"Dagli elettori segnale giusto. L'offerta politica era deludente."

Corriere della Sera - Intervista ad Andrea Romano

pubblicato il 29 marzo 2010
Il suo articolo a doppia firma con Carlo Calenda, pubblicato sul sito della Fondazione "Italia Futura" di cui lui è direttore e Luca di Montezemolo presidente, l'aveva profeticamente previsto. "E se gli italiani non comprassero il biglietto?", scriveva infatti settimane fa Andrea Romano a proposito di un'astensione che anziché segno di "qualunquismo" sarebbe potuta essere "un impulso al rinnovamento".

Oggi, dopo le polemiche suscitate, Romano guarda al crollo dei votanti "non con gioia o soddisfazione, ma con realismo: in democrazia l'astensione può essere lo strumento con cui l'elettore respinge un'offerta politica deludente". Quale è stata questa: "Abbiamo assistito a una campagna elettorale tra le peggiori degli ultimi anni. Rissosa, rivolta all'indietro e non al futuro, mai centrata sui problemi reali, lontanissima dalle aspettative dei giovani".

Per questo l'astensionismo che si annuncia va considerato "uno strumento di espressione democratica" per mandare un segnale che la politica farebbe bene a "prendere in seria considerazione".

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#3 da Gianluca Cacioli, inviato il 31/3/2010
Sono pienamente daccordo con cio che avete scritto, bisogna dare una sterzata a questa politica ormai stanca e per nulla proiettata verso il futuro.
C'e bisogno di forze nuove e gente nuova con idee e voglia di fare, bisogna far rinascere l'idea di creare un Italia diversa da quella attuale, dare nuova linfa a persone deluse da questo sistema politico.

#2 da Alessandro Garibbo, inviato il 31/3/2010
Posto che l'offerta politica attuale è quello che è, come anche la notevole percentuale di elettori che ha disertato i seggi ci dimostra, servisse mai una dimostrazione, non credo che il movimento di Grillo possa rappresentare altro che un "termometro" della disaffezione.
Termometro sensibile, visibile, importante, ma pur sempre termometro. Cioé puro sensore e nongià attuatore.
Occorre invece, a mio avviso, concentrare le forze moderate e soprattutto le singole persone, quelle che ancora credono in etica, meritocrazia, democrazia, impegno sociale, che rifiutano il pensiero unico, le riscritture della Storia ex-post e i revisionismi sistematici (rileggiamoci Orwell!), per formare un Partito di Centro che porti avanti un programma realmente innovativo e la cui prassi sia intimamente correlata con la politica reale, sia davvero al servizio della nazione e non di supporto a lobbies e ad interessi particolari.
Le forze che possono opporsi a questo stato di cose ci sono. Occorre aggregarle, offrendo loro un modello dignitoso in cui riconoscersi con orgoglio e una cornice politica in cui poter realizzare riforme vere, di largo respiro, degne di tal nome, degne di un paese che vuole stare a pari passo con le nazioni più evolute.
Luca Cordero di Montezemolo è una figura intorno alla quale è possibile far convergere le forze e le aspirazioni di tanti Italiani delusi, come me, dallo stato esecrabile in cui attualmente la politica versa nel nostro paese.

#1 da Raul Di Croce, inviato il 30/3/2010
L'offerta politico-partitica attuale è a dir poco desolante.
Occorre un rinnovamento radicale della politica che provenga dalla società civile: il movimento di Grillo a mio modo di vedere rappresenta un modello da seguire.



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