Un sorriso da nonna
di Pasquale Romano
La mia maestra, Vittoria Foster, è un ricordo indelebile.
Ormai anziana, furono gli ultimi cinque anni di insegnamento, capelli bianchissimi, occhi dolci, un sorriso da nonna, educazione di altri tempi.
Mi ha guidato con vero amore insegnandomi innanzitutto ad essere onesto, leale, comprensivo, tollerante, altruista, combattivo.
Non l'ho mai vista alterata... Eppure quante volte ne avrebbe avuto il diritto! Quando spiegava catturava totalmente la mia attenzione e sentivo, forte, il desiderio di compiacerla dimostrandole sempre di essere preparato. Lo meritava per il suo impegno e, in fondo, mi sembrava che fossi uno dei suoi alunni preferiti.
Negli anni successivi, fino ai tempi dell'università, ho continuato a vederla. Andavo a trovarla a casa tre o quattro volte all'anno. Mi accoglieva con la gioia negli occhi. Preparava il tè, d'altronde era figlia di un ufficiale inglese, e trascorrevamo un paio di ore a conversare della vita.
Finchè un giorno, all'inizio degli anni novanta, non rispose al telefono. Ciao Maestra.