di Francesco AlbertiUn'Italia zavorrata dal furore degli scontri ideologici. Con una politica "lontana" dai bisogni della gente. Un Paese che "sarebbe campione del mondo, se facesse squadra". E che invece subisce, spesso senza nemmeno accorgersene, "un processo di dissoluzione spontanea del nostro essere italiani", spezzati e segmentati "tra Nord e Sud, giovani e vecchi, garantiti e non garantiti". "Inaccettabile" la pressione fiscale. "Immorale" il tasso di evasione. Sottovalutare riforme essenziali a scapito "dell'infinita discussione sul modello di riforma istituzionale".
Da capogiro, poi il debito nella sanità: "29 miliardi di euro tra il 2003 e il 2009, pari a due Finanziarie". Luca Cordero di Montezemolo parla alla politica e di politica, rifiutando etichettature, ma sapendo che ogni sua parola verrà proiettata sui più svariati scenari.
Cauto fin quasi alla diffidenza sul federalismo, di cui critica un approccio "eccessivamente ideologico", l'ex numero uno di Confindustria riserva invece un pubblico riconoscimento alla capacità di governo del Carroccio: "Sono convinto - dice - che il successo elettorale della Lega non sia stato determinato da fattori ideologici, ma dalla buona qualità di molti amministratori locali, che hanno dimostrato ai propri cittadini di saper fare bene e di saper risolvere molti problemi".
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