Lotta alla corruzione, impresa titanica

L'Italia non deve autoflagellarsi

di Luca di Montezemolo , pubblicato il 23 febbraio 2010
immagine documento
Ascolta l'audio dell'intervento:



È la qualità delle classi dirigenti che può fare la differenza tra un paese civile e un paese che non lo è. Una classe dirigente i cui esponenti siano forti nelle loro specifiche competenze ma anche consapevoli di avere una comune e vincolante responsabilità verso la società civile facendosi carico degli interessi del paese.

Sappiamo bene che la qualità delle classi dirigenti si misura anche sui valori etici e morali, oltre che sul senso delle istituzioni: istituzioni da rispettare ma anche da modernizzare, con tutti i necessari passaggi di riforma, affinché siano sempre più in grado di rispondere alle esigenze della modernità.


È anche qui, nella riforma dello Stato e delle istituzioni, che possiamo vedere una soluzione strutturale al gigantesco problema della corruzione. Perché fintanto che l’azione dello Stato non sarà resa più efficiente e trasparente, fintanto che gli spazi di intermediazione tra la società civile e la cosa pubblica saranno molteplici e confusi, fintanto che il cittadino non avrà la possibilità di poter contare su una pubblica amministrazione pienamente funzionale e responsabile le occasioni per il malaffare si sprecheranno.

Proprio in questi giorni torniamo a interrogarci sulla diffusione del malaffare, dello sperpero del denaro pubblico e sul loro impatto per la credibilità delle classi dirigenti. Ma proprio in questi stessi giorni occorre tornare a guardare con fiducia all’Italia, alle sue risorse morali e alla grande maggioranza di italiani che si dedicano con impegno e onestà al proprio lavoro e alla costruzione del futuro comune. Dobbiamo fare in modo che questa maggioranza di italiani si affermi e si renda sempre più visibile nel paese. Perché siamo una nazione che troppo spesso tende ad autoflagellarsi, a cedere alla leggenda consolatoria secondo cui “tutti sono uguali e tutti rubano alla stessa maniera”. Non è così e lo sappiamo bene.

Dobbiamo anche evitare di pensare che le colpe della corruzione siano tutte nella politica, perché anche in altri settori esistono fenomeni di malaffare che affliggono la nostra vita pubblica. Eppure la politica ha certamente una precisa responsabilità: quella di non avere introdotto riforme adeguate per far funzionare bene la macchina dello Stato. E dove lo Stato non funziona si afferma inevitabilmente quella “società fai da te” dove ognuno si sente autorizzato ad arrangiarsi come meglio può, e dunque anche attraverso il ricorso alla corruttela.

Talvolta la politica sembra profittare di questo vuoto dello Stato, occupando ogni spazio di mediazione tra i cittadini senza dare in cambio istituzioni efficienti. Il compito di una politica alta e responsabile non può che tornare ad essere quello delle riforme, del profondo senso dello stato e del suo buon funzionamento, della ricostruzione di un tessuto civile dove il malaffare sia l’eccezione e non la regola della mediazione.

Voglio dirlo con chiarezza: la lotta alla corruzione è un’impresa titanica che occuperà quanto meno lo spazio di una generazione, che richiederà sforzi enormi e grande lungimiranza. Eppure tutti noi vogliamo e possiamo contribuirvi.

