Una sanità di qualità è anche una sanità senza sprechi
Qualità e appropriatezza
una campagna di Italia Futura a favore della sanità
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Una sanità di qualità è anche una sanità senza sprechi. A cominciare dalla progettazione di un sistema di strumenti e di tecniche volti al miglioramento della appropriatezza assistenziale. In particolare quelli che, nel loro insieme, contribuiscono alla “governance clinica” delle strutture ospedaliere e delle aziende sanitarie territoriali.

Il compito deve essere svolto da unità organizzative dedicate, a livello regionale, che garantiscano la continuità assistenziale alle persone durante tutto il percorso di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.

Nell’ambito del sistema di finanziamento sanitario, invece, serve un accordo, tra sistema bancario, imprese fornitrici e Regioni, per la gestione del debito nei confronti dei fornitori della sanità. Questi accordi velocizzano e garantiscono i pagamenti alle imprese da parte delle aziende sanitarie pubbliche e riducono la maturazione di interessi da debito fortemente incidenti nei bilanci di Asl e Aziende Ospedaliero/Universitarie.


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#7 da Piero , inviato il 1/1/2012
Gli ultimi tre interventi hanno centrato il bersaglio!!! I servizi d'emergenza ospedalieri traboccano di richieste con il rischio di dare un'assistenza inadeguata, la maggior parte di queste persone si presentano spontaneamente ed altre vengono inviate dai medici curanti perche è il solo luogo dove viene fornita comunque una risposta "in tempi brevi" al bisogni di cura del cittadino! La maggioranza di queste persone avrebbero dovuto ricevere un'assistenza adeguata sul territorio senza varcare la soglia dell'ospedale! In secondo luogo le corsie dell'ospedale sono sovraffollate con letti occupati da persone con grossi problemi socio assistenziati e che non trovano una pronta ed adeguata sistemazione nel territorio!Fin tanto che ospedale e territorio saranno dei "competitor" per quanto riguarda la spesa sanitaria e non crescerà l'interazione funzionale tra i due settori, persisteranno intralci nel funzionamento della macchina sanitaria con conseguente ripercussione sulla reale efficacia delle cure rese dal servizio sanitario nazionale! Per quanto riguarda i controlli, ben vengano magari sotto la guida di Società scientifiche, purché non intralcino il normale funzionamento delle prestazioni sanitarie e non consumino soltanto risorse economiche a scapito della reale assistenza ai pazienti giustificando lo sviluppo di settori burocratico-amministrativi all'interno della sanità!

#6 da Michela Bentivoglio, inviato il 22/8/2011
Ricordando una puntata di Report del 2 maggio 2010 parlava di Controlli sanitari. In Italia, ma parlo di Regione Lombardia, i CONTROLLI sanitari, per evitare casi tipo "S.Rita" non devono essere fatti sulle cartelle cliniche, ma bensì sui pazienti. Ricontrollando solo le cartelle cliniche, l'unica ad avere un beneficio economico e la struttura ospedaliera. Invece ricontrollando il paziente si potrà avere la garanzia della qualità dell'operato dei medici da una parte, e un risparmio economico nella gestione sanitaria dall' altro.

#5 da alessandra pipan, inviato il 17/7/2011
lavoro da anni in ospedale dopo aver lavorato per anni sul territorio . appropriatezza e qualità saranno obiettivi raggiungibili solo a patto che l'immane mole di lavoro che si riversa sulle strutture ospedaliere trovi un filtro adeguato in grado di progettare ed avviare un discorso diagnostico e terapeutico , nelle strutture sanitarie del territorio che a mio parere sono sotto e mal utilizzate . inoltre sono convinta che sia da realizzare una maggiore interazione tra sanità del territorio ed ospedali .

#4 da Giovanni Perini, inviato il 19/1/2011
Sono un medico psichiatra, giovane, ma mi ho le idee chiare, sul tema dell'appropriatezza. Ho letto il rapporto sulla Sanità italiana del Prof. Ricciardi e non ho trovato riferimenti al tema della psichiatria. Eppure è un campo dove, con un po' di organizzazione, si potrebbero risparmiare tanti quattrini. E quando dico tanti quattrini, dico tanti quattrini. Concordo con la necessità di fare educazione sanitaria: si riesce ad essere appropriati quando i pazienti sono disposti a capire che cosa è utile e che cosa è eccessivo, pleonastico o addirittura dannoso (prescrizioni, esami strumentali, visite specialistiche). Ritengo inoltre fondamentale il miglioramento dell'assistenza medica di base, in Italia troppo spesso sostituita dall'assistenza specialistica.


