Un manifesto di illegalità

La denuncia

di Italia Futura , pubblicato il 22 febbraio 2010
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Domani la Camera dei deputati voterà il decreto milleproroghe, e con esso la postilla tempestivamente inserita per il condono dei manifesti abusivi, la piaga che a ogni scadenza elettorale flagella le nostre città: i partiti, anziché venire multati per il danno effettivo, potranno pagare 1.500 euro forfettari per ogni provincia imbrattata. Tutto fa credere che il provvedimento passerà e che neanche quest'anno i muri, le piazze e la bellezza delle nostre città potranno salvarsi.

La degenerazione di questa pratica non è distante dai fatti che stanno occupando la cronaca degli ultimi giorni: quando si allargano le maglie delle regole per lasciare i partiti liberi di occupare tutti gli spazi della società, è lì che si varca la soglia della legalità.

E' per questo che Italia Futura ha deciso di pubblicare la fotografia scattata da una nostra collaboratrice (Giulia Innocenzi) su una via di Roma tutt'altro che degradata (viale Parioli) e tra l'altro in un orario di punta (le due del pomeriggio).



La fotografia ritrae un bambino, probabilmente rom, mentre attacca un manifesto elettorale munito di scopettone e secchiello con la colla. All'autrice della fotografia non è stato consentito un altro scatto, perché nel giro di pochi istanti due uomini dal fare minaccioso le hanno intimato di andarsene. Ma la fotografia e il manifesto sono stati poi portati al commissariato di Ponte Milvio per la segnalazione alla questura di Roma.



Sono poche le speranze che fanno credere che domani la Camera si pronunci contro il condono. Tuttavia, il rischio reale scatta nel momento in cui i cittadini smettono di indignarsi e si trasformano da controllori sui propri eletti a controllati. Probabilmente il Partito dei pensionati, il cui manifesto elettorale è stato appeso da un bambino, è totalmente ignaro dei metodi utilizzati dall'azienda cui si è rivolto per l'attacchinaggio. Saranno le autorità competenti a doverne accertare l'eventuale resopnsabilità. Ma è proprio questo il problema che sta vivendo la politica oggi: tanti sono gli spazi occupati e tanti altri sono quelli che si vorrebbero occupare. Il modo più veloce e diretto per farlo diventa quindi abbassare la guardia sul rispetto delle regole e sulla manifestazione dell'etica nel proprio operato, finendo spesso per razzolare assai diversamente da ciò che si predica.

Capita così che possa andarci di mezzo un bambino. Davanti ad un episodio del genere occorrerebbe fare tutti un passo indietro e riappropriarsi del valore stesso della politica: un servizio per il miglioramento della vita dei cittadini, e non un dazio che questi devono pagare per la normale prosecuzione delle proprie attività quotidiane. O addirittura, come nel caso del bambino, la cessione della propria infanzia a beneficio di chi, invece, dovrebbe esserne il primo guardiano.

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tag:  affissioni abusive   condono   decreto milleproroghe   lavoro minorile   legalità  


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#4 da Lucio Gudani, inviato il 28/2/2010
L'Italia sta sprofondando nel baratro dell'illegalità e del malaffare.
Si è reintrodotto di fatto lo schiavismo spacciandolo come flessibilità del lavoro. Vorrei dire tantissime altre cose ma sempre più spesso lo sconforto mi consiglia di fuggire via da questo paese "di dolore ostello" dove le camarille sembrano invincibili e la "Casta" continua a umiliare ogni speranza di cambiamento.
Affrontate anche la spaventosa piaga dei cartelloni pubblicitari che aumentano di giorno in giorno, pur restando spesso vuoti e inutilizzati per mesi.Li stanno piazzando davanti ai monumenti (vedi Porta maggiore e Battistero di S.Giovanni) con la complicità evidente di un'amministrazione comunale INDEGNA che pensa a cacciare i Rom e lascia stuprare Roma da 100.000 cartelloni pubblicitari. Che siano maledetti in eterno!

