Se torna l'antipolitica

La fine dell'indifferenza?

di Italia Futura , pubblicato il 10 marzo 2010
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Leggiamo dal “Giornale”, dall’editoriale di Vittorio Feltri, che gli “italiani sono disgustati e non riescono a seguire con un minimo di partecipazione gli sviluppi della vicenda schede”. Forse c’è anche di più. Dopo molti mesi nei quali sembrava che gli italiani mostrassero assuefazione o indifferenza tornano ad affacciarsi i sintomi dell’antipolitica, con le avvisaglie di una nuova ondata di ripulsa che potrebbe attraversare i due schieramenti.

D’altra parte vediamo che sui temi più autentici sui quali si gioca il futuro del paese – il sostegno al lavoro e alle imprese, prima di tutto, così come il funzionamento dello Stato – la politica sembra incapace di andare oltre l’amministrazione del giorno per giorno. Preferendo invece acconciarsi all’ormai antico gioco delle parti tra chi grida al complotto e al sopruso e chi denuncia il regime.

Il rischio di una ripartenza dell’antipolitica esiste, lo percepiamo tutti così come tutti ne vediamo i responsabili. Ma almeno stavolta, per favore, ci sia risparmiata la recita della condanna unanime del distacco dei cittadini dai partiti. Perché è in questi partiti e nella rappresentanza che origina da una pessima legge elettorale che vanno cercate le vere cause della disaffezione.

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tag:  antipolitica   partiti   legge elettorale   programmi politici   elezioni regionali  


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#2 da Agostino Ratto, inviato il 30/5/2010
Dobbiamo stare attenti a non sprofondare nell'apatia verso la politica.
Abbiamo il dovere di pensare al comportamento degli eroi del Risorgimento, a quanti sono morti durante le guerre per la libertà nazionale, dobbiamo ricordarci dei primi politici del dopo guerra, onestissimi, tra i quali ricordo Luigi Einaudi primo Presidente della Repubblica e in seguito pertini.
Dunque dobbiamo ricordarci questi eroi, queste figure imponenti, queste colonne del nostro Stato nazionale.
pensando a costoro gli attuali politici ci sembreranno misere figure, persone in parte senza ideali, senza nerbo, senza cultura e dignità.
In gran parte sono elementi che meritano solo il nostro disprezzo, ma proprio per questo occorre che ci sia la nostra forte reazione per una politica diversa, seria, al servizio della gente.
Quindi dobbiamo scegliere persone capaci e serie sulle quali concentrare il nostro voto.
Guai a fare di tutta l'erba un fascio, guai a non votare venendo meno ad un nostro diritto. Ricordiamoci sempre delle figure importanti che hanno costruito l'Italia.
Con un po' di fantasia e coraggio almeno pensiamo al grande Giuseppe Mazzini!

#1 da Massimiliano Cantafio, inviato il 11/3/2010
Altro che disgustati, la situazione è molto più grave...gli italiani non hanno più neanche la forza di INDIGNARSI, di fronte ad una situazione insostenibile, paradossale, illegale. In qualsiasi altro paese civile il popolo si serebbe fatto sentire...gli italiano sono ormai assuefatti all'oligarchia prepotente e strafottente



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