Giovani, al lavoro!

Riportiamo l'occupazione giovanile al centro del dibattito.

pubblicato il 18 marzo 2010
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L’Italia vanta un triste record: è uno dei paesi occidentali con il maggior numero di giovani disoccupati. Si entra nel mondo del lavoro più tardi, con minore entusiasmo e con meno energie. E' uno dei motivi che rendono l’Italia sempre più ferma e incapace di pensare al futuro.

A confermarlo anche i dati di Alma Laurea che ha appena presentato il dodicesimo rapporto sulla condizione occupazionale di 210mila ragazzi che si sono laureati nel 2008. Il risultato parla chiaro: rispetto al 2007 il tasso di disoccupazione è aumentato passando dal 16,5% al 21,9% per le lauree di primo livello; dal 13,9% al 20,8% per le specialistiche (tre anni più due) e dall’8,9% al 15% per le specialistiche a ciclo unico.

Cosa può fare la politica per aumentare l’occupazione giovanile? Come possono contribuirvi le imprese e la società civile? Ce ne occuperemo già dalle prossime settimane, coinvolgendo i nostri associati e tutti gli utenti del nostro sito in una discussione collettiva che dia spazio alla creatività e alla progettazione civile.

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Risultati


Il sondaggio non ha, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Ha quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sul tema dell'occupazione giovanile.



tag:  occupazione giovanile   politica   disoccupati  


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#60 da MARCO RAVAIOLI, inviato il 14/10/2011
Disoccupazione giovanilre....ma perchè nessuno parla delle migliaia di pensionati che continuano a lavorare come consulenti per recepire doppio stipendio (stipendio+pensione)? Consulenti presenti numerosi sia nel pubblico che nel privato e che bloccano il ricambio generazionale...è incredibile che si permetta ai pensionati di prendere due stipendi mentre i giovani stanno a casa a non fare nulla!!! Si deve scegliere la pensione od il lavoro....ma non entrambi!!

#59 da graziella, inviato il 20/4/2011
A mio parere....troppe parole...per dire che per creare a mio modesto parere una società migliore serve più Coscienza e per Coscienza non intendo solo la Razionalità che comunque necessita per avere Coscienza. La vera Coscienza che mi è stata insegnata da una persona che stimo tantissimo e in cui credo; è quella Sostanza che si può conquistare con il saper cogliere il Vero Senso delle cose, il Vero Valore delle cose e si può imparare....quel Senso che oramai si è perso..e che invece in tempi antichi lo si aveva istintualmente, ora và recuperato..ma servono persone preparate che educhino al Vero Senso delle cose.

#58 da Margherita Liotti, inviato il 28/1/2011
Perchè in questo Paese non è sufficiente studiare, lavorando allo stesso tempo; laurearsi(triennale) a 22 anni; prendere un Master alla Bocconi e svolgere alcuni stage non retribuiti lontano dalla propria città? Ora sono a Londra, per un semestre di studio della lingua Inglese con ulteriore stage in Marketing non retribuito. E quelli che non possono permettersi di essere mantenuti lontano da casa, per svolgere stage non rtetribuiti e quant'altro come faranno? Scusate il piccolo sfogo, ma al momento sono presa da un turbinio di emozioni legate alle scoperte, i progressi e le difficoltà, relative ad una nuova avventura, nella quale mi sono imbarcata piena di speranze, sogni e con un pizzico di paura.

#57 da Mannino vincenzo, inviato il 22/12/2010
Serve una nuova classe politica in Sicilia,
che abbia integrità personale, lungiminanza
progettuale e senso del bene comune.
Il disagio giovanile,non procupa la classe dirigente, i ragazzi sanno di vivere una vita peggiore dei loro genitori, il lavoro fatto di precariato, che cerca una stabilizzazione con il pubblico impiego, non aiuta le nuovi generazioni.
I fondi Europei, non vengono utilizzati per nuove infrastrutture, nuovo lavoro
o nella ricerca di fonti alternative che possano creare nuovo sviluppo.
I beni culturali e il turismo possono essere fonti di nuova occupazione per i giovani in cerca di occupazione.

