Una sanità più trasparente e più efficiente

La campagna sulla Sanità di Italia Futura

di Italia Futura , pubblicato il 26 aprile 2010
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Partito da Bologna sta viaggiando per tutta Italia. Il Rapporto “Sanità è partecipazione”, curato da Walter Ricciardi, è stato inviato, infatti, in migliaia di copie ai protagonisti del mondo sanitario: direttori generali di Asl e aziende ospedaliere, presidi di università italiane di medicina e rappresentanti degli studenti, ricercatori, associazioni di volontariato, associazioni di tutela dei diritti dei malati e dei cittadini e titolari di imprese impegnate nel settore sanitario.

Ai giovani ricercatori Under35 è stato inoltre proposto di presentare il Rapporto, con la partecipazione del curatore, presso le università italiane.

Commenti e proposte sono arrivate anche da parte dei nostri iscritti che hanno seguito la presentazione di Bologna dal sito, dove ancora adesso è possibile vedere e ascoltare gli interventi di Luca di Montezemolo, del ministro della Salute Ferruccio Fazio, di Gianfranco Gensini, di Walter Ricciardi e di Renato Mannheimer che ha presentato un sondaggio su come gli italiani vedono la sanità e come la vorrebbero.

Prossima tappa della campagna sulla sanità: la realizzazione delle proposte di Italia Futura.
Il ministro della Salute Ferruccio Fazio si è detto pronto a collaborare per dar vita al Portale della salute, seguendo l’esempio del National Health Service britannico.
Un luogo virtuale dove sarà possibile trovare tutte le informazioni che riguardano il proprio corpo e i rischi legati all’età e alle abitudini; il miglior medico; l’ospedale disponibile e la possibilità di prenotare on-line il proprio appuntamento.

Solo così il cittadino di domani potrà partecipare attivamente alle scelte che riguardano la sua salute e diventare attore consapevole nel percorso di prevenzione, diagnosi e cura. Solo così collaboreremo a costruire una sanità più trasparente e quindi più efficiente.

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#3 da Agostino Ratto, inviato il 20/5/2010
Ritorno sull'argomento presentando un esempio molto semplice che può chiarire meglio il mio pensiero.
Pongo una domanda: perchè una siringa costa 100 nella regione A e costa 500 nella Regione B?
Allora i casi sono due: i politici della Regione B sono incapaci e quindi da cambiare oppure sono disonesti e quindi da inquisire e condaannare.
Mi pare un ragionamento comprensibile.

#2 da Agostino Ratto, inviato il 10/5/2010
Intervengo in materia di sanità pubblica e mi scuso se pare che io sia fuori tema, ma ritengo possa essere costruttivo quanto vado ad affermare. Desidero trattare il tema della preparazione professionale e psicologica dei medici del lavoro.
I medici attuali, specialmente i più giovani, non conoscono la situazione industriale di alcuni settori produttivi degli anni 70 e 80.
Chi parla ha 64 anni ed ha ricoperto ruoli di responsabilità in stabilimenti nei quali si producevano materiali refrattari da usare in siderurgia, quindi materiali indispensabili per poter produrre acciaio ed altri prodotti speciali.
le materie prime erano allumina e silice, questa colpevole di generare la silicosi, malattia temuta e portatrice di irrimediabili danni ai polmoni, per i quali INAIL riconosceva e riconosce ancora una pensione di invalidità.
La prevenzione si effettuava con impianti di aspirazione, apposite mascherine da tenere alla bocca.
Ma vi erano anche altri aspetti del lavoro molto impegnativi per i lavoratori, tra i quali i forni per la cottura dei mattoni particolari fabbricati con la silice, denominati "forni a camera".
Si trattava di vere e proprie camere tutte a piano terra all'interno delle quali si depositavano questi speciali mattoni che venivano poi "cotti" con temperature di oltre 1000 °C chiudendo le porte delle camere ed immettendo all'interno calore.
Terminata la fase di cottura, i mattoni dovevano essere estratti a mano ma questa operazione veniva effettuata quando la temperatura era ancora elevata. Si entrava all'interno di queste camere su zoccoli di legno, tenendo sulle spalle sacchi impregnati di acqua per attenuare la sensazione di calore che si sprigionava dalle pareti e dai mattoni fabbricati.
Era un incessante andare e venire sino a quando il forno non era svuotato.
Il lavoro era duro ed impegnativo ma era anche ben remunerato.
Molti hanno poi avuto riconosciute malattie professionali, ma per eventuali aggravamenti o verifiche durante le visite è accaduto e accade che ai giovani medici questo metodo di lavorare non venga creduto o comunque generi sospetti.
I giovani pensano come fosse possibile lavorare in questo modo pochi anni or sono.
Ma questi medici conoscno la realtà delle miniere, delle acciaierie, degli altoforni attuali, delle cokerie, tutti luoghi nei quali il lavoro è durissimo, le chiacchere non hanno peso e prevale la produzione giornaliera, il rendimento?
E concludo.
Occorre che la Sanità attuale consideri anche la storia dell'industria e si cali nella realtà ache ancora esiste, nonostante l'esplosione dell'informatica, dei locali con aria condizionata, degli uffici puliti . dei lavoratori in giacca e cravatta, sovente firmata.
Cordiali saluti.

#1 da Giulio Portolan, inviato il 27/4/2010
Sarebbe funzionale poter dialogare via e-mail con il proprio medico di base, magari attraverso la sua segreteria. Il medico di base dovrebbe avere un tabulato, con le scadenze che ritiene importanti per i suoi pazianti, come visite e controlli. La stessa cosa con il proprio dentista, per i controlli, il ginecologo, lo psicologo, ecc.. Sfruttutare al meglio le potenzialità di internet per migliorare la salute dei cittadini. Integrare le informazioni del medico di base con quelle delle farmacie, e fare di queste anche centri di consulenza per la salute.



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