Presidente di Italia Futura


tag:  corruzione   politica   società civile   pubblica amministrazione  


STAMPA:   per visualizzare la versione per la stampa clicca qui

ALTRE SUL TEMA


LASCIA UN COMMENTO | Leggi il DISCLAIMER


#19 da Agostino Ratto, inviato il 17/5/2010
L'argomento è importante e fondamentale per ridare slancio alla politica vera e nello stesso tempo assicurare serietà nelle gare tra le imprese e comunque spingere il mondo del lavoro.
ha ragione l'Avvocato Montezemolo quando dice che non dobbiamo autoflagellarci, ma io aggiungo che dobbiamo reagire con durezza affinchè trionfi la Giustizia.
Scusate amici ma sono pessimista nell'aanalizzare i comportamenti della nostra Italia in ordine alla corruzione.
Non possiamo continuare a parlare dell'argomento affrontandolo con mezze misure, leggi che contrastano tra loro e si annullano, chiacchere salottire in YV o denunce giornalistiche che dopo pochi giorni vengono dimenticate.
Da discreto studioso della Rivoluzione Francese penso che ci si trovi di fronte ad una situazione tale da meritare azioni coraggiose e dure, un pò come si fece nel 1992 al tempo della crisi della "prima Repubblica" e mi spiego con uno slogan molto semplice che non deve scandalizzare gli onesti che non hanno nulla da temere: "queste sono le prove che abbiamo, quindi o ci spieghi i fatti nei dettagli o vai a riposare in prigione sino a quando la tua memoria sarà più limpida e precisa".
Ci troviamo di fronte a veri moderni banditi che come tali devono essere trattati.
Tutto il resto sono solo parole che permetteranno ai disonesti di continuare imperterriti a danneggiare gli onesti e l'Italia.

#18 da roberto boldrini, inviato il 7/3/2010
non so quale sia la consistenza complessiva, ma penso sia il momento di valutare seriamente se esista la possibilita' di dare una espressivita' politica a quello che e'solo un movimento di opinione, le buone e belle opinioni hanno bisogno di un riconoscimento politico per poter essere sostenute , difese e per crescere.Ritengo che i tempi possano essere maturi per chi fa dell' efficienza, dell' onesta' e delle pari opportunita' sociali la propria bandiera.Spero di non essermi sbagliato a voi tutti nell' attesa di conoscervi piu' personalmente il mio appoggio.

#17 da Mauro Canonico, inviato il 2/3/2010
La classe dirigente in un paese dovrebbe essere quella che fa gli interessi di tutto il paese e non il proprio. Neanche la pena di morte e il taglio delle mani toglierebbe questa piaga. La politica dovrebbe essere una missione di solidarietà verso la gente e non il nodo oscuro dell’incontro tra le mafie, i poteri occulti , le raccomandazioni e quant’altro .. Io sono un vecchio dipendente Fiat ho partecipato alla marcia dei 40 mila , dopo la chiusura della Lancia di Chivasso , sono finito con una delle tre carrozzerie Fiat ( Bertone Pininfarina e Maggiora ) la mia ditta ha fallito ed ora mi trovo a 58 anni senza lavoro senza mobilità e senza pensione . Dove sono i valori etici e morali e il senso delle istituzioni? Avevano forse questo in testa quei politici che hanno approvato la riforma delle pensioni senza minimamente pensare agli ammortizzatori sociali? La nostra società va sempre più verso la decadenza , verso un mondo medioevale dove non è la bravura della classe dirigente , ma essere il figlio, il nipote, l’amante , del “Bos” che apre le porte alla conduzione delle imprese. La nostra società è governata da questa gente . E l’altra parte del popolo è resa “felice” e accecata dall’ “alta qualità dell’informazione ” che ci propone lo svariato ventaglio dei media ( tutti al servizio della classe ..) il cui messaggio predominante e che : “ tutto va bene” . Con queste prospettive come si fa a credere in un mondo migliore. Non certo basta lo spazio di un intera generazione per venirne fuori . Due o tre generazioni dei corrotti dovrebbero vivere a pane ed acqua per rendersi conto del danno che hanno prodotto a questa nostra Italia . La politica del “cucu” la rende perfino ridicola a molti paesi del terzo mondo e ben presto come i barbari hanno rimpiazzato l’impero romano , gli extracomunitari, senza una politica seria di integrazione si “ mangeranno” tutti gli italiani . In quel tempo i nostri figli “ ringrazieranno” Scusatemi se sono pessimista ma in questo momento questa è la forza che mi aiuta a non mollare

#16 da Francesco Pillosu, inviato il 27/2/2010
Purtroppo la corruzione fà parte della nostra cultura, siamo bravi a fare bei discorsi ma quando ci sono interessi di mezzo quei discorsi non valgono più. Il cambiamento deve avvenire a partire da ogni singola persona che dà il buon esempio a chi gli stà vicino, deve essere una rivoluzione Ghandiana che a macchia d'olio viene trasmessa alla società, alla politica e a tutti gli attori della nostra vita. Ma forse stò sognando.......

