15 febbraio 2010

"Occorre una scuola di qualità"

Il Resto del Carlino


Un paese non può pensare al suo futuro senza una scuola di qualità. Questo il senso del convegno promosso dall'associazione Italia Futura, fondata da Luca Cordero di Montezemolo, svoltosi ieri nell'Aula magna della Facoltà di giurisprudenza a Macerata. E' la prima uscita in territorio marchigiano, come sottolineato da Maria Paola Merloni e dal direttore Andrea Romano, di un'associazione che è nata "come luogo di confronto per cercare risposte alle tante domande, elaborare idee, fare proposte trasversali alla politica, finalizzate al paese di domani".

Impietosa l'analisi della scuola italiana effettuata da Adolfo Scotto di Luzio, che ha presentato i risultati della ricerca "Maestri d'Italia": frammentata, scomparsa dal dibattito pubblico, senza più un modello culturale di riferimento. Bisogna, perciò, valorizzare il merito, rivedere i meccanismi di reclutamento dei docenti, eliminare l'incertezza e la disaffezione, frutto di dieci anni di una "riforma continua", ammodernare le strutture, oggi del tutto inadeguate.

"il vero problema è che ai ragazzi manca il sogno, quello di pensarsi positivamente in avanti, di affermarsi nella vita. Credo sia questo il compito più urgente della scuola" ha detto Cleto Sagripanti, imprenditore, amministratore delegato della Manas. "Un sogno per far crescere il quale è necessario favorire il merito e sviluppare il talento. Ma serve anche riconoscere agli insegnanti, l'importante ruolo a cui sono chiamati".




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Adolfo Scotto di Luzio, autore del rapporto sulla Scuola
Storico e saggista, insegna
all'Università di Bergamo.
I suoi libri sul liceo classico e sulla crisi del modello scolastico italiano del secondo dopoguerra hanno suscitato un intenso dibattito.

La scuola ha perso la capacità di coltivare il gusto elitario della solitudine ed è rimasta letteralmente sommersa sotto la pressione uniformante dei linguaggi di massa. E' appena il caso di ricordare che elitario non significa "per ricchi", ma "per pochi", quei pochi che scelgono di condividere la fatica di uno studio rigoroso. Questa precisazione va fatta perché la polemica antielitaria da cui è stata investita in maniera crescente la scuola in questi ultimi decenni ama fregiarsi di idealità sociali, di un linguaggio sentimentale che fa costante appello alla generosità , alla giustizia, alla solidarietà , e nella cultura tende a riconoscere troppo spesso il privilegio di uno stato di possesso culturale e quasi mai la fatica di un acquisto. Ora, la differenza che passa tra ascrizione e acquisizione è esattamente quella che può distinguere un sistema del privilegio dal merito come fondamento della democrazia. Oggi pretendiamo di essere eccellenti dopo decenni in cui ci siamo esercitati pervicacemente a negare ogni legittimità ai linguaggi della distinzione. La rincorsa affannosa dell'eccellenza assume così i tratti beffardi di un atto tardivo. Quando non è (e lo è il più delle volte) vuota retorica. L'unico modo per essere eccellenti è esigere una scuola rigorosa e di qualità.


LE PROPOSTE DEL RAPPORTO

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Centri di lettura dedicati ai maestri elementari, perché la scuola diventi un vero centro culturale.

Le scuole degli italiani

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Gloria Droghetti

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