe cose del tricolore per chi siede in parlamento e incarna le istituzioni è come bruciarlo nelle piazze. Certa gente doveva lamentarsi della bandiera della repubblica sociale che qualche povero ragazzo a Nassirya si era portato dietro, quella è una bandiera da ripudiare, non il tricolore.

#30 da Domenico54, inviato il 3/5/2010
Condivido l'articolo, i Legoisti sono solo una minoranza ed in un Paese governato da un governo normale non avrebbero voce in capitolo. Ma siamo amministrati da Berlusconi Silvio che l'assoluta necessità di sedere tra i grandi della Terra.



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