Se torna l'antipolitica
La fine dell'indifferenza?
di
Italia Futura ,
pubblicato il 10 marzo 2010
Leggiamo dal “Giornale”, dall’editoriale di Vittorio Feltri, che gli “italiani sono disgustati e non riescono a seguire con un minimo di partecipazione gli sviluppi della vicenda schede”. Forse c’è anche di più. Dopo molti mesi nei quali sembrava che gli italiani mostrassero assuefazione o indifferenza tornano ad affacciarsi i sintomi dell’antipolitica, con le avvisaglie di una nuova ondata di ripulsa che potrebbe attraversare i due schieramenti.
D’altra parte vediamo che sui temi più autentici sui quali si gioca il futuro del paese – il sostegno al lavoro e alle imprese, prima di tutto, così come il funzionamento dello Stato – la politica sembra incapace di andare oltre l’amministrazione del giorno per giorno. Preferendo invece acconciarsi all’ormai antico gioco delle parti tra chi grida al complotto e al sopruso e chi denuncia il regime.
Il rischio di una ripartenza dell’antipolitica esiste, lo percepiamo tutti così come tutti ne vediamo i responsabili. Ma almeno stavolta, per favore, ci sia risparmiata la recita della condanna unanime del distacco dei cittadini dai partiti. Perché è in questi partiti e nella rappresentanza che origina da una pessima legge elettorale che vanno cercate le vere cause della disaffezione.
Altri articoli di Italia Futura