#56 da Francesco, inviato il 2/12/2010
Reintrodurre l'ICI per sostenere uno sgravo fiscale che favorisca l'occupazione giovanile mi sembrerebbe una buona cosa, una misura simile già adottata con buoni risultati diverso tempo fa ( ministro Treu ) attraverso incentivi statali. A sostegno dell'occupazione giovanile credo si possa fare di più partendo ad esempio dalla abrogazione della legge Biagi ( contratti a progetto e altro )ristabilendo i periodi formativi e l'occupazione a tempo indeterminato, semmai rivedendo l'articolo 18. Del resto, gli attuali contratti a progetto,contemplano una sorta di tacito licenziamento programmato.Credo che i nuovi contratti a tempo indeterminato debbano considerare un abbattimento del salario iniziale che gradualmente andra' a regime con lo sviluppo formativo del neo assunto.L'importante e' creare un presupposto occupazionale stabile, anche se inizialmente penalizzante, che dia al soggetto interessato, la garanzia di un progetto di vita e di sviluppo percorribile.

#55 da daniela gentile, inviato il 29/11/2010
anche io, come l'aspirante psicologa,sono un'aspirante insegnante laureata da ben 5 anni mi trovo, insieme ad altre migliaia di laureati in lettere, in una situazione di limbo!!!non sono nemmeno precaria ma grazie alle riforme sono aspirante precaria!!!non c'è più un concorso o la famosa SSIS che ti dà la possibilità di accedere alle graduatorie bensì ci sono i tagli alle scuole!!!non ci resta che aspettare???!!!e intanto alla veneranda età di 31 anni mi faccio ancora mantenere dai miei( dopo i tanti sacrifici che hanno fatto per farmi laureare)e faccio la baby-sitter per tirare su' qualche misero soldino e intanto crescendo i figli degli altri, sogno una mia famiglia che non so se potro' mai permettermi....credo che ci hanno tolto la cosa più importante: i sogni ed i progetti di un futuro!!!!

