16 febbraio 2010

La calma è la virtù dei forti

Enzo Robino


In un tempo in cui le maestre la facevano da "padrone" a scuola (io oggi ho 51 anni), il mio maestro elementare fu un uomo. Con una statura fisica non elevata ma con una statura professionale sicuramente al di sopra della media. E lo dico con cognizione di causa avendo avuto una mamma maestra a scuola e anche nella vita di tutti i giorni. Ricordo con piacere quest'omino sempre molto pacato in tutte le sue lezioni ed espressioni. Nonostante ogni tanto anche il più mite degli uomini avrebbe ecceduto in una classe di trenta (dico trenta) ragazzini. Grazie a lui sono cresciuto con la consapevolezza che "la calma è la virtù dei forti" e l'insegnamento di base carico di nozioni e di vita! Grazie maestro Arena.



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Adolfo Scotto di Luzio, autore del rapporto sulla Scuola
Storico e saggista, insegna
all'Università di Bergamo.
I suoi libri sul liceo classico e sulla crisi del modello scolastico italiano del secondo dopoguerra hanno suscitato un intenso dibattito.

La scuola ha perso la capacità di coltivare il gusto elitario della solitudine ed è rimasta letteralmente sommersa sotto la pressione uniformante dei linguaggi di massa. E' appena il caso di ricordare che elitario non significa "per ricchi", ma "per pochi", quei pochi che scelgono di condividere la fatica di uno studio rigoroso. Questa precisazione va fatta perché la polemica antielitaria da cui è stata investita in maniera crescente la scuola in questi ultimi decenni ama fregiarsi di idealità sociali, di un linguaggio sentimentale che fa costante appello alla generosità , alla giustizia, alla solidarietà , e nella cultura tende a riconoscere troppo spesso il privilegio di uno stato di possesso culturale e quasi mai la fatica di un acquisto. Ora, la differenza che passa tra ascrizione e acquisizione è esattamente quella che può distinguere un sistema del privilegio dal merito come fondamento della democrazia. Oggi pretendiamo di essere eccellenti dopo decenni in cui ci siamo esercitati pervicacemente a negare ogni legittimità ai linguaggi della distinzione. La rincorsa affannosa dell'eccellenza assume così i tratti beffardi di un atto tardivo. Quando non è (e lo è il più delle volte) vuota retorica. L'unico modo per essere eccellenti è esigere una scuola rigorosa e di qualità.


LE PROPOSTE DEL RAPPORTO

La biblioteca del maestro

Centri di lettura dedicati ai maestri elementari, perché la scuola diventi un vero centro culturale.

Le scuole degli italiani

Vogliamo costruire una scuola, perché la dignità dei maestri è anche la dignità che comunica il luogo in cui insegnano.



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Gloria Droghetti

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