#15 da Andrea, inviato il 27/2/2010
È come se fossimo in mezzo ad un guado con ostacolo ad avanzare e l’acqua che sale.

Cosa fare? Restare o scappare altrove? Forse per una persona giovane come me la cosa più semplice sarebbe andare via.

Eppure penso che dobbiamo imparare dai nostri errori, è ora che gli Italiani tornino a contare su regole chiare, semplici e uguali per tutti, politici compresi.

Come fare per risolvere questa situazione paradossale? Come il singolo cittadino può dare il suo contributo? La risposta a mio parere sta nei gruppi di lavoro e di opinione come questo offerto da Italia Futura. Fare gruppo attorno ad un rinnovato sentire comune è la risposta ai problemi della nostra società, perciò avanti con ottimismo!

#14 da Aldo Baiardo, inviato il 27/2/2010
La societa' civile non ha piu' bisogno dell'intermediazione dei partiti,per interagire con le istituzioni.Per modificare tale situazione bisogna scardinare i meccanismi che consentono alle persone di sceglere la politica come professione(finanziamento ai partiti,mandati elettivi plurimi e altro.)
Chi puo' farlo?Solo la societa' civile con
un processo di forte consapevolezza sviluppato attraverso la rete tramite centri di aggragazione come il vostro.
Come farlo?Non vedo altro che una sequenza di campagne refendarie mirate a modificare i meccanismi in atto.
I rappresentanti delle istituzioni,scelti dai cittadini,completeranno il lavoro di modifica della nostra costituzione,per
renderla piu' aderente alla realta' odierna.
Naturalmente,poiche' le cose da fare sono sufficientemente chiare,c'è solo da stabilire delle priorita' di attuazione delle riforme,il mandato dovra esser vincolato a tale obiettivo.

#13 da mauro ciccarelli, inviato il 27/2/2010
Anche il più umile degli italiani saprebbe come gestire le istituzioni in modo efficace!E' tamente evidente lo sfascio e l'irresponsabilità dei politici e degli ammimnistratori! Sono sicuro che Montezemolo saprebbe dirigere una nazione in modo brillante come dirige le sue grandi aziende. Ma il problema è di decidere se entrare in politica o no.Occorre decidere e seguire la strada che egli ha in mente senza indugi e spazzare via questa classe di corrotti e malfattori.E' questo che vuole il popolo :_ seguire la strada dell'efficienza e dell'onestà. Con questa linea vinceremo!

#12 da oriente47, inviato il 26/2/2010
Bisogna incominciare a rimediare:
1) I popolo,nella sua sovranità,deve poter scegliere i candidati e non i partiti. La popolazione di ogni paese,ha più possibilità di valutare la condotta dei cittadini e vedere se sussistono i requisiti ed i valori per occupare posti di vitale importanza per la Nazione.
Questo per cominciare. Cordialmente, Ernesto Zangla

