Il maestro Culotta
di Pietro Bisconti
Il maestro Culotta arrivava ogni mattina da Palermo. Viaggiava a bordo di una Fiat Ritmo, appena comprata, di colore bianco. Il maestro Culotta aveva i baffi e gli occhiali. La giornata a scuola iniziava con la preghiera che recitavamo tutti in piedi. Sempre in piedi ci mettevamo appena entrava in classe un adulto.
Amava l'ordine, il maestro Culotta, ma sapeva anche sorridere e il sabato, alle undici, ci portava in cortile a giocare a pallone.
Lo ebbi come maestro solamente per l'anno scolastico 1978/79 quando io avevo dieci anni e frequentavo la quinta elementare.
I fulmini del terrorismo erano lontani e nel mio paese, in provincia di Palermo, neppure arrivava il fragore del tuono.
Quell'anno il maestro Culotta ci parlò della democrazia e ci spiegò cosa volessero dire quegli strani manifesti con la scritta "black out".
Accaddero tante cose quell'anno.
So che il maestro Culotta è morto una decina di anni addietro per un infarto, all'età di cinquantasei anni.