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Gli italiani e l'astensione
di
Italia Futura
,
pubblicato il 16 marzo 2010
Ecco una selezione dei vostri commenti
da
Lucia
, inviato il 15/3/2010:
"Non mi piace l'invito all'astensione. Perché per quanto comprensibile, è sempre un chiamarsi fuori e dare carta bianca a quelli che votano e lasciarli decidere per tutti: il voto è un mio diritto-dovere e lo eserciterò anche questa volta!"
da
Andrea Barbieri
, inviato il 13/3/2010:
"In un paese democratico il miglior modo per far sentire la propria voce sta nel voto. Quindi non bisogna mai lasciarsi sfuggire questa occasione.
A mio avviso in questo momento l’unico voto utile per far capire lo sdegno degli Italiani è il non voto o meglio l’andare a votare annullando la scheda con un messaggio inequivocabile di protesta. Certo questo risultato sarebbe soltanto un punto di partenza e non un punto di arrivo: il vero problema è ovviamente un’alternativa politica in cui gli Italiani credano davvero".
da
Bepi Ghibellini
, inviato il 12/3/2010:
"Condivido, solo in parte, la proposta di astensionismo. Io andrò comunque a votare, ma se un'astensione diffusa fosse un segnale per costringere ad affrontare i veri problemi economici e strutturali (anche di democrazia), ben venga una spallata".
da
Arcangelo
, inviato il 12/3/2010:
"Perché andare a votare? Perché lo vuole la democrazia. Un giorno un grande vecchio disse: “Preferisco la peggior democrazia alla migliore dittatura”. Oggi rischiamo di perderla la democrazia. Vogliamo tornare indietro di 90 anni? Andiamo in massa a votare. Votiamo persone che stimiamo (ce ne sono ANCORA) e difendiamo questa nostra democrazia".
da
Riccardo de Vergottini
, inviato il 12/3/2010:
"Sopratutto per le elezioni locali emerge la povertà di contenuti e la bassezza dei profili della maggior parte dei candidati. Gli stessi quotidiani non danno alcun risalto ai programmi, a pochi giorni dal voto, preferendo vendere copie giocando sugli scandali e appiattendosi al livello culturale degli stessi candidati. Di fronte a tanto squallore prevale una sensazione di rigetto assoluto; l'astensione è solo una conseguenza".
da
Alessandro Garibbo
, inviato il 12/3/2010:
"Ritengo che l'astensionismo sia generalmente pericoloso e raramente utile. Utile solo quando invalida le elezioni per il non raggiungimento del quorum. Pericoloso perché chi già si proclama “eletto dal Popolo” potrebbe continuare a farlo e perché lo stesso “eletto dal Popolo” potrebbe arrivare alla conclusione che le elezioni non servono e adoperarsi per risparmiare al Paese lo sforzo economico-organizzativo abolendole, magari con un decreto d'urgenza. Fantapolitica, mi direte. Fantapolitica, ma fino a un certo punto".
da
Giorgio
, inviato il 12/3/2010:
"Sono pienamente d’accordo con l'ipotesi di esercitare il diritto individuale del non voto. Per rientrare nella metafora sono propenso a non pagare il biglietto di uno spettacolo veramente osceno che mi fa ribollire il sangue giorno dopo giorno. Accolgo con molto favore il suggerimento consapevole che non basterà ma sarà, magari, quella pietruzza che smuoverà finalmente uno stagno ormai in putrefazione".
da
Monty
, inviato il 12/3/2010:
"Assolutamente in disaccordo con l'astensionismo: non esprimere il proprio voto, anche turandosi il naso, significherebbe mettersi fuorigioco con le proprie mani. L'astensionismo "premia" solo chi detiene momentaneamente il potere. Mi pare opportuno sottolineare il momento delicatissimo che vive il nostro Paese, per cui il voto “contro” questo sistema che ci governa va espresso in tutti i modi, in attesa di un nuovo soggetto politico che sia capace di interpretare al meglio il malessere sociale, la povertà diffusa, la mancanza di cultura, l'immoralità"
.
