I libri di Caracas
di Patrizia Cantusci
Era donna riservata e dai modi asciutti. Gestualità composta e sguardo vigile andavano a completare la parte esposta del suo modo di fare e, forse, del suo modo di essere. Nata a Pola, ha insegnato alle scuole medie del Liceo Agustìn Codazzi, scuola italiana a Caracas dove ho avuto il privilegio di studiare in epoca preistorica, e quando a Italia Futura è venuto il guizzo di chiederci di rispolverare la figura del maestro, inteso come colui che molto e bene ha inciso sulla nostra formazione, a me è venuta in mente lei. Soltanto lei. Come fosse stata, lei, l'unica insegnante, nei decenni di studi che sarebbero seguiti.
Me ne sono chiesta ragione. Ma la ragione, come tale intesa, non arriva, se non lasci al ricordo lontano i suoi tempi e le sue pause. E' stato così che, d'un tratto, ho ricordato la frase con cui aveva uso chiudere le sue belle lezioni di italiano :"Dovete leggere. Chi non legge, nè saprà scrivere nè saprà parlare". Nelle piccole biblioteche delle scuole di oggi giacciono libri. Libri che non interessano. Forse inadatti a quella delicata fase che va dagli 11 ai 14 anni.Dove sono i libri di Giulio Verne? Dove, Piccole donne? Dove, I ragazzi della via Paal? Dove è finito Tom Sawyer?
E' a quella età che un ragazzino, sia pure recalcitrante, può accettare l'idea di dover dedicare qualche minuto alla lettura. Ma va aiutato a farlo. Gli editori, piuttosto di vuotare i magazzini a mezzo macero (macero:costo o contributi), potrebbero rifornire le scuole, specie quelle di periferia. Con autori dalla narrazione avvincente. Perchè la fortuna di crescere con molti libri in casa e di trovare sulla propria strada insegnanti di valore, è affatto scontata.