Partecipare attivamente alle scelte che riguardano la salute
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Trasparenza, qualità e completezza dei dati. Questo è l’obiettivo della creazione di un portale web di informazione, formazione e discussione. Così da permettere al cittadino di partecipare attivamente alle scelte che riguardano la salute e diventare attore consapevole nel percorso di prevenzione, diagnosi e cura.

La responsabilità e la gestione dei contenuti è affidata al livello istituzionale centrale e dovrà contenere:

- tutti gli elementi (anatomici, biologici e fisiologici) del proprio corpo e della propria salute, i rischi legati al genere e all’età, alle abitudini e ai comportamenti/stili
di vita (salute dalla A alla Z)

- le modalità più appropriate e sostenibili di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione

- l’individuazione della struttura dove accedere ai servizi richiesti e la prenotazione del proprio appuntamento


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#3 da roberto raggi, inviato il 3/1/2011
ho lavorato e lavoro, da medico/consulente di sanità pubblica per diverse istituzioni e per diverse aziende pubbliche o private... i veri nodi, cioè quelli per cui spendiamo quasi come gli USA per prestazioni spesso inutili e talora di bassa qualità stanno al 90% nei giri di denaro attorno agli acquisti e gli sprechi che ne derivano, partendo dai farmaci acquistati e non utilizzati alle grandi attrezzature e le grandi strutture ospedaliere da rinnovare e/o rifare anche senza garanzia di pieno loro utilizzo... possibile che non si riesca ad imporre un valore medio (OCSE, UE, ...) al quale tendere obbligatoriamente come indicatore di buona amministrazione... di letteratura ve n'è tanta ed i dati non mancano!!!

#2 da Paolo Pozzato, inviato il 26/11/2010
Vorrei sapere qual è la posizione di IF in merito al discorso della divisione sanità pubblica / sanità privata. Credo sia infatti questo il vizio capitale della sanità italiana. Non ho nulla in contrario al libero mercato, però in un mercato sano un operatore non lavora per due soggetti in concorrenza. Un medico dipendente di ospedale non dovrebbe avere anche un'attività privatistica in concorrenza, anche se non vedo nulla di male nel permettere che possano fare delle visite intramoenia. Cosa dice il presidente Montezemolo, permetterebbe a un suo ingegnere motori della Ferrari di lavorare contemporaneamente anche per la Renault o la Mercedes ?
Se uno sceglie di fare il medico in ospedale deve fare quello e basta. Paghiamogli pure il "patto di non concorrenza" ma lo voglio vedere 8 ore al giorno in ospedale. Se uno invece è uno specialista e vuole essere indipendente, si apra uno studio e lavori sulla propria clientela, senza commistioni o interferenze.
Rimangono poi, a seguire, da analizzare e discutere altri temi capitali,quali:
- esami pubblici e privati: come mai queste differenze di tempi di attesa ?
- esami pubblici e privati: come mai ci sono così tanti centri privati in convenzione ? come mai gli esami di routine vanno ai privati e al pubblico spetta solo di fare gli esami particolari (evidentemente meno remunerativi)?
- interventi pubblici e privati: come mai nel privato lo stesso medico del pubblico opera in 1 settimana mentre in ospedale magari ci vogliono 4-5 mesi ?
In qualsiasi delle pieghe della sanità italiana vogliamo andare a vedere, il peccato originale è rappresentato sempre e comunque della commistione pubblico/privato e dalle possibilità di guadagno che ne deriva. Non è male affatto che esistano entrambe. E' male invece che ci sia questa commistione.

#1 da pasquale filice, inviato il 25/11/2010
Tutto ciò che avete scritto noi di Cittadinanzattiva lo facciamo da oltre 30anni.
Inoltre da oltre 10 anni collaboro attivamente al Tribunale per il diritti del
Malato di Cosenza e,ne sentiamo e ne vediamo di cotte e di crude,spesso denunciandole...



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