#3 da Piero, inviato il 24/8/2010
Lavoro sul campo da più di 30 anni. Ho letto il rapporto Sanità e partecipazione di Walter Ricciardi che definirei un ottimo testo base di teoria dell’organizzazione e programmazione sanitaria da cui poter partire per discutere proposte più concrete. E’ giusto che chi non lavora a diretto contatto con i pazienti faccia una analisi di questo tipo. Occorre però sapere che la realtà è diversa e difficile da riformare. Per fare dell’Audit Clinico in questi momenti in cui i carichi di lavoro nelle corsie degli ospedali è sempre più gravoso occorrerebbe avere a disposizione un sistema informativo in grado di poter avere rapidamente dati riguardanti la propria attività, purtroppo in Italia il numero di ospedali così strutturati sono ancora pochi mentre invece consumano ancora molta carta che non agevola certo la revisione del proprio operato e l’utilizzo di indicatori di performance clinica. Fortunatamente sta iniziando a diffondersi la coltura della Gestione del rischio al fine di prevenire errori ma anche qui la tecnologia informatica sarebbe un importante aiuto ma purtroppo la maggior parte degli ospedale non possiede ed i fondi per la sanità sono sempre più ridotti dato che la parola d’ordine è “lotta agli sprechi” e di conseguenza la Direzione Generale degli ospedali non investe più in innovazione per mirare al risparmio. Le strutture ospedaliere pubbliche italiane sono le più vecchie ed obsolete d’Europa, le grandi attrezzature (TAC, RNM ecc. ) ma anche le più piccole (ecografi ecc) non vengono rinnovate per mancanza di fondi ed in barba al “health technology Assessment” queste attrezzature nuove vengono collocate non dove veramente servono ma nelle località dove esiste qualche Fondazione o ente che dona i fondi per l’acquisto delle stesse. Mi piacerebbe molto poter assistere ad una vera razionalizzazione del sistema sanitario nazionale ma sono e rimango molto scettico al riguardo. Spero che Italia futura proponga una qualità fatta da chi lavora sul campo e non da chi ha scelto di farne una professione a parte che porta solo soldi nelle tasche di alcune ditte che hanno fatto della qualità in sanità un vero e proprio “business”.

#2 da Paolo Cornaglia Ferraris, inviato il 13/8/2010
Esistono medici convinti che sia meglio fare esami inutili che rischiare di essere denunciati, anche se possono dare fdastidio o far danno al paziente.

Esistono pazienti convinti che più esami fanno e meglio sono curati

Esiste uno spreco enorme di danaro che impedicse lo sviluppo di una ricerca medica pubblica e svincolata da interessi industriali.

L'appropriatezza di esami diagnostici e della terapia gioca "il ruolo" principale nel garantire una salute pubblica efficace, gratuita, solidale, equa.

#1 da Andrea Gardini, inviato il 21/4/2010
Da 25 anni, su suggerimento dell'OMS, la Società Italiana per la Qualità dell'Assistenza Sanitaria, società medico scientifica non a fini di lucro, esplora strategie, modelli tecniche e metodi per la qualità e l'appropriatezza in sanità ed attiva, in maniera documentata ed indipendente, progetti di miglioramento della qualità e dell'appropriatezza in sanità. Il sito www.siquas.it espone l'attività di siquas. La nostra rivista, QA, ha 22 anni di pubblicazioni, da un anno è on line e pubblica le esperienze dei soci e di quanti desiderano collaborare. Dal 27 al 29 maggio 2010 a GRADO Siquas-VRQ terrà il proprio congresso nazionale dal titolo: "In sanità Qualità è Sostenibilità". Il programma si trova sul sito. Invito ufficialmente Italia Futura ad essere presente nelle forme e modalità che vorremo concordare. Su questi temi siamo lieti di proporvi un dialogo, un confronto ed una collaborazione Andrea Gardini Presidente Siquas-VRQ tel 0039 335 6309190 (scrivo da Nizza dove partecipo come membro attivo al XV Forum europeo sulla Healthcare Quality del British Medical Journal.)



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