#54 da marcello zoffoli, inviato il 26/11/2010
l'ici a carico dei redditi più elevati va reintrodotta per dare attuazione a una politica di equità fiscale e per dare un pò di respiro alle finanze comunali. Per favorire l'occupazione giovanile va riformato radicalmente il mercato del lavoro. La situazione del mercato del lavoro in Italia è disastrosa. Senza andare a guardare i dati relativi al tasso di occupazione / disoccupazione e al lavoro femminile che sono scandalosi, è noto a tutti che c’è una sperequazione tra lavoratori che fanno lo stesso lavoro ma sono inquadrati contrattualmente in modo diverso che non ha ragione di esistere se non per motivi storici attinenti alla nebbia mentale di chi nel tempo si è trovato a prendere le decisioni che ci hanno portato allo stato attuale. Sarebbe ora di tornare al buon senso e abolire tutte quelle forme contrattuali che sono state concepite per dare flessibilità al mercato del lavoro, ma hanno solo significato precarietà e fabbrica di carte false! Bisogna tornare a dare al lavoro una “stabilità sostenibile” che significa anche “flessibilità sostenibile”. Il contratto di assunzione per un lavoratore dipendente deve essere di un solo tipo, anche se differenziato per categorie (metalmeccanico, chimico, etc.). Deve essere a tempo indeterminato. Ma deve essere rescindibile, ovviamente garantendo al dipendente quanto necessario per cercare un nuovo lavoro: tre – sei – dodici mesi di retribuzione a carico dell’azienda che licenzia dopo i quali eventualmente interviene un sistema di sussidi alla disoccupazione a carico dello stato. Le aziende devono essere incentivate a mantenere il loro patrimonio di esperienza e know-how rappresentato dai lavoratori, e i lavoratori devono essere incentivati a non “lasciarsi andare”. Un discorso a parte merita il “lavoro autonomo”. Questo va sviluppato e salvaguardato facendo in modo di eliminare tutte quelle finte PIVA che nascondono veri lavoratori dipendenti! Al vero lavoratore autonomo, artigiano o professionista che sia, va riconosciuto il rischio di impresa e quindi un regime fiscale diverso che non sia però la libertà di evasione. Allo stesso tempo per le imprese va garantito un regime normativo che le sgravi dalle tasse occulte che oggi le opprimono. Lo slogan degli ultimi anni è stato quello di garantire la possibilità di aprire una società in un giorno! Sarebbe il caso di preoccuparsi di come far vivere le società per anni! Ovvero di non farle fallire per colpa di regimi normativi e fiscali al limite del demenziale. Sarebbe il caso di pensare a costruire un Sistema Paese in cui le aziende possano svilupparsi ed essere competitive con quelle delle altre nazioni. È chiaro che questo richiederebbe un paese molto più moderno sotto tanti punti di vista. Un paese con infrastrutture funzionanti, un paese dove l’acqua arriva solo dall’acquedotto …, un paese dove il ciclo dei rifiuti è gestito, … un paese con delle leggi e delle norme che siano amiche dell’impresa e del cittadino e non nemiche! In Italia appena apri una società devi avere un commercialista, un consulente del lavoro e un avvocato! e queste sono tasse occulte!!! Molte cose sono da cambiare e probabilmente ci vuole un programma pluriennale, ma alcune cose si possono fare con poco. Per esempio sarebbe necessario rivedere il sistema delle gare. Le gare a massimo ribasso vanno abolite. È assolutamente folle assegnare gare a chi fa un ribasso del 70% sulla base d'asta. Una volta si eliminavano le offerte anomale in un senso e nell'altro e si prendevano in considerazione quelle più si avvicinavano al valor medio delle offerte ricevute; per non parlare del fatto che ci dovrebbe essere una valutazione tecnica non rivolta a far vincere chi si vuole che vinca ma chi è realmente il migliore. Sempre su questo tema, se è vero che per gare di un certo importo è opportuno richiedere ai partecipanti fatturati di un certo tipo... è altrettanto vero che sarebbe opportuno impedire ai colossi del settore la partecipazione a gare di importo inferiore a una certa soglia. Questo per favorire la crescita delle tanto decantate piccole e medie imprese per le quali, sostanzialmente, si continua a non fare nulla! E per finire. o meglio, per cominciare, ci vorrebbe il ritorno a un sistema sociale in cui il rispetto delle leggi e un comportamenti "etico" fosse un valore riconosciuto e non un comportamento da "fessi"...

#53 da Serena Del Grosso, inviato il 25/11/2010
sono un'aspirante psicologa e mi chiedo se è possibile che dopo aver fatto 5 anni di università,4 di specializzazione ed uno per ottenere l'abilitazione dovrò fare all'incirca 8-9 anni di volontariato prima di riuscire ad avere un lavoro che potrà al massimo farmi guadagnare 500 euro al mese??????? possibile mai che l'Italia è bloccata e non esistono più concorsi pubblici??????? Le tasse vanno abbassate ma sopratutto è necessario lottare perchè vengano pagate..... altrimenti non andremo mai da nessuna parte!

#52 da ayed, inviato il 21/11/2010
di tasse superflue sono tante quante ne paghiamo sulla benzina sulle le habitationi sidevono pagare quelle giusti e sopra tutti la polilitica que mangia tanti soldi dai pensionamenti bebe ai numerosi partiti ente inutile la A3. societa sretto di messina et..

