di Eugenio ScalfariIl 27 giugno del 1924 i partiti d'opposizione presenti alla Camera dei Deputati decisero di ritirarsi dai lavori parlamentari come segno di estrema protesta dopo l'uccisione di Matteotti avvenuta per mano di sicari fascisti pochi giorni prima. Alla testa di questo gruppo di dissidenti c'erano i socialisti e i democratici di Giovanni Amendola. Il gesto voleva scuotere l'opinione pubblica e soprattutto il re, ma non ebbe alcun effetto concreto. Sei mesi dopo, nel gennaio del '25, Mussolini si assunse la responsabilità politica di quell'omicidio e instaurò il regime dittatoriale.
I deputati secessionisti furono dichiarati decaduti, i partiti soppressi e la Camera poco dopo fu sciolta. Il movimento secessionista prese il nome di Aventino in ricordo della secessione della plebe romana contro il Senato, avvenuta nel 494 a.C.
Ricordo questi fatti perchè si riparla ora di un'altra possibile secessione parlamentare ed elettorale caldeggiata dai radicali come colpo di teatro per mettere in difficoltà il governo Berlusconi e mobilitare l'opinione pubblica.
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