Sanità è partecipazione

3.3 Il management locale

L’azienda sanitaria dovrebbe essere caratterizzata da una vera autonomia imprenditoriale e il direttore generale, nei limiti degli obiettivi e della programmazione regionale, dovrebbe costituire l’organo di governo dal punto di vista della gestione complessiva e della supervisione sul buon andamento dell’azienda. Il direttore generale dovrebbe essere l’organo di indirizzo dell’ente e, in tal senso, dovrebbe avere ampia autonomia ed indipendenza rispetto al livello politico regionale. Quest’ultimo dovrebbe limitarsi a definire gli obiettivi in chiave politica, facendosi garante, attraverso la programmazione, della tutela della salute sul territorio, senza interferire con l’attività gestionale dell’azienda.

Fatta salva l’esigenza inderogabile di garantire un sistema di programmazione e controllo assolutamente pubblico, appare ormai urgente e necessario prevedere un sistema di erogatori sia pubblici che privati, con uguali diritti e doveri, soggetti a criteri rigorosi e trasparenti di accreditamento, che concorrano a garantire prestazioni sanitarie efficaci ed efficienti alla popolazione regionale.

La qualità del sistema sanitario a livello regionale dovrà essere centrata su elementi di controllo sempre più attento delle prestazioni erogate e della relativa appropriatezza e definizione delle linee guida e dei percorsi di assistenza, definiti per le diverse patologie. In tale contesto, il rafforzamento della qualità del sistema potrà essere garantito dall’adozione diffusa degli strumenti necessari ad una efficiente governance clinica1 delle strutture sanitarie.

L’introduzione della clinical governance dovrebbe avere priorità assoluta nella gestione della qualità del sistema sanitario includendo strumenti di:

  • valutazione continua delle attività e dei processi clinici adottati (clinical audit);

  • introduzione sistematica e continuativa delle più recenti evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana (evidence based practice);

  • rilevazione costante delle attività operative (indicatori di performance clinica);

  • gestione attiva e preventiva del rischio clinico (clinical risk management);

  • valutazione multidimensionale delle tecnologie sanitarie (health technology assessment);

  • coinvolgimento dei cittadini e delle persone assistite,

  • gestione della qualità dei processi clinici e gestionali.



Le fonti scientifiche più accreditate, nonché le esperienze condotte nei contesti più avanzati, individuano nell’implementazione di strumenti e processi per la governance dell’azione clinica l’approccio più efficace attualmente a disposizione delle strutture sanitarie per il miglioramento continuo della qualità assistenziale. Anche i risparmi nel medio termine per il sistema nel suo complesso sarebbero significativi.

Un ruolo determinante della Regione, nel quadro dell’adozione di strumenti di governance clinica, sarà quello di effettuare continui approfondimenti e valutazioni comparate tra le strutture sanitarie del territorio, con riferimento alla capacità di introdurre ed adottare gli strumenti ed i metodi della clinical governance.

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Walter Ricciardi, autore
del rapporto sulla Sanità


Direttore dell'Istituto di Igiene dell'Università Cattolica di Roma e dell'Osservatorio Nazionale per la Salute nelle Regioni italiane. E' il primo Editor non inglese dell'Oxford Handbook of Public Health e componente non americano del National Board of Medical Examiners degli Stati Uniti.



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