da
Luca Colombo
, inviato il 12/3/2010:
"Ho ottenuto il diritto di voto nel 2002 e da allora non sono mai andato a votare. Sono molto attento alla vita politica del paese e cerco di informarmi il più possibile e più mi informo e più sono convinto della mia scelta. Volete dei buoni motivi per non andare a votare? Ne bastano due. Non si deve legittimare il potere dell'attuale classe politica dando il proprio voto a persone che dimostrano costantemente la propria incapacità. Il voto è uno strumento democratico importantissimo, perché si dovrebbe regalarlo a persone che non lo meritano? Non ha senso scegliere “il meno peggio” o “andare a votare turandosi il naso”. Quando qualcuno mi darà almeno un buon motivo per andare a votare (o ci sarà uno schieramento politico in grado di meritarsi il mio voto) allora rivedrò le mie posizioni".
da
Sabino
, inviato il 11/3/2010:
"A soli quindici giorni dalle elezioni nessuno parla di programmi e le stesse elezioni non sappiamo se si svolgeranno regolarmente perché ormai non si ha la certezza di nulla. Gli elettori di destra e di sinistra assistono inermi all'orrendo spettacolo che questa "classe dirigente" sta offrendo. L'astensionismo viene presentato come l'unica arma che l'elettore ha a disposizione per dire a chi ci governa: la gente è stufa di questo spettacolo, perché di spettacolo si tratta. L’alternativa è recarsi ai seggi è votare in massa scheda bianca".
da
Vittorio Savarese
, inviato il 11/3/2010:
"L'idea di un maxi-astensionismo come possibile risposta ad una classe politica non più rappresentativa del demos, l'avevo espressa tempo addietro ricevendo in cambio proprio l'epiteto di qualunquista. Pensate che la soluzione proposta sia realmente efficace, soprattutto in un sistema che, come giustamente sottolineato nell'articolo "ha trovato il modo di rendere difficilissimo qualunque ricambio o alternativa"? Francamente non credo. Sicuramente è un segnale forte, ma la mia impressione è che il ceto dei politici semplicemente farebbe spallucce di fronte ad un tale fiasco".
da
Guidobaldo Maria Riccardelli
, inviato il 12/3/2010:
"Invito tutti a non andare a votare o di votare scheda bianca! Non faccio differenze tra destra sinistra o centro. Ritengo che non possiamo farci rappresentare da questa classe politica di incapaci e corrotti".
da
oriente47
, inviato il 14/3/2010:
"Vedo dei commenti molto strani. A chi non ha convissuto con la politica degli ultimi trent'anni, può sembrare che prima di Berlusconi ci sia stato un paradiso terrestre. Ma non è per niente così. Ancora oggi paghiamo il malcostume di anni passati, quando si faceva scempio del paesaggio italiano e tutti avevano gli occhi chiusi e le orecchie otturate. Mi dispiace, ma le responsabilità sono da attribuire a gran parte della classe politica, di qualunque colore".
da
Stella
, inviato il 12/3/2010:
"Sono convinto che siamo arrivati a questo punto a causa dell'anomalia BERLUSCONI. Pertanto consiglio a chi voterebbe per le liste collegate a lui di non votare e a tutti gli altri di votare in massa".
da
Stefano
, inviato il 12/3/2010:
"No, nessuna astensione! Semplicemente pretendiamo di più da loro! Il voto è un nostro diritto duramente conquistato. Su queste cose non si deve scherzare! Piuttosto non andiamo alle manifestazioni politiche di piazza e inondiamoli di mail, ma il voto non si tocca! P.S. Ho 30 anni".