#51 da piero, inviato il 16/11/2010
No all'inserimento dell'ICI sulla prima casa.
Invece aumentiamo le tasse universitarie per quelle facoltà poco richieste dal mondo del lavoro e diminuiamo le tasse alle facoltà più richieste dal mondo del lavoro. Così si favorirebbe la partecipazione dei giovani a discipline utili.
Piero

#50 da Giuseppe De Nicola, inviato il 10/9/2010
Lavoro é un termine generico come generici sono i termini sviluppo, occupazione, consumi ... ad esempio come si può pensare di "consumare auto" se costano tanto rispetto alle possibilità della gente comune ? Come si può pensare ad un futuro per i lavoratori della FIAT se oggi in Italia ogni famiglia ha già due macchine e ormai pochi soldi per cambiarla ? Credo che il tema del lavoro sia da affrontare alla radice attraverso una seria reimpostazione sociale ed una coerente ed intensa attività educativa ... ma come possiamo poi pensare di aprire nuovi mercati, quelli in via di sviluppo ?! Ma provate a pensare se ogni famiglia africana avesse almeno due macchine ...

#49 da Alessandro Dal Col, inviato il 13/8/2010
Per rilanciare l'occupazione giovanile sarebbe opportuno:
- favorire l'imprenditorialità giovanile, modificando le attuali norme che prevedono contriubuti solo in particolari aree e spesso come rimborso di oneri già sostenuti: basterebbe non gravarli di inutili oneri burocratici (per aprire una srl si spendono oltre 5000 euro e tempi molto lunghi) e facilitarli nella gestione, ad esempio attraverso l'offerta di software gratuiti di tenuta della contabilità.
- promuovere i percorsi scolastici che danno più facile accesso al mondo del lavoro (come ad esempio ingegneria ed economia) attraverso borse di studio dedicate e sgravi sulle tasse scolastiche
- favorire i settori che possono determinare una sostenibilità economica futura (come il turismo o le nuove tecnologie) togliendo fondi a settori che oramai risultano superati nel nostro paese e sopravvivono solo grazie ad enormi incentivi pubblici (come l'agricoltura non relativa a prodotti tipici)

#48 da domenico truppi, inviato il 30/7/2010
Concordo con il recupero delle somme dall'evasione fiscale. Mi chiedo perché quando si parla di evasione si pensa sempre alle imprese quando invece, per esperienza diretta, mi sembra che ce ne sia tanta nelle partite iva individuali e nel sommerso (gente che lavora sconosciuta al fisco).
Proporrei di concentrarsi su alcuni settori in particolare:
- Professionisti (avvocati, commercialisti, consulenti in genere)
- Edilizia
- Agricoltura

Inoltre dovremmo valutare il costo della corruzione in Italia, in cui girano somme totalmente escluse dalla base imponibile delle tasse...
Si può fare qualcosa al riguardo?

#47 da Massimo Peruzzo, inviato il 13/6/2010
Non voglio soffermarmi sulla proposta di reintrodurre l'ICI. Vorrei invece esprimere il mio pensiero circa l'offerta lavorativa che noi giovani rappresentiamo. Io sono un imprenditore di 35 anni. Da 5 anni gestisco una piccola azienda operante nel settore della chimica. Vi garantisco che ogni volta che ho cercato personale qualificato (da formare a mie spese)è stata una odissea! Purtroppo in Italia sforniamo psicologi a iosa, laureati in lettere in quantità industriali, scienziati della formazione primaria a badilate e via discorrendo. Con questo non voglio dire che non servono tali figure, ma con moderazione. Non è possibile che in Italia sia praticamente sparita la figura del "bravo perito"! Dove sta scritto che tutti dobbiamo per forza arrivare alla laurea (non importa in quale materia, basta laurearsi)? In Veneto c'è carenza di ingegneri e periti meccanici, e non si riesce a sopperire a tale carenza..... Allora, anche noi giovani dobbiamo essere più realisti, il mondo del lavoro risponde alla classica legge della domanda e dell'offerta! Figuratevi che qualche mese fa ho chiesto alla Segreteria dell'Università di Padova di poter ospitare un tesista nella mia azienda, mi è stato risposto che non ci sono quasi più laureandi in chimica e quelli che ci sono se li tengono i professori universitari! Secondo voi, la stessa cosa sarebbe successa se avessi chiesto a Psicologia?

