Sanità è partecipazione
1. Introduzione
L’Italia ha conseguito, negli ultimi decenni, importanti risultati in campo sanitario, come confermato dal notevole aumento dell’aspettativa di vita e dalla diminuzione progressiva della mortalità.
Tuttavia esistono forti motivi di insoddisfazione e preoccupazione per il prossimo futuro testimoniati da:
- crescita delle disuguaglianze nelle condizioni di salute dei cittadini, sia geografiche che economico-sociali;
- frequente percezione di scarsa qualità dei servizi sanitari da parte dei cittadini, soprattutto in alcune aree del Paese;
- sprechi nell’uso delle risorse e rischi per la sostenibilità del sistema;
- incapacità nel prevenire il prevenibile.
Inoltre, nuovi problemi si affacciano all’orizzonte:
- aumento delle aspettative dei cittadini;
- aumento dei bisogni legato a:
-invecchiamento della popolazione
sovrappeso ed obesità, per eccesso di alimentazione e scarsa attività fisica
-nuove costose tecnologie (farmaci, vaccini, apparecchiature, dispositivi medici, etc)
-cambiamento climatico, che porterà all’emergenza di nuovi problemi sanitari.
Il tutto in una condizione di ristrettezza finanziaria del Paese nel quale la crisi economica di questi anni ha aggravato il paradosso della politica sanitaria italiana, dominata dalle esigenze di contenimento della spesa sanitaria, non tanto per l’entità della spesa stessa, quanto per la situazione complessiva della finanza pubblica.
La soluzione a questi problemi non verrà dalla costruzione di nuovi ospedali, dall’accesso indiscriminato a nuove tecnologie o da un approccio burocratico, ma da un insieme combinato di interventi finalizzati sia ad aggredire i problemi emergenti, che ad avviare un importante cambiamento culturale ed organizzativo per uno stabile successo futuro.
In quest’ottica è fondamentale un’organizzazione sanitaria solida, fondata su chiari principi di distinzione tra politica e gestione, che sono alla base di un’attività improntata all’efficacia, all’efficienza ed alla piena funzionalità dei servizi sanitari.