#3 da Sandra del Signore, inviato il 24/2/2010
Se per curiosità provassimo a consultare il dizionario della lingua italiana alla voce “legalità”, troveremmo la seguente definizione: “la condizione di ciò che è conforme alle leggi”.
La legge per definizione è uguale per tutti. Tuttavia, osserviamo quotidianamente che la legge non è affatto uguale per tutti. Se con la finanziaria 2007 è stata ripristinata la responsabilità solidale tra chi commissiona e chi affigge abusivamente manifesti, al fine di ricondurre comportamenti ed azioni, evidentemente non corretti, verso un idea di civiltà, c’è da chiedersi, allora, perché sia stato proposto un condono delle violazioni amministrative in tema di affissioni abusive.
In periodo di elezioni si chiude un occhio. Atteggiamento tipico italiano, di quelli del “ma per qualche manifesto...”, di quelli del “tanto siamo abituati”, di altri che “meglio i manifesti elettorali che altro”. E con occhi che ormai guardano senza vedere più nulla, non ci sentiamo più sensibili nemmeno di fronte all’imbarazzante vista di bambini che a qualsiasi ora sono impiegati ad attaccare manifesti elettorali di soggetti che promettono di custodire e garantire la legalità a beneficio del bene comune. Bambini i cui “committenti” non si sono preoccupati di sapere come mai siano così disponibili, già in tenera età, a fare un “lavoretto”, se vadano regolarmente a scuola, se siano regolarmente residenti in Italia o se siano clandestini.
E quegli stessi soggetti a cui noi affidiamo un potere enorme con quello strumento chiomato “voto”, sono gli stessi soggetti che per garantirsi proprio quel volto e, quindi, ogni beneficio da esso derivante, per primi eludono le regole della legalità.
È nel nostro DNA, trovare il modo “alternativo” per superare l’ostacolo. Ciò non denota altro che arretratezza culturale, sociale e morale fortemente stagnante e priva di progetti di cambiamento.
Le nuove generazioni dovrebbero rappresentare una speranza di rinnovamento. Ma quanti, anche giovani , un volta seduti “lì”, saranno in grado di resistere al profumo del “privilegio”, al cosi detto andazzo generale al quale siamo ormai tutti assuefatti, ricordando fermamente, e contro ogni lobby, tutta l’indignazione e le convinzioni esposte durante la loro campagna elettorale con l’obiettivo di conquistare i cuori ( e, quindi, i voti) di tutti i cittadini stanchi e desiderosi di futuro?
La nuova droga non è più la polvere bianca ma è la droga della mente, molto più subdola e pericolosa: ottenebra tutto senza colpo ferire. Attenzione!!!

#2 da Flavio Rossini, inviato il 23/2/2010
Lo scatto di Giulia mi ha portato alla memoria il film Sciuscià di Vittorio De Sica del 1946 ed al di là dell' assai importante merito della questione, rende in primo luogo l'idea della condizione dei bambini dopo oltre mezzo secolo dall'uscita del citato film, qualsiasi nazionalità o etnia ai quali essi appartengono. Questa immagine riflette una condizione che si pensava fossa stata affrontata e risolta, i diritti cioè dell'infanzia all'educazione ed alla dignità della loro condizione ed il fallimeto di questa politica è una grande sconfitta per l'Istutizione. L'immagine lega fortemente con la campagna di Italia Futura sulla condizione della scuola primaria in Italia e sulle fallimentari politiche ad essa associata, tema affrontato da Italia Futura non fine a se stesso ma come specchio delle varie problematiche della società nazionale. Se, nella seconda decade del nuovo millennio, esistono ancora bambini costretti a lavorare vuol dire che nonostante tutti gli sforzi la nostra società non può considerarsi ancora matura ed i mali come la corruzione, tema sul quale anche questa associazione ha aperto un importante dibattito, o altri di eguale o forse anche di maggiore importanza e gravità verranno difficilmente risolti.

#1 da salvatorosaria, inviato il 22/2/2010
i partiti di destra non fanno altro che mandar via i room e poi approfittano dei loro bambini per farli lavorare,magari per pochi spiccioli.Che schifo.



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