di Pierluigi BattistaSilvio Berlusconi ha un vero, grande nemico in questa campagna elettorale: lo scoramento del suo popolo. Un misto di disincanto e di rassegnazione che, se pure non si traduce nella scelta dello schieramento avversario, alimenta una fortissima tentazione astensionista. L'ultimo sondaggio di Renato Mannheimer conferma che il Pdl, sebbene non se ne avvantaggino direttamente gli avversari, soffre gli effetti di una autosecessione silenziosa.
La tendenza a disertare le urne, a sancire con il non-voto uno smarrimento che si traduce in disaffezione, disimpegno, delusione. E' il fantasma del 2006 che impone al Berlusconi grintoso di queste ultime ore la scelta dell'ennesima corsa solitaria anche a costo di lanciare accuse non provate e parlare di complotti. Uno contro tutti, come sempre da sedici anni a questa parte. Contro i nemici. Ma anche contro i suoi seguaci troppo facili e inconcludenti, quando sono orfani di un Capo capace di rimediare ai loro guai.
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