#46 da CARLO MARIA ERBA, inviato il 12/6/2010
^_^ in Italia ^_^

#45 da francesco, inviato il 11/6/2010
le tasse servono per riceve un servizio,ma il lavoro è un diritto.

#44 da andrea bertocchi, inviato il 3/6/2010
La vostra proposta è un esempio da manuale di statalismo e dirigismo della peggiore specie. Di tutto ha bisogno questo paese eccetto nuove tasse (oppure vecchie tasse riciclate). Il solo fatto che si avanzi una proposta così mi fa cadere le braccia. Ma quale Italia Futura questa è Italia Preistorica! Ma che fine hanno fatto i liberali in Italia?

#43 da giuseppe, inviato il 31/5/2010
Assolutamente NO ! Si sa che è pura teoria quella di usare i soldi di una imposta per alimentare altri meccanismi (sgravi etc...). Si sa che più tasse ci sono e più soldi vengono sprecati. Il problema è come si usano i soldi e chi li usa...

#42 da marco, inviato il 27/5/2010
No, decisamente contrario. Soprattutto per un fatto deontologico. La generazione dei giovani che oggi sono alla ricerca di lavoro, e pertanto presumibilmente senza casa di proprietà, sta già vivendo grazie ai sussidi dei propri genitori (soldi delle pensioni, liquidazione, gruzzolo dato dai genitori ai figli per acquisto della prima casa, ecc...) che permettono loro di mantenersi lontani dalla casa natìa per lavorare precariamente, a spot , con stipendi da terzo mondo (6/800 euro al mese senza ferie malattie ecc...). Alla luce di ciò andare oggi a tassare acnora di più i possessori di casa (in gran parte oggi genitori con figli a carico e non certo i su citati giovani con paghe da fame) e dare il provento di questa tassa agli imprenditori per un presunto incentivo all'assunzione di precari mi sembra sinceramente immorale. Dopo aver spacciato la precarietà per flessibilità e averla presentata come la panacea di tutti i mali econimici d'Italia, ci accorgiamo che le aziende continuano ad andare male, malissimo, peggio di quando il mercato del lavoro era rigido. Cominciamo a fare autocritica tutti, imprenditori in primis. Invece di cercare sussidi da presunte ICI, visto che già hanno ridotto il mercato del lavoro a qualcosa che assomiglia alla servitù della gleba, e nonostante ciò continuano ad affondare, cercassero un po' di quella cultura imprenditoriale che manca qui, magari ispirandosi ai nostri vicini francesi o tedeschi, dove il lavoro è retribuito bene ed è rigidissimo, eppure le aziende vanno bene.