da
Agostino Quadrino
, inviato il 12/3/2010:
"L'orientamento astensionista dei giovani è la diretta conseguenza della loro progressiva esclusione dal dibattito politico, dalle leve del potere economico e da ogni altro mezzo di protagonismo sociale oggi in Italia. I politici sono vecchi d'età e di pensiero e non si occupano affatto del futuro. Pensano solo ad acquisire consenso a breve termine, senza alcun progetto. I giovani non sono “lontani” dalla politica: sono stati “allontanati” dai politici".
da
Mauro Ciccarelli
, inviato il 12/3/2010:
"Ho una famiglia di 5 persone, me compreso.Tutti i miei figli mi esortano a non andare a votare. Mia moglie è stata convinta. Io sto resistendo, mi sembra illogico non votare: è come non esistere. Ma, forse, hanno ragione loro: è un tempo particolare, un'epoca in cui prevale lo schiamazzo, la violenza, la maleducazione".
da
Satia
, inviato il 12/3/2010:
"Sono sempre stata contraria all'astensione. Ho sempre ritenuto il voto uno dei tanti modi, sicuramente imperfetto ma comunque accettabile, di partecipare alla costruzione del Paese in cui vivo e voglio (volevo?) vivere. Eppure non voterò. E’ la seconda volta che mi rifiuto di farlo. E’ un rifiuto molto profondo perché non mi riconosco più negli italiani e nelle loro (nostre?) scelte. La politica che si fa oggi in Italia non mi rappresenta più. Senza se e senza ma".
da
Tiziano Cai
, inviato il 15/3/2010:
"Credo che la scelta di astenersi alle prossime elezioni regionali sia legittima ma personalmente non la condivido ed andrò a votare. Sono convinto che nessun segnale, anche un'astensione del 90%, produrrebbe dei ripensamenti nella nostra classe politica. Ritengo perciò più utile andare a votare avendo cura di scegliere un candidato che, seppur non è il politico dei miei sogni, abbia la giusta competenza e, seppur in numero esiguo, ci sono candidati decenti in entrambi gli schieramenti".
da
Bruno Lago
, inviato il 12/3/2010:
"Sono favorevole all’astensionismo dal momento che “ai mali estremi, rimedi estremi”. Sarebbe forse l'unico messaggio forte per rivoluzionare il quadro politico ed i rapporti tra elettorato ed eletti. Ho paura però che manchi il tempo per organizzare una campagna bipartisan di cui Italiafutura potrebbe farsi carico".
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#7
da
massimo
,
inviato il 27/3/2010
Intanto complimenti per aver in qualche modo sdoganato un taboo. Per quanto mi riguarda ritengo costruttivo ed utile il dibattito scaturito sulle varie posizioni: scheda bianca, non voto consapevole, astensione etc. etc. Per molto tempo tutto ciò è stato ricondotto in un qualunquismo disprezzato tout court. Finalmente c'è una voce nuova che chiarisce che l'astensione è il modo di dare voce ad un dissenso.Mi auguro, però, che dopo il dissenso si propongano persone capaci, con idee e soluzioni ai molti problemi del paese.
#6
da
massimiliano manfredi
,
inviato il 25/3/2010
credo che i prodromi di un possibile rinascimento siano ancorati alla affermazione del valore meritocratico in tutto il settore pubblico, così si farebbe giustizia anche delle quote rosa. è ora di finirla con il dirigismo cooptativo nei luoghi del potere . lavoriamo per modernizzare l'istruzione ed adeguare la scuola italiana agli standard europei . vivo nel Sud dove il livello di istruzione è ancorato su standard punitivi
#5
da
cecilia
,
inviato il 17/3/2010
Io sono una cittadina che é sempre andata al voto e non ho mai lasciato scheda bianca. Credo molto nell'unico strumento che abbiamo in nostro potere, cioé il voto, per poter cambiare o almeno migliorare la classe politica ma in questi ultimi tempi con quello che sta accadendo credo che il 28 marzo lascerò scheda bianca e spiego i motivi.
