16 febbraio 2010

Legambiente plaude alle nostre proposte

Edilizia scolastica

di Italia Futura

Migliorare la qualità delle scuole attraverso investimenti in sicurezza e vivibilità. Questa la ricetta di Italia Futura apprezzata da Legambiente, che, tra una settimana presenta il suo rapporto “Ecosistema scuola 2010”.

“Le proposte lanciate da Italia Futura di incrementare il basso numero di biblioteche magistrali nelle nostre istituzioni scolastiche e di fare un’indagine, attraverso le immagini mandate dagli insegnanti, sullo stato delle scuole elementari, ci trova perfettamente d'accordo” – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - “Le scuole disseminate sul territorio sono l'espressione della rilevanza sociale che un Paese dà all'istruzione".

Attraverso il rapporto annuale Ecosistema Scuola, Legambiente denuncia da dieci anni la necessità di una seria riqualificazione e messa in sicurezza delle scuole in Italia. Dall'ultima indagine risulta che il 20% degli edifici sono stati costruiti prima del 1940, poco più del 36% prima del 1974 (anno di entrata in vigore della legge antisismica) e circa il 44% dal 1974 al 2007.

La datazione della costruzione richiede agli enti locali proprietari, comuni e province, continui investimenti che risultano insufficienti rispetto alla necessità di manutenzione delle scuole. Solo il 43,71% degli edifici scolastici, inoltre, possiede il certificato di prevenzione incendi, il 56,72% è provvisto di scale di sicurezza e l'11,83% presenta ancora strutture con amianto. "La scuola, e quindi l'edilizia scolastica, deve essere una delle grandi opere pubbliche in cui il nostro Paese deve investire ed anche urgentemente" - ha concluso Cogliati Dezza.




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Adolfo Scotto di Luzio, autore del rapporto sulla Scuola
Storico e saggista, insegna
all'Università di Bergamo.
I suoi libri sul liceo classico e sulla crisi del modello scolastico italiano del secondo dopoguerra hanno suscitato un intenso dibattito.

La scuola ha perso la capacità di coltivare il gusto elitario della solitudine ed è rimasta letteralmente sommersa sotto la pressione uniformante dei linguaggi di massa. E' appena il caso di ricordare che elitario non significa "per ricchi", ma "per pochi", quei pochi che scelgono di condividere la fatica di uno studio rigoroso. Questa precisazione va fatta perché la polemica antielitaria da cui è stata investita in maniera crescente la scuola in questi ultimi decenni ama fregiarsi di idealità sociali, di un linguaggio sentimentale che fa costante appello alla generosità , alla giustizia, alla solidarietà , e nella cultura tende a riconoscere troppo spesso il privilegio di uno stato di possesso culturale e quasi mai la fatica di un acquisto. Ora, la differenza che passa tra ascrizione e acquisizione è esattamente quella che può distinguere un sistema del privilegio dal merito come fondamento della democrazia. Oggi pretendiamo di essere eccellenti dopo decenni in cui ci siamo esercitati pervicacemente a negare ogni legittimità ai linguaggi della distinzione. La rincorsa affannosa dell'eccellenza assume così i tratti beffardi di un atto tardivo. Quando non è (e lo è il più delle volte) vuota retorica. L'unico modo per essere eccellenti è esigere una scuola rigorosa e di qualità.


LE PROPOSTE DEL RAPPORTO

La biblioteca del maestro

Centri di lettura dedicati ai maestri elementari, perché la scuola diventi un vero centro culturale.

Le scuole degli italiani

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