#41 da Raffaele Gragnaniello, inviato il 26/5/2010
Ho votato no. Fino a quando continueremo a prenderci per i giro da soli ? Non vi sembra che di queste soluzioni se ne sia già abusato abbastanza e che il risultato è tutt'altro che soddisfacente. Gli incentivi per l'assunzione dei giovani disoccupati ? Mi viene da ridere. Come si fa a non vedere che servono solo per creare ulteriori distorsioni nel mercato del lavoro. Un mercato è tale e funziona solo se è libero, ogni intromissione che ne regola questo principio crea solo sfaceli. Facciamo funzionare il mercato senza aiuti altrimenti avremo delle proiezioni falsate che servono solo ad uso e consumo della propaganda politica e che serve ad evitare che si affronti il vero CANCRO di questo paese. Invece di logorarci il cervello, pensiamo a risolvere il problema NUMERO UNO e sono certo, come d'incanto, si risolveranno molte altre criticità del nostro sistema.
LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE SENZA PIETA'.
Se da domani tutti pagassero le tasse, di colpo cambierebbe tutto in questo paese. Cambierebbe la stessa mentalità, ci sentiremmo autorizzati a chiedere rispetto, come contribuenti, ad una pubblica amministrazione deficiente; pagherebbero meno tasse i soliti noti; queste persone avrebbero più risorse a disposizione per comprare; salirebbero di conseguenza i consumi; aumenterebbe la produzione; ci sarebbe bisogno di nuova forza lavoro;
Non sono un economista, ma la vedo SEMPLICE SEMPLICE, se solo si vuole fare.
Mi viene da aggiungere che chi non paga le tasse distorce anche il mercato domestico poichè si pone in posizione di vantaggio nei confronti del cittadino che le tasse le paga. Il confronto tra i due è improponibile e quello che non paga le tasse, avendo una disponibilità di liquidità derivante dall'evasione, finisce per far lievitare i prezzi al punto che chi paga le tasse non può più permettersi di comprare quella cosa.
Se veramente si vuole fare qualcosa per questo paese, l'unica strada e che TUTTI PAGHINO LE TASSE, il resto è una conseguenza. E smettiamola di sentirci tutti economisti, di discutere su questo e quello. La distorsione del sistema economico e sociale di questa nazione è L'EVASIONE FISCALE SISTEMATICA. Fino a quando gli onesti saranno disposti a pagare per tutti gli altri ? IL sistema non può continuare a reggersi aumentando l'imposizione sui soliti NOTI di questo paese. E riproponendo l'ICI si chiede ai soliti noti di pagare. I signori dell'evasione, statene certi, non pagheranno.
Raffaele Gragnaniello

#40 da Agostino Ratto, inviato il 25/5/2010
La proposta del Sig. Mario Pozzi mi sembra giusta e da realizzare. Per agevolare il lavoro dei giovani attuare uno sgravio fiscale o una diminuzione dei contributi in favore del datore di lavoro.
L'idea quindi appare ottima e srebbe necessario che i nostri Politici ragionassero per realizzarla.

#39 da Mario Pozzi, inviato il 12/5/2010
Penso che si dovrebbe diminuire il "costo azienda" dei giovani, con opportuni sgravi contributivi, che si potrebbero ridurre in funzione dell'età o dell'anzianità aziendale.
Finchè non diventerà competitivo per le aziende assumere giovani, l'ingresso nel mondo del lavoro sarà sempre più selettivo.

#38 da Agostino Ratto, inviato il 11/5/2010
Non ho ricette per aumentare il lavoro giovanile, anche se credo che ci vorrebbe una scuola seria in grado di preparare meglio i giovani.
Ma desidero portare l'attenzione degli amici lettori sugli stipendi dei giovani lavoratori, anche quando si tratta di validi laureati ai primi impieghi.
Confesso che gli importi sono ridicoli rispetto al resto d'Europa.
Dobbiamo pensare alle opportunità di lavoro ma anche alle retribuzioni per i migliori.

#37 da GIUSEPPE, inviato il 6/5/2010
Si parla di micro inpresa giovanile oppure occupazione giovanile. mi riferisco a giovani che hanno voglia di fare una micro impresa , hanno un voglia di sviluppare una loro idea, diciamo un sogno nel cassetto, ma non vogliono soldi regalati da nessuno. be il sogno puo rimanere tale e ben chiuso nel cassetto, perchè? se non hai almeno 50,000 euro in un altro cassetto tu povero eri e morto di fame diventerai. danno soldi solo a chi ha già disponibili soldi e non mi venga a dire che si trova la soluzione perche la soluzione che propongono i signori che sbrigano le pratiche non sono altro che far aumentare giovani onesti in malfattori. in calabria questo praticano i signori che sbrigano le pratiche, aumenta le fatture cosi annortizzi. non chiedo di fare qualcosa tanto so benissimo che quello che dico non interessa a nessuno.

