La signorina Monghisoni
di Silvia Toni
La signorina Monghisoni era un'attempata zitella che viveva con sua sorella, anch'essa nubile. Le due signorine Monghisoni erano molto stimate in paese. La mia maestra, credo sia nata già anziana, anche quando frequentavo l'università, quindi circa 13-15 anni dopo l'inizio delle scuole elementari, mi capitava di incontrarla ed era sempre vecchia uguale...
Il primo giorno di scuola, vederla fu una grande delusione: portava abiti o sottane lunghe fino a metà polpaccio, sempre vestita di grigio o di nero, con i capelli raccolti tutti indietro in un "rotolo", come una sorta di bassa aureola che partiva da un orecchio e passando alla nuca arrivava all'altro orecchio, ricoperti da una retina grigia, come il colore dei suoi capelli. Io sono sempre stata ribelle, curiosa e chiacchierona, la maestra mi picchiava spesso con sonori ceffoni: ricordo la prima volta che presi lo schiaffo, ritornata a casa lo riferii a mia madre che prontamente me ne diede un altro affermando "si vede che te lo sei meritato". Da quella volta non lo riferii più.
A scuola ero la più brava della classe, prendevo sempre il premio in denaro che la scuola consegnava a fine anno, la maestra mi esibiva di fronte alle altre maestre, perchè come sapevo le tabelline io...non le sapeva nessuno. La mia maestra mi ha fatto conoscere cose meravigliose. Ricordo di aver vinto la codina del serpente a sonagli per aver consegnato per prima il problema di matematica risolto. Poi abbiamo fatto l'erbario, riconosco tutti i fiori selvatici e poi le passeggiate nei campi a vedere e imparare le parti della spiga (il tutolo, le brattee) e della vite ( il raspo, i pampini) o come far uscire dalla tana i grilli con un filo d'erba o catturare le lucciole. Grazie Signorina Monghisoni.