#11 da Andrea, inviato il 26/2/2010
Terribile problema la corruzione. Anche fondare un nuovo partito non è semplice. Guardiamo cosa è successo a Berlusconi ( limiti suoi a parte ). Ha scambiato l'Italia per una impresa, e con criteri manageriali ha dati impulsi per svecchiare e agire con minori pastoie. Ma trovandosi gli uomini che si trova, e non essendo neppure lui immune da imperfezioni, si ritrova con varie tangentopoli, riforme scolastiche zoppe, ecc. ecc, non potendo neppure essere tranquilli sui conti pubblici, sui quali si possono sospettare vari funanbolismi. Ha ragione, purtroppo Montezemolo prevedendo almeno una generazione per migliorare. Che fare allora?. Una grande pubblicità, nelle scuole e dappertutto, ai guai della corruzione e della disonestà pubblica,un impulso vero alla educazione civica, una drastica riforma dell giustizia che sulle cose piccole deve liberarsi dalle formalità burocratiche e giudicare a "buon senso" immediatamente e senza costi per chi ha ragione.Propagandare e fare alcune leggi semplificative:i contratti verso i privati devono essere di una pagina al massimo in corpo 12 con una sola firma, senza eccezioni alle leggi vigenti. Quella firma sottende automaticamente la privacy e quanto altro. Piccole cose, ma queste ed altre obbligheranno tanti a comportarsi più onestamente. I giudici devono seguire le cause secondo solo ai tempi tecnici di lettura e analisi scientifiche, e non secondo i loro calendari. Forse vanno aumentati, ma nella magistratura, come nei militari devono andare dove ci sono le guerre. Solo poche idee ma per indicare una strada da percorrere e sollecitare con adeguate campagne pubblicitarie, in modo da farle proprie ai politici.

#10 da Alberto Trenta, inviato il 26/2/2010
Cari Signori,

Con grande dispiacere vi debbo comunicare che l'attuale sistema, secondo la mia opinione, non potrà MAI essere risolto, non è un fatto di DNA degli italiani, la colpa sta nell'impostazione errata dei rapporti tra le istituzioni ed i cittadini.

Purtroppo fin quando per ottenere giustizia o meglio i propri diritti si costretti a rivolgersi all'amico dell'amico bussando alla sua porta con i piedi perché le mani sono occupate dai diversi regali e regalini, scusate l’eufemismo, il problema non si potrà mai risolvere.

Credetemi è tempo perso è una pia illusione, resta soltanto di rassegnarci.

La soluzione si potrebbe trovare in una rivoluzione, anche questa idea è una pia illusione.

Qualcuno dovrebbe ripensare a tutta l'impostazione delle regole, si dovrebbe creare una classe politica di professionisti che esce dalle università come fanno gli ingegneri i dottori ecc.
Una classe politica che almeno sappia parlare un italiano corretto, conosca la storia e la geografia, conosca a mena dito la costituzione e giuri di rispettarla.

Una classe politica che soprattutto dovrà rendere conto direttamente ai propri elettori.

La corruzione potrà finire quando finirà il concetto: " dammi il voto in modo che io mi sacrificherò per conseguire il tuo bene e quello della tua famiglia".


Certo è che bisognerà fare qualche cosa, ma una sola generazione non potrà essere sufficiente, nel frattempo cercheremo di andare avanti lavorando e lasciandoci massacrare dalle ingiustizie e dal nostro socio di maggioranza, "lo Stato" sempre più avido.

Scusate lo sfogo di chi è una vita che lavora e paga le tasse senza sapere perché e a che scopo.

Alberto Trenta

#9 da francesco, inviato il 26/2/2010
non mi sembra che l'intervento di Montezemolo si discosti molto dai soliti discorsi. per me lo stato è come una famiglia, e noi italiani siamo figli viziati che hanno la possibilità economica e politica di non responsabilizzarsi, TUTTI, perchè sono veramente pochissimi coloro che non sono corrotti tra i cittadini. come in una famiglia a mio parere si parte dall'assumersi le responsabilità ed essere fedeli al proprio ruolo, e questo non può essere imposto quando è in gioco la maggioranza, ma al limite dimostrato ed insegnato: senza la cultura, quella vera che parla di conseguenze a breve e lungo termine, non si va da nessuna parte, si può solo rimanere ciò che siamo istintivamente, e cioè animali corruttibili legati al processo primario

#8 da Lucio Coletti, inviato il 25/2/2010
La corruzione è figlia della nostria storia, da sempre ci siamo impeganti non per gli ideali ma per ciò che ci faceva più comodo, e ripeto basta analizzare la storia del paese.
Se volessimo liberarci di questo fardello dovremmo semplicemente, e badate bene, dico semplicemente, rendere estremamente semplice il nostro sistema burocratico e scrivere leggi chiare e non intepretabili, ma semplicemente da applicare.

