Il suo articolo a doppia firma con Carlo Calenda, pubblicato sul sito della Fondazione "Italia Futura" di cui lui è direttore e Luca di Montezemolo presidente, l'aveva profeticamente previsto. "E se gli italiani non comprassero il biglietto?", scriveva infatti settimane fa Andrea Romano a proposito di un'astensione che anziché segno di "qualunquismo" sarebbe potuta essere "un impulso al rinnovamento".
Oggi, dopo le polemiche suscitate, Romano guarda al crollo dei votanti "non con gioia o soddisfazione, ma con realismo: in democrazia l'astensione può essere lo strumento con cui l'elettore respinge un'offerta politica deludente". Quale è stata questa: "Abbiamo assistito a una campagna elettorale tra le peggiori degli ultimi anni. Rissosa, rivolta all'indietro e non al futuro, mai centrata sui problemi reali, lontanissima dalle aspettative dei giovani".
Per questo l'astensionismo che si annuncia va considerato "uno strumento di espressione democratica" per mandare un segnale che la politica farebbe bene a "prendere in seria considerazione".
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