#36 da Michele, inviato il 3/5/2010
Questa idea fuorviante che le tasse siano un furto ai cittadini mero fumo polulista negli occhi. Le tasse fanno si che un paese abbia risorse su cui investire e servizi per la vita di tutti. Sarebbe opportuno che le tasse ci siano, per tutti e secondo la disponibilità. Non toglierle da una parte e poi piangere per i tagli agli investimenti, passandi per la cultura, la ricerca e le infrastrutture. Sono stanco di slogan irresponsabili e di chi parla a un paese come ad un pargolo!

#35 da Giacomo Oppici, inviato il 2/5/2010
Si sono sempre d'accordo, quando si parla di investire risorse sui giovani. Per quanto riguarda l'ICI, già era stato praticato un primo taglio, non era assolutamente necessario quello totale, è stato solo uno spot elettorale, per accalappiare voti da quel ceto, che pensa che non pagare le tasse sia la giusta via, senza comprendere che uno Stato che non ha capacità di investire sul futurio è uno Stato senza futuro; l'esempio della Grecia e sotto gli occhi di tutti; poche tasse, molti privilegi, hanno portato allo sfascio di un paese intero.

#34 da franco, inviato il 24/4/2010
"Ni". A chi andrebbero le diminuzioni di tasse sul lavoro finanziate dalla reintroduzione dell'ICI? Se vanno ai giovani, almeno in grande maggioranza, sono d'accordo (tramite diminuzione dell'irpef, ad esempio). Se invece si tratta di fare un favore alle aziende italiane, che già "godono" degli stipendi più bassi dell'occidente, allora non mi va bene. In Germania un semplice neolaureato al primo impiego prende 40mila euro l'anno, e hanno un cuneo fiscale (contributi) analogo a quello italiano. Non sarà che più semplicemente le imprese italiane ormai stanno in piedi solo grazie ai bassi stipendi?

#33 da picaro, inviato il 23/4/2010
ho votato sì. ma c'è un però. perché non recuperiamo i soldi dall'evasione fiscale e dalla corruzione e basta? due leggine: 1 se la corruzione ci costa circa 50/50 miliardi l'anno - lo dice la corte dei conti - mettiamo le seguenti conseguenze penali per il reato di corruzione: 1a. 15 anni di galera senza sconti 1b. impossibilità di prescrizione 1c. interdizione dai pubblici uffici a vita per qualsiasi carica pubblica e per qualsiasi forma di corruzione 1d. obbligo di ripagare l'intero ammontare della somma versata, più una multa pari alla somma versata. 1e i seguenti provvedimenti valgono sia per il corruttore sia per il corrotto. 2 per l'evasione fiscale: si aumentino i controlli incrociati, e tutto quello che la tua dichiarazione dei redditi non ti permette di avere, sia confiscato e venduto tramite aste giudiziarie.

#32 da marco, inviato il 23/4/2010
Non sono d'accordo con la scelta di reintrodurre tasse sulla casa che gà comporta un grosso impegno da questo punto di vista. Credo che i giovani debbano essere facilitati ad entrare nel mondo del lavoro non stimolando dal punto di vista economico il datore, ma facilitando l'accesso ad aggiornamento delle competenze. Penso alla conoscenza della lingua inglese. In Spagna ( e non mi dite che se la passano meglio di noi )ci sono dei corsi di lingue gratuiti forniti dal comune a chiunque e a qualsiasi orario.

#31 da Paolo Panfili, inviato il 21/4/2010
Non concordo sull'opportunità di ritornare all'ICI per finanziare un welfare pur assolutamente necessario. Ritengo vi siano immense aree in Italia di recupero, sul fronte fiscale e su quello delle inefficienze della P.A.; per non parlare delle rendite legalizzate derivanti o da posizioni di potere o di corporativismo. Sono malattie diffusissime nel Sistema Italia chè sarebbe sufficiente un intervento imparziale per sradicarle. L'ICI, se ritenuto necessario, si potrebbe reintrodurre a prescindere, ma non mi appare come una priorità.



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