In primo piano la questione delle liste non ammessse poi alcune sono state riammesse, il decreto interpretativo ed ora il suo passaggio in aula per l'approvazione definitiva; e la soppressione delle trasmissioni politiche in rai ci fa capire che non apparteniamo più al mondo evoluto e democratico. In secondo luogo siamo in presenza di candidati che usano qualunque mezzo pur di accaparrarsi un voto. Proprio questa mattina ho ricevuto una telefonata dalla segreteria del candidato del centro destra alla presidenza della regione piemonte l'on. Roberto Cota che mi ha chiesto se intendevo votarlo io ho detto che ero ancora incerta e lui alla fine mi ha detto se poteva mettere la croce sul si accanto al mio nome e indirizzo. Ora il voto é segreto come cita la costituzione e dalla segreteria di un candidato si affianca ai dati di un comune cittadino, quale la sottoscritta, con l'indicazione del voto di questo sono allibita a dir poco. In ultimo come ciliegia sulla torta 2 settimane fa alla messa il parroco ricorda tra i defunti la mamma e la sorella di Berlusconi proprio la domenica che il premier era a torino, di certo qualche fedele di BERLUSCONI avrà staccato un lauto assegno per le spese parrocchiali per far ricordare i suoi famigliari che non avranno mai messo piede a torino visto che i milanesi doc non ci hanno mai potuto vedere e ci hanno portato via tutto e oggi campano a nostro discapito. In conclusione 1l 28 non indicherò nessuna preferenza ma oramai comincio ad essere schifata di essere italiana.
#4
da
luciano foresta
,
inviato il 17/3/2010
Una battuta:
Qualcuno mi ha consigliato di votare Meno Peggio.
Sapete dov'è candidato?
#3
da
Vinicio Leonetti
,
inviato il 17/3/2010
Qui a Lamezia Terme, nel cuore della Calabria, la lotta politica si fa anche con bombe lasciate inesplose sotto casa dei candidati a sindaco, e con 16 colpi di calibro 9 contro i manifesti di un consigliere comunale che si ricandida. Ci sono anche maghi impegnati in campagna elettorale, e candidati collegati a chi provocò lo scioglimento del consiglio comunale per mafia per ben 2 volte (1991 e 2002). Nei sondaggi la percentuale di "non so" a Lamezia Terme s'aggira tra il 25 e il 30%. Cos'altro ci vuole per non andare a votare? George Clooney direbbe: "What else?".
#2
da
luciano foresta
,
inviato il 17/3/2010
In un sistema elettorale, come quello italiano, in cui i candidati sono scelti dal padrone delpartito ed i voti acquisiti (il termine ha lastessa radice di acquistati) tramite una rete di vassallaggio o (come accade al sud) con cene pre elettorali con sfoggio di potenza e con abili regie di marketing politico, l'unico modo per rendere visibile e valorizzare il proprio voto e astenersi.
Il voto libero non può avere lo stesso valore del voto comprato al mercato.
#1
da
maria
,
inviato il 16/3/2010
Io non andrò a votare e neanche i miei due figli ,la nostra scelta è motivata da una classe politica di destra e di sinistra sorda ai reali bisogni della gente. Qualcuno mi deve spiegare perché gli onorevoli e i senatori hanno una casella di posta elettronica e poi tu, cittadino quando gli segnali una iniquità ,nessuno di loro ti rispondono ?Io vedova con tre figli visto che per lo Stato (Politici) non sono considerata una famiglia nonostante i tre figli per quella maledetta quota di reversibilità che i miei figli ricevono che supera di 20 euro il limite di reddito imposto dal lontano 1987,(preciso non un è un regalo ,ma frutto di anni di lavoro del de cuis ),tartassata dal fisco,perché mi debbo scomodare per dare il mio voto, tanto le miei idee,le mie problematiche , non sono prese in considerazione da nessuno. Per la verità neanche dai mass media. Problematiche non solo mie ma di tanti che versano nella stessa condizione.Maria
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