Questo è alla base di tutto, chi sbaglia deve pagare, anche se poco e magari con sistemi che tendono ad'aggravare le pene con il ripetersi delle scorrettezze.

Basta volerlo e dichiararlo, gli Italiani capirebbero e si adeguerebbero come al solito, ma bisogna essere chiare e non far avere privilegi

#7 da di salvo benedetto, inviato il 25/2/2010
A mio parere la corruzione dilagante deriva da una mancanza totale di etica della nostra classe politica e dalla assoluta mancanza da parte dei partiti di saper selezionare una buona classe dirigente.

#6 da MONTY, inviato il 25/2/2010
Penso che sia giunto il momento di dover azzardare qualcosa in più....Mi rivolgo al Presidente Montezemolo...gli intenti della Fondazione sono encomiabili, ma , temo, in una siffatta momentaneità politica ,ritardare il "timing" per dar vita ad un vero Partito lontano dai sistemi affaristico-lobbistici attuali sarebbe imperdonabile...L'Italia e i giovani non possono aspettare ancora molto e non possono e nemmeno debbono assistere alla distruzione del nostro Paese....è maturo il momento per il " partito "...dobbiamo avere coraggio..il coraggio paga sempre...Aspetto io come molti altri questo ineluttabile evento indispensabile per la " spes" di tutti noi....

#5 da emanuele de cupis, inviato il 25/2/2010
e ci voleva!

#4 da giacomo, inviato il 24/2/2010
“Fare impresa è esattamente una questione di sopravvivenza ed è ciò che sostiene la creatività, per cui se fai le cose bene falle meglio”... da : Anita Roddick.

Ritengo che ormai siano maturi i tempi perchè la Nostra Nazione possa avere a riferimento nuovi volti e nuove persone come classe dirigente che sappia come si può governare. Non dobbiamo essere disfattisti ma prendere coscienza che ormai una nuova Classe dirigente è matura per il cambiamento e questo lo possiamo fare se insieme al movimento " Italia Futura" ci proporremo come alternativa. Io mi sento pronto ad affrontare questa scommessa con nuove idee e nuovi stimoli.Ho un mio motto che condivido con i miei collaboratori
"Solo la testardaggine di trasformare l’idea in un prodotto o servizio dà vita ad un imprenditore" e nel Nostro Paese siamo in tanti a pensarla così ma gli stimoli che dovrebbero giungere dall'alto si fermano sempre alla prima porta.





#3 da Flavio Rossini, inviato il 23/2/2010
Sacrificio ed empatia sono le qualità che devono contraddistinguere la classe politica.

#2 da marco tisi, inviato il 23/2/2010
Visto lo stato generale della politica italiana, non e' rinviabile un impegno diretto di "italia futura" alle prossime elezioni.

#1 da luigi , inviato il 23/2/2010
Io spero che Luca Cordero di Montezemolo fondi il suo partito, poi se qualcun altro si vuole aggregare, lo faccia pure ma senza condizioni, accettando le idee fin qui espresse. I signori che ora ci governano hanno sfruttato l'impegno di Romano Prodi e di Tommaso Padoa Schioppa delapidando quello che si era ottenuto, ora non sanno più dove andare a parare.



nome

email
cap
link

commento
Inserisci il codice di verifica:
Ascolta il codice segreto

 


Conosci ItaliaFutura
Il progetto, le persone, le attività
Rimettiamo in moto il Paese
La contro manovra di Italia Futura
Associazioni regionali
Italia Futura nel territorio
Partecipa!
Vuoi collaborare alle attività di Italia Futura?


nome

cognome

carica

amministrazione

Nazione
Provincia
Comune

Mi piace questa proposta e voglio aderire
email
cap



nome e cognome
email
cap
scuola

commento

nome e cognome

email
cap

Racconta